L'espressione arte islamica o arti islamicheLa questione della denominazione di questa materia, dall'inizio del suo studio, è stata oltremodo complessa; alcuni hanno cercato di qualificarla in maniera etnica e razziale ("arte araba", "arte persiana", "arte turca", "arte parte della produzione è profana. Il termine di Islam, nella sua accezione culturale e non religiosa, è stato preferito nel corso della seconda metà del XX secolo. Ma la questione dell'unità di tale arte resta spinosa, ed è messa in dubbio, per esempio da Oleg Grabar ne La formation de l'art islamique. L'espressione "arti islamiche" o "arti dell'Islam" è dunque sempre più spesso preferita dagli storici dell'arte a quella di "arte islamica", che si trova tuttavia frequentemente nelle pubblicazioni. A partire dal 1971, J.-P. Roux l'utilizzava per la sua esposizione al Louvre, istituzione che ha creato nel 1993 un "dipartimento delle arti dell'Islam". Per uno studio di queste questioni di denominazioni, vedi in particolare: Sophie Makariou, "Arabes versus Persans: génie des peuples et histoire des arts de l'Islam", in Rémi Labrusse (cur.), Purs décors? Arts de l'Islam, regards du XIXe siècle [cat. exp. Paris: musée des arts décoratifs, 2007-2008], Parigi, Les arts décoratifs/musée du Louvre éditions, 2007, pp. 188-197. comprende le arti prodotte a partire dall'Egira (622 dell'era cristiana) fino al XIX secolo da artisti (non necessariamente musulmani), che hanno vissuto in territori culturalmente legati alla religione dell'Islam.Marilyn Jenkins-Madina, Richard Ettinghauset and Architecture 650-1250, Yale University Press, ISBN 0-300-08869-8, p. 3."The term Islamic art not only describes the art created specifically in the service of the Muslim faith (for example, a mosque and its furnishings) but also characterizes the art and architecture historically produced in the lands ruled by Muslims, produced for Muslim patrons, or created by Muslim artists. As it is not only a religion but a way of life, Islam fostered the development of a distinctive culture with its own unique artistic language that is reflected in art and architecture throughout the Muslim world." ("Il termine arte islamica non descrive solo l'arte creata specificamente al servizio della fede musulmana (ad esempio, una moschea e le sue suppellettili) ma caratterizza anche l'arte e l'architettura storicamente prodotte nelle terre dominate dai musulmani, prodotte per mecenati musulmani o create da artisti musulmani. Poiché non è solo una religione ma un modo di vita, l'Islam favorì lo sviluppo di una cultura distintiva con un suo linguaggio artistico unico che si riflette nell'arte e nell'architettura in tutto il mondo musulmano.") Essa riguarda ambiti assai vari, dall'architettura alla calligrafia, dalla pittura all'arte ceramica, ecc.
Inizialmente l'arte islamica si è ispirata a quella bizantina, a quella romana, a quella paleocristiana, a quella persiana ed a quella cinese. Fin dall'inizio l'arte islamica pratica l'astrazione e la stilizzazione delle forme che appartengono agli esseri viventi, sforzandosi di descrivere i valori spirituali dell'uomo; evita il naturalismo, che include, nella tradizione occidentale a partire dal Rinascimento, l'uso dello spazio tridimensionale, della prospettiva e della modellistica della figura umana in luci e ombre.
Può essere suddivisa in vari periodi storici: quello iniziale detto degli Omayyadi (660-750); quello medio degli Abbasidi e quello della dinastia dei turchi Selgiuchidi (1100); quello dei Safavidi (1600); quello della rinascita dell'arte sotto gli Ottomani.
L'arte islamica è tipicamente focalizzata sulla riproduzione della calligrafia araba. Più di rado essa si dedica a figure umane: ciò è dovuto alla sensibilità religiosa dei musulmani, timorosi che alla riproduzione delle forme umane possa corrispondere il peccato di idolatria contro Allah, proibito dal Corano, e che nell'arte come imitazione della natura si possa intravedere il tentativo di copiare l'opera dello stesso Allah. Tale sensibilità ebbe importanti effetti anche sull'arte cristiana: in particolare, a ridosso della predicazione di Muhammad, sorse l'eresia pauliciana, che più tardi avrebbe rappresentato l'antesignana dell'iconoclastia. Come si dirà meglio tra poco, non è però vero che l'arte islamica rifiuti in assoluto la rappresentazione delle figure umane, essendo tale limitazione valida soprattutto nei luoghi e nelle opere di tipo religioso e meno in quelli di carattere "profano".
Viene sviluppato l'arabesco come stile ornamentale universale, stilizzazione di forme vegetali e soprattutto rappresentativo di temi geometrici e simboli presi in prestito dalla calligrafia, ma è nella costruzione delle moschee, dalla pianta simile a quella della casa del profeta Muhammad, come la Grande moschea di Cordova (785 d.C.), che si riproducono meglio che altrove i fondamenti dell'arte islamica.
Caratteristici dell'architettura islamica sono l’arco a sesto acuto e l'arco a ferro di cavallo, l’arabesco e la decorazione a muqarnas.
Significativi e pregevoli, oltre ai mosaici, anche le pitture architettoniche come quella conservata nella Cappella Palatina, terminata intorno al 1140 a PalermoNotevoli sono tutti i monumenti della Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. Nell'Italia meridionale vi sono altre testimonianze degli influssi dell'architettura islamica, come il duomo di Amalfi in Campania., i mausolei, luoghi di culto e di potere, la produzione di ceramiche, la lavorazione del vetro e del bronzo, i tappeti con i loro temi artistici legati alla natura. A mano a mano che le conquiste territoriali hanno aperto nuove conoscenze di arte in Asia, in Africa e in Europa, anche il gusto estetico si è aggiornato alle tendenze locali, come ad esempio quella persiana, sempre nel rispetto dei dogmi religiosi.
Pur in questa molteplicità di ispirazioni e di centri di creazione, l'arte prodotta nel contesto del mondo islamico presenta comunque una certa unità stilistica dovuta agli spostamenti degli artisti, dei commercianti, dei committenti e delle stesse opere. L'impiego di una scrittura comune in tutta la civiltà islamica e il particolare valore attribuito alla calligrafia rafforzano questa idea di unità. Altri elementi sono stati valorizzati, come l'attenzione posta alla decorazione e l'importanza della geometria e degli arazzi decorativi.Marthe Bernus Taylor, "L'art de l'Islam", in Moyen Âge, chrétienté et Islam. Paris, Flammarion, 1996, p. 445. Tuttavia, la grande diversità delle forme e delle scene, secondo i paesi e le epoche, porta spesso a parlare più di "arti islamiche" (o "arti dell'Islam") che di un'"arte islamica". Per Oleg Grabar, l'arte dell'Islam d'altra parte non può definirsi che attraverso "una serie di atteggiamenti di fronte al processo stesso della creazione artistica".Oleg Grabar, La formation de l'art islamique, [trad. Yves Thoraval]. Parigi, Flammarion, coll. "Champs", 2000, p. 297.
In architettura, edifici dalle funzioni specifiche, come moschee o madrase, sono creati in forme molto variegate ma seguendo spesso uno stesso schema di base. Se non esiste quasi l'arte della scultura, la lavorazione degli oggetti di metallo, d'avorio o di ceramica raggiunge frequentemente una grande perfezione tecnica. Occorre anche sottolineare la presenza di una pittura e di una miniatura nei libri sacri e profani.
Le arti dell'Islam non sono propriamente religiose: l'Islam qui è considerato come una civiltà piuttosto che come una religione.Per convenzione, si differenzia attraverso la grafia la religione (islam) dalla civiltà (Islam). Ne La formation de l'art islamique, Oleg Grabar mostra come l'arte islamica non sia l'arte musulmana in questi termini : "Arte islamica non si applica alle forme artistiche di una religione in particolare, poiché un gran numero dei suoi monumenti [nota: occorre prendere monumento nel senso primario di "testimonianza artistica"] hanno poco o nulla a che vedere con la fede musulmana. Delle opere d'arte, di cui si è stabilito che sono state create da e per non musulmani, possono, a giusto titolo, essere studiate come islamiche". Oleg Grabar, op. cit., pp. 11-12. Egli nota anche che "la nozione di islamico non è molto chiara" (p. 13), pur sforzandosi dopo di definirla meglio. Per lui, l'Islam si distingue attraverso una serie di concezioni stabilite meno da tendenze religiose che "dal risultato dell'impatto sugli Arabi delle culture esistenti" all'inizio del periodo (p. 132). Come già accennato, contrariamente a un'idea molto diffusa, esistono rappresentazioni umane, animali e perfino di Maometto: queste sono bandite soltanto nei luoghi o nelle opere religiose (moschee, madrase, Corani), a dispetto di alcune eccezioni.Silvia Naef, "Y a-t-il une "question de l'image» en Islam?", Tétraèdre, 2004, pp. 59-63 in particolare..
Storia dell'arte islamica Gli inizi (VII–IX secolo) Prima delle dinastie Si conoscono poche cose sull'architettura islamica prima della dinastia degli Omayyadi. Il primo e più importante edificio islamico è senza dubbio la "casa del Profeta" situata a Medina. Questa casa, più o meno mitica, sarebbe stata il primo luogo dove si sarebbero riuniti dei musulmani per pregare, benché la religione musulmana ritenga che la preghiera possa farsi in qualsiasi ambiente.
La casa del Profeta è di considerevole importanza per l'architettura islamica, nel senso che essa mette in opera il prototipo della moschea a pianta araba: un cortile con una sala di preghiera ipostila. Questo schema, adattato alla preghiera, non nasce dal nulla: il tempio di Husa (Yemen, II secolo a.C.) o la sinagoga di Dura Europos (ristrutturata nel 245) potrebbero esserne gli ispiratori.Henri Stierlin, L'architecture islamique, Parigi, PUF, 1993, pp. 9-10. Costruita in materiali deperibili (legno e terra battuta), la casa del Profeta non è sopravvissuta a lungo, ma è descritta in dettaglio nelle fonti arabe.Robert Hillenbrand, Islamic architecture, form, function and meaning, New York, Columbia University Press, p. 39. Sulla sua presunta posizione sorge attualmente la grande moschea di Medina.
I primi oggetti islamici sono molto difficili da distinguere dagli oggetti anteriori, sasanidi e bizantini, o già omayyadi. In effetti, l'islam nasce in regioni dove l'arte sembra essere stata poco diffusa,Oleg Grabar, La Formation de l'art islamique, [Trad. Yves Thoraval] Parigi, Flammarion, coll. Champs, 2000, pp. 105-107. ma circondate da imperi notevoli per la loro produzione artistica. Per cui, nei primi tempi, gli artisti islamici utilizzano le stesse tecniche e gli stessi motivi dei loro vicini."Possiamo considerare l'arte islamica come un'accumulazione di strutture e di forme attinte ai quattro angoli del mondo conquistato". Oleg Grabar, id., p. 296. Si conosce in particolare un'abbondante produzione di ceramica non vetrinata, come testimonia un celebre scodellina conservata al Museo del Louvre la cui iscrizione assicura la sua datazione nel periodo islamico. Questa scodella proviene da uno dei soli siti archeologici che permette di seguire il passaggio tra mondo pre-islamico ed islamico: quello di Susa in Iran.Sophie Makariou (dir.), Suse, terres cuites islamiques, Snoeck, 2005.
L'arte omayyade