Fu re degli Ostrogoti dal 474 e sovrano del Regno ostrogoto in Italia dal 493, nonché patrizio della Diocesi d'Italia formalmente sottoposto all'Impero romano d'oriente.
Biografia Origini Teodorico (o più correttamente Teoderico) nacque nel 454 in Pannonia: il padre era il re ostrogoto Teodemiro, la madre Ereleuva, una concubina; Teodemiro apparteneva alla stirpe reale degli Amali ed era riuscito a conquistare l'indipendenza degli Ostrogoti solo l'anno precedente alla nascita del figlio, quando aveva sconfitto gli Unni insieme ai propri fratelli Valamiro e Videmiro il Vecchio. Il suo nome gotico, ricostruito dai linguisti come *Þiudareiks, può essere tradotto come "sovrano del popolo"..
Nel 461, Teodorico, all'età di sette o otto anni, fu inviato come ostaggio a Costantinopoli in modo da assicurare la fedeltà degli Ostrogoti al trattato di pace stipulato da Teodemiro insieme all'augusto Leone I.. Nella capitale dell'Impero bizantino Teodorico ricevette la migliore istruzione da parte degli insegnanti più competenti della città., in considerazione della sua importanza come erede degli Amali, una dinastia che rivendicava il governo su metà dei Goti sin dal III secolo (sebbene la veridicità di ciò sia ritenuta opera di propaganda da parte degli storici moderni)..
Teodorico rimase a Costantinopoli fino al 469: in questi anni godette il favore dell'imperatore Leone I, imparò a leggere, scrivere e far di conto e cercò di acquisire i rudimenti della cultura latina... Quando l'imperatore Leone apprese che la sua armata imperiale si stava ritirando dalla Pannonia, decise di inviare Teodorico a casa con doni e senza alcuna promessa di ulteriori impegni: l'iniziativa dell'imperatore può essere interpretata come un tentativo di rafforzare la posizione degli Ostrogoti come possibili alleati imperiali contro il generale ribelle Aspar e i Goti della Tracia, guidati da Teodorico Strabone..
Nel 470 Teodorico assunse il controllo della porzione di regno in precedenza governato dallo zio Valamiro: poco dopo l'arrivo di Teodorico, il re dei Sarmati Babai conquistò la piazzaforte di Singidunum (attuale Belgrado) alle spese di Costantinopoli; Teodorico, per consolidare la propria posizione di principe degli Ostrogoti., passò il Danubio con 6 000 guerrieri, sconfisse i Sarmati e incamerò per sé tutto il territorio conquistato..
Successione Divenuto ufficialmente re degli Ostrogoti alla morte del padre nel 474, Teodorico sostenne numerose campagne contro potenziali rivali goti e altri nemici dell'Impero d'Oriente, fatto che gli permise di aumentare il proprio prestigio e di consolidare la propria posizione politica: in particolare condusse frequenti spedizioni contro Teodorico Strabone, che al momento si trovava in rivolta contro il nuovo imperatore Zenone, ottenendo per sé il comando delle forze romane e per il suo popolo la qualifica di foederati..
Nel 476/477 Zenone, nel tentativo di evitare che un gruppo germanico diventasse troppo potente o egemone, non solo rifiutò di concedere nuove terre agli Ostrogoti (che all'epoca stavano subendo una forte carestia) ma concesse a Teodorico Strabone i titoli militari un tempo affidati a Teodorico stesso. Infuriati per il tradimento imperiale, gli Ostrogoti oltrepassarono i Monti Rodopi, invasero la provincia della Macedonia spogliandola di ogni vettovaglia e costringendo l'imperatore a intavolare trattative. Inizialmente Teodorico rifiutò ogni compromesso ma in seguito acconsentì a inviare a Epidauro uno dei propri confidenti, Sidimondo.. Nel corso delle trattative, tuttavia, Zenone venne meno alla parola data e inviò un esercito per attaccare uno dei convogli di Teodorico: nella battaglia che seguì, i Goti, del tutto ignari del tradimento, persero oltre 2 000 carri ed ebbero 5 000 prigionieri..
Dopo essersi ritirato in Epiro, Teodorico invase la Tessaglia e conquistò Larissa nel 482. L'anno seguente, a seguito di nuove rivolte e della morte di Teodorico Strabone, l'imperatore Zenone fu costretto a venire a patti con Teodorico che ottenne il titolo di magister militum praesentalis, la nomina a console designato per il 484 e il comando delle province della Dacia Ripensis e della Mesia Inferiore...
I nuovi onori, in ogni caso, non saziarono l'ambizione di Teodorico e degli Ostrogoti i quali continuarono a saccheggiare le province imperiali e a minacciare la stessa Costantinopoli: nel 486 Zenone ottenne l'alleanza dei Bulgari ma costoro furono sconfitti da Teodorico che l'anno seguente pose l'assedio direttamente alla capitale dell'Impero, devastando i sobborghi con numerose rapide scorrerie e interrompendo la fornitura di acqua..
Nel tentativo di risolvere i problemi causati dalla minaccia degli Ostrogoti, Zenone decise di offrire a Teodorico la possibilità di governare l'Italia, all'epoca dominata da Odoacre, in qualità di Patrizio: in tal modo, Teodorico avrebbe ottenuto nuove terre in cui vivere e Zenone avrebbe potuto riprendere pieno controllo dei Balcani e sbarazzarsi anche dello stesso Odoacre, la cui lealtà verso l'Impero era ormai dubbia.
Accettata la proposta, Teodorico iniziò ad armare le proprie schiere e a predisporre quanto necessario per la migrazione dell'intero popolo ostrogoto in Italia. Dopo un anno di preparativi, Teodorico iniziò la lunga marcia verso l'Italia; nell'agosto del 489, sconfisse i Gepidi, alleati di Odoacre, che avevano cercato di sbarrargli la strada nei pressi di Sirmium..
La spedizione in Italia
Nel 489 Teodorico guidò gli Ostrogoti in Italia attraverso le Alpi Giulie: il 28 agosto dello stesso anno Odoacre diede battaglia presso il fiume Isonzo ma fu sconfitto e costretto a ritirarsi a Verona, ove cercò di approntare un campo trincerato; il 30 settembre Teodorico assaltò le posizioni di Odoacre e riuscì a conseguire una seconda vittoriaAnnales Valesiani, 11.50f...
A seguito della sconfitta, Odoacre si ritirò a Ravenna mentre Teodorico avanzò fino a Mediolanum, dove la maggior parte dell'esercito di Odoacre - incluso il suo generale, Tufa - gli si arreseAnnales Valesiani, 11.52.: non avendo alcun motivo di dubitare della lealtà di Tufa, Teodorico inviò il suo nuovo generale a Ravenna con un manipolo dei suoi soldati migliori; Tufa, tuttavia, cambiò schieramento e il contingente gotico posto al suo comando fu interamente distrutto..
A seguito della pesante disfatta, Teodorico fu costretto a ripararsi a Ticinum (Pavia) mentre Odoacre iniziò ad assediare il suo rivale e i Burgundi approfittavano dell'occasione per saccheggiare e devastare la Liguria.. La situazione migliorò solamente nella primavera del 490 quando il re visigoto Alarico II dimostrò quello che Wolfram definisce "uno dei rari esempi di solidarietà gotica" inviando aiuti militari al re ostrogoto, costringendo Odoacre ad abbandonare l'assedio. Teodorico lasciò Pavia e l'11 agosto 490 i due eserciti si scontrarono presso l'Adda ma anche questa volta furono gli Ostrogoti a prevalere e Odoacre fu costretto a ritirarsi nuovamente a Ravenna.
I ruoli si invertirono e ora toccò a Teodorico assediare il rivale: Ravenna si dimostrò inespugnabile, circondata com'era da paludi ed estuari ed essendo costantemente rifornita da piccole imbarcazioni provenienti dall'entroterra, mentre Tufa rimaneva attivo nella strategica valle dell'Adige, vicino a Trento, e ricevette rinforzi inaspettati quando si verificarono alcune diserzioni tra le file di Teodorico..
Mentre i Vandali invadevano la Sicilia, Frederico, Re dei Rugi e alleato di Teodorico, rimasto a proteggere Pavia, iniziò a opprimerne gli abitanti: Teodorico intervenne di persona spingendo così i Rugi a passare dalla parte di Tufa; il danno, però, fu di breve durata giacché Tufa e Frederico entrarono in disaccordo e si uccisero a vicenda in una battaglia.. Ormai rimasto unico padrone dell'Italia continentale, Teodorico iniziò i preparativi per armare una flotta, in modo da assediare Ravenna anche dal mare e dalle acque interne.
Nella notte tra il 9 e 10 luglio 491, Odoacre tentò una sortita fuori Ravenna ma l'iniziativa si rivelò un completo fallimento, con la morte del suo generale Livilia assieme ai migliori soldati eruli e l'anno seguente la marina ostrogota isolò la città anche dal mare. L'assedio si protrasse fino al 25 febbraio 493 quando Giovanni, vescovo di Ravenna, riuscì a negoziare un accordo tra le due parti contenente la promessa che Odoacre e Teodorico avrebbero regnato insieme e congiuntamente: il 5 marzo Teodorico fece il suo ingresso trionfale nella città. Dieci giorni dopo, venendo meno ai patti presi, Teodorico uccise Odoacre con la sua stessa spada durante un banchetto..
La vicenda della morte di Odoacre viene diffusamente raccontata anche dalle fonti coeve. Dopo aver inutilmente orchestrato una congiura, Teodorico approfittò di un banchetto in compagnia del rivale presso il palazzo chiamato Ad LaurentumAnnales Valesiani, 11.55f e Andreas Agnellus,Liber pontificalis ecclesiae Ravennatis, ch. 39 per prendere la sua spada e colpire il rivale direttamente alla clavicola. Pare che, in risposta alla domanda del morente Odoacre, «Dov'è Dio?», il re ostrogoto abbia risposto: «Questo è quel che hai fatto ai miei amici»Giovanni di Antiochia, frammento 214a; tradotto da C. D. Gordon, Age of Attila, pp. 182f.. Herwig Wolfram spiega il riferimento di Teodorico ai suoi "amici" come vendetta personale per l'uccisione della coppia reale dei Rugi, configurando quindi l'assassinio di Odoacre come atto di giustizia in accordo con le tradizioni germaniche, per quanto il figlio dei sovrani rugi fosse in quel momento in aperta ribellione contro Teodorico..
Oltre a Odoacre, Teodorico fece uccidere anche la moglie, Sunigilda e il fratello Onoulfo; il figlio Thela fu esiliato in Gallia ma quando tentò di rientrare in Italia fu anch'egli giustiziatoGiovanni di Antiochia, frammento 214a.; lo stesso destino capitò anche ai più fedeli collaboratori del re..
Regno Politica interna
Dopo aver disarmato le forze ancora fedeli a Odoacre, Teodorico, nell'intento di non disperdere le proprie forze in Italia e di evitare conflitti con la popolazione di stirpe latina, fece insediare i suoi 40 000 Ostrogoti nei pressi delle città di Pavia, Ravenna e nel Piceno..
Durante il suo lungo regno Teodorico mantenne intatto il sistema amministrativo tardo-romano: conservò al vertice della burocrazia alcuni tra i ministri di Odoacre come Cassiodoro e Liberio., si limitò a emanare edicta di precisazione senza usurpare le prerogative legislative dell'Imperatore d'Oriente, rispettò il prestigio e le funzioni del Senato e affidò a cittadini romani tutte le cariche civili (come i governatori civili delle province, i vicari delle diocesi e il prefetto del pretorio)..
Di innovativo vi fu l'attribuzione dei compiti militari e di alcune funzioni di controllo ai comandanti delle guarnigioni gotiche nelle città, i cosiddetti comites civitatorum..
A differenza di Odoacre, Teodorico fece in modo che i cittadini romani vivessero secondo il proprio diritto, separati dagli Ostrogoti che continuavano a mantenere le proprie leggi e il proprio credo.; in materia religiosa, sebbene ariano, concesse un'ampia tolleranza religiosa ai suoi sudditi calcedonei o ebrei.. A titolo di esempio, si può ricordare l'ordine di riedificare la sinagoga di Ravenna dopo che fu demolita da una folla nel corso di un tumulto.. Anche i gentili ebbero un periodo prospero durante il suo regno.