La ferrovia Palermo-Agrigento-Porto Empedocle è la linea ferroviaria trasversale nord-sud della Sicilia che unisce i due versanti tirrenico e mediterraneo dell'isola.
La ferrovia è in comune con le linee Palermo-Messina, Palermo-Catania e Catania-Agrigento, ed è il collegamento ferroviario più breve fra le città di Agrigento e Trapani (via Palermo), poiché la ferrovia a scartamento ridotto Castelvetrano-Porto Empedocle venne soppressa negli anni '80.
Storia
La linea Palermo-Agrigento è stata tra le prime della Sicilia ad essere costruita. La costruzione della ferrovia tra Palermo e Girgenti (Agrigento), la cui realizzazione era stata fortemente auspicata da vari imprenditori già dalla prima metà del XIX secoloFrancesco Maggiore Perni, Delle strade ferrate in Sicilia,Palermo. 1861 venne iniziata oltre un decennio più tardi dato che la concessione per costruirla, prevista nel Decreto Dittatoriale di GaribaldiVita di Garibaldi, allegato al vol secondo, Stabilimento tipografico Perrotti, Napoli 1862 e data ai banchieri livornesi Adami e Lemmi, era stata loro revocata per manovre politiche alla costituzione del Regno d'Italia e riconcessa alla Società Vittorio Emanuele. Quest'ultima società aveva subappaltato i lavori di costruzione alla Impresa Generale Vitali, Charles, Picard e Compagni ma il loro svolgimento venne rallentato dalle difficoltà finanziarie della suddetta società; per scongiurarne il blocco vennero quindi proseguiti e infine terminati dalla Società Italiana per le strade ferrate meridionali incaricata dal governo del regno di completare la costruzione della rete calabro-sicula. L'esercizio della linea venne poi assunto a partire dal 1885 dalla Società per le Strade Ferrate della Sicilia.
La linea non venne concepita inizialmente come un progetto per unire le due città dell'isola ma risultò di fatto come unione di tratte concepite per uso commerciale e scopi differenti. Anzi non vennero affatto considerate le esigenze della città di Agrigento (allora Girgenti) che ebbe la sua stazione molto distante, ai piedi della collina su cui sorge l'antica città. Lo scopo principale era infatti quello di raggiungere i punti di imbarco (caricatori) per il minerale di zolfo dell'area di Casteltermini, Montedoro, Comitini, Racalmuto e, quindi, si dirigeva su Porto Empedocle e, in senso opposto, aveva lo scopo di convogliare più velocemente su Palermo le merci ivi sbarcate, i vini della zona sud-occidentale siciliana e i suoi prodotti agricoli.
La tratta da Palermo a Roccapalumba-Alia venne costruita specificatamente per il trasporto dei minerali di zolfo del grande bacino minerario di Lercara verso i porti più vicini e cioè quelli di Termini Imerese e di Palermo e fu quella realizzata per prima con la prospettiva futura del suo prolungamento fino a Porto Empedocle.
La tratta tra Palermo e Bagheria, di poco più di 13 km, fu anche la prima ferrovia costruita in Sicilia; iniziato nel 1862 tale tratto venne inaugurato il 28 aprile del 1863; l'anno dopo la ferrovia raggiunse Trabia (altri 18 km) e nel 1866 Termini Imerese. Dato che il bacino zolfifero di Lercara si trovava a ridosso della vallata del fiume Torto si progettò un tracciato per inoltrarvi la costruzione della linea ferrata; Il 1º aprile del 1869 iniziarono le aperture delle varie tratte e la ferrovia raggiunse Roccapalumba il 3 luglio del 1870. La Stazione di Roccapalumba-Alia venne costruita a ridosso del letto del fiume e in seguito diverrà il punto di diramazione delle due linee per Catania e per Porto Empedocle.
Tratta InaugurazionePalermo–Bagheria28 aprile 1863Bagheria–Trabia25 luglio 1864Trabia–Termini Imerese20 febbraio 1866Termini Imerese–Cerda1º aprile 1869Cerda–Sciara6 giugno 1869Sciara–Montemaggiore Belsito15 settembre 1869Montemaggiore Belsito–Fiaccati16 febbraio 1870Fiaccati–Roccapalumba3 luglio 1870Roccapalumba–Lercara Bassa1º settembre 1870Lercara Bassa–Cammarata15 settembre 1874Comitini–Porto Empedocle1º novembre 1874Cammarata–Spina30 settembre 1875Comitini–Passofonduto30 settembre 1875Spina–Passofonduto16 dicembre 1876Roccapalumba–Castronovo di Sicilia (variante di tracciato)10 dicembre 2017
Il 16 dicembre 1876 fu completato l'ultimo tratto centrale di 15 chilometri Passofonduto-Spina, tra le stazioni di Comitini ed Acquaviva Platani. Veniva così inaugurata l'importante tratta Roccapalumba-Porto Empedocle che collegava anche i grandi bacini minerari del nisseno al porto di Porto Empedocle e quelli di produzione agricola al capoluogo isolano. Poco tempo dopo, anche se ancora per la via più lunga, iniziava il collegamento ferroviario diretto tra Palermo e Catania con il percorso, lunghissimo, via Aragona Caldare, Canicattì e Caltanissetta; fino al completamento della Palermo-Messina, avvenuto nel 1895 quello interno resterà l'essenziale ed unico itinerario di collegamento del capoluogo regionale con la rete ferroviaria nazionale.
Nel 1906 la linea venne riscattata dallo Stato ed entrò a far parte della rete delle Ferrovie dello Stato senza mutamenti di rilievo salvo quello dell'attivazione delle linee a scartamento ridotto coincidenti a Lercara Bassa nel 1912, a Girgenti dal 1921 e a Porto Empedocle dal 1911.
Fino al 1933 il capolinea rimase Porto Empedocle ed Agrigento ebbe soltanto la stazione passante di Girgenti, che nel 1927 era stata ridenominata stazione di Agrigento. In quell'anno con l'inaugurazione ufficiale della linea di penetrazione urbana attraverso la galleria San Gerlando e la nuova stazione di Agrigento Centrale il capolinea venne spostato ad Agrigento Centrale e il proseguimento tra la vecchia stazione di Girgenti ridenominata Agrigento Bassa e Porto Empedocle divenne di interesse locale per consentire il proseguimento sulla linea a scartamento ridotto per Castelvetrano, attiva dal 1923. Nel 1951 venne infine montata la terza rotaia sulla tratta Agrigento Bassa-Porto Empedocle per permettere alle automotrici a scartamento ridotto RALn 60 provenienti da Sciacca e Castelvetrano l'arrivo diretto nel centro urbano di Agrigento anziché effettuare un doppio trasbordo. Nel 1976 sulla tratta fu sospeso il servizio passeggeri e venne rimossa la terza rotaia per lo scartamento ridotto; il breve tratto di linea, declassato a raccordo, rimase solo per traffico merci a scartamento ordinario. Negli anni novanta fu elettrificata l'intera linea tra Porto Empedocle, Agrigento Centrale e Fiumetorto e vennero automatizzate ed esercite in telecomando DCO buona parte delle stazioni intermedie. Nell'estate del 2001 sulla tratta Agrigento-Porto Empedocle fu sperimentato un servizio viaggiatori urbano, solo festivo, con elettromotrici ALe 582 e la nuova fermata intermedia denominata Tempio di Vulcano.
La tratta Agrigento Bassa-Porto Empedocle fu riaperta definitivamente l'8 giugno 2014 a cura di Fondazione FS Italiane per solo servizio turistico.
Il 10 dicembre 2017 venne attivata la variante di tracciato fra le stazioni di Roccapalumba-Alia e di Castronovo di SiciliaRete Ferroviaria Italiana, Circolare territoriale PA 16/2017..
Caratteristiche
La linea venne costruita a semplice binario per tutto il suo percorso. Per il ricovero e l'accudienza delle locomotive vennero impiegati i depositi locomotive e le rimesse di Palermo, Roccapalumba, Agrigento Bassa e Porto Empedocle.
Agli inizi degli anni sessanta è stato raddoppiato il tratto da Palermo a Fiumetorto.
A partire dagli anni ottanta la linea è stata oggetto di improrogabili lavori di rinnovo dell'armamento rinnovato con impiego di rotaie 50 UNI e traverse in cemento armato precompresso. Sono stati sostituiti i vecchi deviatoi con quelli per armamento pesante (60 UNI) rinforzati alcuni ponti ed infine elettrificata per l'intera estensione a corrente continua a 3000 volt.
La pendenza massima della linea è del 30‰, tra le stazioni di Agrigento Bassa ed Aragona Caldare e tra Aragona Caldare e la stazione di Comitini, oggi declassata a posto di movimento.
Sistemi di esercizio Per la circolazione dei treni all'inizio venne adottato il regime di consenso telegrafico in seguito sostituito da quello telefonico tra i Dirigente Movimento delle stazioni del percorso. Negli anni trenta venne istituita la Dirigenza Unica suddividendo la linea, in varie tratte con delle stazioni porta per l'immissione in quelle successive. Le sedi dei Dirigenti Unici furono: Agrigento Centrale e Roccapalumba coadiuvati da alcune stazioni intermedie più importanti. Alla fine degli anni settanta venne avviato un programma di automatizzazione delle stazioni allo scopo di trasformarne la ormai obsoleta dirigenza unica in CTC con Dirigente Centrale Operativo. L'attivazione progressiva delle tratte con il nuovo sistema portò negli anni ottanta all'attivazione per brevi periodi della circolazione con Blocco telefonico e Dirigenza Locale, ovvero con ogni località di servizio presenziata da Dirigente Movimento.
Attualmente la linea è attrezzata a CTC, con Blocco automatico a conta-assi, tra Fiumetorto e Aragona, esercite in telecomando DCO con sedi ad Agrigento Centrale per la tratta Roccapalumba-Aragona e a Caltanissetta per la tratta Fiumetorto-Roccapalumba. La tratta estrema tra Palermo e Fiumetorto fa capo al Dirigente Centrale di Palermo. Tale modernizzazione ha per contro comportato l'impresenziamento di tutte le stazioni intermedie eccetto Roccapalumba, Aragona ed Agrigento con conseguente abbandono al degrado di buona parte degli edifici.
La velocità media del tracciato, nel tratto da Agrigento al bivio di Fiumetorto è di 80 km/h circa; il picco massimo è di 95 km/h raggiungibili tra Aragona e Campofranco nei pressi di Comitini.
Percorso La Palermo-Agrigento è, come buona parte delle ferrovie siciliane, una linea ferroviaria dalle caratteristiche tormentate data l'orografia delle aree interessate e lungo il suo percorso è costretta ad attraversare terreni instabili; la pendenza raggiunge in alcuni tratti anche il 30 per mille. Il tratto iniziale, da Palermo, è comune alle tre direttrici di Messina, Catania ed Agrigento; dopo un tratto costiero abbastanza veloce e a doppio binario, passata Termini Imerese, nella stazione di Fiumetorto,che prende nome proprio dal fiume Torto, inizia il semplice binario che si inoltra nella vallata del fiume fino alla stazione di Roccapalumba-Alia fino al 2017 stazione di diramazione delle linee per Agrigento e Catania, con la linea che passava per la stazione di Lercara Bassa in direzione Agrigento.
Dal 2017 la linea proseguendo raggiunge il posto di movimento Lercara Diramazione da dove la linea si dirama per Agrigento e per Caltanissetta Xirbi e Catania. Superata la Galleria Lercara Nuova (2.787 metri, la più lunga della linea) la linea si accosta alla Strada statale 189 della Valle del Platani giungendo alla stazione di Castronovo di Sicilia. In precedenza superata la stazione di Roccapalumba-Alia la linea iniziava subito a salire, con la vista a sinistra sulla valle del Torto e la ferrovia per Catania e dopo la stazione di Lercara Bassa, ex capolinea della linea a cremagliera a scartamento ridotto per Filaga e Magazzolo, attraversava poi la galleria Lercara, lunga m.1090 e sbucava nella valle del fiume Morello, affiancando la scorrimento veloce Palermo-Agrigento, raggiungendo poi Castronovo di Sicilia.
La linea da Castronovo di Sicilia prosegue, e a destra, per un notevole tratto, è possibile vedere la mole del Monte Cammarata; la linea prosegue poi ad andatura abbastanza lenta, e si susseguono le stazioni di Cammarata-San Giovanni Gemini, Acquaviva-Casteltermini, quasi sempre lontane dai relativi centri abitati, che si trovano sulle colline circostanti e dopo la piccola stazione di Sutera, oggi dismessa, raggiunge la stazione di Campofranco che presenta ancora oggi un notevole e ampio fascio di binari per la presenza di stabilimenti industriali dall’aspetto abbandonato; questa stazione era al servizio della solfara Cozzo Disi, oggi non più sfruttata.