Rimmel è il quarto album in studio del cantautore italiano Francesco De Gregori, pubblicato nel 1975 dalla RCA Italiana.

Descrizione Il disco è registrato e missato da Ubaldo Consoli presso gli studi RCA di Roma. Il titolo, tratto dalla canzone omonima, fa riferimento al cosmetico impiegato nel maquillage degli occhi:

Nell'album tutte le chitarre acustiche sono suonate da Renzo Zenobi; così racconta De Gregori la collaborazione con il cantautore:

Gli altri strumenti presenti nel disco sono suonati dai Cyan.

Nella prima edizione del disco è presente all'interno un poster con due foto d'epoca del cantautore, mai più inserito nelle ristampe successive; l'autore di entrambe le fotografie è Giorgio Lo Cascio, amico di De Gregori e anch'egli cantautore.

Il disco rimase in classifica per 60 settimane, arrivando fino al terzo posto, e vendette più di copie; alla fine del 1975 risultò essere l'album più venduto dell'anno.Enrico Deregibus, Quello che non so, lo so cantare Giunti editore, 2003, pag. 69

L'album è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 20; si trova invece al primo posto nella classifica dei 500 migliori dischi di musica italiana secondo Vinile.

Accoglienza Non appena pubblicato l'album, dalle colonne di Muzak, Giaime Pintor arriva la stroncatura «De Gregori non è Nobel, è Rimmel», il cantautore veniva attaccato in particolare per i suoi testi:

A Pintor replicò Luigi Manconi, con lo pseudonimo di Simone Dessì, prendendo le difese del disco e conferendo autorità di norma a un modo nuovo di usare la parola in musica nel trasformare la poetica della canzone romantica.Giulia Cavaliere, Romantic Italia (Di cosa parliamo quando cantiamo d'amore), minimum fax 2018 pp.20-21 ISBN 978-88-7521-981-9 De Gregori fa uso della parola a suo modo e propone nuovi linguaggi. Ama il piacere del verso che sfugge, che si posa in uno spazio riparato da un’interpretazione troppo rigida e aggressiva. Questa innovazione contribuisce alla nascita di una nuova sensibilità nella canzone italiana.ibidem p.21

Brani Rimmel

Rimmel è una canzone d'amore nata dalla fine di una storia di De Gregori con una ragazza, la stessa a cui l'anno precedente aveva dedicato il brano Bene.Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Ciaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 57

Pezzi di vetro Canzone d'amore in cui De Gregori canta accompagnato dal solo Zenobi; la metafora del testo verrà ripresa anni dopo nella canzone Povero me, inclusa nell'album Canzoni d'amore (nei versi cammino da sempre sopra i pezzi di vetro/e non ho mai capito come).

Il signor Hood La canzone è dedicata a Marco Pannella (infatti sul retrocopertina del disco c'è un sottotitolo fra parentesi: "a M., con autonomia"), come ha spiegato lo stesso cantautore:

Tuttavia il cantautore ha spiegato anche che il Signor Hood si riferisce a tutte le vere «voci discordanti», ai «personaggi rompicoglioni».

Pablo Si tratta dell'unica canzone dell'album in cui De Gregori compone la musica insieme a Lucio Dalla.

Il testo, come ha spiegato lo stesso De GregoriIntervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Ciaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 63, racconta la vicenda della morte di un lavoratore spagnolo emigrato in Svizzera.

Buonanotte fiorellino Buonanotte fiorellino è uno dei brani più celebri del discoCome risulta peraltro evidente dal numero di cover che ha avuto, cfr. sezione cover. Lo stesso De Gregori ha dichiarato di essersi ispirato a un brano di Bob Dylan (Winterlude, dal disco New Morning) per scrivere Buonanotte fiorellinoIntervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Ciaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 58. Vi è una diffusa leggenda metropolitana che vuole la canzone dedicata a una compagna di De Gregori morta in un incidente, ma il cantautore ha smentito.«È una bufala» la definisce nel libro di Enrico Deregibus, Francesco De Gregori - quello che non so lo so cantare, Giunti, Firenze 2003.

La canzone venne aspramente criticata all'epoca nell'articolo di Giaime Pintor intitolato De Gregori non è nobel, è rimmel e pubblicato su Muzak, in cui il giornalista si esprimeva sul brano in questi termini:

Cover Nel 1980 Miguel Bosé ne incide in Spagna una propria versione nell'album Miguel; in Italia il brano arriverà due anni dopo (1982) all'interno dell'album Bravi ragazzi.

Nel 1986 Gianni Morandi eseguirà una cover della canzone nel disco dal vivo Morandi in teatro, eseguendone però solo due strofe: De Gregori, ritenendo non rispettato il suo lavoro artistico, cita il cantante in tribunale, vincendo la relativa causa. Anni dopo, quando i rapporti tra i due saranno ricomposti, De Gregori si esprimerà sulla vicenda giudicando assurdo il proprio comportamento.

Un'altra cover di Buonanotte fiorellino è stata realizzata nel 1985 dai Ricchi e Poveri, nell'album Dimmi quando realizzato dal trio in quell'anno. Nel 1987 I Tukano propongono una loro versione in duetto, all'interno dell'album Cantando l'amore e infine nel 2003 la canzone è stata incisa dagli Inti Illimani, nell'album Viva Italia.

Il gruppo cileno degli Inti Illimani, con Max Berrú (Ex-Inti Illimani), ha realizzato una cover per il disco Pequeño Mundo del 2006.

Le storie di ieri

Le storie di ieri, scartata dall'album della Pecora, trova posto con lievi modifiche nel testo anche nell'album Vol. 8 scritto insieme a Fabrizio De André.

Quattro cani Secondo una diffusa leggenda metropolitana, i Quattro cani dell'omonima canzone "potrebbero essere" Venditti, il cane bastardo «che conosce la fame e la tranquillità», il produttore Italo "Lilli" Greco che «va dietro i fratelli e si fida», Patty Pravo la «cagna, quasi sempre si nega qualche volta si dà», e De Gregori stesso, il «cane di guerra che ossi non ha».Claudio Fabretti, Francesco De Gregori: Fra le pagine chiare e le pagine scure, Lit Edizioni. Ma De Gregori ha smentito duramente questa voce:Maurizio Becker, C'era una volta la RCA, Coniglio editore, 2007, pag. 115

Piccola mela

Piano bar Il brano conclusivo del disco descrive la vita di un pianista di piano bar, identificato da alcuni con Antonello Venditti: De Gregori ha però sempre smentito questa interpretazioneIntervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Ciaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 64.

Tracce Testi e musiche di Francesco De Gregori, eccetto dove indicato. Lato A

Lato B

Formazione Francesco De Gregori – voce, chitarra Renzo Zenobi – chitarra classica Mario Schiano – sassofono (traccia 6) Roberto Della Grotta – contrabbasso (traccia 6) I Cyan George Sims – chitarra Roger Smith – basso, chitarra Alberto Visentin – pianoforte, tastiera Franco Di Stefano – batteria

Classifiche Classifiche settimanali Classifica (1975)PosizionemassimaItalia3

Classifiche di fine anno Classifica (1975)PosizioneItalia1

Note

Bibliografia Michelangelo Romano, Paolo Giaccio, Francesco De Gregori. Intervista, Anteditore, Verona, 1976, poi incluso in Riccardo Piferi (a cura di), Francesco De Gregori: un mito, edizioni Lato Side, Roma, 1980 Alberto Stabile, Francesco De Gregori, Gammalibri Editore, Milano, 1987 Giorgio Lo Cascio, De Gregori, Franco Muzzio Editore, Padova, 1990 Enrico Deregibus, "Francesco De Gregori. Quello che non so, lo so cantare", Giunti editore, Firenze, 2003

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