La cultura ebraica propriamente detta è quella sorta all'interno del popolo degli ebrei a partire dalla formazione della prima nazione ebraica antica in epoca biblica col Regno di Giuda (931-586) prima e attraverso la vita nella millenaria diaspora ebraica poi, fino a giungere allo Stato moderno d'Israele. L'ebraismo guida i propri aderenti sia nella pratica quotidiana secolare che nella fede spirituale più propriamente detta, di modo che esso non viene più definito solamente come una religione formale, bensì anche come un'"ortoprassi"Biale, David, Not in Toma no cu ens: The Tradition of Jewish Secular Thought, Princeton University Press, 2011, p.15.

Non tutti gli individui o tutti i fenomeni culturali possono essere classificati all'interno della dicotomia secolarismo-religiosità, una distinzione questa nata solo a partire dal pensiero fondato sull'IlluminismoBiale, David, Not in the Heavens: The Tradition of Jewish Secular Thought, Princeton University Press, 2011, pp.5-6.

La cultura ebraica nel suo significato più prettamente etimologico mantiene un suo profondo e specifico legame con l'originaria Terra d'Israele, gli ancestrali Regno di Giuda e Israele (1030-930) e Regno d'Israele (933-722), lo studio dei testi ebraici, la pratica della "carità" comunitaria (nell'interpretazione ampia di Zedaqah) ed infine con l'intera storia degli ebrei.

Il termine cultura ebraica secolare si riferisce pertanto a molti aspetti, tra cui la religione e visione del mondo, la letteratura ebraica, i media e il cinema, l'arte e l'architettura, la cucina ebraica e l'abbigliamento tradizionale, gli atteggiamenti sociali verso il genere, il matrimonio e la vita familiare, la musica ebraica e la danza ebraicaTorstrick, Rebecca L., Culture and customs of Israel, Greenwood Press, 2004.

L'"ebraismo secolare" rappresenta un fenomeno distinto interconnesso al processo di assimilazione culturale, un movimento storico di divulgazione di tutti quegli elementi facenti parte dell'ambito più strettamente culturale; a partire dalle credenze e pratiche religiose originarieBeit-Hallahmi, Benjamin, "The Secular Israeli (Jewish) Identity: An Impossible Dream?", in Barry Alexander Kosmin, Ariela Keysar, eds., Secularism & secularity: contemporary international perspectives, Institute for the Study of Secularism in Society and Culture, Trinity College, Hartford, 2007, p.157. Derivato dall'analisi filosofica condotta da Moses MendelssohnBiale, David, Not in the Heavens: The Tradition of Jewish Secular Thought, Princeton University Press, 2011, p.10 l'ebraismo secolare si è espresso innanzitutto tramite l'Haskalah o "illuminismo ebraico", guidato dai valori sorti con l'"Età dei Lumi". Negli ultimi decenni il campo accademico di ricerca ha incluso anche gli studi ebraici, attraverso la storia, la letteratura, la sociologia e la linguistica.

Lo storico David BialProfessore di storia degli ebrei e preside del dipartimento storico dell'Universita della California, Davis dedicato a Emanuel Ringelblum. ha tracciato le radici del secolarismo ebraico nell'era pre-moderna; assieme ad altri studiosi ha evidenziato la vicenda occorsa al filosofo olandese Baruch Spinoza, soprannominato "l'ebreo rinnegato che ci ha dato la modernità" secondo la definizione datane da Rebecca Newberger Goldstein nella sua biografia intellettualeRebecca Newberger Goldstein, Betraying Spinoza: The renegade Jew who gave us modernity, Schocken/Nextbook, 2006.

Ai giorni nostri l'argomento dell'ebraismo secolare è fonte di vasti studi ed insegnato in molte università dell'America del Nord e israeliane, tra cui l'Università di Harvard, l'Università di Tel Aviv, l'Università della California - Los Angeles, la Temple University e l'Università della Città di New York le quali comprendono tutte significativi dipartimenti ebraici. Inoltre molti istituti scolastici includono lo studio accademico dell'ebraismo e della cultura ebraica nel proprio curriculum.

Lungo tutto il corso della storia, in epoche e luoghi diversi come la tarda antichità nata dall'ellenismo, nel continente europeo prima e dopo la "rivoluzione illuministica", in al-Andalus, nel Nordafrica e nel Medio Oriente, fino a giungere alla storia degli ebrei in India, agli ebrei della Cina, alla storia degli ebrei negli Stati Uniti d'America e al contemporaneo Israele, le comunità ebraiche hanno vissuto lo sviluppo di fenomeni culturali caratteristici dell'ebraismo senza per questo essere di necessità specificamente d'impronta religiosa.

Alcuni fattori di ciò provengono dall'interno stesso dell'ebraismo, altri dalle interazioni degli ebrei con le popolazioni ospitanti diasporiche ed altri ancora dalle dinamiche interne sociali e culturali della comunità; questo al contrario della specificità religiosa. Tale fenomeno ha condotto a variazioni considerevolmente differenziate dell'unica cultura ebraica presente all'interno e tra le diverse comunità.

Storia

Non esistette più un'unità politica della società ebraica sin dai tempi della monarchia unita risalente al I millennio prima dell'era volgare. Da allora in poi le popolazioni israelite sono sempre rimaste geograficamente disperse fino a che, nella seconda metà del XIX secolo, gli ebrei aschenaziti si trovarono principalmente nel'Europa centrale e nell'Europa orientale; i sefarditi erano invece ampiamente diffusi nelle varie comunità della regione del bacino del Mediterraneo; i mizrahì si espansero principalmente in tutta l'Asia occidentale; ed altre popolazioni ebraiche esistettero nell'Asia centrale, in Etiopia (i falascia), nelle regioni del Caucaso e perfino in India.

Sebbene vi fosse un elevato grado di comunicazione e traffico tra queste comunità, molti esuli sefarditi si mescolarono ai gruppi aschenaziti nel centro europeo a seguito dell'espulsione degli ebrei dalla Spagna verificatasi nel 1492; molti "Ashkenazim" migrarono nell'Impero ottomano dando così origine al tratto caratteristico siriano-ebraico denominato "Ashkenazi"; i commercianti ebrei-iracheni vennero a formare una comunità distinta nel subcontinente indiano. Molti di questi gruppi rimasero ad un certo punto isolati dalle culture circostanti a causa della "ghettizzazione", dalle leggi musulmane concernenti i Dhimma e dal tradizionale scoraggiamento dei contatti con le popolazioni professanti il paganesimo e il politeismo.

Le comunità ebraiche dell'Est europeo durante il Medioevo continuarono a mostrare caratteri culturali del tutto peculiari nel corso dei secoli. Nonostante le tendenze universalistiche propugnate dall'Illuminismo - con la sua eco ebraica nel movimento Haskalah - molti ebrei di lingua yiddish dell'Europa orientale hanno continuato a considerarsi come un gruppo nazionale distinto ('am yehudi, dalla lingua ebraica della Tanakh) ma, adattando quest'idea ai valori illuministici, assimilavano il concetto di gruppo etnico la cui identità non dipendeva dalla religione la quale, sotto il pensiero del XVIII secolo, cadde in una categoria separata.

L'autore Constantin Măciucă scrive di "uno spirito ebraico differenziato ma non isolato" il quale permea l'intera cultura ebraica nella letteratura yiddishMăciucă, Constantin, prefazione di Israil Bercovici, O sută de ani de teatru evriesc în România ("One hundred years of Yiddish/Jewish theater in Romania"), 2nd Romanian-language edition, revised and augmented by Constantin Măciucă. Editura Integral (an imprint of Editurile Universala), Bucharest (1998). .. Questo fatto è stato solo intensificato in quanto l'ascesa del Romanticismo amplificava in generale l'identità nazionale (il nazionalismo) in tutti i paesi europei; così ad esempio i embri dell'Unione Generale dei Lavoratori Ebrei del tardo XIX e dell'inizio del XX secolo erano nella generalità dei casi non religiosi.

L'"Haskalah", combinata con il movimento di emancipazione ebraica in corso nell'Europa centrale e nell'Europa occidentale, fece nascere l'occasione per gli ebrei di entrare a far parte della società secolare. Allo stesso tempo i pogrom scatenati contro gli ebrei nell'Europa orientale hanno provocato un massiccio aumento migratorio, in gran parte in direzione degli Stati Uniti d'America ove più di 2 milioni di immigrati si trasferirono tra il 1880 e il 1920. Nel 1931 il 92% della popolazione ebraica mondiale era costituita da persone di origini aschenazite.

Il secolarismo è nato in Europa come una serie di movimenti che militavano a favore di una nuova concezione di cui non si era mai sentito parlare prima; all'interno di esso si è sviluppato anche l'ebraismo secolare. Per questi motivi gran parte di quanto è pensato nel mondo anglosassone - ma non solo - come "cultura ebraica secolare", è sostanzialmente il movimento ebraico che si è evoluto a partire dall'Europa centro-orientale e successivamente portato nell'America settentrionale da parte degli immigrati.

Durante gli anni quaranta la "Shoah" ha sradicato e distrutto la maggior parte delle comunità ebraiche che vivevano in gran parte dei Paesi europei. Quest'evento, in combinazione con la creazione dello Stato d'Israele nel 1948 e il conseguente esodo ebraico dai Paesi arabi, ha prodotto un ulteriore spostamento geografico.

La definizione della cultura secolare tra chi pratica l'ebraismo ortodosso risulta essere difficile, ché l'intera cultura è per definizione intrecciata con le tradizioni religiose; l'idea di un'identità etnica e reigosa separate rimane estranea alla tradizione ebraica di un "'am yisrael". Gary Tobin, direttore responsabile dell'"Institute for Jewish and Community Research", ha dichiarato nei riguardi della tradizionale cultura ebraica:

Yaakov Malkin, professore di estetica e retorica all'Università di Tel Aviv nonché fondatore e direttore accademico del "Meitar College for Judaism as Culture" a Gerusalemme, scrive:

In Nordamerica i movimenti ebraici secolari e culturali sono suddivisi in tre "organizzazioni ombrello": la "Society for Humanistic Judaism", il "Congress of Secular Jewish Organizations" e il "Workmen's Circle".

Filosofia

La filosofia ebraica comprende l'intera ricerca filosofica svolta dagli ebrei o in relazione alla religione dell'ebraismo; essa si estende su diverse principali epoche della storia degli ebrei e vi include l'epoca biblica più antica, il periodo medioevale e l'età moderna. La filosofia antica ebraica è espressa dalla Tanakh. Secondo il professor Israel Efros gli stessi principi filosofici ebraici hanno il loro inizio nel testo biblico ove si possono trovare le fondamenta della credenza nel monoteismo, come la fede in un Dio personale, la separazione tra Dio-Mondo-Natura (a differenza del Panteismo) e la storia della creazione in Genesi.

Altri scritti biblici associati alla filosofia sono i Salmi i quali contengono l'invito ad ammirare la saggezza divina attraverso le sue opere; da questo, suggeriscono alcuni studiosi, l'ebraismo porta con sé un sottofondo filosofico"Medieval Philosophy and the Classical Tradition: In Islam, Judaism and Christianity" by John Inglis, Page 3. In Qoelet, che spesso viene considerato come l'unica autentica opera filosofica biblica, l'autore tenta di comprendere quale sia il posto degli esseri umani nel mondo e il senso del loro esistere"Introduction to Philosophy" by Dr Tom Kerns.

Altri scritti ricollegabili ad una speculazione filosofica possono essere rinvenuti tra i libri deuterocanonici come il Siracide e il Libro della Sapienza.

Durante l'epoca ellenistica l'ebraismo ha cercato di combinare la tradizione religiosa con gli elementi della filosofia greca e della cultura greca. Il filosofo Filone di Alessandria utilizza l'allegoria filosofica per tentare di fondere e armonizzare il mondo greco-ellenistico con il pensiero ebraico; il suo lavoro cerca di combinare Platone e Mosè in un unico sistema filosofico. A differenza di tutti i precedenti approcci interpretativi letterari egli ha sviluppato invece un approccio allegorico dell'interpretazione scritturale sacra.