Andretti Global è una scuderia automobilistica statunitense di proprietà di 5 soci, tra cui l'ex pilota di Formula 1 Michael Andretti, che gareggia nella IndyCar Series e nei campionati di Formula E, Extreme E, Indy NXT, oltre che nell'IMSA e nel Campionato Supercars australiano in collaborazione con altri team.
In passato ha gareggiato anche nella A1 Grand Prix, nella American Le Mans Series e nel Global Rallycross; in totale la squadra si è aggiudicata 18 campionati piloti tra tutte le categorie in cui ha corso.
Il team è stato fondato come Forsythe/Green Racing da Gerald Forsythe e Barry Green nel 1993, ed era conosciuto per la maggior parte dei suoi primi anni come Team Green, gareggiando nella CART sotto il controllo di Green e di suo fratello Kim. Il campione CART del 1991 Michael Andretti acquistò una partecipazione nella squadra nel 2002, ribattezzandola Andretti Green Racing e passando alla Indy Racing League dalla stagione 2003. Dal 2010 il nome della squadra è diventato Andretti Autosport, dopo che Andretti ne aveva preso il pieno controllo. A seguito di una ristrutturazione durante la stagione 2023, il team è stato rinominato Andretti Global in rispetto alla nuova società madre del team, formata nel 2022 da Andretti e dall'uomo d'affari Dan Towriss per perseguire un ingresso in Formula 1.
Il palmarès della squadra comprende sei vittorie nella 500 Miglia di Indianapolis (1995, 2005, 2007, 2014, 2016, 2017), il campionato CART del 1995 e quattro campionati IndyCar (2004, 2005, 2007, 2012). La squadra inoltre ha vinto il campionato Indy Lights nel 2008, 2009, 2018, 2019 e 2021. In Formula E, di cui fa parte sin dalla formazione della serie, ha vinto il campionato piloti 2022-23 con Jake Dennis.
Storia Corse americane CART La squadra viene fondata nel 1993 da Barry Green e Gerald Forsythe come Forsythe/Green Racing. Forsythe aveva già preso parte alla CART all'inizio degli anni '80 con un suo team, denominato Forsythe Racing, e aveva ottenuto un moderato successo.
La nuova squadra schiera due auto nell'Atlantic Championship per Claude Bourbonnais e Jacques Villeneuve durante la stagione 1993. Nel 1994 la squadra sale di categoria e passa alla CART schierando una sola auto, con Villeneuve come pilota. Il canadese ottiene il secondo posto alla 500 Miglia di Indianapolis del 1994 e vince una gara verso la fine della stagione a Road America.
Nel 1995 Green e Forsythe si separano e Barry Green ribattezza la squadra Team Green, con suo fratello Kim Green che si unisce come team manager. La squadra vince la 500 Miglia di Indianapolis e il campionato CART del 1995 con Jacques Villeneuve, che l'anno successivo passa in Formula 1.
Il 1996 è l'anno dello split (la "scissione") tra CART e Indy Racing League (IRL), con il team che rimane nella CART. Per ragioni di sponsorizzazione la squadra diventa nota per una stagione come Brahma Sports Team, con il pilota Raul Boesel. Nel 1997 il sedile va a Parker Johnstone e il marchio di sigarette KOOL diventa lo sponsor principale. La squadra diventa nota come Team KOOL Green e nel 1998 passa a schierare due auto, con l'esperto Paul Tracy e l'astro nascente Dario Franchitti. I due rimangono come compagni di squadra per cinque stagioni.
Nel 2001 Michael Andretti si unisce all'organizzazione con un team satellite guidato da Kim Green, noto come Team Motorola. Oltre a correre nella CART, Andretti partecipa alla 500 Miglia di Indianapolis del 2001, che fa parte del campionato IRL. Sia Andretti che Green gareggiano così a Indianapolis per la prima volta dopo un'assenza di cinque anni, causata della "scissione" dei due campionati a ruote scoperte americani.
Nel 2002, a Long Beach, Andretti ottiene la sua ultima vittoria da pilota. Durante la stagione la squadra passa dal telaio Reynard al telaio Lola a causa dei problemi finanziari della prima. Quell'anno anche Tracy e Franchitti si uniscono ad Andretti per correre alla 500 Miglia di Indianapolis. Tracy si classifica secondo dopo un finale di gara molto controverso. La squadra contesta il risultato e un lungo processo di appello si trascina fino all'estate. Alla fine Green perde l'appello, con grande delusione e notevoli spese.
IndyCar Series Andretti Green Racing Dopo che sono emersi grossi problemi nella CART, Michael Andretti, che aveva acquistato una partecipazione di maggioranza nella squadra, nel 2003 iscrive il team, ribattezzato Andretti Green Racing, alla rivale Indy Racing League (ora IndyCar Series). Paul Tracy lascia la squadra per rimanere nella CART, con Tony Kanaan che prende il suo posto e si unisce a Dario Franchitti e Michael Andretti. Quest'ultimo si ritira dalle corse dopo la 500 Miglia di Indianapolis 2003, e il suo posto viene preso da Dan Wheldon.
A partire dal 2004 Andretti Green Racing schiera quattro vetture, con Bryan Herta al volante dell'auto aggiuntiva. Nella gara di Saint Petersburg del 2005 i quattro piloti del team concludono nelle prime quattro posizioni, con Wheldon vincitore davanti a Kanaan, Franchitti e Herta. Il team vince con Kanaan e Wheldon due campionati IndyCar consecutivi, nel 2004 e nel 2005, con Wheldon che vince anche la 500 Miglia di Indianapolis del 2005.
Nel 2006 Wheldon passa al team Chip Ganassi Racing e viene sostituito dal figlio di Michael, Marco Andretti. Michael Andretti torna in pista per qualificarsi per la 500 Miglia di Indianapolis del 2006, per poter correre con suo figlio. Gli Andretti arrivano secondo e terzo nella 500 Miglia, con Marco che viene superato poco prima del traguardo da Sam Hornish Jr., che vince con il secondo minor distacco nella storia della gara. Dal 2001 al 2010 la squadra vede almeno uno dei suoi piloti finire tra i primi tre ad Indianapolis.
Nel 2007 al posto di Herta viene ingaggiata Danica Patrick. Quell'anno Dario Franchitti vince sia la 500 Miglia di Indianapolis che il campionato e poi annuncia che lascerà la squadra per intraprendere una carriera a tempo pieno nella NASCAR Sprint Cup con Chip Ganassi Racing. Come suo sostituto viene annunciato il giapponese Hideki Mutoh, arrivato secondo nella stagione 2007 della Indy Pro Series.
Nel 2008 Danica Patrick vince sull'ovale di Motegi, diventando la prima donna a vincere una gara in IndyCar, e più in generale nelle corse automobilistiche a ruote scoperte di alto livello.
La formazione di piloti del 2008 rimane la stessa nel 2009. Tuttavia, per la prima volta dall'ingresso a tempo pieno nella categoria nel 2003, la squadra non riesce a vincere neanche una gara. Danica Patrick è la migliore classificata del team concludendo la stagione in quinta posizione, mentre Kanaan arriva sesto, con tre podi.
Andretti Autosport Il 24 novembre 2009 Andretti Green Racing annuncia che la ristrutturazione della squadra è completata e la squadra sarà ribattezzata Andretti Autosport, con Michael Andretti come unico proprietario.
2010 Il 4 gennaio 2010 viene annunciato che Ryan Hunter-Reay si unirà alla squadra, in sostituzione di Hideki Mutoh. Hunter-Reay consegna alla squadra la prima vittoria dal 2008 vincendo a Long Beach. Kanaan ottiene la seconda vittoria stagionale della squadra in Iowa. Kanaan e Hunter-Reay sono i migliori piloti della squadra nella classifica finale, concludendo rispettivamente 6º e 7º.
Dopo la stagione 2010 il veterano Tony Kanaan è rilasciato dalla squadra a causa della mancanza di sponsorizzazione; al suo posto arriva Mike Conway. Viene annunciato che gli altri tre piloti della squadra (Hunter-Reay, Marco Andretti e Danica Patrick) rimarranno per la stagione 2011.
2011 La stagione 2011 segna un ritorno nel circolo della vittoria per Andretti Autosport, con Mike Conway che vince a Long Beach, Marco Andretti che pone fine a un personale periodo senza vittorie di 79 gare con la sua seconda vittoria in carriera in Iowa, e Ryan Hunter-Reay che vince nel New Hampshire. Disastrosa è invece la 500 Miglia di Indianapolis: Mike Conway non riesce a qualificarsi e Marco Andretti è costretto a eliminare il compagno di squadra Ryan Hunter-Reay dall'ultimo posto in griglia, costringendo Michael Andretti ad acquistare il posto già qualificato del pilota della A.J. Foyt Enterprises Bruno Junqueira per soddisfare gli impegni di sponsorizzazione di Hunter-Reay.
Nell'agosto 2011 Danica Patrick annuncia la sua partenza dalla IndyCar Series per trasferirsi alla NASCAR dalla stagione 2012.
Al termine della stagione 2011 Dan Wheldon avrebbe dovuto firmare un contratto per tornare nella squadra nel 2012 con l'auto lasciata libera dalla Patrick. Wheldon però perde la vita in seguito ad un grave incidente nella gara conclusiva della stagione sul circuito ovale di Las Vegas. A gennaio viene annunciato che il suo posto sarà preso da James Hinchcliffe, il debuttante dell'anno del 2011.
2012
Mike Conway non è confermato per la stagione 2012, lasciando la squadra con tre vetture a tempo pieno. Altri due piloti, Sebastián Saavedra e Ana Beatriz, sono ingaggiati rispettivamente per tre e due gare, inclusa la 500 Miglia di Indianapolis. Poiché la Honda non è più l'unico fornitore di motori per la serie, viene raggiunto un accordo con Chevrolet per fornire motori al team.
I tre piloti del team si qualificano secondo, terzo e quarto per la 500 Miglia; tuttavia, la gara si rivela una delusione, con il solo Hinchcliffe che completa tutti i 200 giri, finendo sesto. L'ottava gara della stagione, al Milwaukee Mile, è vinta da Ryan Hunter-Reay, al suo terzo podio dell'anno. Hunter-Reay riesce a vincere in totale tre gare di fila, aggiungendo le vittorie in Iowa e a Toronto. Una quarta vittoria nella penultima gara della stagione a Baltimora lascia Hunter-Reay come unico avversario di Will Power per la vittoria del campionato. Power, il cui titolo sembrava inevitabile dopo aver dominato nei circuiti stradali e cittadini all'inizio della stagione, ha ancora 17 punti di vantaggio. Al 55º giro dell'ultima gara della stagione a Fontana, mentre Power e Hunter-Reay sono fianco a fianco, Power va in testacoda, mancando di poco la vettura di Hunter-Reay, e va a sbattere contro il muro esterno. Hunter-Reay conclude quarto vincendo così il campionato.
2013 I tre piloti principali del team (Marco Andretti, Ryan Hunter-Reay e James Hinchcliffe) sono confermati tutti per il 2013. Inoltre è aggiunta una quarta vettura per E. J. Viso, in collaborazione con HVM Racing. Anche l'esordiente Carlos Muñoz guiderà per il team alla 500 Miglia di Indianapolis.