Biografia Nacque a Modena da una nota e antica nobile famiglia in cui si annoverano personaggi illustri.Vandelli - Stemmi di famiglie nobili modenesi, Biblioteca Estense Universitaria - Modena; Ministero per i beni e le attività culturali; Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali e il diritto d'autore;Gli arredi dello Studio Vandelli sono conservati presso la Società Dantesca Italiana. Codice Fondo: FI0115

Vandelli si formò culturalmente prima al Liceo Muratori nella sua città natale, poi, trasferitosi a Firenze con la famiglia nel 1883, completò la formazione classica presso l'Istituto di Studii Superiori Pratici e di Perfezionamento. Al Liceo Muratori ebbe come docente Pio Rajna, che lo considerò subito il suo primo allievo. Fu lo stesso Rajna a indirizzare il Vandelli alla formazione superiore a Firenze avendolo così ancora come allievo universitario. La stessa tesi del Vandelli su I Reali di Francia è per indirizzo del Rajna. Vandelli amico così del Rajna diventerà il suo esecutore testamentario con uno specifico incarico: quello di vagliare le sue carte affinché in Marucelliana non affluissero documenti non meramente scientifici, che per contenuto o espressi giudizi potessero recare nocumento a viventi.

Appassionato di letteratura e filosofia, ottenne la laurea nel 1887; in seguito proseguì da autodidatta negli studi delle lingue antiche come il greco. Oltre che di Pio Rajna, fu allievo di illustri accademici quali Adolfo Bartoli.Pio Rajna: La Materia e la Forma della «Divina Commedia. I mondi oltraterreni nelle letterature classiche e nelle medievali. - Introduzione, edizione, commento a cura di Claudia Di Fonzo . Premessa di Francesco Mazzoni , Firenze, Le Lettere, 1998 («Quaderni degli studi danteschi» 12).

Si perfezionò accademicamente nel 1889 con una tesi critica, che fu poi edita a stampa, su I Reali di Francia a firma dello scrittore medioevale Andrea da Barberino.Andrea da Barberino: I Reali di Francia, a cura di Giuseppe Vandelli e Giovanni Gambarin, Gius. Laterza & Figli Tipografi-Editori-Librai, Bari 1947.

Vandelli divenne uno stimato letterato e critico di molte opere noto anche all'estero; per questo gli venne offerta la docenza cattedratica all'Università di Modena. In quel periodo si appassionò fortemente all'opera di Dante Alighieri, divenendone uno dei maggiori divulgatori accademici e critici internazionali.Giuseppe VANDELLI, recensione a R. D'Alfonso, F. D'Ovidio, F. Torraca, Sull'Epistola a Cangrande, «Bullettino della Società Dantesca Italiana», VIII (1901), pp. 137-164.Giuseppe VANDELLI, Per il testo della Divina Commedia, a cura di R. Abardo, saggio introduttivo di F. Mazzoni, Firenze, Le Lettere, 1989 (Quaderni degli studi danteschi, 5).

Nel 1895 ritornò a Firenze per coprire una prestigiosa docenza e avviò una proficua collaborazione con la nascente Società Dantesca Italiana. Nel 1902 iniziò un lavoro complesso e monumentale che diventerà la sua opera fondamentale: la critica all'opera dantesca, attuata con il metodo degli spogli integrali dei codici del sommo poeta, che approderà a una serie di edizioni ancora oggi di piena attualità e di pieno riferimento accademico, letterario e filologico. Prima di giungere a un testo completo, Vandelli approntò una serie di edizioni provvisorie.

Brillante intellettuale dell'epoca, diventò vivo amico di Vittorio Alinari, che lo ricorderà annoverandolo come dantista eccellente in seno alla sua pregiata Fondazione Alinari, di Renato Fucini, Giosuè Carducci, Isidoro Del Lungo, Giovanni Poggi e Guido Spadolini, e fece parte dell'Accademia degli Arcadi e della Societa Filologica Romana.Commemorazione di Pio Rajna, 15/5/1931 per iniziativa dell'Accademia degli Arcadi e della Societa Filologica Romana nella sede dell'Accademia, Giuseppe Vandelli - Tip. poliglotta vaticana, 1932. Dagli Atti dell'Accademia degli arcadi, 1931, vol. VII-VIII.

Vandelli aderì alla massoneria, fu membro eletto della Società Dantesca Italiana e fece parte dell'Accademia della Crusca.§ Vandelli diverrà Cruscante nel 1914 e avrà rapporti sempre più intensi con la Dante Society of America e con la Dante Society di Oxford.Firenze e la lingua Italiana fra Nazione ed Europa: Atti del convegno di studi, Firenze, 27-28 maggio 2004/ a cura di Nicoletta Maraschio. Firenze - Firenze University Press, 2007. ISBN 88-8453-517-4 (online), pag.:115;La prestigiosa figura letteraria del Vandelli e le sue origini familiari lo resero partecipe dei principali circoli letterari e sociali dell'epoca.

Morì a Firenze il 29 marzo 1937, disponendo nel suo testamento il lascito completo delle sue carte e degli spogli dell'opera dantesca alla Società Dantesca Italiana che tuttora li conserva presso un archivio (Fondo Vandelli) dedicato alla sua memoria.Il Fondo (Cod.: Fondo: FI0115) si trova presso la Società Dantesca Italiana.

La città fiorentina lo celebra ancora oggi ampiamente per i suoi contributi letterari e filologici nonché per l'ardita opera celebrativa di Dante Alighieri.In memoria di Giuseppe Vandelli, edito da L'arte della stampa; Firenze, 1938.

Contributi letterari Vandelli iniziò con la pubblicazione di una critica su I Reali di Francia di Andrea da Barberino, su sollecito del suo maestro Pio Rajna nel periodo 1892-1900, che verrà tuttavia portata a termine solo nel 1947 da Giovanni Gambarin, ma che lo rese comunque benemerito alla comunità letteraria per gli importanti lavori di filologia trecentesca.Libro V - Edizione di riferimento Andrea da Barberino, I Reali di Francia, a cura di Giuseppe Vandelli e Giovanni Gambarin, Gius. Laterza & Figli Tipografi-Editori-Librai, Bari 1947.Firenze e la lingua Italiana fra Nazione ed Europa: Atti del convegno di studi, Firenze, 27-28 maggio 2004/ a cura di Nicoletta Maraschio. Firenze - Firenze University Press, 2007. ISBN 88-8453-517-4 (online), pag. 115.L'appartenenza del Vandelli a varie Società dantesche gli permise di assorbire le varie esperienze scientifiche che andavano ben al di là degli studi danteschi in senso stretto e, sul piano del metodo, contribuivano in modo determinante a porre le fondamenta non solo della moderna dantologia, ma della stessa filologia italiana, anzi della Nuova Filologia, e dello studio della tradizione e della poesia medievale.

Appassionato dell'opera di Dante, pubblicò una complessa edizione sul sommo poeta, ardita e impensabile per il tempo, e corredata da una critica rimasta indelebile nella letteratura. Il lavoro presentandosi subito come monumentale lo indusse a adottare il metodo degli spogli integrali dei codici appreso da Pio Rajna.Pio Rajna: commemorazione tenuta il 15 maggio 1931 per iniziativa dell'Accademia degli arcadi e della Societa filologica romana nella sede dell'Accademia, Giuseppe Vandelli - Tipografia poliglotta vaticana, 1932. Dagli Atti dell'Accademia degli arcadi, 1931, vol. VII-VIII.

Il contributo del Vandelli alla letteratura è fondamentalmente legato alla recensione e alla critica attuato mediante l'introduzione di una nuova metodica innovativa e analitica del testo che pone il lettore di fronte a nuove valenze e costrutti filologici che precedentemente non erano immediatamente rilevabili e coadiuvate da una ripresa degli studi di metrica convergenti verso un più luminoso rimario.

Nella parametrica più scientifica del Vandelli la divisione dei canti avviene in segmenti di più terzine con una procedura additizia filologica che sovrappone al testo originale una griglia ben visibile utilissima per la lettura. Le parti evidenziate (da 3 a 6-7 per canto) hanno raffinati accorgimenti tipografici quali una nota con l'indicazione del numero di versi compresi nel tratto, una didascalia in carattere grassetto e una concisa parafrasi. In alto sulla pagina trovano posto titoli correnti in corsivo, che a sinistra informano del luogo (cerchio, girone o cielo), a destra della materia, pagina per pagina: al centro, in tondo, si dichiara la porzione di versi sottostante. Inoltre, in capo a ogni canto, figura una scheda riassuntiva in maiuscoletto, edita in tre corpi tipografici distinti.La Divina Commedia, Dante, Alighieri; Corredata dei segni della pronunzia e di nuovi spedienti utili all'evidenza, ai raffronti, alle ricerche, alla memorazione, Giuseppe Vandelli; Luigi Polacco - Milano Hoepli, 1924.La divina commedia, Dante Alighieri; testo critico della Societa Dantesca Italiana, riveduto, col commento scartazziniano. Aggiuntovi il Rimario perfezionato di L. Polacco e l'indice de'nomi proprii e di cose notabili, Giuseppe Vandelli - Milano Ed.: Hoepli, 1951.

Il minuzioso lavoro del Vandelli approdò quindi a una serie di edizioni provvisorie iniziate nel 1902 e giunte infine a un'edizione critica della Commedia pubblicata tuttavia soltanto nel 1921 come testo provvisorio nel volume delle opere della Società Dantesca Italiana,I lunghi e accurati accertamenti avevano convinto il V. dell'impossibilità di giungere a un sicuro ordinamento della tradizione e quindi dell'opportunità di procedere all'edizione attraverso un esame caso per caso dei luoghi critici, per accertarne i rapporti tra le lezioni relative e risalire a quella riconoscibile come " progenitrice ". Un criterio questo chiaramente empirico e, per di più, di difficile se non impossibile controllo per la mancanza, nelle edizioni vandelliane, di apparato critico e di note giustificative. Il che, tra l'altro, ha privato gli studiosi di D. di una troppo larga parte della dottrina dantesca accumulata dal V. in decenni di operosità. che si evidenziò subito per gli importanti contributi su questioni particolari.Nuova Enciclopedia Italiana - Rizzoli-Larousse Vol.XX Rizzoli Editore 1994, pag.357.La Società Dantesca Italiana 1888-1988. Atti del Convegno Internazionale di Studi (Firenze, 24-26 novembre 1988), a cura di R. A., Milano-Napoli, Ricciardi, 1995, pp. XLVI- 605. Giuseppe Vandelli filologo dantesco, nel volume precedente, pp. 289-303.Presentazione del volume di G. VANDELLI, "Per il testo della 'Divina Commedia'", nel volume precedente, pp. 305-8.G. VANDELLI, Per il testo della "Divina Commedia", a c. di R. A., Firenze, Le Lettere, 1989, pp. XVIII-382; alle pp. 331-39 la Bibliografia dell'autore [Quaderni degli "Studi Danteschi", n° 5].

Sempre nel 1921, nel VI Centenario della morte di Dante, fu pubblicata l'edizione su Le Opere di Dante, un testo critico della Società Dantesca Italiana, edita a Firenze da Bemporad, in cui il contributo del Vandelli si evidenzia chiaramente anche per il saggio introduttivo e per la metodica analitica, attenta e capillare.Si confronti con: Rudy Abardo, Giuseppe Vandelli filologo dantesco, in «La Società Dantesca Italiana 1888-1988» (1995) , pp. 289-303 [in appendice, alle pp. 302-303, si pubblica l'inedito di Giuseppe Vandelli: Lavori preparatorii del testo critico della "Divina Commedia"]

Vandelli ridusse e rivide il commento dello Scartazzini, e con Giovanni Busnelli curò una fondamentale edizione commentata del Convivio che completò poco prima di morire nel quadriennio 1934-1937.Dante Alighieri, & Busnelli, Giovanni. & Vandelli, Giuseppe, 1964 Il convivio / ridotto a miglior lezione e commentato da G. Busnelli e G. Vandelli, con introduzione di Michele Barbi Le Monnier, Firenze;

Campo di studi Numerosissimi i suoi saggi, le lettere, le note e i carteggi prodotti nella sua vita.Breve notizia di codici attinenti a Dante che si conservano nella Biblioteca Ricasoli Firidolfi in Firenze, Giuseppe Vandelli - Publisher: Firenze : L'Arte della stampa, 1921. Nozze Rosselli del Turco-Ricasoli Firidolfi.Miscellanea, Giuseppe Vandelli, Niccola Festa - Firenze Tipografia G. Carnesecchi & figli, 1898. Nozze Rostagno-Cavazza.Di una nuova ipotesi su l'epistola a Cangrande, Giuseppe Vandelli - Firenze Ed.: S. Landi, 1903. Bullettino della Societa dantesca italiana. Rassegna critica della letter. dantesca diretta da M. Barbi. Estratto da fasc. 11-12, vol. IX, pp. 273-79.