Electrolux Italia S.p.A. (originariamente Fratelli Zanussi S.a.s., poi Industrie A. Zanussi S.p.A., Industrie Zanussi S.p.A. e Electrolux Zanussi S.p.A.) è un'azienda italiana produttrice di elettrodomestici con sede a Pordenone.
Fondata nel 1916 da Antonio Zanussi, nel secondo dopoguerra divenne la maggiore azienda nazionale del settore, anche grazie al marchio Rex; nel 1984 passò sotto il controllo della multinazionale svedese Electrolux.
Cessato di esistere in Italia nel 1995, il marchio Zanussi viene ancora impiegato per elettrodomestici venduti all'estero e per le apparecchiature per la ristorazione.
Storia La Antonio Zanussi Pordenone: da ditta artigiana a piccola industria (1916-1946)
LOfficina Fumisteria Antonio Zanussi, ditta individuale artigiana specializzata nella fabbricazione e riparazione di cucine a legna, fu fondata nel 1916 a Pordenone su iniziativa di Antonio Zanussi (1890-1946).. Le attività ebbero inizio in un laboratorio che misurava 30 m², edificato su un terreno in Corso Garibaldi all'angolo di Via De Paoli, dove lavoravano inizialmente 3 operai. Nel 1926, Zanussi ingrandì la sua officina - la cui ragione sociale diventava Antonio Zanussi Pordenone - che arrivò a misurare 120 m², ed intuì la necessità di procedere a una minima standardizzazione del prodotto, con la fabbricazione della cucina a legna con piastra in ghisa modello AZP, che riscontrò successo commerciale e fu destinata all'esportazione.
Il numero di addetti in quel periodo salì a 10, poi a 19 (18 operai ed un'impiegata), a 25 nei primi anni trenta. Nel 1933, Zanussi fondò il marchio Rex, nome da lui scelto in omaggio al transatlantico italiano comandato da Francesco Tarabotto, che in quell'anno conquistò il nastro azzurro per aver fatto una lunga traversata da Genova a New York.. Il primo modello di cucina commercializzato con questo nuovo marchio fu il Rex 503, che riscosse un grande successo commerciale per la ditta friulana, che nel 1934 contava 40 addetti. In quello stesso anno, le attività furono spostate in un nuovo stabilimento di 2.000 m² coperti in via Montereale, edificato su un terreno di proprietà dei suoceri dello Zanussi, e la produzione fu estesa a quella delle grandi cucine per alberghi e comunità.
La Antonio Zanussi Pordenone si avviò verso la trasformazione da ditta artigiana a piccola industria locale: nel 1935, fu lanciata la cucina a legna Patent, venduta in Italia ma soprattutto in Austria e Germania, e un'importante ordinazione di cucine da campo destinate alla Guerra d'Etiopia, da parte del Governo, favorì il consolidamento dell'azienda mediante l'ampliamento della fabbrica, il raddoppio della superficie coperta, un'ulteriore crescita della manodopera occupata, arrivata a 100 persone, e l'estensione della produzione, che registrava una capacità di 6.000 unità annuali.
La Seconda guerra mondiale non interruppe le attività dell'azienda, che nel 1943 creò all'interno della fabbrica una fonderia. Maggiori difficoltà si riscontrarono al termine del conflitto, che per le difficoltà di approvvigionamento di materie prime e le riduzioni degli ordini, fecero scendere l'organico dell'azienda. Nel 1946, Zanussi morì improvvisamente, e la conduzione della sua azienda passò ai suoi due figli maggiori Guido (1917-1999) e Lino (1920-1968), che assunsero rispettivamente i ruoli di presidente e di amministratore delegato.
L'era Lino Zanussi (1946-1967)
Il passaggio dell'impresa alla seconda generazione, rappresentata da Guido e Lino Zanussi, figli del fondatore Antonio, portò ad un'ulteriore sviluppo della medesima, che si avviava ad assumere dimensioni sempre più importanti. Dei due fratelli il più intraprendente fu Lino, che nel 1946, con il consenso di Guido, fece ampliare lo stabilimento portando l'area coperta a 10.000 m², il numero dei dipendenti a 250 e partecipando, l'anno seguente, nel 1947, alla prima edizione della Fiera Campionaria di Pordenone, con la proposta di un nuovo prodotto, la cucina a legna Super Rex 505, che verrà prodotta per un decennio.
Nel 1949, l'azienda friulana produsse i primi fornelli a gas, con il modello Rex 401, un prodotto innovativo, lanciato nel 1951, che riscosse ampio consenso sul mercato in Europa. L'avvio di questo tipo di produzione fu agevolata dagli accordi con la Liquigas e con AGIP, che fornivano a supporto le bombole di GPL. Un'operazione che si trasformò in un grande successo commerciale, grazie al quale la Zanussi riusciva a vendere annualmente mezzo milione di fornelli. Inoltre ci fu una forte crescita nell'utilizzo domestico di bombole di gas liquido.
Il numero di addetti salì a 300 unità, e la costante crescita dell'azienda, nel 1952 divenuta società in accomandita semplice con la ragione sociale Fratelli Zanussi, imposero l'apertura di un altro insediamento produttivo di 5.000 m², avvenuta nel 1954 a Porcia, lungo la Strada statale 13 Pontebbana, dove fu avviata la produzione dei primi modelli di frigoriferi, il Rex 301 da 145 litri e il Rex 302 da 170 litri, su licenza della Necchi di Pavia, fornitrice dei compressori. Nel 1955 sorse un altro stabilimento a Vallenoncello, che avviò la produzione di componenti elettrici, meccanici ed elettromeccanici, e negli anni successivi la linea squadrata dei frigoriferi Tropic System. L'attività produttiva di Zanussi si svolse su larga scala e nel 1957, alla vigilia dell'apertura del Mercato europeo comune, fabbricava 250.000 pezzi all'anno, che esportava ampiamente in Europa. Nel 1958, su licenza della statunitense White-Westinghouse, fu prodotta la prima lavatrice semiautomatica, la Rex 201.
Nel 1960, Zanussi fece ingresso nel settore dell'elettronica di consumo con l'avvio della produzione dei primi televisori, in realtà assemblati con componenti forniti da terzi e con telai dell'Ultravox di Milano. L'anno successivo, nel 1961, uscì il televisore Rex 27, progettato dall'azienda. La divisione elettronica, alla cui guida vi era l'ingegner Giorgio Tranzocchi, al marchio Rex ne affiancherà altri due, Naonis creato nel 1962 e destinato ad una clientela femminile, e Sèleco creato nel 1965. Intanto, nel 1962, l'azienda friulana ricevette il Premio Compasso d'oro per la cucina Rex 700, per la linea e la semplicità costruttiva.
Nel 1963, l'azienda fu trasformata in società per azioni ed assunse la denominazione Industrie A. Zanussi. Nello stesso anno, le esportazioni costituivano il 25% della produzione, e fu creata la prima filiale commerciale estera a Parigi. Zanussi nel 1964 avviò anche l'attività come terzista per conto di due aziende, la statunitense Hoover e la tedesca Linde; nel 1965, fondò a Madrid la consociata Ibérica de Electrodomésticos, meglio nota come Ibelsa, per la produzione e distribuzione degli elettrodomestici sul mercato spagnolo; nel 1966, divenne fornitrice per l'azienda tedesca AEG.. Zanussi, a metà anni sessanta contava 8.600 dipendenti, e raggiunta la saturazione della propria capacità interna, procedette a una politica di acquisizioni di aziende di medie dimensioni, iniziata nel 1967 rilevando la Becchi di Forlì, e la STICE di Scandicci, in provincia di Firenze.
La gestione Mazza: espansione e declino della Zanussi (1968-1983)
Il 18 giugno 1968, Lino Zanussi trovò la morte mentre viaggiava in aereo verso la Spagna, assieme a tutti gli altri passeggeri, suoi collaboratori, e ai due piloti. La famiglia Zanussi affidò la guida dell'azienda a Lamberto Mazza, che dal 1960 vi ricopriva il ruolo di consulente finanziario.
La Zanussi di Mazza tentò di ovviare alle difficoltà nel mercato degli elettrodomestici bianchi, manifestatesi negli anni settanta, mediante una politica di crescita esterna in cui non era sempre agevole distinguere tra ricerca di economicità gestionale, logiche puramente finanziarie e tendenza a un rapporto privilegiato col potere politico sia a livello locale che nazionale.. Nel 1969-70, Zanussi acquisì il controllo delle aziende Aspera Est (produttrice di compressori), Castor, SOLE (componenti elettronici), Triplex e Zoppas, assumendo così le dimensioni e le caratteristiche di un gruppo industriale.. La politica espansiva dell'azienda friulana non fu limitata solo all'Italia, poiché nello stesso periodo, in Spagna creò la Zanussi Industrial, per la produzione e vendita di grandi impianti, ed avviò un rapporto di collaborazione con l'azienda metalmeccanica jugoslava Rade Končar.. Nel 1971, a Campoformido fu aperto lo stabilimento per la produzione di televisori a colori. A livello societario si registrava l'uscita del presidente onorario Guido Zanussi, e più tardi, nel 1973 l'ingresso della multinazionale tedesca AEG-Telefunken, che acquisì il 20% delle quote. Nello stesso anno, Triplex e Zoppas furono fuse per incorporazione nel Gruppo friulano.
Nel 1974, Zanussi creò la propria divisione ricerca e sviluppo, con il compito di individuare e di approntare lo sviluppo di nuovi prodotti che attirino gli obiettivi di diversificazione delle produzioni del Gruppo. Nel 1975-77, furono rilevate ed assorbite altre imprese, la Elettropompe e Motori Frazionati di Rovigo, la Stifer di Pomezia (produttrice di congelatori), lo stabilimento di Sambuceto, in provincia di Chieti, della Smalteria Abruzzese, fu acquisita la maggioranza della Ducati Elettromeccanica, divisione della casa motociclistica di Bologna, e successivamente assorbita, ed entrò nel settore della commercializzazione dei distributori automatici con la creazione della Zanussi Vending.
Nel 1978, avvenne il cambio di ragione sociale in Industrie Zanussi. Nello stesso anno, il Gruppo pordenonese riacquistò il 20% delle azioni possedute dalla AEG-Telefunken, ed attuò lo scorporo della divisione elettronica conferita alla società Zanussi Elettronica, e la trasformazione della SOLE in Zanussi Elettromeccanica. L'anno successivo, nel 1979, fu aperto lo stabilimento di Spilimbergo destinato alle produzioni edilizie, e furono stabiliti accordi di collaborazione industriale con l'austriaca Voestalpine (che acquisì il 10% delle azioni del Gruppo) e con la giapponese Hitachi. Nel 1980, Zanussi acquisì la maggioranza della sua consociata spagnola Ibelsa, arrivando a possederne il 75%, e di cui fino a prima era socio paritetico con il Grupo Fierro. Nel 1981-82, rilevò alcune piccole imprese del Pordenonese, e perfino il pacchetto di maggioranza del club calcistico dell'.
Il Gruppo Zanussi, maggiore azienda italiana produttrice di elettrodomestici per dimensioni e fatturato, precipitò successivamente in una grave crisi finanziaria, conseguenza dell'indebitamento generato dalle varie acquisizioni di aziende compiute nel corso del decennio settanta-ottanta, nonché alle difficoltà di mercato riscontrate nel settore degli elettrodomestici, che furono ancor più gravi in quello dell'elettronica di consumo, dove la tardiva introduzione della televisione a colori in Italia, avvenuta solo nel 1977, mise in ginocchio le industrie italiane del settore. La sua situazione finanziaria diventata insostenibile e determinò il default: nel 1982, il deficit superò i 130 miliardi di lire, e nel giugno dell'anno successivo, il 1983, si verificarono importanti cambiamenti all'interno del Gruppo, in cui aveva fatto ingresso la Consortium, società del Gruppo Mediobanca, che esautorò Mazza dalla guida dell'azienda per sostituirlo con il manager Umberto Cuttica, nominato nuovo presidente dal consiglio di amministrazione.
L'ingresso nel gruppo Electrolux (1984-1995)