Quanzhou (in cinese 泉州; in pinyin Quánzhōu) è una città con status di prefettura della provincia del Fujian, in Cina. La popolazione del territorio amministrato da Quanzhou ammonta a abitanti.

Il sito dell'attuale Quanzhou è abitato ininterrottamente a partire dal Neolitico, fu insediato da popoli Min e successivamente Yue, rispettivamente nel primo e tardo periodo Zhou. Ricevette il nome attuale nel 711, nel periodo Tang, e venne elevata a capitale dell'omonima provincia (zhou, 州).

La città divenne un fondamentale nodo della via della seta marittima a partire dal periodo dei Song meridionali, a causa della vicinanza con la capitale Hangzhou, e vede la formazione di una comunità di mercanti stranieri principalmente di religione musulmana, ma anche induista, cristiana, e manichea.

La libertà religiosa continuò ad essere garantita dagli imperatori mongoli, che in conformità con la politica di escludere per quanto possibile i cinesi di etnia Han dalle posizioni amministrative, affidarono il governo cittadino a membri della comunità mercantile musulmana. Quanzhou fu visitata in quest'epoca da esploratori da occidente come Ibn Battuta, Marco Polo, e Odorico da Pordenone.

In seguito a un decennio di conflitti tra gruppi di potere all'interno della comunità musulmana, che sfociarono in una rivolta contro la dinastia Yuan, e soprattutto a causa dell'interdizione marittima o Haijin (海禁) promossa dalla dinastia Ming, a partire dal XIV secolo Quanzhou cessò definitivamente di essere un importante centro di scambi e dunque perse il suo vibrante assetto multietnico. Durante la guerra civile cinese, l'attuale municipalità fu interamente occupata il 24 novembre 1949, ed il governo cittadino venne ufficialmente stabilito il primo gennaio del 1951.

Attualmente Quanzhou è un importante centro manufatturiero dell'industria tessile, soprattutto nel settore delle calzature, concentrato nelle citta di Shishi e Jinjiang, il cui valore prodotto ammontava a 7 miliardi di euro nel 2006.

Proprio a causa della sua importanza come nodo di scambi internazionale e per la sua natura cosmopolita in epoca Song e Yuan, Quanzhou è stata nominata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2021, con il nome "Quanzhou: emporio del mondo nella Cina Song-Yuan".

Geografia fisica Il nucleo del centro urbano è situato sulle sponde del fiume Jin, in una penisola compresa fra questo fiume ed il fiume Luo a Est. Entrambi i fiumi confluiscono nella baia di Quanzhou, un'area dal fondale molto basso e costellata da isolotti e varie insenature.

Il territorio prossimo alla costa è per lo più pianeggiante, fatta eccezione per il Monte Qingyuan nel distretto di Fengze, che ha tra l'altro indirizzato lo sviluppo urbano verso Sud nella città di Jinjiang. Al contrario, i distretti di Dehua, Yongyuan e Anxi, situati nell'entroterra, sono collinari e montuosi. Proprio nel distretto di Dehua è situata la vetta più alta della prefettura, il Monte Daiyun (戴云山), che raggiunge un'altitudine di 1856 metri.

La zona costiera è fortemente affetta dall'inquinamento dovuto alle attività industriali, e i sedimenti nella baia di Quanzhou mostrano elevate concentrazioni di rame, zinco, piombo, cadmio, cromo, nichel e mercurio. Le conseguenze dell'inquinamento, dell'acquacoltura, e della diffusione della spartina, una specie invasiva in Cina, costituiscono un pericolo per le mangrovie presenti nella baia, sebbene gli sforzi di conservazione ambientale siano finora fruttuosi, e nel periodo 1990-2017 l'area coperta da mangrovie sia aumentata di .

Storia Storia Antica

Il sito di Quanzhou fu abitato sin dal neolitico, e reperti archeologici nel distretto di Nan'an testimoniano un livello avanzato di lavorazione del bronzo già dal'epoca della Dinastia Zhou. Il territorio era abitato principalmente da popoli Yue, successivamente, durante il Periodo dei Tre Regni, numerosi coloni Han si stanziarono a Quanzhou per sfuggire ai tumulti e alle guerre che caratterizzavano il III secolo. A questo periodo e a quello successivo alla riunificazione da parte della dinastia Jìn risalgono i templi di Baiyun e Jianzao, così come numerose tombe portate alla luce dagli archeologi, caratterizzate da mattoni la cui fattura mostra chiare influenze delle popolazioni Han delle pianure centrali.

Sembra che già dal VI secolo la città, allora denominata Zicheng, intrattenesse relazioni commerciali con porti dell'Asia Meridionale, dal momento che il monaco indiano Kulanatha raggiunse la Cina approdando proprio a Quanzhou.

Dinastia Tang e Song

Sotto la dinastia Tang, sebbene fosse ancora un porto poco frequentato, e la città fosse di dimensioni piuttosto ridotte, coprendo un'area di 90 ettari, questa venne rinominata Quanzhou e venne designata capitale dell'omonima prefettura nel 711, nel 718 acquisì autorità sulle contee di Nan'an e Jinjiang e nell'811 fu promossa da prefettura di medio livello (zhongzhou. 中州) a prefettura di primo livello (shangzhou, 上州).

Durante i decenni di caos che precedettero la caduta della dinastia Tang, Quanzhou fu attaccata da un gruppo di guerrieri capeggiato dai fratelli Wang Chao, Wang Shengui, Wang Shenzhi e Wang Yanfu, le mura furono prese d'assalto e cadde nell'886, dopo un assedio durato un anno, e Wang Chao si proclamò prefetto, titolo che l'ormai debole imperatore Tang non poté far altro che confermare. Nell'893 Wang Chao conquistò anche Fuzhou, e le restanti prefetture del Fujian gli giurarono fedeltà. Quando morì, nell'898, gli succedette suo fratello Shenzhi, il quale nel 909, dopo la caduta definitiva della dinastia Tang, si fregiò del titolo di Principe del regno di Min, con capitale a Fuzhou.

Suo fratello Yanfu, nel frattempo, rimase a Quanzhou come prefetto nominato da Wang Chao, e fu poi succeduto nell'894 da suo fratello Shengui. La città, sebbene fosse formalmente parte dello stato di Min, rimase sostanzialmente autonoma e fuori dall'autorità di Fuzhou, e Shengui stesso governò come se fosse principe, tant'è vero che gli succedette suo figlio Yanbin.

Dopo la morte del principe Shenzhi nel 925, lo stato di Min fu afflitto da una serie di conflitti interni e collassò nel 945, ma Quanzhou fu risparmiata dalle devastazioni, e presto Liu Congxiao, proveniente da una famiglia di proprietari terrieri locali, organizzò un'armata privata per mantenere l'ordine pubblico e si autoproclamò governatore. Alla sua morte, nel 962, fu succeduto dal suo luogotenente Chen Hongjin, che stabilì relazioni con la neonata dinastia Song, al cui imperatore giurò fedeltà nel 978.

Durante la dinastia Song, la città crebbe notevolmente di importanza a causa del rapido incremento dei traffici commerciali: la dinastia non ebbe mai il pieno controllo delle rotte della via della seta terrestre, e dunque le relazioni commerciali con l'occidente erano intrattenute principalmente via mare. Quanzhou si e vide la formazione di una prima comunità stabile di mercanti stranieri e di origine straniera provenienti dal medio oriente, che assunse il controllo dei traffici marittimi. Tra i prodotti locali che venivano venduti ed esportati nel porto di Quanzhou, un ruolo prominente era occupato dalle ceramiche del Fujian prodotte in circa 170 siti di produzione all'interno della prefettura, specialmente nella contea di Dehua.

Alcune condizioni, come i costi del lavoro e delle materie prime, e la frequenza di tifoni e alluvioni sul litorale, fecero sì che la produzione fosse concentrata nell'entroterra, lungo il corso del fiume Jin, ma essa fu indissolubilmente legata al porto e orientata all'esportazione. L'organizzazione del lavoro e degli investimenti delle fornaci aveva caratteristiche quasi capitalistiche, vista la scala di produzione (1600 lavoratori per fornace, senza contare gli addetti alle materie prime e al legname).

La prosperità della città era indissolubilmente legata al volume dei traffici commerciali e al successo dei mercanti nel vendere la propria merce. Agli inizi del XIII secolo, l'economia cinese fu colpita da una crisi dovuta alla riduzione della circolazione di valuta metallica, e al conseguente deprezzamento delle banconote emesse dal governo imperiale: per finanziare le campagne militari a Nord, l'amministrazione richiedeva pagamenti di tasse in monete di rame, ed effettuava i pagamenti in banconote. Per aumentare la quantità di monete, ne vennero coniate di nuove con minore contenuto metallico. Tutto questo portò a una riduzione del potere d'acquisto e della competitività dei mercanti cinesi rispetto a quelli stranieri.

Dinastia Yuan

Fino all'epoca Song, il traffico commerciale con l'estero era regolato dall'ufficio del Sovrintendente Commerciale (Shibosi 市舶司) a Canton, ma nel 1087 venne aperto un ulteriore ufficio a Quanzhou, che si affermò definitivamente come secondo porto del paese. Durante gli anni finali della dinastia Song, questo ufficio era tenuto da Pu Shougeng (蒲寿庚), che si unì ai mongoli invasori e chiuse le porte alla corte dell'imperatore Song in fuga, cedendo Quanzhou ai mongoli.

Si ritiene che Pu appartenesse ad una famiglia musulmana originariamente stabilitasi a Canton, e che il cognome Pu sia un adattamento della parte iniziale della kunya araba Abu ("padre di"). Egli venne in seguito promosso dalla neo fondata dinastia Yuan a un ruolo nel governo della provincia del Fujian, come ricompensa per il supporto ricevuto e in ottemperanza alle politiche della dinastia, che miravano ad allontanare i cinesi Han dall'amministrazione. Un altro musulmano, tale Baha ad-Din Qunduzi, fu nominato governatore della città.

Quanzhou divenne allora anche nota con il nome di Zayton, nome con il quale i mercanti arabo-persiani e la popolazione musulmana locale si riferivano ad essa. Il nome ha origine durante il Periodo delle Cinque Dinastie, durante il quale il governatore Liu Congxiao (906-962) ricostruì le mura cittadine e le circondò di alberi di Erythrina variegata (in cinese Citong, 刺桐), motivo per cui i cittadini soprannominarono la città Citong. Il nome passò all'arabo con la forma Zayton (زيتون) o Medinat al-Zayton (مدينة الزيتون), letteralmente città dell'olivo, sebbene questo albero non abbia nessuna relazione con l'etimologia.

Con una corruzione del nome di Zayton la città è citata da Marco Polo nel suo Milione:

Da lì nel 1292 partì a bordo di una nave per il suo viaggio di ritorno a Venezia.

Nel 1342, il viaggiatore marocchino Ibn Battuta disse di aver visto nel porto di Quanzhou migliaia di grandi navi e un numero immenso di barche. Egli visitò la città e riportò la presenza di un quartiere dedicato ai mercanti musulmani e registrò un incontro con il qadi locale e lo sheikh al-Islam, notando che la popolazione musulmana era totalmente rispettata dal resto della popolazione. In quell'epoca, infatti, la città era meta di moltissimi mercanti, missionari e viaggiatori stranieri, soprattutto arabi e persiani. Quanzhou si era evidentemente più che ripresa dalla crisi economica che l'aveva colpita al tramonto della dinastia Song.

Un secondo gruppo di musulmani, in gran parte persiani entrati in Cina al seguito delle armate mongole che rientravano dalle campagne militari in Asia Centrale e in Persia, si stabilì permanentemente nella città. Questo gruppo prese il nome di Yisibaxi (亦思巴奚), dalla parola persiana per soldato, sepāhī (). In quel periodo Quanzhou era tra l'altro soprannominata Hui bancheng (回半城) ad indicare, probabilmente esagerando, che la popolazione cittadina era per metà musulmana.

Alcune iscrizioni datate aprile 1281 portate alla luce nel 1956 testimoniano anche la presenza di una comunità mercantile di lingua tamil, nell'iscrizione è testimoniata l'installazione di un'immagine di Shiva sanzionata da uno dei figli di Kubilai Khan. Nel corso del XIV secolo la città fu anche sede di una diocesi di rito latino, amministrata da missionari francescani (ca. 1308-1370).