Loperazione piombo fuso (, Mivtza Oferet YetzukahL'espressione deriva da una canzone composta per la festa religiosa ebraica di Chanukkà: , parole del poeta israeliano Hayyim Nahman Bialik, mp3.co.il (collegamento alla traduzione inglese: ).) è stata una campagna militare lanciata dall'esercito israeliano con l'intento dichiarato di «colpire duramente l'amministrazione di Hamas al fine di generare una situazione di migliore sicurezza intorno alla Striscia di Gaza nel tempo, attraverso un rafforzamento della calma e una diminuzione dei lanci dei razzi, nella misura del possibile»לפגוע קשה בממשל חמאס על מנת לגרום למציאות ביטחונית טובה יותר לאורך זמן סביב רצועת עזה, תוך חיזוק ההרתעה וצמצום ירי הרקטות ככל שניתן Ba-Makhaneh, 2.1.2009. L'operazione militare si è protratta dal 27 dicembre 2008 alle ore 00:00 GMT del 18 gennaio 2009.
Obiettivo dichiarato dell'intervento militare israeliano è stato quello di neutralizzare Hamas che, a partire dal 2001, ha bersagliato i centri urbani nel sud di Israele con razzi Qassam provocando in otto anni 15 morti e centinaia di feriti fra la popolazione civile, costretta a un ritmo di vita scandito da sirene di allarme e corse nei rifugi (obbligatori per legge).
Da parte israeliana l'azione militare è descritta anche come una risposta all'intensificarsi del lancio dei razzi, non appena scaduta la tahdiʾa (calma) di sei mesi, ottenuta il 19 giugno 2008 dopo un lungo lavoro di mediazione da parte dell'Egitto. Da parte palestinese, per altro, il lancio di razzi contro il territorio israeliano è stato motivato dalle violazioni della tregua di parte israeliana, violazioni che nel periodo della tregua hanno portato all'uccisione di 19 palestinesi, dal sito dell'associazione israeliana per i diritti umani B'Tselem, la maggior parte dei quali durante gli attacchi aerei israeliani dell'inizio di novembre, di sei militanti di Hamas e al blocco dei convogli umanitari.
Inoltre molti commentatori, sia dopo che prima dell'azione, hanno collegato l'operazione alle vicine elezioni israeliane del 10 febbraio 2009, ipotizzando che i candidati dei tre principali schieramenti (Kadima, Partito Laburista Israeliano e Likud), temessero di poter perdere i propri consensi a causa di un comportamento percepito dalla pubblica opinione come troppo "morbido" nei confronti di Hamas., articolo de The Washington Post, del 31 dicembre 2008, articolo della "Jewish Telegraphic Agency", del 27 gennaio 2009, articolo del Corriere della Sera, del 3 gennaio 2009, articolo di "Menassat", del 21 gennaio 2009, news di yahoo, del 23 gennaio 2009, articolo del "News Daily", del 26 gennaio 2009
Ufficialmente le forze armate israeliane mirano quindi a distruggere i supporti logistici di Hamas, a eliminare il maggior numero possibile di leader e a rallentarne (se non a prevenirne) il riarmo. La missione militare si pone inoltre l'obiettivo di distruggere la rete di tunnel sotterranei di collegamento con l'Egitto (attraverso i quali avviene anche il contrabbando di generi di consumo e di cibo, soprattutto durante i periodi di chiusura dei varchi con Israele), per impedire l'approvvigionamento di armi da parte di Hamas e delle altre fazioni paramilitari.
Hamas ha definito l'operazione "massacro di Gaza" (), e tale definizione è stata ripresa da numerosi media del mondo islamico."Hamas slammed the silent and still Arab position on Gaza massacre" - "it's impossible to contain the Arab and Islamic world after the Gaza massacre" - "Diplomatic race to stop the Gazza massacre" - Libya calling the operation a "horrible massacre" -
Hamas, pur continuando a negare il diritto all'esistenza di Israele in quanto Stato "occupante" del territorio palestinese, reclama la fine del blocco e chiede l'immediata cessazione delle incursioni nel suo territorio, accompagnando tale richiesta con un intensificato lancio di razzi verso gli obiettivi civili israeliani.
Cronologia essenziale Situazione precedente
Dopo l'operazione Inverno caldo, avvenuta nei primi mesi del 2008, erano stati avviati alcuni tentativi di mediazione tra le parti, conclusisi all'inizio di giugno con una "calma" mediata dal governo egiziano.
Hamas aveva più volte dichiarato di considerare temporaneo il cessate il fuoco. Durante i primi mesi della "tregua" (questo è il termine usato dai media occidentali) è continuato uno sporadico lancio di razzi verso il territorio israeliano (circa 20 fino all'inizio di novembre, in misura molto minore rispetto alle centinaia al mese precedenti, principalmente effettuati da gruppi armati non sotto il diretto controllo di Hamas, lettera pubblica di Human Rights Watch del 20 novembre 2008 ai leader di Hamas, per chiedere la cessazione dei lanci di razzi verso Israele) e anche Israele ha continuato a compiere azioni militari nella Striscia, seppur di minore ampiezza rispetto alle operazioni precedenti e senza particolare copertura da parte dei media israeliani ed occidentali. Articolo di Haaretz, del 5 novembre 2008.
Ad agosto Ehud Olmert, primo ministro dimissionario di Israele, presenta al presidente palestinese Mahmūd Abbās una proposta per la creazione di uno Stato palestinese. Tra le varie condizioni questa prevede che il futuro Stato sia completamente demilitarizzato e senza alcun esercito, che come confini per la Cisgiordania esso osservi il percorso dell'attuale barriera di separazione, tuttavia collegata, tramite un passaggio in territorio israeliano, alla Striscia di Gaza. In cambio dei territori che i palestinesi perderebbero (e su cui si trovano alcuni dei discussi insediamenti israeliani) sarebbe stato ceduto il 5,5 per cento di territorio israeliano nella zona del deserto del Negev, ma quest'ultima cessione sarebbe avvenuta solo dopo che l'autorità palestinese avesse ripreso l'effettivo controllo della Striscia di Gaza, gestita al tempo della trattativa da Hamas. Oltre a questo, la costituzione dello Stato palestinese avrebbe dovuto corrispondere anche a una rinuncia al cosiddetto "diritto al ritorno" nel territorio di Israele da parte dei profughi palestinesi e dei loro discendenti. Il piano è stato respinto in toto dal governo palestinese di Abu Mazen, che, tramite il suo portavoce, ha affermato che l'eventuale Stato avrebbe dovuto avere i confini precedenti alla guerra del 1967, avere Gerusalemme Est come capitale e prevedere un esercito con cui potersi difendere, mentre alcuni leader di Hamas (che non era stato comunque previsto come interlocutore) hanno affermato che un simile piano non sarebbe mai stato accettato dalla popolazione e quindi non poteva essere preso neppure in considerazione., articolo del Corriere della Sera, del 13 agosto 2008
Il 5 novembre 2008 un'azione militare israeliana ha ucciso sette uomini di Hamas, che, secondo la versione dell'IDF, stavano preparando un tunnel, partendo da un edificio presente a pochi centinaia di metri dal confine. Il tunnel, secondo le fonti dell'esercito, sarebbe potuto servire per effettuare il sequestro di soldati israeliani. A seguito di queste morti, Hamas ha ripreso il lancio di razzi e di colpi di mortaio, tornando ai livelli precedenti la stipula della tregua. In risposta Israele ha reso più frequenti le chiusure dei valichi e costituito un blocco navale per intercettare le navi eventualmente dirette a Gaza, tra cui quelle contenenti gli aiuti umanitari da parte di diverse ONG., The Guardian, 5 novembre 2008., articolo di The Huffington Post, del 6 gennaio 2009
È da notare che l'azione di inizio novembre era stata preceduta da un intensificarsi degli scontri nei territori palestinesi occupati tra i coloni israeliani, l'IDF e la popolazione palestinese, con diverse decine di morti, che provocano vibranti proteste da parte dell'Autorità Nazionale Palestinese., articolo di Osservatorio Iraq, del 16 ottobre 2008
Nel mese di novembre, diverse ONG criticano Israele per la chiusura dei valichi e in questo periodo aumentando fortemente le prese di posizione critiche nei confronti del suo operato, non limitate alla situazione a Gaza. A fine novembre il presidente dell'Assemblea generale dell'ONU, Miguel d'Escoto Brockmann, durante un incontro nell'ambito della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, ha paragonato la condizione dei Palestinesi all'apartheid del Sudafrica. I rappresentanti di Israele hanno protestato, accusando il reverendo D'Escoto di "odiare Israele"., articolo di Haaretz.L'ONU accusa israele di politiche razziste, lancio di agenzia della Missionary International Service News Agency (misna.org), 25/11/2008 12.31 Pochi giorni dopo, il 4 dicembre 2008, il Consiglio per i diritti umani dell'ONU, per voce di Richard Falk (rappresentante delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi), dopo due anni di ricerche sul territorio israeliano, ha prodotto un rapporto in cui, tra le altre cose, si chiedeva a Israele di rimuovere il blocco alla Striscia di Gaza, affermando che la Corte penale internazionale avrebbe dovuto indagare sul fatto e accusando lo Stato ebraico di aver violato i termini della tregua, causando il deteriorarsi dei rapporti con Hamas."Diritti umani: consiglio ONU accusa Israele di torture", lancio di agenzia della Missionary International Service News Agency (misna.org), 10 dicembre 2008 12.32, articolo della BBC online del 10 dicembre 2008 agenzia dell'Agence France-Presse, del 9 dicembre 2008, ospitato da google Secondo quanto riferito nel marzo 2009 da The Guardian, sempre in questo periodo, un rapporto confidenziale dell'Unione europea (datato 15 dicembre 2008, pochi giorni prima del termine della tregua), della cui copia il quotidiano britannico sarebbe venuto in possesso, avrebbe accusato Israele di mettere in atto politiche edilizie estremamente favorevoli nei confronti della popolazione ebraica e discriminatorie nei confronti di quella palestinese, atte a favorire l'annessione da parte di Israele di Gerusalemme Est e l'ulteriore espansione di insediamenti nei territori occupati., articolo di The Guardian, del 7 marzo 2009, articolo di Virgilio notizie, del 7 marzo 2009
Il 13 dicembre il governo di Israele annuncia che è disposto a prolungare la tregua, a patto che Hamas accetti le sue condizioni. Il giorno successivo i rappresentanti al Cairo di Hamas hanno proposto di tornare agli accordi originali: Hamas avrebbe interrotto il lancio di razzi verso Israele, ma questo avrebbe aperto i varchi di frontiera, rimosso le limitazioni ai traffici commerciali e non effettuato più operazioni a Gaza.
Il 20 dicembre Hamas ha dichiarato ufficialmente che non avrebbe esteso la tregua, accusando Israele di averla violata e portando come motivazione la non rimozione dell'assedio e il blocco degli aiuti umanitari., articolo de "La Repubblica", del 18 dicembre 2008 Le autorità israeliane hanno sostenuto di aver iniziato a rimuovere i blocchi, ma di averli ripristinati per via del fatto che erano nuovamente iniziati i lanci di razzi e il traffico di armi.
Alla riunione del governo israeliano del 21 dicembre, Yuval Diskin, il comandante della Shin Bet (l'agenzia di sicurezza interna israeliana), ha confermato di essere stato a conoscenza di richieste di Hamas, affermato che, pur avendo incrementato il lancio dei razzi, Hamas era "interessato a proseguire con la tregua, ma vuole ampliarne i termini"... "Vuole che venga rimosso l'assedio [di Gaza], la cessazione degli attacchi e l'estensione della tregua anche alla [Cisgiordania]" le stesse richieste (una tregua comprendente tutti i territori palestinesi) sono state poi avanzate anche dal ministro palestinese Mustafà Barguti., articolo de "la Repubblica/L'espresso", del 7 gennaio 2009