Larmata del Kwantung (in giapponese: ; in cinese ; in coreano ) fu un grande gruppo d'armate dell'Esercito imperiale giapponese creato all'inizio del XX secolo come forza a protezione della Ferrovia della Manciuria meridionale e delle relative aree in concessione.
Diventò il più grande e prestigioso comando all'interno dell'esercito e ne fecero parte numerosi esponenti di spicco della casta politico-militare giapponese; per tale motivo l'armata divenne negli anni trenta un polo alternativo di potere rispetto al governo centrale. Prova di ciò fu la creazione dello Stato del Manciukuò, avvenuta indipendentemente dalla volontà del governo nipponico (che riconobbe il nuovo Stato dopo sei mesi dalla sua fondazione) e la successiva invasione della Cina (seconda guerra sino-giapponese).
Durante la seconda guerra mondiale l'armata del Kwantung rimase inattiva sul confine con l'Unione Sovietica anche se nel 1941 e nel 1942 vennero studiati possibili piani di invasione dell'Estremo Oriente sovietico per sfruttare la situazione creata dall'inizio della guerra sul fronte orientale. In conseguenza dell'andamento negativo per il Giappone della campagna del Pacifico contro gli Alleati, l'armata del Kwantung venne progressivamente indebolita anche se nell'agosto 1945 era costituita ancora da 31 divisioni di fanteria e 12 brigate autonome. Il 9 agosto 1945 l'Armata Rossa, che aveva raggruppato un formidabile schieramento di truppe e mezzi corazzati sul confine del Manciukuò, passò all'attacco con 80 divisioni e quattro corpi meccanizzati sbaragliando in breve tempo l'armata del Kwantung che si arrese il 19 agosto 1945; i sovietici catturarono prigionieri nipponiciD. Glantz/J. House, La Grande guerra patriottica dell'Armata Rossa 1941-1945, pp. 409-414..
Storia Formazione dell'armata Dopo la guerra russo-giapponese del 1904-1905, il Giappone ottenne il possesso della cosiddetta concessione del Kwantung e del territorio circostante fino alla ferrovia manciuriana meridionaleJ. L. Margolin, L'esercito dell'Imperatore, p. 98.. "Kwantung" ha il significato di "a est dello Shanhaiguan", uno dei principali varchi della Grande muraglia cinese, ad est del quale si trova appunto la Manciuria.
Nel 1906 venne quindi costituita la "guarnigione del Kwantung" per difendere questo territorio; inizialmente questo nuovo reparto era costituito da una divisione di fanteria e un battaglione di artiglieria pesante d'assedio, rinforzati da sei battaglioni indipendenti da fortezza e da guardie ferroviarie schierate lungo la "zona della ferrovia della Manciuria meridionale", con una forza effettiva totale di militari. Il suo quartier generale era a Port Arthur, conosciuta in giapponese come Ryojun. Dopo la riorganizzazione del 1919, la "guarnigione del Kwantung", venne ridenominata "armata del Kwantung".
Negli anni venti e trenta, l'armata del Kwantung divenne, all'interno dell'Esercito imperiale lacerato da forti contrasti tra fazioni e altamente politicizzato, l'elemento di forza principale della cosiddetta Kōdōha ("Fazione della via imperiale"); molti dei suoi ufficiali superiori più importanti sollecitarono con intransigenza un cambiamento politico radicale in Giappone attraverso il rovesciamento violento del governo civile per arrivare alla restaurazione Shōwa, una riorganizzazione della società e dell'economia in senso totalitario ad imitazione degli stati fascisti europeiJ. L. Margolin, L'esercito dell'Imperatore, pp. 108 e 128-129.. Gli ufficiali dell'armata del Kwantung inoltre erano favorevoli ad una politica estera molto più aggressiva ed espansionistica nei confronti dell'entroterra asiatico; alcuni membri dell'armata giunsero al punto di prendere parte ai numerosi tentativi di colpo di Stato contro le autorità governative civili che si verificarono in Giappone in questo periodo, culminati nel drammatico Incidente del 26 febbraio 1936.
Azioni indipendenti
L'Armata del Kwantung formalmente era subordinata direttamente al Quartier generale Imperiale e allo stato maggiore dell'Esercito imperiale, ma in realtà i suoi capi spesso agirono in totale e aperta violazione degli ordini della madrepatria senza peraltro subire alcuna conseguenza disciplinare. Gruppi di cospiratori presenti all'interno del corpo dei giovani ufficiali dell'armata complottarono contro il signore della guerra cinese della Manciuria Chang Tsolin che venne assassinato nell'Incidente di Huanggutun del 1928. Alcuni anni dopo, nel 1931, i capi dell'Armata del Kwantung architettarono il cosiddetto Incidente di Mukden che venne sfruttato come pretesto per la successiva invasione dell'intera Manciuria; si trattò di un flagrante e clamoroso atto di gekokujō, insubordinazione contro gli ordini espliciti dell'autorità militare e politica di Tokyo.
Di fronte a questo fatto compiuto, il Quartier generale imperiale non ebbe altra scelta che approvare tacitamente le azioni autonome dell'Armata del Kwantung e inviare importanti rinforzi per le susseguenti operazioni di pacificazione della Manciuria; in pratica questo comportamento del governo e i risultati ottenuti sul terreno, comportarono che l'Armata del Kwantung, invece di essere punita, venne premiata per il suo atto di aperta insubordinazione.
Nel 1932 venne costituito il nuovo stato-fantoccio del Manciukuò; in questo modo l'Armata del Kwantung assunse un ruolo di controllo dell'amministrazione civile del nuovo stato oltre a garantire la sua difesa militare. L'armata controllava tutti gli aspetti dell'amministrazione politica ed economica del nuovo stato e il comandante in capo dell'Armata del Kwantung divenne l'equivalente di un Governatore generale con l'autorità di approvare o annullare ogni disposizione esecutiva dell'imperatore-fantoccio del Manciukuò, Pu Yi. L'armata divenne anche il promotore dei grandiosi programmi di sviluppo industriale della Manciuria che sarebbe dovuta divenire, secondo gli ambiziosi propositi degli dirigenti nipponici, una seconda base industriale a disposizione dell'imperialismo aggressivo dell'Impero giapponese; venne in particolare potenziata l'acciaieria di Anshan che divenne il grande complesso siderurgico Shōwa (Shōwa Seitetsusho), e venne costituita la Manshū Jukōgyō Kaihatsu Kabushiki Kaisha (Mangyō), la "Compagnia per lo sviluppo industriale della Manciuria".
La forza numerica dell'Armata del Kwantung aumentò costantemente negli anni successivi alla costituzione del Manchukuo; i suoi effettivi raggiunsero i uomini nel 1941, alla vigilia della seconda guerra mondiale, mentre il suo quartier generale venne trasferito a Hsinking, la nuova capitale dello stato-fantoccio. Lo stato maggiore dell'armata controllò e diresse anche la creazione, l'addestramento e l'equipaggiamento delle forze militari ausiliarie dell'esercito imperiale del Manciukuò. In questo periodo il principe imperiale Tsuneyoshi Takeda svolse le funzioni di ufficiale di collegamento tra l'Armata del Kwantung e la casa imperiale a Tokyo.
Scontri con i sovietici e guerra con la Cina
Dopo la campagna militare di occupazione della Manciuria, l'Armata del Kwantung continuò ad essere impegnata in una serie di scontri di confine con la Cina nel quadro della sua strategia fondamentale per creare una vasta area-cuscinetto dominata dal Giappone nella Cina settentrionale. Nella fase immediatamente precedente all'inizio della seconda guerra sino-giapponese, l'armata prese parte nel 1933 alla operazione Nekka e a varie operazioni nella Mongolia Interna con l'obiettivo di estendere il predominio giapponese su ampie aree della Cina settentrionale e della Mongolia. Dopo l'inizio della guerra aperta con la Cina, a seguito dei confusi eventi dell'incidente del ponte di Marco Polo nel luglio 1937, l'Armata del Kwantung partecipò con le sue forze alla battaglia di Pechino-Tientsin e alla operazione Chahar, mentre nelle fasi successive della guerra i suoi interventi diretti furono temporanei e limitati.
Dopo continui successi, l'Armata del Kwantung, ritenuta l'unità militare più potente ed efficiente dell'Esercito imperiale, subì la prima sconfitta combattendo contro l'Armata Rossa sovietica. L'armata giapponese si opponeva fanaticamente all'Unione Sovietica comunista e tra i suoi ufficiali, guidati dal comandante in capo dal 1936, generale Kenkichi Ueda, predominavano teorie strategiche oltranziste favorevoli ad un confronto diretto con i sovietici, ritenuti, secondo la dottrina del Hokushin-ron ("avanzata a nord") i principali nemici dell'ImperoJ. L. Margolin, L'esercito dell'Imperatore, p. 113.. Nonostante la sua reputazione di efficienza bellica, tuttavia, l'Armata del Kwantung non fu in grado di avere la meglio nei sanguinosi scontri di confine del 1938 (battaglia del lago Chasan) e soprattutto del 1939 (battaglia di Khalkhin Gol, nota ai giapponesi come "incidente di Nomonhan"). In quest'ultima occasione l'armata venne duramente sconfitta, palesando la netta inferiorità tecnica nipponica di fronte alle moderne forze meccanizzate dell'Armata RossaJ. L. Margolin, L'esercito dell'Imperatore, p. 114..
Dopo la disfatta di Nomonhan, l'Armata del Kwantung perse parte della sua influenza, il generale Ueda venne destituito e molti ufficiali oltranzisti e insubordinati furono allontanati da incarichi di comando; la dottrina strategica del Hokushin-ron, che prevedeva di concentrare l'espansione giapponese in Siberia contro l'Unione Sovietica, piuttosto che in Cina e nel Sud-est asiatico, venne abbandonata a favore della dottrina alternativa del Nanshin-ron ("avanzata a sud"), favorevole ad un espansionismo aggressivo a sud contro le potenze coloniali occidentaliJ. L. Margolin, L'esercito dell'Imperatore, pp. 116-117..
Nella seconda guerra mondiale L'Armata del Kwantung era stata un focolaio di ribellione e sedizione durante gli anni trenta, ma al contrario nei primi anni quaranta caratterizzati dalla partecipazione del Giappone alla seconda guerra mondiale, l'armata rimase sorprendentemente tranquilla e disciplinata. La partecipazione diretta dell'Armata del Kwantung ai combattimenti nella guerra cino-giapponese dopo la prima fase si ridusse notevolmente, mentre il conflitto si concentrava nelle regioni della Cina centrale e meridionale dove era schierata l'Armata di spedizione in Cina. Con l'inizio della guerra del Pacifico, il Manciukuò e l'Armata del Kwantung rimasero estranei agli scontri principali; nel 1941 e nel 1942 i dirigenti giapponesi al massimo livello discussero accanitamente su eventuali offensive dell'armata contro l'Unione Sovietica che sembrava indebolita in modo apparentemente decisivo dopo l'operazione Barbarossa, ma alla fine, per prudenza e timore dei sovietici che mantennero sempre forze rilevanti in Estremo Oriente, si decise di rinunciare ad attaccare a nordJ. Erickson, The road to Stalingrad, p. 396.P. Herde, Pearl Harbor, pp. 106-107 e 285-286.G. Boffa, Storia dell'Unione Sovietica, vol. 3, pp. 287-288..