La gerarchia cattolica indica la suddivisione in gradi del clero cattolico, anche se in origine essa comprendeva l'ordinamento di tutti i credenti. Il termine gerarchia deriva dal greco: hierós («sacro») e archeía («comando»).
Sinossi generale Mediante il battesimo, tutti ricevono nella Chiesa cattolica il carattere profetico regale e sacerdotale. Clero e laicato sono tuttavia le due grandi famiglie all'interno di tale istituzione, perché il fenomeno del profetismo si può verificare sia nell'una sia nell'altra categoria.
In molti ordinamenti delle Chiese cristiane, anche in alcune di quelle non cattoliche (ortodosse, anglicane, alcune chiese protestanti), ovvero non sottoposte alla potestà del vescovo di Roma, si ritrova una suddivisione della gerarchia in tre gradi fondamentali:
vescovi; presbiteri o preti; diaconi.
La Prima lettera di Clemente riconduce la loro esistenza fin dagli inizi dell'età apostolica.XLII, 1. Gli apostoli predicarono il Vangelo da parte del Signore Gesù Cristo che fu mandato da Dio. 2. Cristo fu inviato da Dio e gli apostoli da Cristo. Ambedue le cose ordinatamente secondo la volontà di Dio. 3. Ricevuto il mandato e pieni di certezza nella risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo e fiduciosi nella parola di Dio con l'assicurazione dello Spirito Santo, andarono ad annunziare che il regno di Dio stava per venire. 4. Predicavano per le campagne e le città e costituivano le primizie del loro lavoro apostolico, provandole nello spirito, nei vescovi e nei diaconi dei futuri fedeli. 5. E questo non era nuovo; da molto tempo si era scritto intorno ai vescovi e ai diaconi. Così, infatti, dice la Scrittura: "Stabilirono i loro vescovi nella giustizia e i loro diaconi nella fede".XLIV. 5. Beati i presbiteri che, percorrendo il loro cammino, hanno avuto una fine fruttuosa e perfetta! Essi non hanno temuto che qualcuno li avesse allontanati dal posto loro stabilito. 6. Noi vediamo che avete rimosso alcuni, nonostante la loro ottima condotta, dal ministero esercitato senza reprensione e con onore.
Anche la lettera ai Filadelfiesi di Ignazio di Antiochia testimonia che nella Chiesa di Filadelfia di Lidia esisteva una gerarchia di presbiteri e diaconi in comunione con il proprio vescovo, come pure la lettera ai Tralliani, la lettera agli Efesini e la lettera agli Smirnesi, che testimoniano la presenza di una gerarchia ecclesiastica precisa già all'inizio dell'età apostolica.
Il vescovo ha il massimo grado del sacramento dell'ordine, comunicato in grado minore ai presbiteri mediante l'imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione. Vescovo e presbiteri, dunque, differiscono non solo riguardo alla giurisdizione (diocesi o eventuale parrocchia) ma proprio in forza della diversa realtà sacramentale che hanno ricevuto nell'ordinazione. Lo stesso dicasi per i diaconi, ordinati non ad sacerdotium ma ad ministerium; essi infatti non si configurano a Cristo capo, come il vescovo e i presbiteri, ma ripresentano sacramentalmente nella Chiesa Cristo servo, incarnando il principio ministeriale del servizio di cui il vescovo è principio di unità.
Oltre ai tre gradi dell'ordine sacro, si trovano anche dei titoli legati ad alcune cariche particolari. Il vescovo di Roma, che è in quanto tale il capo della Chiesa cattolica, viene comunemente chiamato papa. Quello di monsignore è un titulus sine re, ossia meramente onorifico, mentre quello di cardinale è invece legato all'ufficio di elettore del vescovo di Roma.
Vescovo
I vescovi, che possiedono tutti gli ordini, compreso quello dell'episcopato oltre che quello del sacerdozio e del diaconato ancor prima, costituiscono un corpo (il Collegio episcopale) considerato il successore degli ApostoliRoman Catholicism (at "Structure of the Church: The College of Bishops"). Encyclopædia Britannica. Encyclopædia Britannica, Inc. Retrieved on 2012-03-15. e sono "costituiti Pastori nella Chiesa, perché siano anch'essi maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto e ministri del governo." e "rappresentanti della Chiesa."Instruction on the Ecclesial Vocation of Theologian, 19. Nell'anno 2012, vi era un totale di 5 133 vescovi cattolici;Carol Glatz, Vatican statistics: Church growth remains steady worldwide , Catholic Herald (May 5, 2014). e alla fine del 2014, essi erano 5 237.Junno Arocho Esteves, Vatican statistics report increase in baptized Catholics worldwide, Catholic News Service (March 7, 2016). Il Papa stesso è vescovo (vescovo di Roma) e tradizionalmente utilizza il titolo di "Venerabile Fratello" quando scrive a un altro vescovo.
Il ruolo tipico di un vescovo è quello di governare la pastorale di una diocesi. I vescovi che svolgono tali funzioni sono conosciuti col nome di "ordinari diocesani", perché possiedono ciò che il diritto canonico chiama l'autorità ordinaria (non delegata) su una diocesi. Questi vescovi sono noti col nome di "gerarchi" nelle chiese cattoliche orientali. Altri vescovi possono essere nominati per assistere gli ordinari (vescovi ausiliari e coadiutori) per poter svolgere al meglio la gestione della chiesa.
I vescovi di un determinato paese o di una regione possono costituire una conferenza episcopale e incontrarsi periodicamente per discutere dei problemi della loro area. Le decisioni in determinati campi, come ad esempio la materia della liturgia, sono di competenza esclusiva di queste conferenze. Le decisioni delle conferenze sono accettate solo col voto favorevole dei due terzi dei vescovi intervenuti e devono essere confermate dalla Santa Sede.
I vescovi sono nominalmente ordinati all'episcopato da almeno altri tre vescovi, anche se ai fini di validità ne sarebbe sufficiente uno solo oltre a un mandato valido della Santa Sede. L'ordinazione all'episcopato è considerata il completamento degli Ordini Sacri; anche se un vescovo va in pensione, rimane comunque un vescovo, e pertanto l'effetto degli ordini sacri su di lui è ontologicamente permanente. Sull'altro fronte, titoli come arcivescovo o patriarca non implicano alterazioni ontologiche e pertanto quanti prendano questi incarichi non richiedono ulteriori ordinazioni.
Sacramentalmente, tutti i vescovi sono uguali. Secondo la giurisdizione, sono comunque distinti degli incarichi e dei privilegi a seconda dei ranghi come indicati in seguito. I vescovi sono tutti "vicari di Cristo".
Papa (vescovo di Roma)
Il papa è vescovo della diocesi di Roma. Egli è pertanto, in virtù di questo incarico:
Incarichi e titoli "Papa" è un titolo onorifico pronominale e non un incarico o un titolo, in quanto significa semplicemente "Padre" (titolo onorifico più comunemente utilizzato per tutto il clero). Il titolo onorifico di "papa" venne utilizzato a partire dal III secolo dai vescovi occidentali ed è derivato dal greco dove addirittura è utilizzato per la prima volta da Omero nellOdissea (6:57). Ancora oggi nel mondo orientale, il termine "pope" è una forma comune per definire il clero nella Chiesa ortodossa russa, come pure per il vescovo di Alessandria. Papa Marcellino (296-304) fu il primo vescovo di Roma secondo le fonti ad aver utilizzato il termine di "papa" per indicare la propria persona. Dal VI secolo in poi, la cancelleria imperiale di Costantinopoli si riservò nominalmente la designazione del vescovo di Roma, pratica che continuò formalmente sino all'XI secolo quando papa Gregorio VII si dichiarò vescovo di Roma indipendente e per la sola volontà di Dio.
Come vescovo della Chiesa di Roma, il papa è successore dei co-patroni della Chiesa locale, San Pietro e San Paolo.Roman Catholicism (at "Structure of the Church: Apostolic Succession"). Encyclopædia Britannica. Encyclopædia Britannica, Inc. Retrieved on 2012-03-15. Pertanto, la Chiesa di Roma e i suoi vescovi hanno sempre avuto un ruolo prominente nella comunione cattolica, come pure il vescovo di Roma ha sempre avuto un ruolo di primate degli altri vescovi, come Pietro aveva una certa preminenza tra gli altri apostoli. L'esatta natura di questo primato non è nota ma sicuramente è di natura ecumenica e si perde nei secoli della storia della Chiesa, sviluppando una vera e propria dottrina nella Chiesa cattolica.
Il Catechismo della Chiesa cattolica, citando la Lumen gentium del Concilio Vaticano II, dichiara apertamente che: "Il papa, vescovo di Roma e successore di Pietro, è la fonte perpetua e visibile dell'unità tra i vescovi e l'insieme dei fedeli." La comunione col vescovo di Roma ha ottenuto nei secoli un ruolo significativo nell'identità cattolica al punto che la Chiesa cattolica è nota come "Cattolica romana".
Tre altri sono gli incarichi del papa come capo della Chiesa di Roma. Dal momento che la Chiesa latina data le proprie origini liturgiche, giudiziarie e teologiche al patrimonio di Roma, il suo vescovo è de facto anche patriarca della Chiesa latina. Secondo papa Benedetto XVI vi è stata parecchia "confusione" tra il primato pontificio come patriarca della Chiesa occidentale e il suo primato come primo patriarca tra gli eguali, "fallendo così la distinzione" tra ruoli e responsabilità di due distinte posizioni che portano a un'"estrema centralizzazione della Chiesa cattolica" e allo scisma tra est e ovest.
Come capo della prima Chiesa d'Italia, il vescovo di Roma è anche primate d'Italia e ha il potere di nominare il presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
La Chiesa di Roma è inoltre la chiesa principale della provincia di Roma, e pertanto il vescovo di Roma è anche arcivescovo metropolita della provincia romana.
Come vescovo, il papa è indicato come vicario di Cristo. Il titolo, un tempo comune a tutti i vescovi indistintamente tra IV e XII secolo, è stato riservato al solo vescovo di Roma dal XII al XX secolo, per poi essere restaurato a tutti i vescovi col Concilio Vaticano II.
Il papa risiede nella Città del Vaticano, uno stato indipendente all'interno della città di Roma, come sancito nel 1929 dai Patti lateranensi tra la Santa Sede e lo stato italiano. Dal momento che i papi furono anche sovrani dello Stato Pontificio (754–1870), possono esercitare autorità civile assoluta sul microstato della Città del Vaticano dal 1929.
Gli ambasciatori esteri non sono accreditati presso la Città del Vaticano ma presso la Santa Sede, che era soggetta alle leggi internazionali prima dell'istituzione dello stato. Il corpo degli ufficiali che assistono il papa nella gestione della Chiesa è noto come Curia romana. Il termine di "Santa Sede" è genericamente utilizzato solo per indicare il papa e la sua curia, dal momento che il Diritto canonico, che riguarda il governo della Chiesa latina e la gestione degli affari interni della diocesi di Roma, lo utilizza necessariamente in termine tecnico.
Infine, il titolo di "Servo dei servi di Dio" fu un'aggiunta di papa Gregorio I per ricordare che il cristianesimo è un servizio, un ministero (diakonia).
Il trattamento utilizzato per rivolgersi al vescovo di Roma rimane comunque quello in uso al pontefice, ovvero "Sua Santità".
Elezione Le attuali regole che governano l'elezione del papa si trovano nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis. Questa riguarda i poteri, dalla morte del papa all'annuncio dell'elezione del suo successore, dei cardinali e dei dipartimenti della curia romana; i preparativi per il funerale del papa defunto; e le modalità di voto per il conclave successivo.
Come tutti i vescovi, il papa ha l'opzione di potersi dimettere, ma a differenza degli altri vescovi, non gli è richiesta al compimento del 75º anno di età. I casi più noti sono quelli di papa Celestino V nel 1294, di papa Gregorio XII nel 1415 e di papa Benedetto XVI nel 2013. Circa il 10% di tutti i pontefici sono stati rimossi o hanno abdicato prima della loro morte.
Patriarchi I capi di alcune chiese particolari autonome (in latino sui iuris) composte da diverse chiese locali (diocesi) hanno il titolo di patriarca.