La Biblioteca Augusta è una biblioteca comunale, situata nel Palazzo Conestabile della Staffa, in via delle Prome, nella zona di Porta Sole a Perugia.
Nata nel 1582 dalla donazione che l'umanista perugino Prospero Podiani fece al Comune di Perugia della propria biblioteca privata, comprendente circa 10.000 volumi (7.000 opere)Cecchini, 1978 op. cit., nel 1623 fu aperta al pubblico e come tale è una delle più antiche biblioteche pubbliche.Roncetti, 1993 op. cit. Parte integrante della biblioteca è l'ex chiesa Sant'Angelo della Pace in Porta Sole che dal 2009 è stata intitolata a Walter Binni.
La consistenza del patrimonio bibliografico - a dicembre 2012 - è di circa 385.319 documenti, 3.408 manoscritti, 1.330 incunaboli e 3.771 periodici. Il fondo antico contiene 16.500 cinquecentine e 55.000 edizioni dal 1600 al 1830. Il suo catalogo comprende oltre 520.000 schede.
È la biblioteca più importante del Sistema bibliotecario comunale di Perugia, che comprende Biblionet della frazione di Ponte San Giovanni, la Biblioteca San Matteo degli Armeni, specializzata sui temi della pace, della nonviolenza, dei diritti umani, del dialogo interculturale e interreligioso, la Biblioteca Sandro Penna della frazione di San Sisto, la Biblioteca Villa Urbani e il Bibliobus, la biblioteca itinerante che raggiunge numerose frazioni del Comune di Perugia non servite da biblioteche.
Storia La Biblioteca Augusta nasce dalla donazione da parte dell'umanista e bibliofilo Prospero Podiani della propria raccolta libraria consistente in circa 10.000 volumi. L'atto di donazione è del 22 dicembre 1582 e questa data segna di fatto l'atto ufficiale di nascita della Biblioteca Augusta che è da ritenersi, pertanto, una della biblioteche pubbliche più antiche d'Italia. La denominazione adottata si spiega con l'uso umanistico di rifarsi all'antichità classica - Augusta Perusia – e con i rapporti che nel XVIII secolo intercorsero tra la pubblica libreria e l'Accademia Augusta.
Origine della Biblioteca Augusta: la Libraria Podiani La costituzione della Biblioteca Augusta ha un carattere originale rispetto a quella della maggior parte delle biblioteche italiane: è una biblioteca ideata e predisposta, come insieme di libri destinati ad uso pubblico, per iniziativa di un privato, il perugino Prospero Podiani, il cui tenace proposito di dotare la città di una biblioteca pubblica è stato sostenuto dalla disponibilità dell'amministrazione comunale.
Il Comune di Perugia, infatti, non solo ha sostenuto, ma ha anche difeso dagli stessi ripensamenti del donatore, la Biblioteca, ne ha favorito lo sviluppo e l'accrescimento rispettando il carattere laico e pubblico, ne ha stabilito il finanziamento autonomo e riconosciuto l'esigenza di un bibliotecario ufficialmente incaricato e retribuito. La prima sede della biblioteca fu un edificio confinante col Palazzo dei Priori acquistato dalla famiglia Boncambi, il primo bibliotecario fu Prospero Podiani. Dopo di lui fu designato come bibliotecario, con l'incarico di riordinare e redigere l'inventario della raccolta libraria, Fulvio Mariottelli autore del Ragguaglio intorno alla libraria Podiani, edito a Perugia nel 1618, che Alfredo Serrai ha definito il primo trattato teorico sulla biblioteca pubblica.Mariottelli, 2003 op. cit.
Libreria pubblica a Palazzo Meniconi Nel 1623 la Biblioteca Augusta ebbe una nuova sede, dove sarebbe rimasta per più di due secoli e mezzo: il palazzo Meniconi in piazza del Sopramuro, di fronte all'Università. In questa sede la biblioteca iniziò a svolgere con regolarità il servizio al pubblico, e il 1623 è l'anno designato ufficialmente come inizio dell'attività dell'istituto, come ricorda un'epigrafe conservata nell'attuale sede.
Alla fine del XVII secolo – bibliotecario Giulio Cesare Barigiani - furono fatti fare dal pittore Giuseppe Scacioppa 60 ritratti di illustri perugini da destinare ad 'ornamento' della biblioteca. Durante il XVIII secolo la Biblioteca Augusta divenne sempre più l'istituto di conservazione e di cultura della città anche se le risorse economiche erano assai limitate, legate a entrate fisse non troppo remunerative.
Nel 1774 in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù il papa Clemente XIV cedette al Comune la biblioteca del Collegio dei Gesuiti di Perugia. La libreria di notevole consistenza e di elevata qualità, passò nella sua interezza alla biblioteca e pose il problema di trovare lo spazio dove collocare i volumi. Alcuni di questi risultarono duplicati e inutili e furono messi in vendita: il ricavato fu utilizzato per acquisto di libri nuovi e per altre necessità della biblioteca.
Nel 1787 i dottori Luigi Canali, Felice Santi e Francesco Cerboni redassero l'Indice dei volumi scansia per scansia, strumento indispensabile per effettuare il riscontro del posseduto della biblioteca.
Dopo Giovanni Angelo Cocchi, bibliotecario impegnato politicamente nei movimenti repubblicani di fine secolo, il XIX secolo iniziò con il bibliotecario Luigi Canali, legato agli ambienti della restaurazione, che, nonostante avesse anche altri incarichi come docente di fisica e chimica all'Università e come membro della Provvisoria Pontificia Amministrazione, svolse egregiamente il suo compito. Dotò la biblioteca di un Indice dei volumi alfabetico e per soggetto e individuò e classificò serie distinte di incunaboli, aldine, edizioni perugine.
Con Adamo Rossi dal 1857 la biblioteca ebbe un vero bibliotecario per cultura, per competenza, per passione del suo lavoro. Tra le acquisizioni più importanti durante la sua direzione ci fu quella, nel 1867, dei manoscritti lasciati da Annibale Mariotti, ancora oggi fondamentali per qualsiasi indagine documentaria e studio di storia locale.
La biblioteca a Palazzo dei Priori
Dalla seconda metà dell'Ottocento iniziò a porsi il problema di una nuova sede della biblioteca, problema che divenne ancora più pressante dopo l'Unità d'Italia per il copioso afflusso delle biblioteche delle corporazioni religiose soppresse. Con questi volumi la Biblioteca Augusta accrebbe il proprio patrimonio bibliografico con libri di carattere prevalentemente religioso di grande pregio e qualità.
Provvisoriamente, per mancanza di spazio, i libri furono ammassati in alcuni ambienti del Convento di Santa Maria Nuova. Tra il 1881 e il 1893 venne deliberato ed eseguito il trasferimento della Biblioteca nel Palazzo dei Priori, e il salone Podiani, che oggi fa parte della Galleria nazionale dell'Umbria, fu adibito a sala di lettura con scaffalature imponenti per contenere migliaia di volumi.
Durante il trasloco, nel 1885, fu rubato il più prezioso dei codici miniati della biblioteca il De Officiis di Cicerone del XV secolo. Adamo Rossi per questo fu sospeso dall'incarico. Dal 1890 al 1892 il bibliotecario Alessandro Bellucci compilò il catalogo dei manoscritti della Biblioteca Augusta per l’Inventari dei manoscritti delle biblioteche d'Italia, curato da Giuseppe Mazzatinti.Bellucci, 1895 op. cit. Nel 1894, mentre era bibliotecario Vincenzo Ansidei, la biblioteca acquisì la importante collezione di libri di Ariodante Fabretti.
Tra la fine del Ottocento e la prima metà del Novecento pervennero molti fondi tra cui Bonci, Pompili, Rotelli, Bruschi, Marroni e Blasi che arricchirono le raccolte dell'Augusta di libri moderni a carattere laico, di alto livello culturale e scientifico e di serie preziose di miscellanee.
L'incremento bibliografico fu imponente: dai 24.000 volumi del 1887 si passò ai 100.000 di cui parlava Briganti nella sua relazione del 1928.Briganti, 1946 op. cit.
Il trauma del furto del codice, con la reazione che suscitò nell'opinione pubblica, servì a far capire all'Amministrazione quali importanti documenti fossero conservati in biblioteca e il valore che l'istituto aveva acquistato nella vita culturale cittadina, di conseguenza furono presi provvedimenti che diedero una migliore regolarità alla vita della biblioteca e un maggior controllo sull'operato del bibliotecario, provvedendo alle esigenze di spesa per la biblioteca come per gli altri uffici e servizi comunali.
Da Adamo Rossi in poi la biblioteca si dotò di strumenti biblioteconomici più attuali passando dagli indici-inventari dei volumi alle schedature su schede mobili e fu permesso il prestito esterno di libri, negato per oltre due secoli e mezzo.
Dal 1895, con la nascita della Deputazione di storia patria per l'Umbria, la Biblioteca ha sempre dato attivo contributo agli studi di storia locale e alle elevate iniziative culturali sostenuti da essa. Per circa ottanta anni la Biblioteca rimase nel Palazzo dei Priori, ma problemi di statica dell'edificio nel 1950 costrinsero a trasferire i fondi librari che si trovavano nell'ala occidentale in un deposito esterno, ricavato nella monumentale Chiesa di San Bevignate.
La biblioteca a Palazzo Conestabile della Staffa Dal 1969 i fondi furono riuniti nella nuova e attuale sede di Palazzo Conestabile della Staffa. Il Palazzo, edificato nel 1628-1629, aveva avuto diversi proprietari, durante il Risorgimento vi aveva alloggiato la contessa Maria Bonaparte Valentini ed era divenuto sede di un prestigioso salotto letterario e scientifico.
Fu acquistato dal Comune di Perugia e ristrutturato e adattato alla nuova funzione dagli architetti Daniele Calabi e Mario Dalla Costa. Nella parte posteriore del palazzo storico fu costruito un magazzino librario a torre di sette piani, destinato a rispondere per almeno trenta anni alle esigenze di spazio dei depositi librari della biblioteca. L'ampia sala di consultazione fu intitolata a Giancarlo Conestabile della Staffa in omaggio al più illustre esponente dell'ultima famiglia di proprietari.
È in questa sede che sono stati acquisiti importanti fondi come quelli del Presidio militare, Morini, Cecchini, Silvestri, Gurrieri, Pizzoni, Guardabassi, Binni, Schott, Lipinsky.
Dal 1939 la Biblioteca svolge il suo ruolo di depositaria degli esemplari d'obbligo degli stampati della provincia di Perugia. Per la ricchezza delle sue raccolte è la principale biblioteca della Regione i suoi fondi antichi ne fanno un luogo di ricerca a livello nazionale e internazionale. La biblioteca si è adeguata ai principi biblioteconomici più avanzati e dagli schedari con schede di formato internazionale, è passata ai cataloghi on-line di Sbn, collabora con EDIT 16 per il censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo, nella sua biblioteca digitale ha riprodotto e pubblicato online quotidiani storici, manoscritti e stampati che contengono fonti insostituibili di storia locale, mettendoli così a disposizione di tutti gli studiosi interessati.
Cronotassi dei direttori È utile fornire la cronotassi dei direttori perché molti di loro hanno occupato un posto di primo piano nella vita culturale di Perugia: Prospero Podiani †(1582-1615)* Fulvio Mariottelli †(1617-1620) Lodovico Aureli †(1620-1634) Lodovico Alberti †(1634-1638) Bonifacio Saccucci †(1638-1642) Gaspare Ballottoli †(1642-1666) Giulio Cesare Barigiani †(1666-1708)
Giovanni Angelo Guidarelli †(1708-1717) Pietro Paolo Cristiani †(1717-1737) Giacinto Grazi †(1737-1764) Giovanni Cerboni †(1764-1786) Giovanni Angelo Cocchi †(1787-1803) Luigi Canali †(1803-1835) Carmelo Pascucci † coadiutore (1835-1841), reggente (1841- 1843) Giovanni Battista Vermiglioli †(1843) Cesare Massari †(1843-1857) Dario Rossini f.f. †(1857) Adamo Rossi †(1857-1885) Francesco Guardabassi †(1886-1887) Alessandro Bellucci †(1887-1891) Vincenzo Ansidei †(1891-1922) Francesco Briganti †(1922-1935) Giovanni Cecchini †(1935-1959) Olga Marinelli Marcacci †(1960-1974) Mario Roncetti †(1974-1994) Maria Pecugi Fop (1994-2000) Claudia Parmeggiani (2001-2007) Maurizio Tarantino (2008-2014).
Patrimonio librario e documentario