Il Du Pape (in italiano "Il Papa", nelle traduzioni ottocentesche "Del Papa") è un saggio di teologia politica e filosofia della storia scritto dal diplomatico e filosofo savoiardo Joseph de Maistre. Pubblicato per la prima volta a Lione nel 1819, il trattato costituisce l'opera capitale dell'ultramontanismo ottocentesco e rappresenta una apologia del primato giurisdizionale e dell'infallibilità del Romano Pontefice. L'architettura del trattato si fonda sull'equazione logico-giuridica tra infallibilità e sovranità: Maistre deduce la prerogativa dell'infallibilità papale non tanto dalle tradizionali premesse esegetiche o teologiche, bensì dalla necessità sociologica e politica di un vertice inappellabile, senza il quale, nella prospettiva maistriana, qualsiasi ordine sistemico (sia esso temporale o spirituale) collassa nell'anarchia del giudizio individualeMaistre, 1884, pp. 1-2.. L'opera ha esercitato un'influenza notevole sull'ecclesiologia cattolica successiva, anticipando di mezzo secolo la definizione dogmatica dell'infallibilità sancita dal Concilio Vaticano I (1870)Latreille, 1906, p.313.Lebrun, 2001, p. 146., e ha generato un impatto duraturo sulla dottrina dello Stato, informando, tra gli altri, il concetto di "decisionismo" del teorico del diritto Carl Schmitt.Lebrun, 2001, p. 144, p. 223.
Storia editoriale La genesi del trattato è legata all'esperienza diplomatica di Maistre a San Pietroburgo, dove risiedette come plenipotenziario del Re di Sardegna dal 1803 al 1817.Latreille, 1906, p. XII. L'osservazione diretta del sistema sinodale della Chiesa ortodossa russa, assoggettata al controllo autocratico dello zar e priva di un centro di gravità spirituale indipendente, agì da catalizzatore per una riflessione iniziale sull'assoluta necessità di una supremazia pontificia autonoma.Latreille, 1906, pp. 20-22. La genesi del Du Pape fu pertanto una reazione alle dinamiche teologico-politiche sviluppatesi presso la corte di San Pietroburgo sotto lo zar Alessandro I, nello specifico alla pubblicazione, avvenuta nel 1816, del trattato Considérations sur la doctrine et l'esprit de l'Église orthodoxeAlexandre de Stourdza, Considérations sur la doctrine et l'esprit de l'église orthodoxe, Stoccarda, Cotta, 1816.. L'autore del testo, il principe Alexandre de Stourdza, alto esponente della corte imperiale di origine moldave, scrisse infatti la sua opera come un violento attacco alla dottrina cattolica e, in particolare, all'azione della Compagnia di Gesù in Russia, di cui Maistre era un noto sostenitore. Il testo di Stourdza propugnava un ecumenismo europeo reazionario di matrice ortodosso-pietista, intimamente legato agli ideali mistici della Santa Alleanza, sostenendo inoltre che il Grande Scisma fosse imputabile esclusivamente all'ignoranza dei Latini.Latreille, 1906, pp. 34-38.
Da tali origini polemiche il Du Pape, nel corso della sua stesura, venne delineandosi soprattutto come una reazione contro il persistente gallicanesimo tra le fila della Chiesa di Francia, considerato da Maistre come una forma di ribellione mascherata e tra le cause della stessa Rivoluzione francese. I primi abbozzi dell'idea di scrivere un aggio sull'argomento risalgono infatti già alla fine del 1813 come si evince dalla corrispondenza epistolare con il conte di BlacasArmenteros, 2011, p. 116., molto vicino alla corte borbonica, con l'intento precipuo di indurre Luigi XVIII e la futura monarchia restaurata a ripudiare formalmente la Dichiarazione del clero gallicano del 1682.Vermale, 1928, pp. 66-71.
Maistre si premurò di portare con sé il monumentale manoscritto di oltre 1000 pagine lasciando la Russia nel 1817Latreille, 1906, p. VIII., ma la fase che precedette la pubblicazione fu segnata da intense revisioni. Essendo Maistre consapevole della radicalità delle proprie tesi in un'Europa post-rivoluzionaria e di fronte a un clero francese ancora tenacemente legato alle "libertà gallicane", affidò la revisione del testo a un uomo di sua fiducia, Guy-Marie de Place (1772-1843).Latreille, 1906, pp. 120-121.Maistre, 1966, pp. VIII-IX. L'intervento di de Place durò circa dieci mesi e si rivelò drastico: mitigò il tono caustico di Maistre, corresse inesattezze patenti nelle citazioni patristiche (ad esempio, rettificando errate attribuzioni a San Cipriano e Tertulliano) e, soprattutto, determinò lo stralcio di un'intera sezione dell'opera.Latreille, 1906, p. 74, p. 122. Originariamente, infatti, il manoscritto prevedeva un intero quinto libro dedicato alla confutazione delle libertà della Chiesa gallicana; tale sezione, ritenuta tatticamente inopportuna per non alienarsi irrimediabilmente l'episcopato francese, fu espunta e vide la luce separatamente solo nel 1821 con il titolo De l'Église gallicane.Joseph de Maistre, De l'Église gallicane dans son rapport avec le Souverain Pontife, Lione-Parigi, Rusand-Beaucé-Rusand, 1821. La prima edizione del Du Pape fu stampata a Lione dall'editore Rusand nel 1819 in due volumiJoseph de Maistre, Du Pape, tomo I e II, Lione-Parigi, Rusand-Beaucé-Rusand, 1819, e successivamente in una versione definitiva rivista dall'autore nel 1821.Maistre, 1966, pp. XXIV-XXV. Una delle prime traduzioni italiane, curata da mons. Giovanni Marchetti, fu stampata a Imola dall'editore Bonacci nel 1822Joseph de Maistre, Del Papa, traduzione italiana di Girolamo Papotti, con note di Giovanni Marchetti, vol. I, Imola, Giuseppe Benacci, 1822., seguita nel corso dell'Ottocento da altre traduzioni.Si segnalano le edizioni di Napoli (Porcelli, 1823), Torino (Marietti, 1864) e Firenze (1872).
Contenuto
L'opera è suddivisa in quattro libri, ciascuno dei quali analizza l'istituzione papale sotto un diverso profilo relazionale: nei confronti della Chiesa, delle sovranità temporali, della civiltà europea e delle Chiese scismatiche lette nella chiave interpretativa del Protestantesimo inteso come sinonimo di rivoluzione.Maistre, 1884, pp. 561-566.
Nel Libro I (Del Papa nel suo rapporto con la Chiesa cattolica), l'indagine si fonda su un assioma epistemologico ineludibile: «L’infallibilità nell’ordine spirituale, e la sovranità nell’ordine temporale, sono due parole perfettamente sinonime».«l'infaillibilité dans l'ordre spirituel, et la souveraineté dans l'ordre temporel, sont deux mots parfaitement synonymes». Maistre, 1884, p. 2. Entrambi i concetti designano il vertice di un potere che domina tutti gli altri, da cui ogni autorità deriva, che governa e non è governato, che giudica e non è giudicato.Maistre, 1884, p. 2. Poiché la sovranità temporale è inappellabile, la sovranità spirituale deve necessariamente godere del medesimo privilegio per evitare la dissoluzione dell'aggregato sociale, rendendo l'infallibilità divinamente promessa parallela alla sovranità umanamente supposta.Maistre, 1884, p. 157.
Il Libro II (Del Papa nel suo rapporto con le sovranità temporali) esamina la funzione pontificia come arbitro supremo e contropotere legittimo. L'autorità dei papi si configura come la forza costituita nel Medioevo per bilanciare la sovranità temporale e renderla tollerabile, prevenendo il dispotismo e l'anarchiaMaistre, 1884, p. 177, p. 256.. In circostanze eccezionali, il pontefice dispone del diritto di dispensare i sudditi dal giuramento di fedeltà; un atto che non distrugge la sovranità, che rimane divinamente inalterata, ma la subordina a un'autorità di ordine superiore rivestita di potere per le fasi di crisi estreme.Maistre, 1884, p. 179.
Il Libro III (Del Papa nel suo rapporto con la civiltà e il benessere dei popoli) attribuisce al papato il merito genetico e continuativo della civilizzazione universale, affermando che il cristianesimo non possiede azione esterna se non tramite i sovrani pontefici.Maistre, 1884, p. 319. Per Maistre l'estinzione della schiavitù e la difesa della libertà civile derivano esclusivamente dall'influenza papale.Maistre, 1884, p. 337. Viene altresì difeso il celibato ecclesiastico, considerato il fondamento della purezza e dell'indipendenza del sacerdozio rispetto alle logiche corruttive del mondo e del potere secolare.Maistre, 1884, pp. 373-379.
Il Libro IV (Del Papa nel suo rapporto con le Chiese cosiddette scismatiche) chiude il trattato postulando l'identità ontologica tra scisma e protestantesimo: «Ogni Chiesa che non è cattolica è protestante».«toute Eglise qui n'est pas catholique est protestante». Maistre, 1884, p. 445. Rifiutando l'infallibilità, ogni dissidenza si configura necessariamente come un'insurrezione contro l'unità sovrana.Maistre, 1884, p. 476.Maistre, 1884, pp. 450-451. L'autore struttura tale assunto attraverso una rigorosa tassonomia della degradazione dottrinale. Al primo stadio si collocano gli scismi dissimulati, quali Gallicanesimo e Giansenismo.Maistre, 1884, p. 462.Armenteros, 2011, p. 139. Seguono le Chiese d'Oriente, definite "foziane"Maistre, 1884, pp. 459-460, p. 463.: separate dal centro vitale, esse equivalgono a cadaveri congelati in un'ortodossia formale, destinate a dissolversi al contatto col razionalismo.Maistre, 1884, pp. 451-452. Il Protestantesimo manifesto (Anglicanesimo, Luteranesimo, Calvinismo) radicalizza l'entropia sostituendo il magistero con l'esame individuale, rifiutando la Tradizione e annientando i legami sociali e introducendo l'anarchia politica e l'ateismo pratico.Bradley, 1999, p. 207. La traiettoria culmina ineluttabilmente nello svuotamento dogmatico del Socinianesimo, nel deismo illuminista (philosophisme) e infine approda nell'ateismo.Maistre, 1884, pp. 450-451, p. 460, p. 476. L'architettura logica dell'opera si risolve nell'esclusione di qualsiasi via di mezzo tra l'obbedienza all'autorità e il nichilismo ateo, dicotomia sigillata dall'assioma ineludibile che riassume in poche parole il senso dell'opera: «Catholique ou rien».Maistre, 1884, p. 392, p. 456.
Ricezione e influenza culturale Pubblicato originariamente a Lione nel 1819, il Du Pape incontrò inizialmente diversi ostacoli nella sua diffusione, in parte a causa dell'attenzione pubblica assorbita dall'assassinio del duca di Berry e in parte per l'avversione del governo legittimista.Latreille, 1906, p. 223.Armenteros, 2011, pp. 232-233. L'opera suscitò l'immediata e ferma opposizione dei sostenitori del gallicanesimo, i quali pubblicarono confutazioni per criticare l'impianto delineato da Joseph de Maistre e difendere le prerogative e le libertà della Chiesa di Francia.Armenteros, 2011, p. 233.Latreille, 1906, p. 266. Al contrario, la fazione ultramontana accolse il saggio con estremo entusiasmo e intellettuali come Félicité de Lamennais gli dedicarono numerosi articoli elogiativi sulla rivista Le défenseur, esaltando la forza argomentativa con cui l'autore rivendicava l'autorità e i diritti storici del Sommo Pontefice.Armenteros, 2011, pp. 233-234. Anche presso la Santa Sede l'accoglienza fu inizialmente prudente e non priva di distacco. Papa Pio VII e il cardinale segretario di Stato Ercole Consalvi, pur apprezzando lo zelo dell'autore, rifiutarono la dedica ufficiale al pontefice regnante che era stata offerta da Maistre e giudicarono inopportuna un'approvazione formale del testo.Lebrun, 1988, pp. 242-243.Maistre, 1966, pp. 22-23. Le riserve vaticane derivavano da ragioni in parte di opportunità diplomatica e anche dal timore che l'equiparazione troppo netta e "laica" tra l'infallibilità papale e la sovranità temporale assoluta potesse generare reazioni avverse nei governi europei, nonché da relative perplessità sul metodo teologico maistriano (Maistre infatti non era un teologo).Maistre, 1966, pp. 34-35. In Russia, dove l'opera era stata concepita in gran parte per rispondere a testi ortodossi come quelli di StourdzaArmenteros, 2011, p. 115., le reazioni furono prevalentemente ostili, ma le opere di Maistre continuarono ad essere lette e conosciute dalla società russa per tutto l'Ottocento.Omodeo, 1939, p. 142.