Il cinese antico (cinese semplificato: 上古汉语; cinese tradizionale: 上古漢語; pinyin: Shànggǔ Hànyǔ) è la varietà di lingua cinese parlata dalla dinastia Shang, dunque durante l'età del bronzo cinese, finita nell'XI secolo a.C. Il cinese antico è un insieme di dialetti che derivano tutti da un'unica lingua unitaria che si è separata dal Proto-Sino-Tibetano detta proto-cinese (o proto-sinitico). Il cinese antico è una lingua attestata a partire dal 1250 a.C., ma la pronuncia è interamente ricostruita poiché la scrittura impiegata non era un alfabeto ma un gruppo di ideogrammi.

Il cinese antico è stato parlato fino a buona parte della prima dinastia Han (dal 206 a.C. al 25 d.C.), poi divenuta "Dinastia Han Orientale", in cui si forma il tardo cinese antico, meglio noto come cinese degli Han orientali, una versione di lingua intermedia tra il cinese antico e il primo cinese medio.

Generalità

Nome Il cinese antico è detto anche antico cinese o cinese arcaico, secondo la definizione del linguista Bernhard Karlgren. In inglese, la traduzione è Old Chinese, abbreviato in OC e contrapposto al Primo Cinese Medio (Early Middle Chinese, EMC). Siccome il cinese arcaico è attestato per la prima volta durante il periodo monarchico cinese, prima del periodo delle Primavere e Autunni e della fondazione dell'impero da parte della dinastia Qin, il primo periodo del cinese arcaico si può pensare anche come cinese pre-imperiale o cinese monarchico, seguito dal cinese antico imperiale.

Origine La culla delle lingue sinitiche è il proto-sino-tibetano/trans-himalayano (PST), che è l'antenato comune di tutte le lingue sinotibetane ed era parlato da un popolo unificato, i sino-tibetani, che avevano il loro patria originaria/urheimat presumibilmente lungo il corso superiore e medio del fiume Giallo. Secondo Laurent Sagart, Guillaume Jacques e Yunfan Lai (2019), la famiglia sinotibetana si è formata 7200 anni fa, quindi si è formata intorno al 5200 a.C.; secondo uno studio di William S-Y. Chang del 1998, alcune lingue sine-tibetane si sono separate 6000 anni fa, quindi intorno al 4000 a.C. Le lingue sino-tibetane, secondo il linguista Harald Hammarström, contano circa 500 lingue, di cui la maggior parte minori.

Dal proto-sino-tibetano (PST), dopo oltre 1000 anni di unità, si è separato il proto-cinese (o proto-sinitico), la prima lingua a separarsi dal PST. La separazione è avvenuta dopo il 4000 a.C., presumibilmente durante il Neolitico cinese (finito nel 2000 a.C.) o appena dopo. Siccome il cinese antico è un insieme di varietà linguistiche connesse tra loro attestato in testi antichi che offrono informazioni sulla pronuncia, il proto-cinese è definito da Baxter e Sagart come la proto-lingua unificata da cui discendono tutte le varietà parlate nel periodo successivo, ovvero del cinese antico.

Molto prima del 1250 a.C., il proto-cinese nell'arco di numerosi secoli si differenzia poi in un numero sconosciuto di varietà che formano proprio il cinese antico; il 1250 a.C. è l'anno stimato delle prime attestazioni scritte presumibilmente della varietà parlata a Anyang, dove sorgeva Yi, la capitale dello Stato di Shang (le prime attestazioni infatti sono ritrovate tutte a Anyang). Il proto-cinese comunque si era dissolto già molti anni prima del 1250 a.C., siccome prima del 1250 il cinese antico era già parlato e molte attestazioni precedenti sono andate perdute o non sono state ancora trovate. Il cinese antico era parlato da un popolo che si autodefiniva Huaxia (华夏). La prima varietà di cinese antico ricostruita a sé, che poi si è divisa in una intera famiglia di dialetti meridionali conservativi, è il proto-Min, che risale intorno al 110 a.C. ed è frutto di una migrazione di cinesi antichi. Il proto-Min è stato ricostruito da Jerry Norman nel 1974. Un'altra lingua che discende direttamente dal cinese antico è il proto-Bai, da cui derivano gli almeno 4 dialetti attestati della lingua Bai e di cui esistono alcune ricostruzioni di liste di vocaboli.

A seguito della separazione del proto-cinese dal PST dopo il 4000 a.C. e della nascita del cinese antico da una diversificazione del proto-cinese, ciò che rimase del PST è evoluto in proto-tibeto birmano (Proto-Tibeto-Burman), una lingua derivata forse dal contatto tra proto-sino-tibetano e altre lingue (e dunque un pidgin). Secondo un articolo di Bo Wen, Xuanhua Xie et al. (2004), i parlanti di proto-sino-tibetano e antenati dei tibeto-birmani (detti "tribù Di-Qiang"), tempo dopo la separazione del proto-cinese, effettuarono una migrazione dal nord-ovest verso sud fino ad arrivare nella penisola del sud-est asiatico ed entrarono in contatto linguistico con i parlanti di lingue austronesiane e del Mon-Khmer (da cui deriva il Khmer/cambogiano) quando queste lingue erano allo stadio antico e queste popolazioni erano nel loro urheimat originale (infatti tali popolazioni hanno poi effettuato migrazioni e tali lingue sono evolute). Il contatto è stato linguistico e anche genetico siccome lo studio evidenzia che i proto-tibeto birmani si sono mescolati con queste popolazioni. I tibeto-birmani sono emigrati verso sud durante il periodo delle Primavere e Autunni, "circa 2600 anni fa", dopo la sconfitta della Dinastia Zhou da parte della tribù nomade dei Quanrong, a loro volta una tribù tibeto-birmana di gruppo qiangico. Il periodo delle Primavere e Autunni va dal 771 al 476 a.C. e l'avvenimento che innesca questo periodo di guerre è proprio la caduta della Dinastia Zhou dopo la sconfitta da parte dei Quanrong. Siccome questo periodo è ricordato per le guerre sanguinarie tra 120 feudi, poi riuniti dalla prima dinastia imperiale, la dinastia Qin, si può ipotizzare che siano avvenute per le guerre (in futuro, molte altre migrazioni avrebbero avuto come protagonisti dei profughi di guerra). L'avvenimento che dà inizio a questo periodo è la caduta della Dinastia Zhou, che è costretta alla fuga in un piccolo territorio, l'unico che controllava saldamente. Il carattere per indicare "Qiang", 羌, è formato da una capra e un paio di gambe umane ed è già attestato nelle ossa oracolari per indicare un popolo di pastori e, più in generale, gli stranieri; tale vocabolo quindi poteva avere un'accezione generica e indicare popolazioni straniere che circondavano la Cina antica. Del proto-tibeto-birmano esiste una ricostruzione di Paul K. Benedict, raffinata poi da James Matisoff (2003).

Uno strumento online utilizzabile per consultare le radici in proto-sino-tibetano, proto-tibeto-birmano e altre lingue sino-tibetane è lo STEDT (Sino-Tibetan Etymological Dictionary and Thesaurus), un dizionario curato da James Matisoff dell'Università di Berkeley la cui versione finale è stata rilasciata nel 2015. Un paper di Laurent Sagart (2019) indica le correzioni di alcune etimologie sbagliate. Alla creazione dello STEDT hanno partecipato anche Nicolas Tournadre e William Baxter. Ma la ricostruzione del cinese arcaico usata nello STEDT non è quella più recente (la Baxter-Sagart, 2014). L'etimologia dei sinogrammi è poi discussa attraverso il paragone tra lingue sino-tibetane nel dizionario etimologico di Alex Schuessler (2007).

Esempio di comparazione tra lingue sino-tibetane Il cinese antico è stato classificato come parte di una grande famiglia di lingue sino-tibetane. L'ipotesi si basa quasi interamente sul confronto fonetico tra parole del cinese medio o del cinese antico, e parole provenienti da una o più lingue tibeto-birmane, solitamente il tibetano scritto e il birmano scritto classici.Si veda ad esempio Jerry Norman, Chinese, Cambridge University Press, 1988. Un esempio è la parola del cinese antico per «io», pronunciata ŋa, in confronto al tibetano antico ṅa e al birmano antico ṅā. L'ipotesi sino-tibetana postula non solo che i parlanti cinesi e tibeto-birmani fossero un tempo geograficamente prossimi, ma anche una fonte ultima comune in un'epoca molto anteriore. Il ripudio dell'ipotesi sino-tibetana, significherebbe che tutte le parole apparentemente affini debbono essere spiegate come prestiti linguistici, alcuni forse successivi al cinese antico (e dunque risalenti per esempio dal primo cinese medio in poi).

SignificatoHanzi (汉字)Cinese antico (Baxter-Sagart) Cinese antico (Pulleyblank) Tibetano antico (Old Tibetan) Birmano antico (Old Burmese) Io吾 *ŋˤa ṅa ṅā Tu汝 *naʔ naṅ Non avere無 *ma*mja ma ma Due二, 貳 *ni[j]-s gñis nhac < *nhik Tre三, 參 *s.rum > *sum gsum sumḥ Cinque五 *C.ŋˤaʔ lṅa ṅāḥ Sei六 *k.ruk C = consonante non identificata drug khrok < *khruk Sole日 *C.nik ñi-ma niy Nome名 *C.meŋ myiṅ < *myeŋ maññ < *miŋ Orecchio耳 *nəʔ rna nāḥ Articolazione節 *tsˤik tshigs chac < *chik Pesce魚 *[r.ŋ]a ña < *ṅʲa ṅāḥ Amaro苦 *kʰˤaʔ kha khāḥ Uccidere殺 *s<r>at sad sat Veleno毒 *[d]ˤuk dug tok < *tuk

Prima attestazione e grammatica pre-classica Le più remote attestazioni/prove conosciute della lingua cinese sono le iscrizioni sulle ossa oracolari di Anyang del tardo periodo Shang, datate al 1250 a.C. Nonostante le difficoltà di decifrare queste iscrizioni, non c'è dubbio che la lingua scritta sia una forma primitiva di cinese. Tale lingua è attestata fino al primissimo periodo Zhou, dove è rinvenuta/attestata esclusivamente su ossa oracolari e oggetti di bronzo, in particolari i vasi. Queste scritture erano perlopiù brevi e piene di espressioni formulaiche. Il vocabolario più arcaico consiste in meno di 5000 parole, la maggior parte delle quali sono nomi propri (Baxter e Sagart ricostruiscono la pronuncia di 5000 sinogrammi attestati, di cui alcuni coniati solo a partire dalla Dinastia Qin, dunque dal primo periodo imperiale). Grammaticalmente, la lingua è assai meno caratterizzata da costruzioni sintattiche del cinese classico ordinario, ha assai meno particelle grammaticali e aveva una morfologia molto snella, poi persa dopo il periodo del cinese antico, per cui il cinese a partire dal cinese medio è una lingua isolante. Questa varietà di grammatica, che si colloca prima del cinese classico (o "wenyan"), è detto cinese pre-classico. Una caratteristica fondamentale del cinese pre-classico è la totale assenza di un verbo copulativo, ovvero del verbo "essere": il verbo copulativo si usa solo nel cinese moderno (ma mai davanti agli aggettivi qualificativi, che si comportano dunque alla pari dei verbi) ed è 是 shi4 (versione originale 昰), che in cinese pre-classico era un pronome e aggettivo dimostrativo per esprimere la deissi prossimale, "questo/a/i/e", e significava anche "giusto/a".

Periodizzazione successiva Solo nel successivo periodo degli Zhou occidentali, cominciò ad aversi una profusione di testi scritti sopravvissuti e non più dunque una produzione di iscrizioni su ossa oracolari e bronzi. Il cinese antico, scritto con la grammatica pre-classica, mostra le prime notevoli espansioni nel vocabolario specializzato e l'uso occasionale delle prime costruzioni sintattiche; ma la più grande espansione del vocabolario avverrà solo durante la dinastia Qin, in cui i sinogrammi diventano la base della scrittura nella neonata macchina burocratica imperiale, che controllava un enorme territorio unificato. Questa espansione coincide con la coniazione di nuovi sinogrammi, fino ad arrivare ad almeno 5000 a partire dal periodo Qin. Non tutti questi caratteri sono tuttora in uso, per cui parecchi sono diventati arcaismi noti solo a chi studia il cinese antico e cinese medio, la letteratura cinese antica o a chi svolge lavori di paleografia e ricostruzione delle lingue sino-tibetane.