Il pont des Arts o Passerelle des Arts è un ponte di Parigi che attraversa la Senna tra l'Institut de France e la Cour Carrée del Louvre (chiamato all'epoca del Primo Impero Palais des Arts). Ubicazione Il Pont des Arts è un ponte pedonale situato nel cuore di Parigi. Collega il quai Malaquais e il quai Conti, dove fa fronte all’ingresso monumentale dell’Institut de France, nel VI arrondissement, al quai François-Mitterrand, prospiciente l’ingresso sud del cortile quadrato del palazzo del Louvre — noto durante il Primo Impero come palais des Arts [palazzo delle Arti] — nel I arrondissement. Il ponte costituisce così un asse prospettico tra le due importanti istituzioni culturali parigine.

Classificato come monumento storico dal 17 marzo 1975, il Pont des Arts è oggi una delle passerelle più emblematiche della capitale francese. L’area, infine, è servita da diverse stazioni della metropolitana, tra cui Louvre-Rivoli, Pont-Neuf, Mabillon e Saint-Germain-des-Prés. Toponomastica Il nome del Pont des Arts deriva dall'antica denominazione del palazzo del Louvre, noto come palais des Arts [palazzo delle Arti] dopo la Rivoluzione francese, quando fu trasformato da residenza regia in museo nazionale. Storia Il ponte ottocentesco Il 15 marzo 1801 fu adottata una decisione ufficiale secondo cui:

La realizzazione di queste tre infrastrutture fu affidata a una società per azioni, la Compagnie des Trois Ponts, alla quale venne concessa la gestione degli impianti fino al 1897. Per quanto riguarda il futuro Pont des Arts, il progetto relativo alla passerella pedonale prevista tra il Pont-Neuf e il Pont Royal fu presentato al Conseil général des ponts et chaussées [Consiglio generale dei ponti e delle strade] il 28 aprile 1801 da Louis-Alexandre de Cessart, decano degli ispettori generali dei ponti e delle strade.

Successivamente, il 25 luglio 1802, fu adottata una decisione di carattere politico volta a sostenere lo sviluppo dell’industria metallurgica nazionale e a favorirne la competitività rispetto a quella britannica. Lo Stato impose così alla Compagnie des Trois Ponts di realizzare il ponte interamente in ghisa, accollandosi l’onere del sovraccosto derivante da tale scelta. Destinato esclusivamente al traffico pedonale, il ponte fu concepito con una struttura metallica leggera. Misurava 10 metri di larghezza e 157,50 metri di lunghezza, articolandosi in nove arcate ciascuna di 16,80 metri. Il ponte venne ufficialmente inaugurato il 23 settembre 1803.

In origine, il Pont des Arts era soggetto al pagamento di un pedaggio. Questa particolarità è menzionata anche nella letteratura del tempo: nel romanzo La Rabouilleuse di Honoré de Balzac, il personaggio Philippe Bridau «faceva lucidare i suoi stivali sul Pont-Neuf per i due soldi che avrebbe speso prendendo il Pont des Arts per raggiungere il Palais-Royal», a testimonianza della prassi comune di evitare il ponte a pagamento.

Il nuovo ponte Nel corso del XX secolo, la struttura del ponte si rivelò sempre più fragile. Già nel 1976, l’Ispettorato generale dei Ponti e Strade ne segnalava la vulnerabilità strutturali, attribuendola in gran parte ai danni causati dai bombardamenti durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, nonché a diverse collisioni con imbarcazioni fluviali, avvenute nel 1961 e nel 1970.

A seguito di questi eventi, il ponte fu chiuso al traffico nel 1977. Nel 1979, due delle sue campate crollarono a causa dell'urto di una chiatta durante una piena della Senna. Nel 1980, così, l'intera struttura originaruia fu smantellata. Oggi, quattro delle nove arcate originali furono recuperate e trasferite nella cittadina di Nogent-sur-Marne, che le ricostruì nei pressi del proprio porto turistico lungo la Marna; l'inaugurazione del nuovo ponte ebbe luogo nel 1992.

L’attuale Pont des Arts è invece il risultato di una ricostruzione avvenuta tra il 1981 e il 1984, basata sui progetti dell’architetto Louis Arretche. Pur rispettando l’aspetto generale della passerella originale, il nuovo ponte presenta alcune modifiche significative: il numero delle campate è stato ridotto da nove a sette, in modo da allinearle con quelle del vicino Pont Neuf. Inoltre, la ghisa della struttura originaria è stata sostituita con l'acciaio, più adatto alle esigenze moderne in termini di durabilità e sicurezza. Il ponte fu inaugurato il 27 giugno 1984 dal sindaco di Parigi dell’epoca, Jacques Chirac. Nel 2023, infine, il Pont des Arts ha subito un intervento di ristrutturazione dal costo complessivo di 1,8 milioni di euro.

Lucchetti dell'amore

A partire dal 2008 le ringhiere in rete metallica del Pont des Arts sono divenute luogo prediletto per l’affissione dei cosiddetti “lucchetti dell’amore”, lasciati da numerose coppie che, dopo avervi fissato le proprie iniziali, gettavano la chiave nella Senna come pegno di amore eterno. Tale consuetudine si è progressivamente estesa ad altri ponti parigini, quali la passerelle Léopold-Sédar-Senghor, il pont de l'Archevêché e la passerelle Simone-de-Beauvoir.

Questa pratica, tuttavia, ha generato accese discussioni riguardo ai rischi di degrado del patrimonio artistico e architettonico, dovuti all'impatto visivo e al peso eccessivo (stimato dal Comune di Parigi in circa 45 tonnellate) e all’impatto visivo di migliaia di lucchetti. Oltre al danno estetico, si sono evidenziati rischi strutturali per le ringhiere. Nel 2015, il primo assessore della città dichiarò: «Diverse centinaia di migliaia di lucchetti sono appesi a questo ponte. Danneggiano l’estetica dell’edificio, ne compromettono la struttura e possono provocare incidenti».

Di conseguenza, il 1º giugno 2015 le ringhiere in rete metallica furono rimosse definitivamente e temporaneamente sostituite da un’esposizione di opere di street art realizzate dagli artisti Jace, eL Seed, Pantonio e Brusk. A partire dall’autunno dello stesso anno, si procedette infine all’installazione di pannelli in vetro, adottati definitivamente come nuova soluzione di rivestimento.

Cultura popolare

Grazie al suo profilo elegante e caratteristico, il Pont des Arts è stato frequentemente rappresentato in opere pittoriche e produzioni cinematografiche, divenendo uno dei simboli visivi più riconoscibili di Parigi.

Tra i film, il ponte compare in numerose pellicole francesi e internazionali, spesso utilizzato per evocare l’atmosfera romantica della città. Si può citare Boudu salvato dalle acque (1932), Parigi ci appartiene (1961), Il favoloso mondo di Amélie (2001), The Bourne Identity (2002) e Il diavolo veste Prada (2006). A riconoscimento del suo radicamento nell'immaginario collettivo, nel 2024 il ponte fu scelto come sceanario per l'esibizione della cantante Aya Nakamura, nel corso della cerimonia inaugurale dei Giochi della XXXIII Olimpiade.

Tra i dipinti, il Pont des Arts è stato rappresentato da diversi artisti, attratti dalla sua posizione privilegiata tra il Louvre e l’Institut de France e dalla vista che offre sulla Senna. Spiccano le opere degli impressionisti, come Pierre-Auguste Renoir (Le Pont des Arts, 1867), e degli artisti pointilliste, come Camille Pissarro (La Seine et le Louvre, 1903) e Paul Signac (Le Pont des Arts, 1928); si segnalano, in ogni caso, anche Jean Béraud (Un jour de vent sur le pont des Arts, 1880-1881), Stanislas Lépine (Le Pont des Arts, 1878-1883) e Albert Lebourg (Le Pont des Arts et l'Institut de France : effet de soleil au matin, 1900).

Di seguito, infine, si riporta la vivace descrizione del ponte di Kenneth Clark, celebre storico dell'arte britannico:

Note

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