Il clan dei Casamonica e degli Spada è un'organizzazione criminale mafiosa di origine rom operante nell'area di Roma e presente, con le sue ramificazioni, in diverse altre zone del Lazio.
Storia
Origine del clan Il clan dei Casamonica e degli Spada prende origine dalle famiglie di rom abruzzesi stanziali Casamonica e Di Silvio, originarie dell'Abruzzo e del Molise che si stanziarono nel Lazio. I primi esponenti del clan, Luciano Casamonica, Adelaide Spada, arrivarono nella periferia di Roma da Tortoreto (in provincia di Teramo), verso la fine degli anni trenta. A loro si aggiunsero, negli anni cinquanta, altri componenti provenienti da Pescara e da Venafro, località del Molise. Nella prima fase le famiglie erano semi-sedentarie e passavano l'inverno a Roma per poi migrare in primavera verso Milano e Torino. All’inizio commerciano cavalli e si stanziano su alcuni terreni, in gran parte comunali, con roulotte e caravan, per poi iniziare ad edificare. Il nucleo principale si formò nella zona sud e sudest di Roma: Romanina, Anagnina, Porta Furba, Tuscolano, Spinaceto fino a spostarsi poi dalla capitale, verso la zona di Frascati.
Con il passare degli anni, il clan si è via via ramificato fino a formare un'organizzazione criminale strutturata, formata da famiglie strettamente connesse sulla base di rapporti fra capostipiti che si sono poi sposati con appartenenti ad altre famiglie rom come De Rosa, Di Guglielmo, Morelli, Di Silvio, Di Colombi, Di Rocco, Ciarelli, Cerelli, Bevilacqua, Sauchella, Spada e Spinelli.
I consolidati legami con altri ambienti criminali hanno consentito, con il passare del tempo, la nascita di una vera e propria associazione a delinquere. Negli anni ottanta, per esempio, la Banda della Magliana ha spesso utilizzato componenti del clan come manovalanza criminale; in particolare Enrico Nicoletti, ex cassiere della banda, si affidava ai Casamonica per riscuotere i debiti insoluti. Col passare del tempo grazie a numerose alleanze hanno acquistato sempre più spessore criminale fino a diventare un'organizzazione tale da assumere il controllo di varie attività in diversi quartieri. Gli Spada invece arrivano ad Ostia, quartiere di Roma, nel 70.
Cronologia degli eventi Nel settembre del 1949 a Orte, Rosaria Casamonica fu incarcerata per l'assassinio di due bambini, ma date le scarse prove a suo carico fu scarcerata dopo poco. Probabilmente il suo arresto era stato viziato da pregiudizi razziali. Il 19 settembre 1950 a Viterbo, Margherita De Rosa detta "Gilda", 20 anni, sposata, originaria di Sparanise, viene uccisa a coltellate per questioni di gelosia da sua cugina Bambina De Rosa. Il 15 novembre 1952, a Roma in piazza Vittorio Emanuele II, Adele Casamonica, 16 anni, viene rapita, portata a Labico e lì abusata. Il rapitore Antonio Spada, coniugato e padre di un figlio, avrebbe agito per vendicare un'analoga offesa fatta a una sua sorella da un fratello della Casamonica. La Casamonica fu liberata dalla Squadra mobile, intervenuta su denuncia del padre e dell'amica tredicenne della ragazza, Lina Bevilacqua, testimone del rapimento. Frattanto lo Spada venne arrestato. Il 18 ottobre 1954, nel centro di Isernia, un gruppo composto dalle famiglie Morelli e Spada si scontra con un gruppo di un'altra famiglia nomade del posto, i Sarachella. Quest'ultimi hanno la peggio con diversi feriti di cui due ricoverati in gravi condizioni. La lite sarebbe scoppiata per motivi inerenti al commercio di bestiame nella zona. Nel dicembre del 1955 a Civitacampomarano, in provincia di Campobasso, Carmine Ciarelli uccide a colpi di pistola il fratello Ferdinando Ciarelli. Verrà arrestato ad Aprilia nel 1966, dopo dieci anni di latitanza, a seguito di un'operazione coordinata delle questure di Roma e Latina e il commissariato di Prati. Il movente è legato alla fuga della moglie di Carmine al suo paese d'origine a Pietramontecorvino, e a seguito di questo fatto scoppiò un violento litigio tra Carmine e Ferdinando che sfociò nell'atto delittuoso. Il 5 dicembre 1955 a Roma nel quartiere Trionfale, a seguito di un tentativo di furto andato male viene arrestato Levino Casamonica, che era già ricercato dalla polizia dovendo scontare un mese di carcere in quanto responsabile di contravvenzione al foglio di via obbligatorio. Il 31 dicembre 1956 nei pressi del castello Orsini-Colonna ad Avezzano scoppiano violenti incidenti tra un'ottantina di persone. Da una parte la famiglia Casamonica contrapposta alla famiglia Morelli, che si scontrano con coltelli, roncole, bastoni e fruste. Il bilancio è di dieci feriti e venti arresti. Le forze dell'ordine, inoltre, ritrovarono e sequestrarono in un edificio trenta bastoni, venti fucili, dieci coltelli e otto falcetti. Il motivo degli incidenti è da ricondurre al rapimento di due ragazze appartenenti alle due famiglie. Il 19 agosto 1957 al Mandrione scoppia una rissa tra quattro persone due uomini e due donne, dove verrà accoltellata una delle partecipanti. I quattro verranno in seguito arrestati, si tratta di: Giovanni Bompagini, Filomena Mastropasqua (la donna ferita col coltello), Enrico Spada e Gelsomina Saracelli. Il 28 agosto 1957, ad Avezzano, Rosaria Di Guglielmo viene uccisa nel sonno da un colpo di fucile da caccia; accusati dell'omicidio i fratelli Federico e Sabatino De Rosa, che si litigavano la ragazza, allora diciassettenne, e per cessare il litigio in famiglia avrebbero deciso di eliminare colei che definirono come "il pomo della discordia". Il 9 settembre 1959 a Grottaferrata scoppia una rissa dove un uomo viene lasciato in fin di vita a colpi di bastone e scudiscio. Verranno successivamente fermati Antonio Di Silvio, Guerino e Consiglio Casamonica. Il 1º aprile 1963 in un campo sulla via Flaminia, quattro uomini aggrediscono un pastore, nonché proprietario del campo, Guido De Santis. Il pastore riesce a difendersi e a mettere in fuga i quattro aggressori. In seguito sporgerà denuncia alla polizia. Verranno arrestati Luigi e Pasquale Ciarelli, residenti a Morlupo, mentre il nonno di Pasquale Ciarelli e un certo Peppino sono ricercati. L'origine dell'aggressione è da ricercare nel fatto che i quattro stavano facendo pascolare, senza permesso, due cavalli di loro proprietà nel campo del pastore. Peraltro, durante la colluttazione, i quattro aggressori hanno cercato di rubare il portafoglio, pieno di banconote, di De Santis senza riuscirci. Il 10 giugno 1963 al Tuscolano, per motivi sconosciuti, viene ucciso, da un guardiano di un cantiere, Carmine Di Silvio originario di Casalvecchio di Puglia. Il 16 ottobre 1966 a Barberino del Mugello, Raffaele Casamonica, abitante a Piansano di Viterbo, Anacleto Casamonica, abitante a Roma, Guido Casamonica, abitante a Piansano, rapinano pistole in pugno un pastore del luogo, Gabriele Palmieri, che viene malmenato insieme a un suo amico corso a difenderlo. I due sono stati denunciati. Il 23 settembre 1967 a Fiumicino, Antonio Casamonica (nato a Narni) e pugile dilettante, insieme ad Anacleto Di Silvio e Giuseppe Casamonica sequestrano due giovani: Luciano Saguto e Demetrio Tolli. Da Fiumicino vengono portati a via del Mandrione, dove i due sequestrati vengono picchiati ferocemente da Antonio e dai due complici. Solo l'intervento della squadra mobile riuscirà a mettere fine alla rissa, arrestando Di Silvio, Giuseppe Casamonica, Sarguto e Tolli, mentre Antonio Casamonica riesce a fuggire e verrà arrestato il 7 ottobre. Il motivo del pestaggio sta nel fatto che Saguto e Tolli avevano precedentemente abusato, secondo quanto afferma Antonio, delle sue nipoti minorenni e da lì partì la decisione della rappresaglia. Il 23 gennaio 1969 al Mandrione scoppiano incidenti fra un centinaio di persone, che vedono fronteggiarsi membri del clan Casamonica e membri del clan Di Silvio. Il bilancio è di una decina di feriti, il fermo di 45 persone e l'arresto di 15 per rissa aggravata. Il 21 febbraio 1972 a Silvi Marina quattro fratelli di una tribù nomade dei colli di Pescara (Ciarelli), armati di mitra, fucili e pistole, tendono un agguato a due tribù avversarie (Di Rocco e Spinelli) che si erano riunite in casa di Ferdinando Di Rocco a festeggiare il battesimo di due bimbi. Sul terreno rimane Umberto Di Rocco, più 5 feriti di cui una grave, mentre i tre killer, Carmine Ciarelli, Vincenzo Ciarelli ed Achille Ciarelli si danno alla latitanza. Carmine, però, braccato e ferito si consegnerà il 25 febbraio ai Carabinieri di Pescara. Subito dopo l'arresto i familiari inscenano una manifestazione di protesta. Il 25 febbraio 1972 in via del Mandrione viene ferito da alcuni colpi di pistola Raffaele Casamonica, originario di Mosciano Sant'Angelo, morirà dopo venti giorni d'agonia. Il 28 aprile 1973 a Sulmona, un gruppo di zingari aggredisce a colpi di spranga un giostraio, Vittorio Gabrielli, che per difesa spara, ma colpisce un'innocente, che passava lì vicino, che muore sul colpo. Successivamente verranno fermati Nicola e Carmine Di Rocco, il motivo dell'assalto, si scoprirà, era legato al commercio di animali. Il 24 gennaio 1975 viene sequestrato a Roma un bambino, che viene tenuto in un appartamento di Pomezia; le forze dell'ordine riescono a individuare e a liberare il bambino dopo poche ore, arrestando la sequestratrice Patrizia De Carta e i suoi complici: Giuseppe Spada, Angelo Casamonica (residente a Viterbo) e Rasena Opić (nata a Belgrado). Il 10 ottobre 1976 viene ucciso a Milano, a seguito di una rissa, Giuseppe Di Silvio, originario della provincia di Chieti. L'omicidio matura in uno scontro tra il "clan dei calabresi" e il "clan degli zingari". A seguito di una precedente rissa, un gruppo di zingari si presenta davanti a un locale frequentato dai calabresi, la situazione presto degenera, Giuseppe tira fuori la pistola ma viene freddato da Rocco Papalìa, originario di Platì, che ferisce anche un passante. Il 30 marzo 1980 viene ucciso ad Anzio Salvatore Di Silvio, originario di Latina, per questioni relative al piccolo spaccio di eroina. Il 1º agosto 1981 al Tuscolano a seguito di una rissa rimane ferito Enrico Casamonica detto "Ringo" da un colpo di pistola partito da un agente fuori servizio. Il giovane morirà giorni dopo. Il 25 gennaio 1982 a Napoli, presso piazza Porta Capuana, a seguito di una sparatoria rimangono feriti Armando Di Rocco (originario di Pescara) e Vittorio Casamonica (nato a Venafro). Il movente è da far risalire a un regolamento di conti. Il 31 luglio 1985 Luciano Casamonica, Annunziata Spada, Carla Ercolani, Filippo Sprovieri e Vincenzo Romani sequestrano a Marino Ortensia Campiglia, rea di non aver saldato un debito precedentemente contratto. I cinque verranno poco dopo arrestati. Il 23 gennaio 1988: a Rebibbia a seguito di un tentativo di fuga viene ferito a colpi di pistola Vittorio Bevilacqua. Il 25 aprile 1990 a Roma, in zona Arco di Travertino a causa di una discussione per una dose di droga "fasulla" Luciano Casamonica uccide a pugni un diciassettenne del posto, Luigi Ticconi. Il 29 agosto 1995: a Bastia Umbra viene rapita V.D.B., una ragazzina di 15 anni, a seguito delle indagini i carabinieri individueranno il rapitore in Pasquale Casamonica, riconosciuto dai parenti della vittima. Il 10 luglio 1997 a Roma in borgata Finocchio a seguito di un agguato, vengono feriti due ragazzi del clan, Manolo Casamonica e A. Casamonica, di 18 e 17 anni, mentre depositavano dei fiori nel luogo dove era morto in un incidente un loro amico 21enne, anche lui pregiudicato. Il 10 gennaio 1999 a Frosinone, scoppia una violenta rissa tra esponenti della famiglia Casamonica ed esponenti della famiglia Spada, poi repressa dalle forze dell'ordine. Il movente è legato a motivi sentimentali. Il 26 aprile 2000 al Tuscolano vengono sparati da ignoti alcuni colpi di pistola in direzione di Diego Casamonica che rimane illeso. Il 18 ottobre 2002 un gruppo di fuoco uccide Paolo Frau, ex uomo della Banda della Magliana, che controllava lo spaccio su Ostia.