La Romania (, ), è uno Stato membro dell'Unione europea e dell'ONU, situato in Europa centro-orientale al confine con la penisola balcanica. Ha una popolazione di abitanti (2022) e una superficie di . È una repubblica semipresidenziale e la sua capitale è Bucarest.

Confina a ovest con l'Ungheria e la Serbia, a sud con la Bulgaria, a est con il Mar Nero, la Moldavia e l'Ucraina e a nord nuovamente con l'Ucraina. Dal 29 marzo 2004 la Romania fa parte della NATO e, dal 1º gennaio 2007, dell'Unione europea.

La sua valuta è il leu romeno (lei al plurale, simbolo L), (1 leu = 0,1965 euro, al 15 gennaio 2025).

Etimologia Il nome Romania deriva dall'aggettivo latino romanus (romano). L'Impero romano identificava le zone conquistate con la parola in lingua latina Romània.

Il nome Romania è usato ufficialmente per denominare le terre dell'attuale Stato solo dalla seconda metà del XIX secolo. Prima si parlava di Valacchia (Terra Romena - Ţara Româneascǎ in romeno) e Moldavia per denominare i principati a popolazione romena.

Laddove il nome valacchi deriva dai termini Vlah, Walsch, ecc. utilizzati dalle popolazioni germaniche e slave per denominare tutte le genti europee di lingua latina, i valacchi chiamavano sé stessi romani..

Il motivo per cui i romeni si identificano attraverso la parola latina romanus (română român / e quindi român) comincia a essere menzionato a partire dal XVI secolo da alcuni autori, tra i quali alcuni umanisti italiani che ebbero modo di viaggiare in Transilvania, Moldavia e Valacchia. Il più antico documento scritto in lingua romena è una lettera del 1521 (conosciuta sotto il nome di Lettera di Neacșu da Câmpulung - Scrisoarea lui Neacșu din Câmpulung) nella quale veniva annunciato al rappresentante locale di Brașov l'imminente attacco da parte dei turchi. Lo stesso documento risulta il più antico attestante la denominazione di Țara Românească - Paese Romeno.

Ancor oggi la pronuncia corretta della parola român è più vicina a quella di romano, che alla traduzione fonetica romeno (che nella lingua italiana convive con l'espressione rumeno). La nazione veniva chiamata un tempo in italiano anche Rumania, Rumenia o Romenia.

La denominazione Romània è inoltre oggi utilizzata per designare il territorio di diffusione di tutte le lingue romanze in Europa e altrove a seconda dei tempi.

Storia

Antichità

I confini della Romania includono la maggior parte dell'antico territorio della Dacia.

Il territorio della Romania era abitato nel II millennio a.C. da alcune tribù indo-europee, conosciute sotto il nome di Traci. A partire dal VI secolo a.C. nella regione del Danubio sono segnalati i Geti, mentre i Daci erano attestati in Transilvania. Probabilmente Geti e Daci erano lo stesso popolo, appartenente alla famiglia dei Traci. Durante l'epoca del primo re geto-dacico Burebista (82-44 a.C.), l'estensione dello Stato era la seguente: a nord i Carpazi boschivi, a sud i monti Hameus (Balcani), a ovest la confluenza del fiume Morava con il medio Danubio e a est con il fiume Bug Meridionale.

Dopo la morte di Burebista, lo Stato geto-dacico si disintegrò prima in quattro e poi in cinque parti. Il nucleo principale si manteneva nella zona dei monti Șureanu, dove successivamente domineranno i re Cosmicus e Coryllus. L'unità dello Stato divenne possibile all'epoca del re Decebalo (87-106 d.C.). Il nuovo regno aveva la sua capitale in Sarmizegetusa. Il regno di Decebalo aveva dimensioni minori rispetto a quello di Burebista, ma per contro era molto meglio organizzato a livello statale. Il regno di Decebalo rappresenta il periodo di apogeo della civilizzazione geto-dacica, situato nel secondo periodo dell'età del ferro. A causa dell'aggravarsi della minaccia romana (le legioni di Roma si erano spinte sino alla pianura pannonica da un lato e al basso Danubio dall'altro), Decebalo deve fronteggiare due campagne militari da parte dei Romani condotti dall'imperatore Traiano negli anni 101-102 e 105-106 d.C. Come effetto di queste guerre, la Dacia venne conquistata per una piccola parte, e trasformata in provincia romana.

I romani sfruttarono i ricchi giacimenti minerari della Dacia. L'oro e l'argento erano particolarmente abbondanti e furono trovati in grandi quantità nei Carpazi occidentali. I romani colonizzarono massicciamente la provincia, iniziando un periodo di intensa romanizzazione, durante il quale il latino volgare si trasformò in proto-rumeno. Nel III secolo si diffondono le prime comunità cristiane.

Nel 274 l'imperatore Aureliano decise di abbandonare la Dacia; solo la Dobrugia continuò a far parte del mondo romano e dell'Impero romano-orientale fino ai primi decenni del VII secolo. Successivamente la regione ha accolto popoli diversi, alcuni dei quali hanno contribuito alla formazione dell'attuale composizione etnico-antropologica del paese carpato-danubiano.

Alto Medioevo Tra il 271 e il 275, l'esercito e l'amministrazione romana lasciarono la Dacia, che fu poi invasa dai Goti. Questi si mescolarono con la popolazione locale fino al IV secolo, quando arrivarono gli Unni. Altri popoli come i Gepidi, gli Avari e i Proto-bulgari presero il controllo della regione. A partire dal VI secolo, diverse tribù slave si stabilirono nell'attuale territorio della Romania, venendo assimilate gradualmente dalla popolazione locale nei secoli successivi. I territori della Valacchia, Moldavia e gran parte della Transilvania furono poi controllate dal Primo Impero bulgaro dalla sua fondazione nel 681 fino all'epoca della conquista ungherese della Transilvania avvenuta alla fine del X secolo. Il Concilio di Preslav dichiarò il paleoslavo ecclesiastico lingua ufficiale della liturgia nel primo zarato bulgaro nell'893. Anche i rumeni lo adottarono come lingua liturgica.

I Peceneghi, un popolo turco semi-nomade delle steppe dell'Asia centrale, occuparono le steppe a nord del Mar Nero dall'VIII all'XI secolo, e dal X secolo avevano il controllo di tutto il territorio tra il fiume Don e il basso Danubio. Durante i secoli XI e XII, altri popoli turchi come i Cumani e i Kipčaki orientali dominarono i territori tra l'attuale Kazakistan, Russia meridionale, Ucraina, Moldavia meridionale e la Valacchia occidentale. Questo immenso territorio era conosciuto allora con il nome di Cumania.

Basso Medioevo

In seguito al Grande Scisma del 1054, la popolazione rumena rimase legata al rito bizantino, quindi alla Chiesa ortodossa.

Dal XII secolo diversi re d'Ungheria invitarono coloni di lingua germanica dell'Europa centrale e occidentale, come i Sassoni, ad occupare una parte della Transilvania, chiamata Burzenland, insieme all'Ordine Teutonico. I Siculi, una popolazione di origine ungherese, furono portati nella Transilvania sudorientale come guardie di frontiera, formando una regione autonoma chiamata Terra dei Siculi.

Con l'invasione mongola dell'Europa nel 1241, la dominazione cumana della Valacchia e della Moldavia finì. I mongoli attraversarono i Carpazi e devastarono la Transilvania, allora territorio ungherese. Dopo la ritirata dei mongoli, la Valacchia e la Moldavia furono disputati tra il Regno d'Ungheria e il Secondo Impero bulgaro. Quest'ultimo governò, almeno nominalmente, il Principato di Valacchia fino al XIV secolo, quando divenne indipendente, sotto Basarab I, il quale sconfisse l'esercito reale ungherese nella Battaglia di Posada ed assicurò l'indipendenza della Valacchia nel 1330. Luigi I d'Ungheria mandò nel 1353 il voivoda Dragoș a stabilire una linea di difesa contro le forze mongole dell'Orda d'Oro sul fiume Siret. Questo nuovo territorio vassallo diventò il Principato di Moldavia.

In Transilvania, in seguito alla rivolta di Bobâlna del 1438, i nobili ungheresi, insieme ai siculi e ai sassoni, costituirono l'Unio Trium Nationum, un patto di mutuo sostegno politico e militare, a scapito della popolazione contadina, perlopiù di etnia rumena e di religione ortodossa.

La Valacchia indipendente si trovava al confine dell'Impero ottomano dal XIV secolo fino a quando non aveva gradualmente ceduto all'influenza degli Ottomani durante i secoli successivi, con brevi periodi di indipendenza. Vlad III l'Impalatore, noto anche come Vlad Dracula (in rumeno Vlad Ţepeş), fu principe di Valacchia nel 1448, 1456-1462 e 1476. Vlad III è ricordato per le sue incursioni contro l'Impero ottomano e il suo successo iniziale nel mantenere libero il suo piccolo stato per un breve periodo. Nel mondo occidentale, Vlad è meglio conosciuto per essere l'ispirazione per il personaggio principale del romanzo di Bram Stoker del 1897, Dracula.

Il Principato di Moldavia raggiunse il suo periodo più glorioso sotto il governo di Stefano il Grande tra il 1457 e il 1504. Stefano (in rumeno Ștefan) regnò per quarantasette anni, un periodo insolitamente lungo per quel periodo. Fu un capo militare e statista di successo, perdendo solo due battaglie su cinquanta; costruì un santuario per commemorare ogni vittoria, fondando 48 chiese e monasteri, molti dei quali hanno uno stile architettonico unico e sono elencati nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO. La vittoria più prestigiosa di Stefano fu sull'Impero ottomano nel 1475 nella battaglia di Vaslui, per la quale eresse il monastero di Voroneț. Per questa vittoria papa Sisto IV lo nominò verus christianae fidei athleta ("vero campione della fede cristiana"). Dopo la morte di Stefano, anche la Moldavia passò sotto la sovranità dell'Impero ottomano durante il XVI secolo.

Età moderna A partire dal 1519 la Riforma di Lutero si diffuse presso la popolazione germanofona della Transilvania.

Dal 1541, l'intera Penisola Balcanica e l'Ungheria settentrionale divennero province ottomane. La Moldavia, la Valacchia e la Transilvania passarono sotto la sovranità ottomana ma rimasero completamente autonome fino al XVIII secolo, godendo di una certa indipendenza esterna.

Michele il Coraggioso fu principe di Valacchia dal 1593 al 1601, di Transilvania dal 1599 al 1600 e di Moldavia nel 1600. Per un breve periodo durante il suo regno, la Transilvania fu governata insieme alla Moldavia e alla Valacchia in un'unione personale. Dopo la sua morte l'unione si sciolse e come stati tributari vassalli, la Moldavia e la Valacchia avevano ancora autonomia interna e una certa indipendenza esterna, che fu definitivamente persa nel XVIII secolo.

Il Principato di Transilvania raggiunse il suo periodo di massima importanza sotto il dominio assolutista di Gabriele Bethlen dal 1613 al 1629. I turchi ottomani non sollecitarono la conversione all'Islam da parte dei popoli vinti, lasciando numerose libertà religiose. Grazie a questo fatto, la Riforma Protestante si diffuse attraverso i territori settentrionali occupati da loro. Solo nell'Ungheria occidentale governata dagli Asburgo questo processo fu interrotto dalla forte politica di controriforma dell'Impero. Durante questo periodo, il protestantesimo calvinista si diffuse soprattutto nella popolazione transilvana di etnia ungherese.

Nel 1699, la Transilvania divenne parte della monarchia asburgica in seguito alla vittoria austriaca sui turchi. Nel 1718, l'Oltenia, una parte importante della Valacchia, fu annessa alla monarchia asburgica e fu restituita solo nel 1739. L'Illuminismo fiorì in Transilvania alla fine del XVIII secolo attraverso gli esponenti della Scuola Transilvana (Școala Ardeleană in rumeno). Tuttavia, sotto il dominio asburgico la popolazione contadina rumena subì profonde ingiustizie, alimentando un crescente malcontento che culminò nella Rivolta di Horea, Cloșca e Crișan (1784-1785). Sebbene la ribellione fu repressa, gettò le basi per il futuro nazionalismo rumeno in Transilvania. Nel 1775, gli Asburgo occuparono la parte nord-occidentale della Moldavia, che in seguito fu chiamata Bucovina e fu incorporata nell'Impero austriaco nel 1804. La metà orientale del Principato, che si chiamava Bessarabia, fu occupata nel 1812 dalla Russia.