Biografia Discepolo di Vittorino da Feltre presso la Ca' Zoiosa di Mantova, dopo aver insegnato a Treviso e a Vicenza, prese il posto del maestro a Mantova, succedendo a Iacopo da San Cassiano. Fu a Mantova dal 1449 al 1453 col ruolo di precettore dei figli di Ludovico III Gonzaga, marchese di Mantova. Rientrato a Vicenza, vi continuò ad insegnare latino e greco sino alla morte. Alla sua scuola si formarono, tra gli altri, il Leoniceno e il Platina.

Esperto di metrica e prosodia, tradusse e commentò diversi autori classici, fra i quali Persio, Giovenale, Cicerone e, in particolare, Lucano.

In relazione a quest'ultimo, è stato dagli epigrafisti e dai filologi ritenuto d'interesse il commento che Ognibene fece alla Pharsalia (dall'edizione del 1475), in cui operò un'interazione testuale, nota come decretum Rubiconis, ancora per certi versi enigmatica: tale passo, in seguito riveduto da altri, a metà del XVI secolo fu inciso su una pietra, che venne posta sulla via Emilia e, infine, depositata alla Biblioteca MalatestianaI. Di Stefano Manzella, L'interazione fra testo e manufatto, in «Provinciae imperii romani inscriptionibus descriptae», Atti del XII Congresso internazionale di epigrafia greca e latina (Barcellona, 3-8 settembre 2002), Barcelona 2007, pp. 416-417..

Fu anche fra i primissimi traduttori delle Favole di EsopoJ.R. Berrigan, The aesopic fables of Ognibene da Lonigo, in «Classical Bulletin», LVI (1980), pp. 85-87..

Note

Bibliografia G. Ballistreri, Bonisoli, Ognibene, in «Dizionario Biografico degli Italiani», vol. XII, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma 1970, pp. 234–236. C. Leitner, Ognibene Bonisoli da Lonigo und sein Traktat uber metrik und prosodie, (Dissertationem der Universitat Salzburg, XXV), Wien 1988. David Salomoni, Scuole, maestri e scolari nelle communita degli stati Gonzagheschi ed Estendi tra il tardo mediovo e la prima età moderna, 2016-2017.

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