Considerato uno dei talenti più promettenti della sua generazione, è stato tuttavia inserito dalla rivista francese France Football al primo posto nella lista dei più grandi talenti sprecati nella storia del calcio. La sua carriera è stata infatti fortemente limitata da comportamenti e gesti controversi, divenuti noti come cassanate. Da giocatore ha avuto diversi soprannomi: Peter Pan da giovane, il Pibe di Bari vecchia ai tempi della Roma, Fenomeno di Bari vecchia e Fantantonio con la maglia della Sampdoria.

Cresciuto nel settore giovanile del , a 19 anni si trasferisce alla , con cui vince la Supercoppa italiana 2001 e disputa, nella stagione 2003-2004, l'annata più prolifica della propria carriera. Nel gennaio 2006 passa al , ma l'esperienza spagnola si rivela deludente: in una stagione e mezza segna appena 4 reti in 29 incontri, pur vincendo il campionato nel 2007 da comprimario.

Tornato in Italia, veste la maglia della : a Genova trascorre i suoi anni migliori, fornendo 42 assist e segnando 41 reti in 115 sfide tra campionato, Coppa Italia, Coppa UEFA/Europa League e Champions League. Alla Samp forma un'ottima coppia offensiva con l'attaccante Giampaolo Pazzini, tanto che i due sono paragonati ai gemelli del gol della squadra blucerchiata degli anni novanta, Roberto Mancini e Gianluca Vialli. Al termine della stagione 2009-2010, Cassano e Pazzini contribuiscono in modo decisivo a riportare la Sampdoria in UEFA Champions League dopo diversi anni. Negli anni seguenti Cassano vive momenti altalenanti, vestendo le maglie prima del , dove vince lo scudetto 2011 e un'altra Supercoppa italiana, e poi dell', dimostrando sempre ottime qualità da assist-man. Dopo un biennio col , dove si esprime a buoni livelli, chiude la carriera alla Sampdoria nel 2017 (escludendo la breve parentesi senza minuti giocati al Verona nel 2018).

Nel 2003 esordisce nella nazionale italiana, con la quale partecipa a tre campionati d'Europa (2004, 2008 e 2012) e al campionato del mondo 2014. È il miglior marcatore dell'Italia ai campionati europei con 3 gol complessivi, a pari merito con Mario Balotelli.

Biografia È originario del quartiere popolare di Bari Vecchia. Quando il futuro giocatore è ancora molto giovane, il padre abbandona lui e sua madre, la quale aveva deciso di chiamarlo Antonio in onore di sant'Antonio di Padova, città nella quale aveva pregato il santo per la nascita di un figlio dopo molti aborti. Cresciuto in una realtà complicata, Cassano da un certo momento in poi non va più a scuola, stringendo anche amicizie negli ambienti della malavita locale.

Nel 2010 ha sposato, con matrimonio misto in quanto ateo,A differenza dalla moglie, Cassano, anche se è battezzato e ha fatto la prima comunione, non ha mai praticato la fede religiosa. Nella sua autobiografia dichiara: «Io non sono credente ma anche se non credo in Dio rispetto chi ci crede. In chiesa non ci sono mai andato, ma ho portato a lungo al collo un'immagine di padre Pio. Non penso che ci sia contraddizione», cfr. la pallanuotista Carolina Marcialis, all'epoca in forza al Nervi; la coppia ha due figli: Christopher, nato nel 2011, e Lionel, nato nel 2013 e chiamato così in onore del fuoriclasse argentino Lionel Messi, di cui Cassano è un grande ammiratore; al 2023-2024 i figli di Cassano giocano entrambi nell’Academy dell’Entella.

Nel 2008 ha pubblicato la sua autobiografia, Dico tutto, scritta con l'amico Pierluigi Pardo, giornalista e telecronista sportivo.

È uno dei personaggi della serie Sky dedicata a Francesco Totti Speravo de morì prima, dove è interpretato da Gabriel Montesi; tuttavia Cassano si è dichiarato molto insoddisfatto dell'interpretazione di Montesi, criticando l'imitazione del dialetto barese da parte dell'attore romano e la non veridicità degli eventi narrati.

Caratteristiche tecniche Attaccante forte fisicamente, era capace di giocare in qualsiasi ruolo dell'attacco, a partire dalla posizione di trequartista, fino ad arrivare a quella di ala sinistra, seconda punta e alla posizione di centravanti. Cassano era dotato anche di un eccellente controllo di palla, anche in velocità e negli spazi stretti.

Dotato di un'ottima tecnica individuale, risultava essere molto abile nel dribbling e nei calci piazzati. Era anche molto abile nel servire assist ai compagni con precisi passaggi filtranti o con giocate dettate da pura fantasia. Egli stesso ha infatti più volte affermato di preferire l'assist al gol.

Carriera Giocatore Club Bari

Iniziò a tirare i primi calci a un pallone nella Pro Inter, società giovanile della periferia barese, nel quartiere Carbonara. Nel 1995, a 12 anni, fece un provino per il , chiamato dall'allora direttore sportivo dei pugliesi Pantaleo Corvino, che però ebbe esito negativo. Dopo due provini con l' e uno con il con esito negativo, il giocatore fu notato proprio dagli osservatori del e ben presto indossò la maglia della squadra Primavera della società pugliese. L'allenatore della prima squadra Eugenio Fascetti notò il suo talento e decise di farlo esordire in Serie A l'11 dicembre 1999, a 17 anni, in un derby in casa del , perso dal Bari per 1-0.

Nella giornata di campionato seguente Fascetti lo schierò per la prima volta titolare, nella gara al San Nicola contro l'Inter, dove realizzò all'88' la sua prima marcatura in Serie A, sancendo la vittoria della sua squadra per 2-1 con un'azione personale rimasta nella storia del calcio italiano.

Cassano chiuse la prima stagione al Bari con 21 presenze e 3 reti e in quella seguente disputò 27 partite segnando ancora 3 gol, restando tra i giocatori più popolari per la tifoseria barese.

Roma Nel marzo 2001 il presidente della Franco Sensi ufficializzò l'acquisto di Cassano, che nella successiva estate passò a vestire la maglia della squadra giallorossa neocampione d'Italia per un importo di 60 miliardi di lire (50 miliardi in contanti più la comproprietà di Gaetano D'Agostino); ad averlo fortemente desiderato era l'allenatore Fabio Capello, che lo aveva già notato nel campionato precedente quando aveva realizzato all'Olimpico il goal del momentaneo pareggio del Bari nel match vinto 3-1 dai capitolini.

Nella prima stagione in maglia giallorossa Cassano vince la Supercoppa Italiana contro la (3-0) ed esordisce in UEFA Champions League l'11 settembre 2001 in occasione di Roma- 1-2; in campionato trova spazio soprattutto nel girone di ritorno firmando il 5 maggio 2002 la rete della vittoria giallorossa a Torino contro i granata con la quale la Roma chiude al secondo posto nel giorno dell'incredibile sconfitta dell'Inter contro la Lazio che consegna lo scudetto alla Juventus.

Nella stagione 2002-2003 sigla il suo primo goal nella massima competizione europea regalando la vittoria alla Roma sul campo del Genk il 2 ottobre 2002. È decisivo anche per il pareggio nel derby dell'8 marzo 2002 con un gol di testa allo scadere e nel match di Champions League contro l'Arsenal ad Highbury segnando il goal del pareggio con la Roma ridotta in 10 per l'espulsione di Francesco Totti, ma finisce anche per essere protagonista in negativo nella finale di Coppa Italia persa contro il : nella gara di ritorno a San Siro, con i giallorossi impegnati in una difficile rimonta, si fa espellere dall'arbitro Roberto Rosetti, mimando poi contro di lui il gesto delle corna.

Nella sua terza stagione romanista Capello lo rende titolare inamovibile al fianco di Totti e insieme i due trascinano la Roma in un duello-scudetto contro il Milan che si risolve a favore dei rossoneri, vittoriosi nello scontro diretto a tre giornate dal termine. L'8 febbraio 2004 realizza all'Olimpico una doppietta nella storica vittoria per 4-0 sulla , suggellando la sua esultanza con un calcio alla bandierina del corner, spezzandola, dopo essersi sfilato la maglia. Poche settimane dopo segna la sua prima e unica tripletta con la maglia giallorossa, nella vittoria per 6-0 sul .

Cassano formò con Totti una coppia d’attacco formidabile, capace di giocate di grande qualità e di un’elevata intesa: nella sola stagione 2003-2004 i due realizzarono complessivamente 34 reti e, dal 2001 al 2006, 146 marcature complessive.

Cassano ha vinto, a livello individuale nel suo periodo alla Roma, per due volte il premio di Migliore calciatore giovane dell'Associazione Italiana Calciatori, nel 2001 e nel 2003.

Il rapporto con la dirigenza giallorossa, nel frattempo presa in mano dalla figlia di Franco Sensi, Rosella, iniziò a logorarsi quando Cassano, in scadenza di contratto, rifiutò una prima proposta di rinnovo di contratto a 3,2 milioni di euro annui. Dopo l'addio di Capello la Roma vive un'annata travagliata, con 4 cambi di allenatore, e tutti i tecnici puntualmente entrano in rotta di collisione con un Cassano sempre più difficile da gestire. Sul finire di campionato il traghettatore Bruno Conti, storica bandiera giallorossa, riesce a condurre la squadra alla salvezza raggiunta aritmeticamente grazie al goal decisivo di Cassano a Bergamo contro l'Atalanta nella penultima giornata.

L'arrivo di Luciano Spalletti in panchina nell'estate 2005 segna la fine della sua esperienza giallorossa: già a luglio il nuovo allenatore gli toglie il grado di vicecapitano e, ormai ai ferri corti con dirigenza e tifoseria, Cassano finisce di fatto fuori rosa per diverse settimane. Il 12 dicembre 2005 segna il suo ultimo gol con la maglia della Roma, nella sconfitta casalinga contro il Palermo. Nella finestra invernale di mercato Spalletti, in sintonia con la società, opta per la sua cessione.

Real Madrid Il 4 gennaio 2006, dopo una lunga trattativa e continue voci di mercato che lo accostavano a Juventus e Inter, fu acquistato dal Real Madrid per 5 milioni di euro.

Essendo Cassano in sovrappeso, fu soprannominato el gordito ("il grassottello"), mentre il compagno di squadra Ronaldo, anch'egli in sovrappeso, era soprannominato el gordo ("il grasso"). Avendo giocato pochissimo nella prima parte della stagione con la Roma, Cassano si sottopose a una dura serie di allenamenti e una dieta ferrea per presentarsi all'allenatore madridista López Caro in una forma fisica accettabile. In Spagna, a causa dell'eccessivo peso corporeo e anche degli atteggiamenti irriverenti, fu parodiato con successo da un popolare comico televisivo, Carlos Latre.

Esordì con la maglia del Real Madrid il 18 gennaio 2006 in un incontro di Coppa del Re contro il , entrando a metà della ripresa e segnando il gol della vittoria dopo appena tre minuti dal suo ingresso. Da lì in poi, però, l'allenatore del Real Madrid gli preferì spesso altri giocatori, sicché Cassano scese in campo in altre 16 partite, di cui solo 4 da titolare (3 in campionato e una in Coppa del Re).

Durante l'estate 2006, con l'arrivo sulla panchina dei blancos del suo ex allenatore Fabio Capello, Cassano migliorò la forma fisica e mostrò buone prestazioni, tanto da riguadagnare un posto nella nazionale guidata da Roberto Donadoni (che aveva sostituito Marcello Lippi), che, dopo la vittoria del , preparava la qualificazione a campionato europeo 2008. A causa di ulteriori screzi con Capello, tuttavia, Cassano fu estromesso dalla rosa del Real Madrid già alla fine di ottobre 2006, salvo poi essere reintegrato nel febbraio 2007.

Con il Real Madrid Cassano vinse il campionato spagnolo 2006-2007, nel quale disputò appena 7 partite, segnando un gol.

Sampdoria

Il 13 agosto 2007 fu prelevato dalla in prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a 5,5 milioni di euro; la Sampdoria pagò 1,2 milioni di stipendio al calciatore, mentre i restanti 3 milioni furono versati dal Real Madrid.