La Federazione Fascista Svizzera (in tedesco Schweizerische Faschistische Bewegung, in francese Fédération Fasciste Suisse) è stato un movimento politico svizzero fascista, attivo negli anni trenta.
Storia Il movimento nacque nel 1932, fondato dal colonnello Arthur Fonjallaz: non voleva essere una piatta imitazione del Partito Nazionale Fascista italiano ma finì ugualmente per rilevare certi aspetti esteriori del fascismo italiano. Fonjallaz seppe stringere relazioni dirette con il Duce, che lo ricevette in almeno 15 occasioni e gli concesse sussidi per più di 600 000 franchi svizzeri. Il sostegno finanziario doveva servire ad arginare lo sviluppo del socialismo in Svizzera, ma anche a limitare quello del Frontismo, che Roma considerava un'emanazione del nazismohttp://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I17454.php Sito internet del Dizionario Storico della Svizzera.
I temi portati avanti dalla Federazione Fascista Svizzera furono, grosso modo, analoghi a quelli agitati dagli altri movimenti nazionalisti: rifiuto del liberalismo e del marxismo, aspirazione ad un ordine nuovo, lotta contro la massoneria e l'ebraismo. Quanto alla massoneria, la FFS assunse la guida della battaglia anti-massonica raccogliendo 50 000 firme in calce ad una petizione al governo, che chiedeva appunto lo scioglimento delle società segrete. Fu la cosiddetta Iniziativa Fonjallaz che gettò momentaneo scompiglio nella tradizionale compagine massonica elveticaMichele Rallo, I Fascismi della Mitteleuropa, Edizioni Europa, Roma 1972, in particolare nella nota Loggia di Ginevra.
Il nome di Fonjallaz è noto anche per un'altra storica iniziativa, quella del Congresso di Montreux, la prima assemblea della cosiddetta Internazionale Fascista (allora veniva chiamata anche Internazionale di Montreux), che vide riuniti per la prima volta nel 1934, sotto l'egida dei Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma (CAUR), alcuni dei più noti esponenti del fascismo europeo: il danese Fritz Clausen, il norvegese Vidkun Quisling, il francese Marcel Bucard, l'olandese Arnold Meijer, il generale irlandese Eoin O'Duffy, il belga Léon Degrelle, sir Oswald Mosley, il greco George S. Mercouris, il rumeno Ion Moța, l'ideologo spagnolo Giménez Caballero, l'italiano Eugenio Coselschi.
La Federazione Fascista Svizzera fu sciolta il 20 novembre 1940. Fonjallaz venne processato alla fine della guerra e condannato a tre anni di reclusione.
Organizzazione e simboli La bandiera del FFS recava la croce bianca in campo nero; il segno distintivo dei militanti era invece un fascio littorio sormontato da uno scudo con le insegne nazionali. La divisa era la camicia nera (fino a quando le uniformi non vennero vietate nella Confederazione), il saluto era ovviamente quello romano. Tra gli slogan più usati: "La Svizzera agli svizzeri". La Federazione era affiancata dall'Opera Nazionale del Dopolavoro (Oeuvre Nationale de l'Après-travail), organismo creato ad imitazione dell'italiana Opera Nazionale Dopolavoro e destinata ai nuovi aderentiH. Coston, Dictionnaire de la Politique Française, tomo II, Ed. Lectures Françaises, Parigi 1972. Molto forte era la sede ticinese, guidata dall'energico responsabile Pedrazzini. Nel Ticino operava anche un Centro di Studi Fascisti (anch'esso dipendente dalla FFS), attraverso il quale era possibile accedere ad una vasta letteratura e materiale di propaganda fascista edito in Italia.
Note
Bibliografia R. Joseph, L'Union nationale 1932-1939, 1975 K. Spindler, La Svizzera e il fascismo italiano, 1922-1930, 1980 (ted. 1976) C. Cantini, Le colonel fasciste suisse - Arthur Fonjallaz, 1983 M. Rigonalli, Le Tessin dans les relations entre la Suisse et l'Italie 1922-1940, 1983 M. Cerutti, Fra Roma e Berna, 1986 O. Robert (a cura di), Matériaux pour servir à l'histoire du doctorat H. C. décerné à Benito Mussolini en 1937, 1987 M. Cerutti, Le Tessin, la Suisse et l'Italie de Mussolini, 1988 M. Cerutti, «Georges Oltramare et l'Italie fasciste dans les années trente», in SF, 15, 1989, 151-211 A. Mattioli (a cura di), Intellektuelle von rechts, 1995 F. Mornati, «Gli intellettuali, il partito e il fascismo italiano a Losanna», in Storia contemporanea, 26, 1995, pp. 1003-1059 R. Butikofer, Le refus de la modernité. La Ligue vaudoise, 1996 A. Mattioli, Gonzague de Reynold, 1997 D. Dosi, Il cattolicesimo ticinese e i fascismi, 1999 S. Aerschmann, Katholische Schweizer Intellektuelle und der italienische Faschismus (1922-1943), 2002
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