La permacultura è un sistema di progettazione per la creazione di insediamenti umani sostenibili, permettendo di produrre cibo, fibre ed energia per i bisogni della popolazione preservando contemporaneamente gli ecosistemi naturali, migliorandone la resilienza e la ricchezza. I suoi dettami di base furono espressi nel 1978 da Bill Mollison e David Holmgren unendo concetti di architettura, biologia, selvicoltura, agricoltura e zootecnia in opposizione ai moderni metodi dell'agricoltura industrializzata, proponendo un'agricoltura più tradizionale o "naturale". Negli anni questa teoria si è sviluppata, arrivando ad essere la base per la progettazione e gestione comunitaria di paesaggi antropizzati

Il dibattito sulla sua valenza scientifica è in corso da decenni; essendo la sua teoria giudicata dai suoi i critici scarsamente definita e non scientifica, troppo aneddotica con discutibile estrapolazione dai principi ecologici, richiedendo una ricerca sottoposta a revisione paritaria comprovante le affermazioni sulla produttività e miglior chiarimento sulla metodologia., arrivando a definirla pseudoscienza. Altri studiosi in opposizione ne sostengono la valenza scientifica.

Origine del termine e riadattamento italiano successivo Il termine "permacoltura" è una contrazione di permanent agriculture ("agricoltura permanente"). Nel primo testo di permacultura ed anche il primo arrivato in Italia, "Permacoltura, un'agricoltura perenne per gli insediamenti umani, 1992 (prima edizione 1978)"Bill Mollison, David Holmgreen, Permaculture one, a perennial agricultural system for human settlements, Transworld Publishers; 1st edition (1978), questa è così definita: "Permacoltura è una parola che abbiamo coniato per denominare un sistema integrato e in evoluzione costituito da piante perenni o che si autoperpetuano e da specie animali utili all'uomo. Si tratta in sostanza di un ecosistema agricolo completo."

Esclusivamente in Italia il gruppo che ha curato l'edizione italiana del libro "Introduzione alla permacultura", ha scelto di propria iniziativa di modificare il termine "permacoltura" in "permacultura" per enfatizzare il concetto di cultura, quindi sottolineare un approccio unificato a tutti gli aspetti che riguardano la società umana e le sue connessioni con la natura, come descritto nella prefazione all'edizione italianaBill Mollison, Reny Mia Slay, Introduzione alla permacultura, editore: Terra Nuova edizioni.. Bill Mollison sosteneva che "una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile e un'etica dell'uso della terra". Inoltre nello stesso testo asserisce che il termine da lui coniato di "permaculture" nasce dalla contrazione non solo di "permanent agriculture" ma anche di "permanent culture".

Storia

Influenze Il concetto di Permanent agriculture fu coniato nel 1911 da Franklin Hiram King nel suo libro Farmers of Forty Centuries: Or Permanent Agriculture in China, Korea and Japan. Qui Hiram lo definisce come un sistema agricolo che si può sostenere per un tempo illimitato. Altri fattori che influenzarono la stesura del primo modello teorico della permacultura furono i lavori di Stewart Brand sui sistemi, l'esperienza dell'agricoltore Sepp Holzer, che per primo mise in pratica un metodo di agricoltura ecologica per coltivare in Austria, a 130 km a sud di Salisburgo, ad alta quota (1000 – 1500 m sul livello del mare) e l'esperienza del pioniere dei metodi di agricoltura naturale Masanobu Fukuoka e il suo libro La rivoluzione del filo di paglia.Video intervista a Holmgren sulle origini della permacultura

Mollison e Holmgren

A partire dal 1974 in Australia Bill Mollison e David Holmgren cominciarono a sviluppare un quadro di riferimento per un sistema agricolo sostenibile, incentrandolo su una policoltura a base di specie arboree perenni, arbusti, specie erbacee, funghi e sistemi radicaliMollison, Bill Introduzione alla permacultura, Prefazione alla prima edizione, p. 1. Oltre a questo, il metodo si poneva come obiettivo il progettare insediamenti umani in modo da ridurre il lavoro necessario per mantenerli, la produzione di scarti e l'inquinamento e contemporaneamente preservare o incrementare naturalmente la fertilità dei terreni e la biodiversità del sistema.Scott Robert, A Critical Review of Permaculture in the United States http://robscott.net/2010/?p=1 L'opera di Mollison e Holmgren si basa sui seguenti assunti: La crisi ambientale è reale e le sue dimensioni sono tali che certamente trasformeranno la moderna società industriale in modo irriconoscibile. Questo processo metterà in serio pericolo il benessere e la stessa sopravvivenza della popolazione mondiale, in costante aumento. L'impatto globale - quello già presente e quello futuro - della società industriale e dell'enorme popolazione sulla meravigliosa biodiversità della terra sarà sicuramente molto più vasto degli enormi cambiamenti registrati negli ultimi secoli. L'uomo, anche se creatura abbastanza insolita nel contesto del mondo naturale, è soggetto alle stesse leggi scientifiche che governano l'universo materiale e l'evoluzione delle forme di vita, in primo luogo quelle relative al bilancio energetico. Lo sfruttamento dei combustibili fossili nell'era industriale è la causa primaria della spettacolare esplosione della popolazione, delle conquiste tecnologiche e di ogni altra caratteristica della società moderna. Sebbene sia quanto meno difficile prevedere gli sviluppi della società umana successivi all'esaurimento delle risorse energetiche fossili, è indubbio che i prossimi decenni vedranno il ritorno ai modelli osservabili in natura e nelle società preindustriali, e cioè dipendenti da energie e risorse rinnovabili.

Il lavoro culminò nel 1978 con la pubblicazione di Permaculture One. Nel 1979 Mollison pubblicò Permaculture Two, con il quale ampliava ulteriormente il metodo comprendendo la progettazione di intere comunità. Quello che infatti contraddistingueva il lavoro di Mollison e Holmgren dalle altre proposte di metodi agricoli alternativi era l'enfasi sull'integrazione con tutti componenti di un insediamento umano: costruzione di edifici, pianificazione del sito, gestione delle acque e dell'energia e gestione della comunità si fondevano con la coltivazione di piante per cibo o altre materie prime.

Per il suo lavoro Mollison ottenne nel 1981 il Right Livelihood Award.

Stato attuale

Il metodo della permacultura si è diffuso in tutto il mondo a partire dagli anni ottanta. Ad oggi esistono più di una dozzina di libri e manuali che trattano di permacultura sulla base del lavoro originale di Mollison e Holmgren. Nonostante questo, non ci sono mai state sostanziali aggiunte o variazioni al metodo sviluppato alla fine degli anni settanta. Nel 2002 si stima che siano state formate alla progettazione in permacultura oltre 100.000 persone in tutto il mondo. La formazione prevede generalmente un corso intensivo teorico/pratico di due settimane, nelle quali, oltre ai fondamenti comuni del metodo, vengono insegnate le tecniche più adatte agli ecosistemi locali. Nonostante questo la permacultura fatica ancora ad avere una diffusione di massa. Holmgren afferma che i motivi sono da ricercarsi principalmente nel prevalere di una cultura scientifica del riduzionismo, e quindi un approccio cauto se non ostile a metodi di natura più olistica, nel dominio di una cultura del consumismo creata da una visione puramente economica della salute e del progresso e la paura da parte delle autorità politiche globali e locali di perdere la loro influenza e potere se la popolazione seguisse pratiche volte all'autosufficienza e all'autonomia locale.Holmgren, David Essenza della Permacultura http://holmgren.com.au/essence-of-permaculture-free/ La permacultura sta alla base del concetto di città di transizione di Rob Hopkins (i primi anni 2000).

I fondamenti La Permacultura è un sistema di progettazione che vede il suo nucleo essenziale nella 1ª Direttiva la quale pone l'accento sulla responsabilità di ognuno che, con le proprie scelte e il proprio agire, è in grado di influenzare la propria vita, quella della collettività e quella delle generazioni che seguiranno.

Sulla solida base rappresentata dalla 1ª Direttiva, il framework di progettazione della Permacultura si espande verticalmente attraverso le Etiche e i Principi che vanno a caratterizzare e a qualificare la progettazione secondo i dettami e i fondamenti permaculturali.

Il quadro si completa con gli aspetti più pratici e operativi della progettazione in Permacultura rappresentati dalle Strategie di Progettazione, dalle Tecniche e dagli Strumenti che possono essere mutuati da qualunque settore e ambito tecnologico purché rispondenti ai fondamenti filosofici della Permacultura rappresentati dalla 1ª Direttiva, dalle Etiche e dai Principi. Etiche

Sin dalle prime fasi embrionali della Permacultura, la comunità permaculturale ha dedicato ingenti sforzi per cercare di sintetizzare e distillare delle etiche universali su cui edificare la Permacultura, attingendo da etiche comunitarie, di vecchi gruppi religiosi e collaborativi.

Questo lavoro di razionalizzazione e armonizzazione ha portato alla definizione delle 3 Etiche che sono universalmente accettate e riconosciute dalla comunità permaculturale e che sono: Cura della terra "Earthcare" (ricostruisci in capitale naturale) , ovvero riconoscere il valore dei sistemi naturali nella loro complessità. Gli interventi umani dovranno quindi essere volti a non danneggiare l'ambiente e a ripristinare gli equilibri naturali, rispettando ogni forma di vita per il suo valore intrinseco e non limitandosi alle sole piante e animali rispondenti a soli scopi utilitaristici. Secondo Holmgren il miglior modo per prendersi cura della terra è ridurre i propri consumi. Cura delle persone "Peoplecare" (cura di sé, dei famigliari e della comunità) che chiede di prendersi cura di sé stessi e delle altre persone, riuscendo a soddisfare i propri bisogni in modo sostenibile, senza ricorso a pratiche distruttive su larga scala. Porre limiti alla popolazione e al consumo "Fair share" (porre limiti al consumo e alla riproduzione e ridistribuire il surplus) che promuove l'uguaglianza, la giustizia e l'abbondanza, sia ora che per le future generazioni. Si può sintetizzare questa etica come "un po' per tutti, per sempre". Questa etica richiede di vivere limitando i consumi senza superare i limiti imposti dalla natura, evitando di ricorrere allo sfruttamento degli altri e condividendo le risorse in eccesso in modo equo con tutti.

Principi Nel corso degli anni è stato compiuto un grande lavoro di razionalizzazione ed armonizzazione dei principi che costituiscono le basi applicative delle Permacultura.

A differenza delle etiche che sono limitate a 3, la lista dei principi è molto più ampia e differenziata, visto che i vari autori nel corso del tempo hanno cercato di fornire il proprio contributo andando a prendere in considerazione aspetti e campi di applicazione più specifici.

Principi di David Holmgren David Holmgren sintetizza i principi base della permacultura in dodici punti.

Osserva e interagisci (la bellezza è negli occhi di chi guarda): una buona progettazione dipende da una armoniosa e libera relazione tra la natura e l'essere umano in cui l'attenta osservazione e l'interazione ponderata forniscono la base per la comprensione dei modelli naturali esistenti e l'ispirazione per l'adozione dei modelli di progettazione più adatti. Osservare il paesaggio e i processi naturali che lo trasformano è fondamentale per ottimizzare l'efficienza di un intervento umano e minimizzare l'uso di risorse non rinnovabili e della tecnologia.