Biografia Di professione avvocato, fu patriota garibaldino e soldato nella guerra d'Indipendenza del 1859-1860. Fu ferito nelle campagne del Tirolo e di Mentana (1867). Fu esiliato dal governo pontificio per il suo liberalismo sinceramente anticlericale. Poté ristabilirsi a Roma soltanto nel (1870) e trovò impiego nell'amministrazione comunale. Cominciò a pubblicare in tarda età, ma la sua produzione poetica in romanesco inizia attorno al 1859.
Fustigatore del malcostume e dell'ipocrisia, le sue poesie, per la maggior parte di argomento politico, rendono bene l'idea della temperie culturale di Roma all'indomani della Breccia di Porta Pia.
Morì a Berna, dove si era recato per sottoporsi ad un'operazione chirurgica.
Pubblicazioni Poesie in dialetto romanesco, Roma, Ripamonti, 1877. Cento sonetti in vernacolo romanesco, con proemi di Raffaele Giovagnoli, Roma, Perino, 1877. Sonetti romaneschi e altre poesie satiriche, con prefazione di Raffaello Giovagnoli, Tip. Frankliniana, Roma, 1886.
Bibliografia E. Veo, I poeti romaneschi, Roma, Anonima Romana Editoriale, 1927. F. Possenti, Cento anni di poesia romanesca, Roma, Staderini, 1968, 2 voll. pp. 154-160. Altri progetti
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