L'Appello del 18 giugno (in francese L'Appel du 18 JuinSecondo il Référence:Lexique des règles typographiques en usage à l'Imprimerie nationale, p. 63, il mese prende la lettera iniziale maiuscola per un evento storico quando l'anno non è menzionato, esempi: «la nuit du 4 Août», il «9 Thermidor».) è il primo discorso del generale Charles de Gaulle a Radio Londra, sulle onde della BBC, il 18 giugno 1940. Questo discorso rappresenta una sorta di "chiamata alle armi" con la quale il generale de Gaulle incita a non smettere di combattere contro il Terzo Reich e nel quale predice una mondializzazione della guerra.

Questo discorso –molto poco ascoltato sul momento ma pubblicato sulla stampa francese il giorno dopo e diffuso dalle radio estere– è considerato il testo fondatore della Resistenza francese, del quale è uno dei simboli.

La versione sonora di questo discorso, quella che è oggi possibile ascoltare con la voce del generale de Gaulle, è in realtà quella dell'"Appello del 22 giugno", poiché la registrazione dell'Appello del 18 giugno non fu effettuata.Dell'Appello del 22 giugno ci è pervenuta una registrazione sonora di de Gaulle che lo pronuncia e spesso questo sonoro è utilizzato al posto di quello del 18 giugno che non esiste. Diffuso il giorno dell'armistizio, il tenore del contenuto del discorso del 22 giugno è molto simile a quello del 18 giugno; tuttavia le dichiarazioni sono molto più solide e argomentate.

Nel giugno 2005, quattro documenti, considerati come testimonianze essenziali dell'Appello del 18 giugno – la registrazione radio dell'Appello del 22 giugno, il manoscritto del testo dell'Appello del 18 giugno (detenuto dal figlio, l'ammiraglio Philippe de Gaulle), il manoscritto del Manifesto ("à tous les Français") e il Manifesto stesso – sono iscritti nel «Registro Memoria del mondo» dell'UNESCO.

Contesto storico Il , il colonnello de Gaulle inviò un memorandum sull'Avvento della forza meccanica alle 80 principali personalità di governo, di comando e della politica, nel tentativo di convincerle che il nemico li stava vincendo perché era dotato di una forza meccanica, terrestre e aerea molto superiore e che per fronteggiarla bisognava dotarsi di una forza equivalente o superiore.

Durante la campagna di Francia, il colonnello de Gaulle, all'epoca a capo di una divisione corazzata (4e division cuirassée - 4è DCr), fu uno dei pochi a vincere o perlomeno a rallentare l'avanzata tedesca; egli si distinse in particolare durante la battaglia di Montcornet (il ) e poi durante la battaglia di Abbeville (28/05-04/06); il lanciò il suo primo appello radiodiffuso a Savigny-sur-Ardres, che somiglia molto all'Appello del 18 giugno.

Il fu nominato generale di brigata (a titolo temporaneo e con effetto retroattivo dal ) e nella notte del venne nominato sotto-segretario di Stato al ministero della Difesa nazionale e della GuerraDopo le dimissioni di Édouard Daladier, il Presidente del Consiglio Paul Reynaud riprende l'interim del "Ministero della Difesa nazionale e della Guerra", de facto quindi de Gaulle agisce come ministro.. I suoi primi passi come sottosegretario sono tutti volti a trovare le modalità di continuare la guerra; in questo senso ha diversi incontri a Londra e in Francia con Winston Churchill, nella speranza di convincere il Presidente del Consiglio Paul Reynaud, contro il parere dello Stato Maggiore, che era invece favorevole a cessare le ostilità.

Tuttavia: il l'Italia fascista dichiara la guerra alla Francia (battaglia delle Alpi Occidentali); l' si tiene a Briare la penultima riunione del Consiglio supremo di guerra anglo-francese (in presenza di de Gaulle, Churchill, Spears e Pétain, tra gli altri) e in l'indomani a Tours ha luogo l'ultima riunione; il i tedeschi entrano a Parigi, dichiarata città aperta; a questo punto la linea dei sostenitori dell'armistizio (Weygand, Darlan, Laval e Pétain) prevale su quella di coloro che volevano continuare la guerra (Reynaud e de Gaulle); il de Gaulle parte per Londra; il governo francese vota per chiedere alla Germania nazista i termini di un armistizio; il Jean Monnet espone a de Gaulle il progetto dell'Unione franco-britannica – sia de Gaulle sia Churchill sono scettici sulla reale serietà e fattibilità di questo progetto sul lungo termine, ma entrambi convengono che in quel momento, l'"Unione" avrebbe permesso alla Francia di continuare la guerra a fianco del Regno Unito e, attraverso l'unificazione delle loro forze (economiche e militari), di vincere la guerra –; il governo britannico approva il progetto e questo viene proposto (telefonicamente) a Reynaud, che si incarica di convincere il governo francese; il de Gaulle rientra in Francia con l'aereo personale di Churchill, il governo francese respinge l'"Unione", in serata Reynaud si dimette e il Presidente della Repubblica Albert Lebrun nomina Pétain come Presidente del Consiglio; il mattina de Gaulle decolla alla volta di Londra, il Generale rimetterà piede nella Francia metropolitana il a Courseulles-sur-Mer.

Charles de Gaulle arriva a Londra il 17 giugno 1940, in aereo insieme con il suo aiutante di campo Geoffroy Chodron de Courcel e all'ufficiale britannico di collegamento, il generale Edward Spears, con l'intenzione di negoziare con i britannici, alleati della Francia, la continuazione della guerra, dopo aver esposto il suo piano a Paul Reynaud (quando era ancora Presidente del Consiglio). Egli incontra il Primo ministro britannico, Winston Churchill, nel pomeriggio. de Gaulle espone il suo progetto di mantenere la Francia nel conflitto anche in caso di capitolazione del Governo, installatosi a Bordeaux. Esprime il desiderio di poter parlare alla radio non appena arriverà la notizia della capitolazione. Churchill dà il suo accordo di principio e gli mette a disposizione la BBC.

Nella serata del 17 giugno, l'eco del discorso del Maresciallo Pétain, nel frattempo diventato nuovo capo del governo francese, arriva a Londra. Questi annuncia che bisogna smettere di combattere e che è sua intenzione di chiedere al nemico la firma di un armistizio. Churchill e de Gaulle concordano quindi che il Generale si esprimerà il giorno dopo alla radio, ma il Primo ministro deve vincere le resistenze di alcuni membri del suo governo, in particolare Lord Halifax e simpatizzanti monacesi, che vogliono ancora non dispiacere al governo Pétain e aspettano di vedere se sarà effettivamente firmato l'armistizio.

Nel pomeriggio del 18 giugno, Élisabeth de MiribelÉlisabeth de Miribel si trovava a Londra presso la «mission française de guerre économique», il 17 giugno è contattata dall'amico Geoffroy Chodron de Courcel, che era all'epoca l'aiutante di campo del generale de Gaulle, per svolgere dei lavori di segreteria e il primo incarico è la riscrittura a macchina dell'Appello del 18 giugno. scrive a macchina il testo del discorso, del quale il generale de Gaulle ha redatto una prima bozza già il 17 giugno a Bordeaux all'alba. Charles de Gaulle legge il suo discorso dalle antenne della BBC a Broadcasting House alle 18, ora di Londra, il martedì 18 giugno 1940, discorso annunciato nel programma della BBC alle 20:15 e diffuso alle 22. Questo è un appello a continuare la lotta accanto agli alleati britannici. Per il generale de Gaulle, la battaglia di Francia, certamente vinta dai tedeschi, non implica la fine della guerra. Poiché «questa guerra è una guerra mondiale» e la Francia potrà appoggiarsi sulla forza industriale degli alleati e in particolare quella degli Stati Uniti. Rivolgendosi ai soldati francesi, questo messaggio di speranza termina con un appello alla «resistenza», la cui fiamma «non si dovrà spegnere e non si spegnerà», facendo entrare il termine nel vocabolario politico del XX secolo.

Tuttavia, contrariamente all'idea generale, l'Appello del 18 giugno, non è un invito generale a costituire una rete di resistenza sul territorio francese. Da militare, de Gaulle si rivolse innanzitutto, e in maniera esplicita, ai militari (ufficiali e soldati) e agli specialisti delle industrie d'armamento (ingegneri e operai) invitandoli ad appoggiare lo sforzo di guerra del Regno Unito. In effetti, l'Unione Sovietica (patto Molotov-Ribbentrop) e gli Stati Uniti (in posizione di neutralità) non erano all'epoca impegnati a sostenere la Francia. Inoltre, durante la campagna di Francia, a seguito della battaglia di Dunkerque e dell'operazione Dynamo – ovvero la ritirata strategica degli Alleati da Dunkerque verso l'Inghilterra – circa soldati francesi furono evacuati in Inghilterra insieme con i britannici del BEF; di questi, la maggior parte fu rimpatriata in Francia nei giorni seguenti, ma circa dei militari che si trovavano in Inghilterra, risposero all'Appello del Generale.

Ma soprattutto, così come lo attesta la sola trascrizione certa – in tedesco – effettuata dai servizi di ascolto svizzeri, l'Appello, così come fu trasmesso il 18 giugno, non si presentava in rottura con il governo francese: «Il governo francese ha chiesto al nemico a quali condizioni onorabili un cessate il fuoco era possibile. Esso ha dichiarato che, se queste condizioni erano contrarie all'onore, alla dignità e all'indipendenza della Francia, la lotta doveva continuare.»

Il generale de Gaulle spiega nelle sue Mémoires de Guerre le ragioni che lo fecero temporeggiare a proposito del governo francese nel suo appello:

D'altra parte, l'Appello fu ascoltato dai francesi. In effetti, le truppe erano prese nella tormenta della débâcle, e in procinto di abbandonare la lotta, così come la popolazione civile. I più informati ne intesero parlare [dell'Appello] solo nei giorni seguenti, dalla stampa britannica in particolare, o per sentito dire. L'informazione fu ugualmente ripresa dai giornali francesi (Le Progrès, Le Petit Marseillais, Le Petit Provençal, Le Matin) e stranieri (Los Angeles Times, The New York Times, The Times). Solo successivamente, dopo che saranno stati lanciati altri appelli, per incoraggiare i francesi della métropole, dell'impero e del mondo intero a resistere, questo discorso sarà finalmente conosciuto. La mediatizzazione, della condanna a morte del generale de Gaulle da parte del tribunale militare permanente della 13ª regione, di Clermont-Ferrand, il 2 agosto 1940, contribuì largamente a far conoscere l'Appello in Francia; l'informazione apparve inoltre nella prima pagina di Paris-Soir e di Le Figaro.

Il figlio del Generale, Philippe de Gaulle, il è, insieme con la madre e le due sorelle, a Brest in procinto di imbarcarsi su un ferry per il Regno Unito. Non ascoltano quindi l'Appello lanciato alla radio, ma ne prendono conoscenza l'indomani, quando, arrivati a Falmouth, Philippe de Gaulle legge su The Daily Mirror che «un certain général de Gaulle, qui se trouve à Londres, vient de lancer un appel à tous les Français présents en Grande-Bretagne» ("un certo generale de Gaulle, che si trova a Londra, ha lanciato un appello a tutti i Francesi presenti in Gran Bretagna"). In giornata riescono a prendere contatto con Londra e l'indomani (il 20 giugno), in treno, raggiungono Londra, dove arrivano in serata. Philippe de Gaulle è, insieme con Geoffroy Chodron de Courcel e Élisabeth de Miribel, tra i primi a rispondere all'Appello.

Il futuro genero del generale, Alain de Boissieu, si trova prigioniero dei nazisti in Belgio quando il 19 giugno, prende indirettamente conoscenza dell'Appello del 18 giugno del generale de Gaulle lanciato la sera prima sulle onde della BBC. Trasferito in Pomerania e deciso a continuare la guerra, egli tenta senza successo di evadere; vi riesce ma viene catturato dai sovietici e fatto nuovamente prigioniero. Dopo l'operazione Barbarossa, Alain de Boissieu, insieme con altri prigionieri liberati dai sovietici, arriva ad Arcangelo dove si imbarca verso l'isola di Spitsbergen e poi verso il Regno Unito. Egli sbarca a Camberley il 12 settembre 1941 e firma immediatamente il suo impegno nelle forces françaises libres.