La pieve di Bollate o pieve di San Martino () era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano e del ducato di Milano con capoluogo Bollate.
Il patrono era san Martino vescovo, la cui festa viene ancor'oggi celebrata l'11 novembre e a cui è dedicata la chiesa prepositurale di Bollate.
Storia Il primo documento storico che menziona la pieve è un atto di vendita dell'anno 926 nel Codex diplomaticus Langobardiae, riguardante terreni situati nella località di Lampugnano di Bollate, descritta come appartenente alla pieve di BollateL'atto riguardava la vendita di sette pertiche di vigneto, cinquantasette pertiche di campo ed otto pertiche di prato: G.M. Vazzoler, Cassina Nuova di Bollate, note di storia locale, Milano, 1984, p.43.. La nascita della pieve è riferita all'età carolingia, dopo la sconfitta del re longobardo Desiderio a Verona da parte di Carlo Magno, re dei Franchi (774): in questo periodo si diffuse nell'area il culto di san Martino, vescovo di Tours, al quale la città di Bollate era particolarmente legata sulla base di un'antica leggenda che voleva che il santo francese avesse visitato il territorio bollatese nel corso di una sua visita in Italia presso sant'Ambrogio, vescovo di Milano.C. Gianola, I comuni e le parrocchie della pieve di Bollate, memorie civili e religiose, Saronno, 1900; G. M. Vazzoler, Cassina Nuova di Bollate, note di storia locale, Milano, 1984.. Una pergamena del 1652 conservata nell'archivio plebano di Bollate attribuisce invece, con alcune imprecisioni, la fondazione della pieve al 483, per opera di papa Gelasio I (492-496)C. Gianola, I comuni e le parrocchie della pieve di Bollate, memorie civili e religiose, Saronno, 1900; G.M. Vazzoler, Cassina Nuova di Bollate, note di storia locale, Milano, 1984, p.36,.
Con l'anno 1000 la pieve bollatese, come le altre della zona, cominciò ad assumere una struttura più stabile, legata anche a funzioni amministrative del territorioLe pievi assumono "... la fisionomia di una federazione di loci e il culto rimaneva soltanto una delle tante funzioni delle piccole comunità locali, come era stato fin dai primi tempi nel pagus e nel vicus...": A. Cappellini, Desio e la sua pieve, Desio 1972, p.64.. Al capoluogo nel medioevo fu intestata l’attuale strada varesina e antica via Mediolanum-Bilitio, che i comuni da essa servita erano tenuti a restaurare dopo secoli di abbandono. In un documento del settembre del 1039, conservato presso l'archivio plebano locale, si riporta una donazione a favore della chiesa di San Martino di Bollate e al suo arcipresbitero (arciprete divenuto poi prevosto). La pieve rientrava all'epoca nel contado della Martesana e vi possedeva alcuni terreni anche Francesco Crippa, arcivescovo di MilanoL. De Cesare, Bollate. Un territorio e la sua storia, Bollate 1985..
La pieve si arricchì di lasciti e proprietà e un documento del 1211 attesta che i canonici della collegiata di Bollate avevano già da tempo il diritto di riscuotere i dazi sui prodotti di prima necessità della città quali frumento, orzo, segale, avena, fave, vino, miele, lenticchie. Secondo quanto descritto nel Liber Sanctorum Mediolanensis di Goffredo da Bussero, nel XIII secolo la pieve di Bollate aveva la giurisdizione spirituale sui borghi di Affori, Baranzate, Cesate, Garbagnate, Novate Milanese, Pinzano, Santa Maria Rossa, Senago con Senaghino, Villapizzone e Vialba.
Alla metà del XVIII secolo, l'arcidiocesi decise di razionalizzare il territorio plebaneo ordinando la cessione della parrocchia di San Martino di Villapizzone alla pieve di San Giovanni Battista di Trenno,Anche la cappella di Roserio ebbe la stessa sorte. e vicendevolmente l'acquisizione della parrocchia di San Pietro e Paolo di Arese; tuttavia solo il primo atto, che risolveva una disputa plurisecolare, corrispondeva a quanto era sempre stato sul piano civile.
Se la pieve amministrativa fu travolta dagli eserciti di Napoleone divenendo l'effimero Distretto di Bollate ben presto abrogato,Oggi sul territorio dell’antica pieve sopravvivono 6 comuni. la pieve religiosa sopravvisse fino alla riforma arcidiocesana del 1972 allorquando, retta dal prevosto mons. Giuseppe Sala, comprendeva 12 parrocchie su un'area di 52,4 km² popolati da 102.974 anime. Baranzate era stata fornita di una propria parrocchia dal 1958, Cassina Nuova dal 1962 e la Valera dal 1963.
Territorio Nella seconda metà del XVIII secolo, dopo l'aggregazione del villaggio di Santa Maria del Bosco al capoluogo, il territorio della pieve era così suddiviso: Pieve civile Pieve ecclesiastica Comune di BollateComune di BaranzateComune di Cassina NuovaComune di Roserio Parrocchia prepositurale di San Martino Comune di Cassina Pertusella --In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che il comune costituiva una parte della Parrocchia di Santa Margherita vergine e martire di Caronno, compresa ecclesiasticamente nella Pieve di Santo Stefano di Nerviano. Comune di Castellazzo Parrocchia di San Guglielmo Comune di Cesate Parrocchia dei Santi Alessandro e Martino Comune di Garbagnate Parrocchia dei Santi Eusebio e Maccabei Comune di Novate Parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso Comune di Pinzano Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano Comune di Senago Parrocchia di Santa Maria Assunta Comune di Vialba --In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che il comune costituiva una parte della Parrocchia dei Santi Martiri Nazaro e Celso di Quarto Oggiaro con Musocco, compresa ecclesiasticamente nella Pieve di San Giovanni Battista di Trenno. --In questo caso c'era discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che la parrocchia corrispondeva al Comune di Cassina Amata, compreso civilmente nella Pieve di Desio. Parrocchia di Sant'Ambrogio --In questo caso nel Settecento si era venuta a creare discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che la parrocchia corrispondeva al Comune di Arese, compreso civilmente nella Pieve di Trenno come accadeva in precedenza anche alla parrocchia stessa. Parrocchia dei Santi Pietro e PaoloScambiata nel Settecento con quella di Villapizzone.
Note
Bibliografia Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917. Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano. G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974. Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.
Voci correlate Bollate Pievi milanesi
Collegamenti esterni
Bollate