Il convento del Ritiro della Santissima Annunziata del Poggio è un convento francescano sito ad Orsogna (provincia di Chieti), a 2 km dal centro abitato, in posizione dominante su di un colle ove si possono ammirare sia il mare che la Maiella.

Storia

Nel tardo Medioevo san Giovanni da Capestrano fu colpito da un oratorio immerso nella natura, cioè in un colle presso un torrente immerso nel verde. Furono costruiti così nel 1448 una chiesa ed un oratorio.. Nel 1450 un certo Ottaviano di Letto (forse Lettomanoppello?) di Guardiagrele donò al convento i suoi orti con un terreno ricoperto di boschi, limitrofi al convento, onde evitare che venissero dispersi.. Il chiostro fu chiuso al culto nel 1864, ma riaperto al pubblico già nel 1885 ma riacquistato legalmente solamente 4 anni dopo, nel 1889. Fu distrutto nella II guerra mondiale e riedificata nel 1969.. È prevista l'istituzione di un parco territoriale attrezzato che tuteli gli animali e le piante dei dintorni..

Struttura

La chiesa attuale corrisponde all'oratorio primitivo, mentre l'ossario corrisponde ad una sepoltura fra una delle porte d'accesso del convento e l'annessa chiesa.

Esterni La chiesa officiata ha una facciata semplice, restaurata negli anni '60, ripulendo lo strato di intonaco che la rivestiva. Ad aspetto a capanna, con un oculo e un nartece piccolo per l'ingresso, ha un portale a sesto acuto che immette nell'interno a navata unica. Lateralmente vi è un contrafforte, che doveva corrispondere alla casa con la cappella di S. Antonio abate, sopra cui fu eretto il convento. Dalla chiesetta si estende il convento con il primo chiostro del XVI secolo, a pianta quadrangolare, decorato da un pozzo centrale e da un porticato deambulatorio ad archi. Dal chiostro si accede al refettorio affrescato, e al secondo chiostro più antico, dotato di un altro pozzo, e di un muro-recinto che sbarra l'accesso verso la vallata sottostante. Dal chiostro si accede ai locali della cantina, delle stalle, della cucina, e dell'ingresso alle sale del "Ritiro spirituale". La porzione del convento che guarda a sud è stata risistemata e ampliata completamente nel 1965, a causa dei gravi danni subiti durante la seconda guerra mondiale.

Nel corso degli anni del secondo dopoguerra, il convento è stato recuperato e abbellito, con il rifacimento del piazzale Madonna degli Angeli, la costruzione della statua monumentale in bronzo di ingresso, che illustra San Francesco che predica agli uccelli, col lupo ai piedi, la realizzazione del viale sacro che porta a una grotta naturale con la statua della Madonna di Lourdes. Accanto si trova il vasto orto di ulivi con giardino. Sul retro i locali della cantina e delle varie botteghe artigiane, del XVIII-XIX secolo.

Dagli anni '60, al bivio della strada del convento, venendo da Orsogna, è stata costruita una piccola edicola votiva a tempietto, con all'interno la statua di San Francesco che apre le braccia in segno di benedizione.

Interni L'interno della chiesa è austero, a navata unica con volte a crociera, abside rettangolare, e la cappella laterale della Madonna degli angeli, realizzata negli anni '60.

Prima dei danni della seconda guerra mondiale, il presbiterio era provvisto di un coro ligneo per i frati, una balaustra con recinto, e un tabernacolo seicentesco a colonne tortili che ospitava un quadro di Innocenzo Giammaria del 1911, raffigurante l'Annunciazione. La tela è stata di recente restaurata, e affissa al presbiterio. Coi lavori di restauro, non è stato possibile recuperare gli arredi a stucco distrutti dai bombardamenti della guerra, dove oggi si trovano una vetrata istoriata alla parete, l'organo, un Crocifisso sospeso in cartapesta del 1766, e il moderno altare postconciliare. Il coro ligneo e istoriato con episodi della vita di san Francesco è opera di Nicola Di Tullio di Filetto.

Ai lati della navata si trovano due nicchie con le statue di San Francesco e Sant'Antonio di Padova. Nella cappella della Madonna degli Angeli, si trovano il gruppo dell'Annunciazione, la Madonna degli Angeli nel relativo altare, la statua di San Pasquale e il sepolcro del P. Diego Giampaolo da Gamberale (1877-1959). Le vetrate sono policrome, le volte della chiesa principale sono a crociera, e imitano lo stile medievale.

Altre tombe di frati venerabili si trovano sui muri della chiesa, sono quelle di P. Cristoforo da Penne morto nel 1451, di P. Francesco da Caramanico (1705-1782), e P. Ludovico da Gildone (1712-1774).

I chiostri e opere artistiche del convento Il campanile della chiesa è a vela e ha 2 campane. Il complesso consta di due edifici a pianta rettangolare, uniti dal chiostro porticato quadrato rispettivamente dal palazzo del refettorio e casa dei monaci, e dall'edificio della rimessa e dai depositi della cucina. La facciata della chiesa è molto semplice, del XV secolo, con arco porticato di ingresso, in mattoni a vista, e decorazione di due finestre.

I 2 chiostri, i corridoi, i dormitori, le cellette sono piccoli e simmetrici e presentano pochi affreschi: uno sito lungo i corridoi del primo chiostro rappresentante delle scene evangeliche, il secondo è stato dipinto da P. Gaetano da L'Aquila, ma gli affreschi sono andati persi nel XIX secolo.

Refettorio Il convento ospita varie opere d'arte. Presso il refettorio con volte a crociera in mattoni a vista, le lunette delle pareti laterali, interrotte al centro da finestre, possiedono interessanti affreschi del XVII secolo, realizzati sfruttando l'esiguo spazio: San Bernardino che predica davanti Santa Maria di Collemaggio. Si tratta di uno dei pochi affreschi antichi che illustrano la facciata della basilica aquilana. Scene della vita di San Francesco, rinuncia ai beni, la tentazione del roseto, la supplica a papa Onorio Lunetta con affresco dell'Ultima cena San Francesco che prega, Cristo nel Getsemani Lunetta con dei Santi Francescani in orazione Lunetta della Madonna che prega alla croce

Nel complesso del convento vi sono anche molte statue: una è in una piccola nicchia in fondo ad un sentiero alberato rappresentante la Madonna di Lourdes; una bronzea presso l'ingresso principale raffigurante san Francesco d'Assisi che predica agli uccelli; una sita presso una cappella raffigurante la Madonna degli Angeli.

L'edificio del refettorio e delle case dei monaci è a pianta rettangolare, rifatto nell'800, ha un grande salone al piano terra ad aula voltata a botte. La facciata del convento nuovo è decorata da un orologio.

Opere d'arte della chiesa

La chiesa vera e propria ospita diverse tele. Alcune di queste per ragioni di restauro, sono in deposito nel convento di San Giuliano a L'Aquila.

Un quadro della Madonna Addolorata, col cuore trafitto dalle sette spade, opera di Nicola Ranieri da Guardiagrele, maestro di Francesco De Benedictis che lasciò altre opere nel convento; un piccolo quadro San Giuseppe col Bambino del Ranieri, un quadro di santo Francescano (San Pasquale?) che legge del Ranieri, infine un quadro del Perdono di Assisi di Nicola Ranieri. Quest'ultimo si trova nella cappella della Madonna degli angeli.

A seguire una statua del Bambino in fasce, in terracotta dipinta, ispirato al Bambino dell'Aracoeli di Roma. Infine il quadro della Crocifissione con santi francescani, del XVI secolo, attribuito a Luca Fornaci di Chieti. Fra le altre pitture di Ranieri nel convento, vi è un san Francesco in estasi alla melodia di un liuto, dei dipinti di cui uno che raffigura Gesù che riabilita la Maddalena e un altro che raffigura Gesù intento nella "fractio panis". Queste opere sono conservate nella vecchia foresteria, adibita a sala convegni.

Il presepio

Il presepio in esposizione permanente è sito in una celletta presso il lato destro della chiesa, accanto la cappella della Madonna degli angeli. Il presepe tuttavia è di recente costruzione, in sostituzione di un presepe monumentale più antico del XIX secolo.

Non vi sono date certe su quando sono stati posati i primi pezzi del presepe, ma di certo è antecedente al 1864 quando sono stati dispersi i pezzi in ceramica di Filippo Tenaglia, altri pezzi erano di Nicola Ranieri di Guardiagrele. Il presepe andò disperso dopo la chiusura del convento del 1864, e negli anni a seguire.

Un altro presepe in terracotta con statue a grandezza naturale, è esposto nel chiostro antico.

Il parco naturale dell'Annunziata

Si trova nel comprensorio di Orsogna, Filetto, Giuliano Teatino e Ari. L'accesso è all'entrata della strada per il convento.

Note

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