Nel primo dopoguerra fu addetto aeronautico presso le Ambasciate del Regno d'Italia di Londra (1923-1924) e Washington (1925-1927). Tra l'inizio del 1932 e quello del 1933 fu assegnato alla delegazione italiana presso la Conferenza sul Disarmo di Ginevra che poi andò avanti senza alcun esito fino al 20 novembre 1934.
Nel corso del 1933 venne designato Aiutante di campo effettivo del Re Vittorio Emanuele III, incarico che ricoprì fino al 1935 quando andò a sostituire Roberto Lordi alla guida della missione militare aeronautica italiana in Cina. Accolto con freddezza dal generalissimo Chiang Kai-shek ne seppe conquistare la fiducia sino ad essere nominato, nel febbraio 1936, consigliere capo per l’aviazione. Rimase in Cina sino al 1937, ritornando in Patria dopo l'inizio della seconda guerra sino-giapponese. Rientrato in Italia venne nominato Capo del Reparto Operazioni dello Stato maggiore della Regia Aeronautica, passando nel 1939 al comando della Divisione Aerea Speciale per l'Albania e successivamente, all'inizio del 1940, al comando della 2ª Divisione Aerea Caccia Terrestre "Borea".
Nel corso della seconda guerra mondiale fu comandante dell'Aeronautica della Sicilia (1941-1943), dal quale fu allontanato per essere entrato in aperto contrasto con il Reichsmarschall Hermann Göring, Comandante in Capo della Luftwaffe, che accusava la Regia Aeronautica di non avere fornito un adeguato supporto agli attacchi aerei condotti dalla Luftwaffe contro l'isola di Malta.
Insignito delle Croci di Cavaliere e di Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia, decorato di medaglia d'oro al valor militare a vivente, e di tre medaglie d'argento e una di bronzo al valor militare e di due croci al merito di guerra
Riposa tutt'oggi, assieme alla moglie, nella tomba di famiglia nella parte antica del cimitero di Carzago Riviera.
Biografia Nacque a Brescia il 12 maggio 1893.. Nel settembre del 1909 assistette al "Primo Circuito Aereo Internazionale" di Brescia (5-20 settembre) e si appassionò al mondo dell'aviazione. Nel 1913 si arruolò nel Regio Esercito per svolgere il servizio militare di leva obbligatorio, venendo assegnato al 2º Reggimento di artiglieria.
Promosso caporale, nel marzo del 1915 passò al Servizio Aeronautico, una volta terminato l'addestramento sul campo d'aviazione di Pisa-San GiustoTra i suoi istruttori vi fu Giuseppe De Marco. conseguì nel mese di agosto il brevetto di pilota e nel mese di settembre quello di pilota militare. Terminato l'addestramento fu promosso sergente pilota di ricognitori, e dal 5 ottobre 1915 fu assegnato in servizio presso la 4ª Squadriglia per l'artiglieria, formata sull'aeroporto di Ghedi ed equipaggiata con gli aerei da ricognizione Caudron G.3.Comandata dal capitano osservatore Giulio Costanzi, la squadriglia era costituita da nove piloti, tenente Ferruccio Ranza, tenente Fulco Ruffo di Calabria, sottotenente Franco Ambrosio, sergente Pietro Botti, sergente Raffaele Castellano, soldato Raffaele Ghislanzoni, soldato Silvio Vernizzi, soldato Filippo Volontè e da otto osservatori, tenente Francesco Broili, tenente Mario Lavalle, sottotenente Costantino Cattoi, sottotenente Vincenzo Russo, sottotenente Clemente Merli, sottotenente Achille Dander, sottotenente Ostelli. Disponeva inoltre di dieci biplani Caudron G.3, di cui due tenuti in riserva. Pilotando velivoli G.3, e di stanza sul campo d'aviazione di Gonars, egli effettuò 114 missioni in venti mesi a favore del comando della 3ª Armata. Il 7 novembre a bordo del suo Caudron G.3, insieme al sottotenente osservatore Costantino Cattoi, stava dirigendo il tiro di una batteria di cannoni da 152 mm su Doberdò, e l'aereo, che volava a bassa quota, fu improvvisamente inquadrato dal tiro della contraerea austriaca.. Gli shrapnel colpirono la struttura del velivolo in più punti e danneggiarono gravemente il propulsore, che smise di funzionare. Pur investito da un getto d'olio bollente, riuscì a controllare il ricognitore compiendo un atterraggio di emergenza in volo libero riuscendo a farlo scendere in territorio amico senza riportare ulteriori danni. L’impresa gli valse il conferimento di una medaglia di bronzo al valor militare. Nel gennaio del 1916 la squadriglia ricevette in dotazione i primi apparati radiotelegrafici, che vennero installati su alcuni dei Caudron G.3, dispositivi che permettevano solo di trasmettere ma risultando utili nell'osservazione e nella direzione del tiro delle artiglierie.. Il 18 febbraio fu testimone oculare dell'atterraggio sul campo di Gonars del Caproni Ca.3 "Aquila Romana" della 1ª Squadriglia Caproni, in rientro da una missione di bombardamento su Lubiana, con il capitano pilota Oreste Salomone ai comandi, gli altri due membri dell'equipaggio, il capitano pilota Luigi Bailo, che era anche il comandante della squadriglia, e il tenente colonnello osservatore Alfredo Barbieri, morti ai loro posti di combattimento.. Per effetto delle ridenominazione dei reparti il 15 aprile 1916 la 4ª Squadriglia per l'artiglieria divenne 44ª Squadriglia, posta al comando del capitano Mario Beltrami ed assegnata al V Gruppo Aeroplani basato a Chiasottis. La 44ª Squadriglia operò intensamente sul fronte trentino in occasione della battaglia degli Altipiani (15 maggio-27 giugno 1916), e quindi sul fronte carsico, nel tratto compreso tra San Martino del Carso e il mare in missioni di ricognizione aerea e di osservazione del tiro a favore delle unità di artiglieria del VII Corpo d'armata. Nel contempo eseguì una intensa di ricognizione, soprattutto fotografica, durante le fasi di preparazione della sesta battaglia dell'Isonzo (4-17 agosto 1916) che portò alla conquista di Gorizia, ricevendo un encomio solenneProposto dal tenente colonnello Gatto esso recitava: Per ben tre mesi disimpegnò servizio ammirevole presso un raggruppamento di batterie d’assedio, facendo conseguire, mercé l’ottima osservazione, risultati assai lusinghieri anche contro obiettivi difficilissimi. I suoi ufficiali si mostrarono sempre sprezzanti di ogni pericolo, pur di assicurare, con l’osservazione, il buon andamento e l’efficacia del fuoco. per questa attività. Nei primi mesi del 1917 la sua squadriglia, sempre di stanza sul campo d'aviazione di Gonars, continuò a svolgere i propri compiti, effettuando missioni di ricognizione sulle linee nemiche per individuare la dislocazione delle principali posizioni difensive, osservando i tiri di inquadramento delle artiglierie sugli schieramenti avversari, sulle prime retrovie del fronte, sui principali nodi stradali e sulle strutture logistiche avanzate e spingendosi anche in profondità dietro le linee austriache.. Questa intensa attività continuò durante la decima battaglia dell'Isonzo (12 maggio-7 giugno 1917), e poi i Caudron G.3 vennero sostituiti dai più moderni bimotori Caudron G.4. Divenuto aspirante ufficiale, con 144 missioni al suo attivo, decorato con una medaglia d'argento al valor militare, nel maggio 1917 fu mandato alla scuola di volo della Malpensa per il passaggio alla specialità caccia, volando su velivoli Nieuport. Terminato l'addestramento a Malpensa, nel settembre del 1917, anche se già trasferito nella specialità caccia, fu assegnato alla 43ª Squadriglia di stanza a Medeuzza, volando ancora con i Caudron G.4.. Subito dopo fu trasferito alla 86ª Squadriglia caccia, che raggiunse proprio nei giorni della battaglia di Caporetto, sbandandosi durante e fasi della ritirata. Riuscì comunque a raggiungere il Piave, insieme ad altri piloti che avevano perso i loro aerei e i loro reparti, e nei primi giorni di novembre venne assegnato, insieme a Mario Fucini, alla 76ª Squadriglia caccia che si stava anch'essa ritirando con i suoi ultimi quattro Hanriot HD.1. Il 10 novembre l'intera squadriglia venne rischierata sul campo d'aviazione di Istrana dove ricevette i nuovi Nieuport Ni.17 Bebe, con motore Le Rhône da 110 CV.
Asso dell'aviazione da caccia Conseguì oltre trenta vittorie, di cui 26 confermate ufficialmente. La prima vittoria arrivò il 14 novembre, a spese di un ricognitore biposto austriaco a Colbertaldo, ad est del Piave, nell'area immediatamente a nord del Montello.. Seguirono subito dopo altri cinque abbattimenti, tutti lungo il corso del fiume, nel tratto compreso tra Valdobbiadene a nord e San Donà di Piave a sud: il 17 novembre a Castelfranco, il 18 a Vidor (un Albatros D.III pilotato dal vizefeldwebel (vice sergente) tedesco Kaspar Rahier), il 5 dicembre a Onigo, il 10 a Noventa di Piave (insieme al tenente Guido Masiero) e il 19 a Conegliano, divenendo ufficialmente un asso dell'aviazione.
Ecco come Scaroni descrisse, in una lettera ai familiari, il momento dell'attacco: «Verso le 9 di ieri mattina, dunque, le vedette del campo, dato l'allarme, avvertivano che due forti gruppi di aeroplani nemici, dalla direzione del Montello, venivano verso il nostro campo. Con un binocolo volli dare un'occhiata verso la direzione indicata e vidi subito gli apparecchi che avanzavano serrati a una quota di 3000 metri; poco più in alto un altro gruppo di piccoli caccia: complessivamente potevano essere una quarantina di macchine...».. Subito dopo la squadriglia, al pari della altre del VI Gruppo Aeroplani, fu riequipaggiata con gli Hanriot HD.1.
Dalle 9 alle 9:20 del 26 dicembre del 1917 lui, il sottotenente Michetti, e il tenente Fucini abbatterono 2 DFW C.V, uno in località Musano l'altro sopra CamalòL'osservatore leutnant Pallash fu fatto prigioniero quest'ultimo in collaborazione con il lieutnant Arthur Gordon Jarvis del No. 28 Squadron RAF, danneggiandone un terzo che fu costretto ad atterrare a San Gaetano..
Decollato di nuovo a mezzogiorno insieme a Giacomo Brenta della 78ª Squadriglia aeroplani da caccia di due abbatterono, verso le 12:35, un bombardiere AEG G.IV. del Kasta 19, Kampfgeswader 4, sopra Biadene, dietro le linee italiane. Il 14 gennaio 1918 conseguì la decima vittoria costringendo a prendere terra un Hansa-Brandenburg D.I tra le trincee sul Monte Melago. Fu quindi decorato con la terza medaglia d'argento al valor militare. Il 2 febbraio 1918 la 76ª Squadriglia e la 81ª Squadriglia si spostarono dal campo di Istrana a quello di Isola di Carturo, raggiungendo il giorno 10 il Campo di aviazione di Casoni di Mussolente, sito appena ad est di Bassano del Grappa.. Le due squadriglie, insieme alla 78ª, rimasero alle dipendenze del VI Gruppo Aeroplani, assegnato alla 4ª Armata che era schierata nel settore del Monte Grappa e che disponeva anche del II e del XII Gruppo Aeroplani. Prima del trasferimento della squadriglia nella nuova sede aveva conseguito ulteriori due vittorie, il 28 gennaio a Biadene e il 1 febbraio a Vidor, venendo promosso tenente. L'11 febbraio conseguì una doppietta abbattendo due ricognitori nemici, uno sopra Cismon e il secondo nei pressi di Fontana Secca, il 18 febbraio abbatte un biposto da ricognizione nei dintorni di Possagno, e il 21 marzo un Albatros D.III sopra Cascina Zocchi. Il 24 marzo arrivò alla 76ª Squadriglia, dopo un lungo periodo di convalescenza, un altro asso, il sottotenente Flavio Torello BaracchiniAll'epoca Baracchini era accreditato di tredici vittorie e già insignito di una medaglia d'oro e di una d'argento al valor militare. con cui sorse subito una certa rivalità, tanto che alla fine maggio, il colonnello Augusto Gallina, comandante dell'aviazione della 4ª Armata, preferì trasferire Baracchini alla 81ª Squadriglia, eliminando ogni possibile fonte di scontro tra i due. Il 22 maggio abbatte un altro ricognitore biposto a Uson, per poi distruggere altri sei velivoli nemici nel successivo mese di giugno. Cinque ricognitori furono abbattuti uno l'8 giugno a Monte Cismon, uno il 15 sul Montello, uno il 21 alle Mandre, uno il 24 a Possagno e uno il 25 a Moreno di Piave, cui seguì quello stesso giorno un caccia Albatros D.III sempre a Mareno di Piave..
Il 7 luglio in volo su Asiago abbatte un ricognitore Hansa-Brandenburg C.I che precipita a Cima Eckar ed un caccia Albatros D.III che precipita a Valbella.