Considerato una delle figure più rilevanti e riconosciute a livello internazionale della cultura sámi contemporanea, Valkeapää è noto per il suo contributo nella revitalizzazione dello joik e per la sua produzione artistica. Nel 1991 gli fu assegnato il Nordic Council Literature Prize per l'opera Beaivi, áhčážan, considerato uno dei libri più significativi nella storia della letterature sámi. Appassionato di joik, parte del folklore sami, fu attivo musicalmente soprattutto negli anni settanta e ottanta. Al di fuori della Fennoscandia è noto soprattutto per aver creato la colonna sonora del film L'arciere di ghiaccio (1987), nominato per l'Oscar.

Biografia

Infanzia e Formazione

Nato a Enontekiö, in Finlandia, nel 1943, Nils-Aslak Valkeapää proveniva da una famiglia sámi dedita all'allevamento delle renne. La sua famiglia aveva radici transfrontaliere: la madre, Henddo Sunna Ellen Susanna Bals, apparteneva a una famiglia i cui pascoli si trovavano a Uløya, nel nord di Troms, in Norvegia, mentre il padre, Johannes Márjjá Juhán, era un allevatore di renne originario dell'area di Karesuando. L'infanzia di Valkepää fu segnata dalla vita nomade di molte famiglie sámi dell'epoca: trascorse i primi anni spostandosi attraverso il Sápmi seguendo le migrazioni stagionali delle mandrie.

Secondo diversi racconti biografici, durante la giovinezza Valkeapää decise di non proseguire la tradizione familiare della pastorizia delle renne, poiché l'uccisione degli animali era in contrasto con le sue convinzioni morali. Nel 1960 si trasferì quindi a Kemijärvi per intraprendere una formazione come docente. Questa scelta non era tuttavia motivata principalmente dal desiderio di intraprendere la carriera didattica, quanto piuttosto dalla possibilità di accedere a un'istruzione multidisciplinare e dedicarsi allo studio e alla pratica delle arti, in particolare letteratura, musica e fotografia.

Studioso di letteratura sámi Harald Gaski ha osservato come il percorso che condusse Valkeapää a diventare un artista fosse del tutto inatteso e atipico, soprattutto per un uomo nel contesto della società sámi dell'epoca. Una volta iniziata la sua attività artistica, divenne presto evidente che questa avrebbe costituito il centro del suo percorso professionale.

Dopo aver passato gran parte della sua vita nel nord della Finlandia vicino al confine svedese, dove da secoli la sua famiglia allevava renne, si trasferì nel villaggio norvegese di Skibotn.

Attività Artistica Spesso descritto come un multi-artista, o in sámi máŋggadáiddár, Valkeapää si è distinto per una straordinaria versatilità. La sua intera produzione, che si distingue principalmente nella musica, nella letteratura, e nelle arti visive, è riuscita a riaffermare l'esperienza e la conoscenza sámi secondo i termini della propria cultura.

Musica Il primo passo di Nils-Aslak Valkeapää nel mondo dell'arte avvenne nel campo musicale. Nel 1968 pubblicò il suo album di debutto Joikuja (Joik), nel quale propose una reinterpretazione contemporanea della tradizione dello joik. Questa pubblicazione contribuì a salvare e a portare in radio una forma espressiva che all'epoca rischiava la scomparsa. Negli anni successivi pubblicò numerosi album, tra cui tra cui Juoigamat (1973) (Joikando), Vuoi Biret-Máret, vuoi! (1974) (Oh, Biret-Máret, oh!), De čábba niegut runiidit (1976) (Allora sorgono splendidi sogni), Duvva, Áilen Niga Elle ja Aillohaš (1976) (Duvva, Áilen Niga Elle e Áillohaš), affiancati nel 1978 dal celebre Sámi eatnan duoddariid, la cui traccia omonima è oggi considerata come un secondo inno nazionale per il popolo sámi. Attraverso dischi e concerti, Valkeapää trasformò lo joik da pratica vocale puramente locale, a un fenomeno musicale a livello nazionale e internazionale. Una trasformazione che divenne evidente particolarmente durante la sua esibizione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Lillehammer nel 1994.

Tra le sue ultime pubblicazioni musicali, Goase Dušše del 1993 viene riconosciuto come parte del suo magnum opus.

Letteratura Al successo dei suoi primi lavori musicali, seguì presto l'esordio letterario. Nel 1971 Valkeapää pubblicò il suo primo libro Terveisiä Lapista (Saluti dalla Lapponia), che ottenne ampia diffusione e venne successivamente tradotto in diverse lingue tra cui le lingue nordiche, l'inglese e il tedesco. Gli anni successivi alla pubblicazione dell'opera furono caratterizzati da un'intensa attività creativa e da una crescente notorietà artistica.

A metà degli anni Ottanta, la poesia divenne il fulcro della sua opera. Nel 1985 raccolse tre sue precedenti collezioni poetiche degli anni Settanta nel volume Ruoktu váimmus (La casa nel cuore), tradotta poi in inglese come Trekways of the Wind (Le vie del vento).

Un momento centrale della sua produzione artistica giunse nel 1988 con la pubblicazione di Beaivi, áhčážan (Il Sole, mio Padre), un'opera composta da 575 poesie accompagnate da numerose fotografie raccolte dallo scrittore da archivi e musei di diverse parti del mondo. Nella versione originale in sámi del nord, il libro integra testo poetico e immagini, mentre le traduzioni contengono esclusivamente i componimenti poetici. L'opera ebbe un grande impatto nella letterature sámi contemporanea e valse a Valkeapää il Nordic Council's Literature Prize nel 1991.

Il suo ultimo libro, Eanni, eannážan (La terra, mia madre), viene pubblicato postumo nel 2001. Ideata come controparte femminile del volume del 1988, l'opera è caratterizzata da un forte dialogo con altre culture indigene.

Arti Visive Parallelamente alla musica e alla scrittura, Valkeapää fu un prolifico pittore, e scultore. Sebbene la pittura da cavalletto non facesse parte della tradizione artistica sámi, egli riempì questo vuoto creando tele dai colori accesi che spesso diventavano parte integrante della scenografia dei suoi concerti, come all'Artic Arts Festival di Harstad del 1991.

Attivismo Culturale

Fin dalla giovinezza partecipò ad attività politiche e organizzative sámi. Nel 1960 entrò a far parte del comitato giovanile Lappi läns. Nel 1973 fu eletto nel Parlamento sámi finlandese, dove rimase fino al 1981.

Parallelamente, si impegnò anche in ambito internazionale. Già nel 1973, partecipò a Copenhagen a storici incontri tra delegati Inuit, nativi americani e associazioni sámi. Prese poi parte alla fondazione del World Council of Indigenous Peoples (WCIP) nel 1975 in Canada, diventandone membro fondatori e coordinatore culturale l'anno successivo.

In ambito nazionale invece fu tra gli organizzatori del festival Davvi Šuvva nel 1979. Contribuì inoltre alla creazione di istituzioni culturali sámi tra cui l'associazione degli artisti sámi (Sámi Dáiddačehpiid Searvi) e quella degli scrittori sámi (Sámi Girječalliid Searvi). Nel 1984 partecipò alla creazione della casa editrice DAT.

Uno dei momenti più simbolici del suo attivismo fu forse il discorso di accettazione del Nordic Council's Literature Prize nel 1991, quando Valkeapää srotolò personalmente la bandiera sámi davanti al pubblico, rivendicando pacificamente i diritti del suo popolo.

Ultimi anni e Morte Negli ultimi anni della sua vita, nonostante un grave incidente stradale nel 1996 che ne minò profondamente la salute, Valkeapää continuò ad essere attivo sulla scena artistica, con esibizioni internazionali, fino al Giappone.

Nils-Aslak Valkeapää morì il 26 Novembre 2001 a Espoo, in Finlandia. Oggi la sua eredità culturale e artistica è custodita e promossa dalla fondazione Lásságámmi, istituita nella sua ex dimora a Skibotn, che funge da residenza per ricercatori e artisti.

Opere

Letteratura

Saggistica

Terveisiä Lapista (1971)

Poesia

Giđa ijat čuovgadat (1974) Lávllo vizár biellocizáš (1976) Ádjaga silbasuonat (1981) Ruoktu váimmus (1985) Beaivi, áhčážan (1988) Nu guhkkin dat mii lahka – Så fjernt det nære (1994) Jus gazzebiehtár bohkosivččii (1996) Girddán, seivvodan (1999) Eanni, eannážan (2001)

Teatro

Ritnoaivi ja nieguid oaidni – The Frost-haired and the Dream-seer – 白霜頭と 夢見る若者 (2020)

Discografia

Joikuja (1968) Juoigamat (1973) Vuoi Biret-Máret, vuoi! (1974) De čábba niegut runiidit (1976) Duvva, Áilen Niga Elle ja Aillohaš (1976) Sámi eatnan duoddariid (1978) Sápmi, vuoi Sápmi! (1982) Davás ja geassái (1982) Beaivi, áhčážan (1988) Eanan, eallima eadni (1990) Sámi luondu, gollerisku (1992) Goase dušše (1994) Dálveleaikkat / Wintergames (1994)

Note

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