Il 185º Reggimento paracadutisti Ricognizione ed Acquisizione Obiettivi "Folgore" (abbreviato in 185º RRAO) è un reparto dell'Esercito Italiano, dal 2018 inserito nelle forze speciali, composto da personale specificatamente selezionato e formato, particolarmente addestrato ed equipaggiato per condurre l’intero spettro dei compiti tipici delle “Operazioni Speciali”, particolarmente specializzato nella condotta di Ricognizioni speciali e Operazioni di guida terminale del fuoco.

Inoltre il 185º reggimento ha una “vocazione” spiccatamente intelligence ed è specializzato nelle azioni dirette che prevedono l’ingaggio di obiettivi “a distanza” (ovvero con modalità “stand-off”) sfruttando l’armamento in dotazione e tutte le piattaforme di fuoco terrestri, aeree e navali. Il “RRAO” opera normalmente infiltrando distaccamenti operativi equipaggiati e addestrati per operare “oltre le linee nemiche”, a grande distanza dalle forze amiche ed in completo isolamento tattico.

La componente operativa del reggimento è costituita da ufficiali, sottufficiali, graduati e volontari in servizio permanente o in ferma prefissata, addestrati e selezionati mediante un iter formativo della durata di circa due anni, che culmina nell’attribuzione del brevetto di "Acquisitore Obiettivi" (COM.FO.S.E), con dipendenza operativa dal Comando interforze per le operazioni delle forze speciali, ed è di stanza a Livorno.

Storia

Origini

Il 185º Reggimento paracadutisti RAO “Folgore”, trae le sue origini dal 1º Reggimento fanteria paracadutisti, inserito nella 1ª Divisione paracadutisti “Folgore”, che alla fine del luglio 1942 nell’ambito di una riorganizzazione delle unità, cedette il III battaglione che unito all'XI, costituì il 185º Reggimento fanteria paracadutisti “Folgore”. Allorquando la divisione fu aerotrasportata in Nord Africa, il 185º rgt. fu trattenuto in Italia quale nucleo iniziale per costituire in novembre la 184ª Divisione paracadutisti "Nembo".

Nell'aprile 1943, il 185º reggimento fu distaccato dalla divisione “Nembo” per essere prima inviato sul Carso e in agosto in Sicilia, per fronteggiare lo sbarco degli alleati sull’isola. Successivamente, ricevette l’ordine di ripiegare in Calabria, dove dal 3 settembre fu impiegato in combattimenti contro i britannici.

Lo Squadrone "F"

L’armistizio dell’8 settembre 1943 generò un disorientamento generale che si ripercosse anche sul reggimento e in particolare sui tre battaglioni che operavano in maniera autonoma. Una parte del III Battaglione, guidata dal capitano Sala, si unì alle forze tedesche. Invece il Cap. Carlo Francesco Gay, comandante della 9ª compagnia del III battaglione e altri paracadutisti, decisero di staccarsi dal grosso del battaglione per rispettare le clausole armistiziali. Mentre il grosso dell'XI Battaglione costituì il 185º Reparto autonomo arditi paracadutisti "Nembo", confluendo nell'Esercito cobelligerante, l’aliquota di paracadutisti guidati dal Capitano Gay entrò a far parte nel XIII corpo d’armata britannico, costituendo il nucleo iniziale nel cosiddetto 1º Reparto speciale autonomo. Nel gennaio 1944, il reparto al comando del Cap. Gay, si trasformò in 1º Squadrone da ricognizione "Folgore", meglio conosciuto come “Squadrone F” oppure “F Recce Squadron”. Lo Squadrone F fu impiegato in ruoli d’avanguardia, svolgendo attività di pattuglia oltre le linee nemiche, con compiti di ricognizione, osservazione e raccolta d’informazioni nonché colpi di mano contro obiettivi sensibili, allo scopo di favorire l’avanzata delle forze alleate da sud a nord, per la liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca. Il primo teatro operativo, furono le montagne abruzzesi della Majella. seguirono impieghi nel centro Italia e in Toscana. Il 2 settembre 1944, in uno scontro in località Monte Pomponi (AR), caddero eroicamente il Ten. Eldo Capanna ed il Serg. Otello Boccherini, entrambi decorati di medaglia d’oro al valore militare alla memoria. Nel mese di marzo del 1945, lo Squadrone F, fu chiamato ad assolvere un ultimo impegnativo compito, che ne determinò il passaggio alla storia del paracadutismo militare italiano: l’Operazione Herring.

Lo Squadrone F, rinforzato con circa 100 paracadutisti volontari scelti del reggimento paracadutisti “Nembo”, il 20 aprile 1945, dall’aeroporto di Rosignano (LI), 226 paracadutisti italiani s’imbarcò su velivoli statunitensi mod. C47 Douglas. L’aviolancio, già ad elevato rischio, risultò oltremodo arduo in considerazione della forte contraerea nemica. Dopo l’aviolancio gli scontri furono intensi ed aspri, con diversi caduti. Il lancio di guerra rappresentò l’apice e nello stesso tempo la conclusione dell’epopea dello Squadrone che fu sciolto qualche mese più tardi.

Dopoguerra Nel dopoguerra le tradizioni del reggimento furono mantenute dal 1957 dal Battaglione addestramento paracadutisti della Scuola Militare di Paracadutismo, dal 1975 denominato 3º Battaglione paracadutisti "Poggio Rusco", sempre inquadrato fino al 1996 nella SMIPAR con sede a Pisa, da quella data a Scandicci e quindi disciolto nel 1998.

Il 3 aprile del 2000, nel quadro della riorganizzazione delle unità dell’Esercito, fu costituito il 185º Reggimento Artiglieria Terrestre (Paracadutisti Acquisizione Obiettivi) "Folgore" dalla riconfigurazione del 185º Reggimento artiglieria paracadutisti “Folgore”, della Brigata Folgore (Livorno), raccogliendo anche l’eredità del disciolto 13º Gruppo Acquisizione Obiettivi "Aquileia" (GRACO) di cui assunse il motto “Videre nec videri” (vedere senza essere visti). Nel 2002 il reggimento venne inserito nel bacino delle forze per operazioni speciali (FOS) dell’Esercito e nel 2004 assunse la denominazione di 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi “Folgore” (RAO).

La ricostituzione Il 21 giugno 2013, nell’ambito del programma di potenziamento della Brigata paracadutisti, fu ricostituito il 185º Reggimento artiglieria paracadutisti "Folgore", con sede a Bracciano (RM), riprendendo la bandiera di guerra fino ad allora custodita dal 185º rgt. RAO. Contestualmente al 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore" viene assegnata la Bandiera di Guerra un tempo appartenuta al 185º Reggimento fanteria paracadutisti "Folgore".

Con la ristrutturazione delle Forze Armate italiane, nel 2014 il 185° RRAO, così come il 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin", è uscito dalla Brigata paracadutisti "Folgore" per entrare nel nuovo COM.FO.S.E ,comando a livello Brigata, responsabile di garantire la necessaria unitarietà all'addestramento, all'approntamento, allo sviluppo procedurale nonché all'acquisizione dei materiali per il comparto Forze Speciali dell'Esercito.

Il 21 giugno 2015 il Reggimento ha ricevuto come fregio da basco, lo stemma dello Squadrone da ricognizione Folgore (Squadrone F).

L'inserimento nelle forze speciali italiane di primo livello (TIER-1) viene validato nell'ottobre 2018 con l'esercitazione "Notte scura 2018", con dipendenza operativa dal Comando interforze per le operazioni delle forze speciali.

I simboli del reggimento

Lo stemma araldico Uno dei simboli del reggimento è lo stemma:

Il fregio Il fregio del copricapo è stato assegnato al reparto il 19 giugno 2015. Gli acquisitori cambiarono il fregio metallico da basco che riproduce quello appartenuto, durante il secondo conflitto mondiale, allo squadrone da ricognizione folgore (Squadrone F).

Il distintivo di reparto Il distintivo, in metallo brunito su pendente in cuoio, è di forma ovale con bordo in rilievo riportante la denominazione del reparto. Rappresenta una calotta di paracadute con fascio funicolare parzialmente visibile (simbolo di specialità); caricato da un gladio posto in palo con la punta all’ingiù al pipistrello dal volo abbassato (presupposto operativo in ambiente notturno); a sua volta caricato da una rosa dei venti, al globo terrestre poggiante sulla diramazione, delle marre dell’ancora (impiego in qualsiasi regione terrestre e scenario operativo, compreso quello anfibio). Sulla punta dell’ovale una lista bifida svolazzante con la scritta in lettere maiuscole VIDERE NEC VIDERI (vedere senza essere visti).

Le mostrine Le mostrine metalliche da bavero dell’arma di fanteria con il gladio, il paracadute e l’ala delle aviotruppe. Il colore azzurro richiama la specialità paracadutista.

Il pugnale Herring Il pugnale storico del reggimento, che il personale indossa in occasione delle cerimonie principali, riproduce il pugnale fornito in dotazione ai paracadutisti dello Squadrone F, da parte dei militari inglesi durante la seconda guerra mondiale. In considerazione dell’impiego a cui era destinato lo squadrone, il personale ricevette da parte dei commando britannici specifico addestramento all’aviolancio, all’uso degli esplosivi, alle tecniche di combattimento non convenzionali. I paracadutisti ricevettero equipaggiamento, materiali e armamento, tra cui il “commando dagger” (modello Fairbairn), già in dotazione ai reparti speciali inglesi dell’epoca.

La Bandiera di guerra La bandiera di guerra del 185° RRAO è appartenuta originariamente al 1º Reggimento fanteria paracadutisti costituito a Tarquinia nel 1941 e subito dopo rinumerato come 185º Reggimento paracadutisti. Al termine del secondo conflitto mondiale il reggimento fu sciolto e la bandiera riposta presso il sacrario delle bandiere del Vittoriano in Roma.

Tuttavia, alcuni anni dopo, precisamente nel 1963, allorquando fu costituita la Brigata paracadutisti Folgore, fu ricostituito il 1º Reggimento paracadutisti erede dell’omonimo reggimento costituito a Tarquinia e ne ricevette la relativa bandiera di guerra. Per effetto delle successive riorganizzazioni delle unità dell’Esercito, il reggimento venne nuovamente sciolto nel 1975 cedendo la bandiera di guerra al 3º Battaglione paracadutisti "Poggio Rusco" inquadrato in seno all’allora Scuola militare di paracadutismo (SMIPAR), con sede a Pisa. Trasferito a Scandicci (FI) nel 1996, il “Poggio Rusco” fu poi sciolto nel 1998 e la bandiera di guerra venne nuovamente riposta presso il sacrario delle bandiere.

Nel 2013, la bandiera di guerra del 185º Reggimento fanteria paracadutisti "Folgore" venne assegnata al 185º Rgt. RAO che cedette la propria al ricostituito 185º Reggimento artiglieria paracadutisti della Brigata Folgore con sede in Bracciano (RM). Nel 2018 il Capo dello Stato ha conferito la decorazione di cavaliere dell’ordine militare d’Italia alla bandiera di guerra del 185° RRAO per il coraggio e la professionalità dimostrata in oltre un decennio di operazioni militari all’estero.

Il brevetto da acquisitore Nel febbraio 2020 lo SME ha autorizzato un nuovo brevetto per gli operatori del RAO, Acquisitore obiettivi: il nuovo brevetto contiene i simboli stilizzati della specializzazione: le ali di pipistrello, che da sempre evocano la capacità di vedere e operare di notte, la lettera F che richiama il fregio dei paracadutisti dello Squadrone F, quello dell'operazione Herring, inserita nei punti cardinali. In alto, gladio e paracadute ad ala stilizzati.

Struttura La struttura organizzativa del 185º reggimento Ricognizione ed Acquisizione Obiettivi (RRAO) è composta da: Comando di Reggimento Compagnia Comando e Supporto Logistico 3º Battaglione Acquisitori “Poggio Rusco” Battaglione Addestrativo e di Supporto Operativo (ASO)

Operazioni note Di seguito alcune delle Operazioni fuori area note che hanno interessato o continuano ad interessare il personale appartenente al 185° RRAO. Bosnia-Erzegovina, 2002: un Distaccamento Acquisizione Obiettivi (DAO) con capacità di Forward Air Controller è attivato presso la missione SFOR e posto sotto il comando della Divisione Multinazionale Sud-Est "Salamandre".