La storia della Libia è la storia del territorio libico, dalla preistoria fino a oggi.
Preistoria L'odierna Libia era abitata sin dal periodo neolitico da popolazioni indigene, antenate dei berberi odierni, dedite all'allevamento dei bovini e alla coltivazione di cereali.
Periodo egizio
Il nome Libi è già attestato nell'antico Egitto (r3 b w, reso come Ri-b-ou, La-b-u o Li-b-u) per indicare una delle principali tribù berbere stanziate ad occidente del delta del Nilo. Queste entrarono a più riprese nell'orbita egiziana nel corso dell'Antico (2700 - 2200 a.C.) e del Medio Regno (2040 - 1780 a.C.), divenendo tributarie dei Faraoni.
Durante il Nuovo Regno (1530 - 1080 a.C.), le tribù libiche alternarono periodi di contrasto con i vicini egiziani e di sottomissione, durante i quali fornirono mercenari impiegati nell'esercito e personale per l'amministrazione. Verso la fine del XIII secolo a.C., infatti, il faraone Merenptah fece erigere una stele in cui vantava di aver vittoriosamente sconfitto e respinto una grande onda d'invasione da parte dei misteriosi Popoli del Mare e dei loro alleati libici: i Libu, i Mashuash e i Kehek. Durante i regni di Sethnakht (1186 - 1184 a.C.) e di Ramesse III (1184 - 1153 a.C.), le tribù libiche vennero nuovamente sconfitte e numerosi membri deportati in Egitto come prigionieri di guerra, per servire come mercenari nell'esercito. Questi gruppi si integrarono progressivamente all'interno del sistema egiziano, fornendo un crescente numero di dignitari impiegati nell'amministrazione.
Di origine libica era probabilmente il Primo Profeta di Amon Herihor che, nel collasso statale che segnò - durante il regno di Ramesse XI - l'inizio del terzo periodo intermedio, costituì attorno al 1088 a.C. un governo di fatto su Tebe e sull'Alto Egitto, istituendo una propria dinastia regale e sacerdotale. Uno dei figli di Herihor, Hedjekheperra-setepenra divenne nel 1069 a.C. Re dell'Alto e Basso Egitto con il nome di Smendes, fondando la XXI dinastia.
Nel 945 a.C. un altro uomo di origine libica, Hedjkheperra-setepenra, discendente dalla tribù dei Mashuash, si proclamò Faraone a Bubasti con il nome di Sheshonq I. Scacciati i discendenti di Herihor da Basso Egitto e da Tebe, Sheshonq fondò la XXII (945 - 717 a.C.) e la XXIII dinastia (818 - 728 a.C.), dette dinastie libiche, che si spartirono il potere in Egitto, all'incirca nello stesso periodo, con la XXIV dinastia di Shepsesra Tefnakht, Capo dei Libu e di Gran Signore dell'Ovest. Tutte queste dinastie vennero spazzate infine via dall'avvento della Dinastia Nubiana (780 - 656 a.C.), che a dispetto del nome era in realtà formata da discendenti libici di Herihor.
Periodo greco-fenicio
Tra l'XI e il VII secolo a.C. le coste del Mediterraneo occidentale vennero interessate dalla colonizzazione dei Fenici. I mercanti di Tiro, in particolare, fondarono tra la Grande e la Piccola Sirte le città di Leptis, Oea e Sabratha. Poco più tardi anche i Greci iniziarono a fondare colonie lungo le coste ad occidente dell'Egitto: Cirene (631 a.C.),Ham, p. 18 Arsinoe, Berenice (446 a.C.), Apollonia e Barce andarono così a costituire la cosiddetta Pentapoli Cirenaica. Le colonie greche e fenicie, tuttavia, esercitavano un limitato controllo sul territorio circostante, dove rimaneva invece inalterato il dominio delle tribù berbere. Nel VI secolo a.C. tuttavia, le città fenicie caddero progressivamente nell'orbita di Cartagine, anch'essa antica colonia fenicia, che prese ad esercitare un maggior controllo sulla fascia costiera occidentale.
L'interno, desertico e praticamente privo di risorse, venne lasciato a sé stesso dai cartaginesi, consentendo, nel V secolo a.C., lo sviluppo dell'impero dei Garamanti nella regione dell'odierno Fezzan.Ham, p. 17
Nel corso del IV secolo a.C. crebbe nella Cirenaica l'influenza greca. Nel 332-331 a.C., infatti, Alessandro Magno conquistava l'Egitto, sottomettendo anche la confederazione di città greche sorte ad occidente dei suoi confini. Mentre ad occidente rimaneva saldo il controllo punico e gli interventi ellenici si limitavano a brevi incursioni, come quella del 310 a.C., quando Agatocle di Siracusa portò la guerra ai Cartaginesi sul suolo africano, stringendo alleanza con Ailymas, "re dei Libi" (τόν βασιλέα τών Λιβύων,Diodoro Siculo (XX, 17-18) ma più prosaicamente identificabile come sovrano dei Massili di Numidia), salvo poi sconfiggerlo ed ucciderlo in battaglia in seguito ad un improvviso rivolgimento di alleanze. Nel corso del III secolo a.C., frantumatosi l'impero alessandrino, la Cirenaica entrò nell'orbita dell'Egitto ellenistico dei Tolomei, che vi fondarono anche la nuova città di Tolemaide.
Periodo romano
Dopo la definitiva conquista (e distruzione) romana di Cartagine nel 146 a.C., la Libia nord-occidentale entra a far parte del dominio romano e, poco più tardi, viene costituita come provincia col nome di Tripolitania con Leptis Magna capoluogo e importante porto commerciale della regione. Nel 96 a.C. Roma entra pacificamente in possesso anche della Cirenaica (lasciata loro in eredità dal re Apione, sovrano della cosiddetta Pentapoli cirenaica, costituita dalle città di Cirene, Teuchira-Arsinoe, Euesperide-Berenice (oggi Bengasi), Apollonia e Barce-Tolemaide) che verrà trasformata in Provincia romana un paio di decenni più tardi (74 a.C.). L'avanzata romana verso sud viene però fermata dai Garamanti.
La Cirenaica era entrata a far parte dei domini egiziani già a partire da Tolomeo I Sotere, pur staccandosene di frequente per usurpazioni e rivolte. La Cirenaica si distaccò dall'Egitto già sotto Ofella nel 322 a.C. e fu ancora indipendente sotto Magas, 301-253 a.C. e quindi sotto Demetrio il Bello, figlio di Demetrio I Poliorcete fino al 248 a.C. Nel 155 a.C. si distaccò nuovamente ad opera del futuro Tolomeo VIII, in contrasto con il proprio fratello Tolomeo VI e che, come misura di difesa preventiva, fece testamento in favore di Roma nel caso fosse morto senza eredi legittimi.
Nel 96 a.C. Tolomeo Apione, che aveva ricevuto il regno di Cirenaica nel 116 a.C. alla morte di Tolomeo VIII, del quale era forse figlio illegittimo, lo lasciò in eredità allo Stato romano.. Roma tuttavia non procedette subito all'annessione, sia per la posizione periferica e il territorio limitato, che non attiravano i commercianti italici o le società di pubblicani, sia per l'impegno nella guerra sociale prima e nella guerra civile tra Mario e Silla poi. Le città della Pentapoli cirenaica (Cirene, Teuchira-Arsinoe, Euesperide-Berenice, oggi Benghazi, Apollonia e Barce-Tolemaide) furono nel frattempo sede di lotte e contrasti, sia tra loro, sia all'interno per i conflitti tra oligarchi e democratici, mentre alcune località della costa vennero sfruttate da pirati. Si ebbe un breve intervento di Lucullo (allora proconsole della provincia di Cilicia) nell'87-86 a.C., senza esiti.
Nel 74 a.C. venne istituita la nuova provincia, governata da un legato di rango pretorio (legatus pro praetore), affiancato da un questore (quaestor pro praetore) e Roma ne iniziò lo sfruttamento degli agri regi Apionis,Citati da Cicerone (De lege agraria, 2,19,51) nel 63 a.C.. le proprietà regie ricevute per testamento, gestite da società di pubblicani.
Durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo la Cirenaica parteggiò per Pompeo e dopo la battaglia di Farsalo fu gravata da parte di Cesare dall'esazione di un tributo in natura, relativo alla produzione del silfio. Fu quindi assegnata a Cassio e dopo la battaglia di Filippi a Marco Antonio. Quest'ultimo, nell'ambito della sua politica orientale, l'assegnò nel 36 a.C. a Cleopatra Selene, la figlia avuta da Cleopatra e tale situazione si protrasse fino alla battaglia di Azio.
Il territorio cirenaico era caratterizzato dal contrasto tra le città costiere della Pentapoli, abitate da Greci, e i territori abitati da Libici. Le prime avevano conservato le proprie istituzioni e la propria autonomia, già riconosciuta dalla costituzione tolemaica del 248 a.C., ed erano riunite in una associazione. In alcune di esse era presente una minoranza di popolazione ebraica, che era organizzata con proprie distinte istituzioni. I tributi erano raccolti autonomamente dalle città e le società di pubblicani si occupavano piuttosto dello sfruttamento degli agri regi. I pochi cittadini romani presenti nella provincia erano organizzati in conventus civium Romanorum.
Poche furono le scorrerie delle tribù nomadi del deserto contro le città della provincia almeno nei primi due secoli. Sappiamo che al tempo dell'imperatore Domiziano (attorno all'85-86), il popolo tributario dei Nasamoni (che si trovava a sud della costa africana tra la Cirenaica e Leptis Magna) si ribellò, portando distruzione e sconfiggendo lo stesso legatus legionis della III Augusta, un certo Cneo Suellio Flacco, che era andato loro incontro. Avendo però questi ultimi trovato tra il bottino stesso della legione, oltre ai viveri anche del vino, si ubriacarono compromettendo il successo iniziale, poiché Flacco li assalì e li annientò tutti, tanto che Domiziano, esaltato da ciò, poté dire davanti al Senato: "Ho impedito ai Nasamoni di esistere".Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LXVII, 4, 6. Ben più grave fu invece la rivolta giudaica che colpì in particolare Cirene al tempo di Traiano (nel 115-116)..
Con la riorganizzazione amministrativa e provinciale di Ottaviano Augusto e con gli ulteriori aggiustamenti ai confini territoriali apportati in seguito dall'imperatore Tiberio, la Tripolitania entrò a far parte della provincia senatoria, retta da un proconsole, con il nome di Africa Proconsolare (Africa Proconsularis), che comprende appunto i territori occidentali della Libia, quelli occupati oggi dalla Tunisia (ad esclusione della sua parte desertica) e la costa orientale dell'Algeria. La Cirenaica rimarrà una regione a sé stante, e verrà aggregata all'isola di Creta come provincia di Creta e Cirene. In seguito Leptis Magna divenne una delle tre maggiori città di tutto il Nordafrica, centro nevralgico e fiorente per i commerci di beni provenienti anche dall'Africa subsahariana. A Leptis nacque Settimio Severo, uno degli ultimi grandi imperatori di Roma, che contribuì molto allo sviluppo e all'abbellimento della città e dell'intera provincia.Ham, p. 19 Altra città degna di nota, anch'essa come Leptis fondata dai Fenici, è Sabratha che proprio nel periodo dei Severi godette di un momento di grande prosperità. I siti archeologici delle città romane di Leptis Magna e di Sabratha e quelli ellenici e romani della città di Cirene, sono stati annoverati tra i beni protetti dall'UNESCO qualificandoli come patrimonio dell'umanità.
Con la progressiva spartizione dell'Impero, a partire dal regno di Diocleziano (284-305), la Libia divenne territorio di spartizione tra la Pars Orientalis e Pars Occidentalis: la Tripolitania venne così inquadrata nell'occidentale Diocesi d'Africa, mentre la Cirenaica, suddivisa in Libya superior e Libya inferior, ricadevano nell'orbita dell'orientale Diocesi d'Egitto. In quell'epoca la grande città di Leptis Magna risultava già in declino a causa dell'insabbiamento del porto, mentre nel 365 un violento terremoto devastò la Cirenaica, radendo al suolo CireneStucchi, p. 154 e le altre città della Pentapoli e aprendo la strada all'invasione delle popolazioni sirtiche. Alla spartizione dell'Impero alla morte di Teodosio I nel 395 la regione risultava così in forte declino. Cirene, riferisce Ammiano Marcellino, in seguito al già citato terremoto, venne abbandonata.Stucchi, p. 154.