È stato sindaco di Castel San Niccolò dal 1985 al 1995, presidente della Provincia di Arezzo dal 1999 al 2009 e assessore ai trasporti e alla mobilità della Regione Toscana dal 2013 al 2020.

Biografia Sposato e con tre figli, nel 1985 si candida al consiglio comunale di Castel San Niccolò (Arezzo), tra le liste del Partito Comunista Italiano (PCI), risultando eletto consigliere comunale e diventando poi sindaco. Nel 1990 viene confermato sia consigliere comunale che primo cittadino di Castel San Niccolò, rimanendo in carica fino al 1995.

Alle elezioni regionali in Toscana del 1990 si candida al consiglio regionale, tra le liste del PCI nel collegio di Arezzo, raccogliendo 2.686 preferenze ma risultando il primo dei non eletti.

Consigliere comunale e provinciale Nel 1991 aderisce allo scioglimento del PCI, con la svolta della Bolognina di Achille Occhetto, e la sua confluenza nel post-comunista Partito Democratico della Sinistra (PDS), di cui nel 1994 diventa segretario provinciale, ricoprendo il ruolo fino allo scioglimento del partito, e con cui alle elezioni amministrative del 1995 si candida sia al consiglio provinciale di Arezzo, tra le sue liste a sostegno del candidato presidente di sinistra Mauro Tarchi, che nuovamente al consiglio comunale di Castel San Niccolò, per una lista civica a sostegno del candidato sindaco di centro-sinistra Pietro Alberto Giangrasso, risultando sia eletto consigliere provinciale che rieletto consigliere comunale, ricoprendo in entrambe i ruoli di capogruppo dei gruppi consiliari PDS .

Presidente della Provincia di Arezzo Nel 1998 aderisce alla svolta di Massimo D'Alema dal PDS ai Democratici di Sinistra (DS), mantenendo l'analogo incarico di segretario provinciale fino al 1999, con cui alle elezioni provinciali del 1999 si candida alla presidenza della Provincia di Arezzo, sostenuto da una coalizione di centrosinistra formata da DS, Centro Democratico (Partito Popolare Italiano, Cristiani Democratici Uniti e Rinnovamento Italiano), Socialisti Democratici Italiani (SDI), Comunisti Italiani e Federazione dei Verdi, risultando eletto presidente al primo turno con il 53,6% dei voti e sconfiggendo il principale candidato di centro-destra Danilo Petri (35,8%).

Alle provinciali del 2004 si ricandida per un secondo mandato da presidente, sostenuto da DS, Rifondazione Comunista, La Margherita, SDI, Comunisti Italiani, Verdi, Italia dei Valori, Lista Rosa e Alleanza Popolare - UDEUR, venendo poi rieletto sempre al primo turno col 60,61%; in quel momento l'ente veniva posto al centro del processo di decentramento amministrativo disegnato dalle leggi Bassanini. .

Consigliere e Assessore regionale della Toscana Nel 2007 aderisce allo scioglimento dei DS, sancito dal congresso di quell'anno, e la sua confluenza nel Partito Democratico (PD), con cui alle elezioni regionali in Toscana del 2010 si candida, , tra le liste del Partito Democratico - Riformisti Toscani a sostegno del candidato presidente di centro-sinistra Enrico Rossi, risultando eletto nel collegio di Arezzo come il più votato per preferenze () in consiglio regionale della Toscana, dove ricopre l'incarico di presidente della VI Commissione consiliare Territorio e ambiente.

A marzo 2013 viene nominato assessore con delega alle infrastrutture e alla mobilità, con responsabilità sulla mobilità in Toscana, le attività estrattiva e le cave, nella giunta regionale della Toscana presieduta da Rossi. Alle regionali toscane del 2015 viene rieletto consigliere regionale, tra le liste del PD nel medesimo collegio con 17.682 preferenze (), e successivamente confermato assessore regionale della Toscana con la rielezione di Rossi, ottenendo oltre alle deleghe del mandato precedente anche quelle sull'urbanistica, il governo del territorio e l'edilizia residenziale.

Alle elezioni regionali in Toscana del 2020 viene confermato consigliere regionale della Toscana, tra le liste del Partito Democratico ad Arezzo come il più votato con preferenze, venendo poi eletto come capogruppo del gruppo consiliare del PD.

Alle elezioni politiche anticipate del 2022 si candida alla Camera dei deputati nel collegio uninominale Toscana - 09 (Arezzo), sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra in quota Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista, raccogliendo il 33,2% dei voti ma venendo superato dalla candidata di centro-destra Tiziana Nisini (42,9%), risultando non eletto.

Candidatura a sindaco di Arezzo A marzo 2026, in vista delle elezioni amministrative di quell'anno, si candida a sindaco di Arezzo, sostenuto da una coalizione formata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Arezzo 2020 – Alleanza Verdi e Sinistra, Arezzo Partecipa e Casa Riformista, perdendo poi al ballottaggio contro il candidato di centro-destra Marcello Comanducci.

Note

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