Biografia Al momento dello smembramento dell'esercito italiano a seguito dell'8 settembre 1943 (Armistizio di Cassibile) Bosi è sottotenente di complemento aggregato al primo Reggimento fanteria della Brigata "Re". Bosi è uno dei primi organizzatori della Resistenza friulana, dove, sulle alture contornanti il corso del Tagliamento, operava la Brigata Garibaldi Tagliamento, brigata di cui Bosi prese il comando per un certo periodo.

Nell'autunno-inverno del 1944, nelle zone in cui interveniva la formazione partigiana di Bosi, fu sferrata una durissima offensiva da parte dei nazifascisti, a cui era aggregato anche il battaglione Valanga della Xª MAS. Nei dintorni di Tramonti di Sotto (Pordenone), la brigata di Bosi esaurì le munizioni e Giannino Bosi, piuttosto che cadere nelle mani dei nazifascisti, riservò l'ultimo proiettile a disposizione per se stessoVicenda ricordata nella motivazione della Medaglia d'Oro assegnatagli postuma. La stessa scelta fu fatta dalla giovane conosciuta col nome di battaglia "Paola", Jole De Cillia, compagna di Bosi, decorata alla memoria con la medaglia d'argento al valor militare.

Il battaglione Valanga il giorno dopo la cattura fucilò 10 combattenti della Brigata dietro il cimitero di Tramonti di Sotto.

Il comandante partigiano riposa nel cimitero di Piacenza, dove la cittadinanza ha fatto scolpire un piccolo monumento; a Piacenza è anche intitolata a Bosi una sezione dei DS.

Onorificenze

Note

Bibliografia Alberto Buvoli, Il partigiano "Battisti". Giannino Bosi Medaglia d'Oro della Resistenza friulana, Padova, il Poligrafo, 1995.

Voci correlate La Brigata Proletaria Jole De Cillia

Collegamenti esterni

Bosi, Giannino Bosi, Giannino Bosi, Giannino Categoria:Sepolti nel cimitero di Piacenza