Listruzione nello Stato Pontificio era regolata, dal 1824 fino alla completa annessione dello Stato Pontificio al Regno d'Italia nel settembre 1870, dalla Congregazione degli Studi..

L'ordinamento scolastico pontificio ha inevitabilmente subito nel corso dei secoli progressive e sostanziali modificazioni; nella sua fase finale si articolò in una scuola dell'infanzia tra i 2 ed i 7 anni,. una scuola primaria tra i 5 e gli 11 anni e poi un sistema secondario composto da ginnasio e collegio che davano accesso all'università.Vedi anche Ordinamento universitario dello Stato Pontificio Non esisteva obbligo d'istruzione, e l'elevato tasso di analfabetismo delle regioni dell'Italia centrale all'epoca dimostra che l'efficienza del sistema non era certo ottimale.

Storia Epoca rinascimentale e barocca

La prima forma di istruzione primaria garantita a tutti i livelli della popolazione fu assicurata dalle comunità locali attraverso dei maestri stipendiati giornalmente a spese pubbliche. A Roma, era il senato romano che provvedeva a mantenere i cosiddetti maestri regionari, insegnanti di ambo i sessi dalla ferrea reputazione che, con lo stipendio giornaliero di un paolo., avevano il compito di insegnare alla gioventù la dottrina cristiana, il leggere, lo scrivere, ed il far di conto. I maestri regionari, scalzati nel loro ruolo pedagogico dai nuovi ordini religiosi controriformati nati nel corso del Seicento, furono affidati dalla metà del Settecento alla cura dell'università della Sapienza e pagati direttemante dagli alunni, salvo tre scuole di maestre regionare sovvenzionate direttamente dall'elemosiniere del Papa.Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. XXI p. 174.

Nell'Ottocento, le scuole di maestre regionarie erano considerate alla stregua delle moderne scuole paritarie e private presenti nell'ordinamento scolastico italiano, tanto che nel 1837 il cardinale vicario Carlo Odescalchi le regolamentò attraverso un "regolamento delle scuole private elementari", vietando l'apertura di nuove scuole senza autorizzazione governativa: alla stessa data, risultavano operative nella sola Roma 240 scuole di maestre regionarie, di cui 60 unicamente infantili e 180 riservate unicamente a bambine e ragazze dai cinque anni di età in poi. Nel resto del territorio pontificio, esistevano istituzioni simili. Ad Ariccia, all'epoca feudo della famiglia Savelli situato nella provincia di Campagna e Marittima, oggi in provincia di Roma, gli statuti feudali del 1610 concessero alla Comunità la facoltà di investire le rendite di alcuni pascoli comunitari nel mantenimento di un maestro a servizio della gioventù locale.Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell'antichissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano, e Nemi, parte I cap. XXIX, pp. 279-280.

Tuttavia non tutte le Comunità assicuravano un'adeguata gestione dell'insegnamento pubblico: nel vicino feudo della famiglia Colonna di Marino, sempre nei Castelli Romani, ad esempio ci si pose il problema di trovare un'aula scolastica solo nel 1708,Ugo Onorati, Le Maestre Pie a Marino, pp. 18-24. e la controversia contrattuale con diversi maestri si trascinò fino al 1766, con grave danno per l'alfabetizzazione del paese.

La prima vera scuola completamente gratuita destinata agli strati più bassi della popolazione fu istituita a Roma, presso la chiesa di Santa Dorotea a Trastevere, nel 1597 da san Giuseppe CalasanzioGaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. XXXVIII p. 111., non senza resistenze da parte dei summenzionati maestri regionari. In seguito nel 1617 l'ordine di Calasanzio venne autorizzato dalle autorità competenti con il nome di Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie, volgarmente detti Scolopi: si moltiplicarono gli istituti scolopi, a Roma presso la chiesa di San Lorenzo in Piscibus e presso la chiesa di San Pantaleo, e nel resto del territorio pontificio a Frascati (1632)Luigi Devoti, Frescati-Frascata-Frascati, pp. 132-143., Albano Laziale (1764)Pino Chiarucci, Albano Laziale, p. 70. ed altre località.

Papa Alessandro VII nel 1655 istituì le scuole pontificie delle "maestre pie", sostanzialmente maestre regionarie dipendenti dall'elemosiniere del papa, con casa principale a Roma presso la chiesa di Sant'Agata dei Goti al rione Monti.. Nel 1685 santa Rosa Venerini aprì una scuola popolare femminile a Viterbo: nascevano le Maestre Pie Venerini. L'istituto si espanse in breve tempo per tutta la Tuscia: nel 1692 aprì la scuola di Montefiascone, diretta da una discepola di Rosa Venerini, santa Lucia Filippini, fondatrice di una nuova congregazione, le Maestre Pie Filippini.

Nel frattempo la Venerini fondò nuovi istituti a Civita Castellana, Sutri e Bagnoregio, e nel 1706 a Ronciglione:Vita di suor Mariangela Virgili URL consultato il 15-06-2009. nel 1707 la Filippini arrivò a Roma per fondarvi una scuola: una sua discepola, Margherita Pesoli, fondò nuove scuole ad Orte e Giove, in Umbria.

Nel 1712 e nel 1716 fu la Venerini a fondare due scuole della sua congregazione a Roma, su richiesta di papa Clemente XI.. In breve le scuole si diffusero in tutto il Lazio, e poi nello Stato Pontificio: nel 1728 ad Albano Laziale, nel 1730 ad Ariccia ed a Genzano di Roma, nel 1732 a Marino, nel 1737 ad Ancona, URL consultato il 14-06-2009 nel 1744 a Velletri, prima del 1755 a Ferentino,Comune di Ferentino - Ferentino nel XVIII-XIX secolo e la scuola delle Maestre Pie URL consultato il 14-06-2009 nel 1758 a Pesaro,Rosalba Angiuli, A proposito delle Maestre Pie Venerini, 14 ottobre 2003 URL consultato il 14-06-2009 nel 1856 ad Ostia Lido.Istituto della Presentazione Maestre Pie - Storia URL consultato il 14-06-2009

Nel 1828 la congregazione degli Studi emanò una circolare in cui si invitava le Comunità più grandi dello Stato Pontificio a provvedere all'apertura di un istituto di Maestre Pie..

Nel 1688 aprì a Roma la prima scuola delle religiose Orsoline: l'istituto, già presente a Ferrara dal 1647, URL consultato il 14-06-2009 si diffuse rapidamente, aprendo nuove case a Velletri (1695), Calvi dell'Umbria (1716)Calvi dell'Umbria - Monastero delle Orsoline URL consultato il 14-06-2009 e Benevento (1763).Vedi Monastero delle Orsoline (Benevento)

Il Settecento e l'Ottocento

I Fratelli delle Scuole Cristiane di san Giovanni Battista de La Salle arrivarono a Roma nel 1702, ed in breve si diffusero nei territori pontifici aprendo case a Tivoli, Tarquinia, Orvieto, Ravenna e Viterbo..

mentre nel 1725 papa Benedetto XIII chiamò nell'Urbe la Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana fondata a L'Isle-sur-la-Sorgue, presso Avignone, da César de Bus: una congregazione omonima già esisteva a Roma dal 1560, ed aveva aperto alcune scuole nel Lazio (Priverno nel 1630,Comune di Priverno - Chiesa di San Nicola di Bari URL consultato il 14-06-2009 Ariccia nel 1637Vedi Chiesa di San Nicola di Bari (Ariccia)). Le due congregazioni furono unificate da papa Benedetto XIV nel 1747.

Nacquero così moltissimi istituti dottrinari in tutto lo Stato Pontificio: a Pontecorvo nel 1739,<ref>Parrocchia San Marco Pontecorvo - Storia small>URL consultato il 14-06-2009</small></ref> a Marino nel 1837.Vedi Istituto Statale d'Arte Paolo Mercuri

Il sacerdote Tommaso Silvestri e l'avvocato Di Pietro fondarono nel 1794 uno dei primi e più importanti istituti per sordomuti, ampliato da papa Gregorio XVI nel secolo successivo e convertito in "regio istituto dei sordi" con l'annessione di Roma al Regno d'Italia del 1870.Istituto Statale dei Sordi di Roma - Storia URL consultato il 14-06-2009

Con la parentesi dell'occupazione napoleonica (1807-1814) il Lazio e gran parte dell'Umbria vennero annessi alla Francia (formando il "primo Impero francese"), mentre gli altri territori dello Stato Pontificio (Marche e Romagna) entrarono a far parte del Regno d'Italia: soprattutto in questi ultimi territori furono fondati istituti scolastici secondo il modello francese, in gran parte chiusi con il ritorno di papa Pio VII nell'Italia centrale.

Nel 1819 un intagliatore romano, Giacomo Casoglio, inventò a Roma le "scuole notturne", una sorta di istituto professionale serale: l'iniziativa ebbe successo e diverse scuole simili aprirono in tutta la città.. Papa Leone XII nel settembre 1824 emanò la bolla pontificia "Quod divina sapientia omnes docet" con la quale creò la congregazione degli Studi, una congregazione della Curia Romana con compiti di controllo sulle università e sull'istruzione dello Stato Pontificio. Nella stessa bolla erano contenuti 27 titoli di 308 articoli complessivi che regolamentavano l'istruzione pontificia. Altri istituti scolastici erano le scuole parrocchiali, contate nella sola Roma in numero di 20 nel 1832, anno in cui furono equiparate alle scuole private delle maestre regionarie..

Durante l'esperienza della Repubblica Romana (1849) si pose grande attenzione ad una riforma dell'istruzione:Roberto Renzetti, La scuola nell'Italia pre-unitaria della Restaurazione - Stato Pontificio URL consultato il 14-06-2009 i triumviri Carlo Armellini, Giuseppe Mazzini ed Aurelio Saffi più volte si espressero in merito all'importanza dell'istruzione pubblica, ed il ministro della Pubblica Istruzione Francesco Sterbinetti emanò una circolare ai presidi delle scuole romane il 20 marzo 1849.

La precoce fine del movimento repubblicano stroncò questi buoni propositi. Principi fondamentali erano la libertà d'insegnamento (art. 8 della costituzione della Repubblica Romana: "l'insegnamento è libero. Le condizioni di moralità e capacità, per chi intende professarlo, sono determinate dalla legge."),Costituzione della Repubblica Romana URL consultato il 17-06-2009 lo stato pubblico dell'istruzione, la laicità della medesima, e la necessità di istruire i ragazzi sull'educazione civica e sulla legislazione nazionale.

Il grande limite dell'istruzione nello Stato Pontificio fu che lo stato stesso era uno stato di carità, non di diritto: perciò ogni iniziativa veniva dal volontariato di alcune persone "pie", ed era lasciata a loro discrezione, al massimo con qualche incentivo dal papa o da qualche autorità (cardinali, legati pontifici) ma concesso solo a livello personale. Lo stato, tutt'al più, interveniva in un secondo tempo per regolamentare (a Roma nel 1837, a Imola nel 1854, e così altrove).

Quasi tutti gli istituti fin qui nominati sono stati eretti grazie all'impegno solitario di un gruppo circoscritto di persona protette da un potente (ad esempio, Rosa Venerini fu protetta ed incentivata dal cardinale Urbano Sacchetti, la sua discepola Lucia Filippini dal cardinale Marcantonio Barbarigo): oppure direttamente da un potente, come nel caso delle "scuole borghesiane", fondate nel 1839 dalla principessa Guendalina Borghese Talbot presso Palazzo Borghese a Roma..

Dopo l'annessione dell'Emilia-Romagna, delle Marche e dell'Umbria al Regno d'Italia (ratificato dal plebiscito dell'11 e 12 marzo 1860) e la presa di Roma nel settembre 1870 ed il plebiscito d'annessione del 2 ottobre 1870, il sistema scolastico pontificio venne smantellato praticamente per intero: le giunte comunali più anticlericali decretarono la soppressione delle scuole dei padri dottrinari o delle altre scuole religiose (a Marino, che rimase così priva di scuole fino al 1876 per l'inettitudine della giunta repubblicana; a Genzano di Roma, dove agli inizi del Novecento la giunta socialista decretò la demolizione della casa delle Maestre Pie Venerini per realizzare l'attuale piazza Tommaso Frasconi). In altri luoghi dell'ex-Stato Pontificio, le antiche scuole religiose furono convertite in "regi licei": ad esempio a Faenza,Liceo Torricelli Faenza - Storia URL consultato il 15-06-2009 a Cesena, URL consultato il 15-06-2009 ad Urbino,Liceo Raffaello Urbino - Storia URL consultato il 15-06-2009 a Rieti.Liceo Marco Terenzio Varrone Rieti - Storia URL consultato il 15-06-2009

Scuole e ordinamento scolastico nell'Ottocento