Biografia Origini e formazione Sclavi nasce a Broni, in provincia di Pavia, il 3 aprile 1953, figlio d'un segretario comunale e di un'insegnante. A causa del lavoro del padre, trascorre l'infanzia e la prima giovinezza presso svariati comuni del pavese, principalmente Stradella, Canneto Pavese e Certosa di Pavia.

«Sono cresciuto in un paesino dove quando passava una macchina tutti si fermavano a guardarla, perché non succedeva mai niente. Fino a quattordici anni ho vissuto in un paesino [...] quando passavano le macchine si fermavano! La gente si fermava e tutti i ragazzini guardavano le macchine: le “1100”, cioè passava una 1100...! E allora mi fa paura, anche questa ripetizione, questa... non so, mio papà era impiegato, era segretario comunale... mi fa paura anche la burocrazia, mi fa paura la ripetizione delle cose, la noia, il non senso, poi in realtà ci sono tantissime altre cose! Più che l'ignoto mi fa paura l'ignoranza! Però, vabbe’ questo l'hanno detto altri prima di me, molto meglio!»

Appassionato lettore già da bambino, Sclavi afferma di aver letto l'intera produzione di Edgar Allan Poe tra i sei e i sette anni e che sin da bambino gli piacevano le storie che facevano paura oltre ai film: «si può dire che io sia nato al cinema: fin dai primi mesi, mia madre, grande appassionata, mi portava sempre al cinema». Col tempo ha sviluppato una preferenza per l’horror e la fantascienza. Incomincia a scrivere quando è ancora molto giovane, spinto dal desiderio di imitare le cose che gli piacevano.

«Mi piacevano i western e in seconda media ho scritto un “romanzo” western. Poi ero fanatico di 007, avevo letto tutti i libri di Fleming e ne volevo ancora, così me ne sono scritto uno da solo.»

Alle scuole medie vince un concorso di scrittura con una serie di racconti intitolata Storie Storte. Frequenta poi il liceo classico a Pavia, quando, grazie al suo professore di italiano, pubblica un racconto dal titolo Lettere bianche in una rivista scolastica che curava e che, dopo aver letto tutto quello che lo studente scriveva, fu tra i primi a credere nelle sue capacità di scrittore.

Anni 1970 e le prime opere Finito il liceo classico si iscrive all'università alla Facoltà di Lettere e Filosofia, corso in Lettere moderne, ma dopo aver dato pochi esami si ritira perché: «già lavoravo, intendo pagato, e di studiare non avevo più voglia. Ho dato tre o quattro esami, e ho smesso definitivamente quando sono stato assunto dall'"Editoriale Corriere della Sera" (...), come redattore al "Corriere dei ragazzi". Con grande dolore di mia madre, non ho preso mai una laurea.» Si trasferisce poi a Milano su suggerimento di Mino Milani.

Grazie all'interessamento di Grazia Nidasio, che lo presenta a Mino Milani, inizia a collaborare con il Messaggero dei Ragazzi (1971), scrivendo articoli e racconti firmandosi a volte con lo pseudonimo di Francesco Argento, in omaggio a Guccini e al regista Dario, i quali entrambi saranno suoi colleghi al Corriere dei Piccoli dove pubblica racconti e fumetti.

Nel 1972 conosce Raffaele Crovi, grazie a Mino Milani, che successivamente diverrà prima agente e poi editore dei romanzi e dei racconti di Sclavi. Nel 1973 pubblica una serie di racconti polizieschi su Il Corriere dei Ragazzi firmandoli con lo pseudonimo di Francesco Argento. I racconti scritti per il Corriere dei Piccoli vengono poi raccolti in volume, con il titolo I misteri di Mystère, dall'Editore Bietti, nel 1974 e poi dalla Mondadori e incentrato su un personaggio, Jacques Mystère, che pochi anni dopo ispirerà il nome di un altro, Martin Mystère, creato dal collega Alfredo Castelli nel 1982.

Nel 1974 pubblica il suo primo romanzo breve, Film, dove si cerca di unire il genere horror splatter al grottesco, per l'editore Il Formichiere e l'opera vince il Premio Scanno. Nello stesso anno entra nella redazione del Corriere dei Ragazzi come curatore della rubrica Sottosopra e dove conosce Alfredo Castelli, con cui collaborerà come ghost writer per la serie a fumetti Gli Aristocratici, sceneggiandone molti episodi per poi incominciare a creare personaggi suoi come Altai & Jonson disegnati da Giorgio Cavazzano. Nella prefazione alla nuova edizione del 2001 della prima serie di Sclavi, Castelli dice di lui: «Ho conosciuto Tiziano Sclavi all’inizio degli anni Settanta, quando, giovanissimo, cominciò a frequentare le mostre di fumetti… era di una bravura sorprendente». Nello stesso periodo inizia la collaborazione con la Rai grazie alla mediazione di Crovi e, insieme a Bianca Pitzorno, scrive i testi di Gioco-città. Collabora anche con altre testate del gruppo del Corriere della sera e su una rivista femminile, Amica, tiene una rubrica umoristica e su Salve fa il critico cinematografico.

Nel 1975, pubblica ancora come Francesco Argento un romanzo giallo intitolato Un sogno di sangue . Nello stesso periodo scrive anche Tre e Mostri, che saranno pubblicati solo dieci anni più tardi, nonostante Natalia Ginzburg lo avesse segnalato alla Einaudi.

Diventa giornalista professionista dal 1976.

Quando nel 1977 il Corriere dei Ragazzi chiude, inizia a collaborare con Il Corriere dei Piccoli, creando serie a fumetti per ragazzi, come Allister e Miki e Fantòm oltre a Sam Peck, Johnny Bassotto, Il Cavallino Michele, La guerra nell'aria e Le pagine della Befana. Sul Messaggero dei Ragazzi pubblica Silas Finn, serie western disegnata da Cavazzano, che verrà pubblicata anche in Germania; su Alter pubblica Devoluzione e su SuperGulp! Steve Vandam. Nel 1978 pubblica la prima versione di Apocalisse, allora intitolata Guerre terrestri (ambientato nella cittadina di Buffalora che verrà successivamente ripresa in Dellamorte Dellamore), edita da Rusconi.

Anni ottanta: Dylan Dog e la fama

Quando il Corriere della Sera passò alla Rizzoli Editore, volendo cambiare ambiente anche per via dello scandalo della P2, Sclavi si propose alla Bonelli come redattore e, nel 1981, venne assunto, in qualità di correttore di bozze e di sceneggiatore di fumetti lavorando a serie di personaggi come Zagor, Mister No e Ken Parker e creandone di propri. Fra i primi lavori scrive due sceneggiature per Ken Parker (il n.35 Il sentiero dei giganti e il n.41 Alcune signore di piccola virtù, entrambe su soggetto di Giancarlo Berardi) e poi passa stabilmente su Zagor, dove prende il posto dell'ideatore del personaggio, Guido Nolitta. Il riscontro positivo delle prime prove convince l'editore ad affidargli la sceneggiatura di un albo importante, il n. 200 della seriein queste prime storie non compare l'attribuzione esplicita a Sclavi, che verrà aggiunta nelle ristampe, diventandone poi anche il curatore e realizzandone le storie fino al 1988numeri dal 275 al 280 e, oltre a risultare una delle storie più lunghe mai pubblicate dalla Bonelli, è anche una delle più famose del personaggio. Ritorna a scrivere per Zagor nello speciale annuale fuori serie dedicato a Cico, spalla messicana di Zagor, intitolata Horror Cico del 1990. Dal 1982 scrive anche per Mister No scrivendone per due anni la maggior parte delle sceneggiature caratterizzate da una contaminazione con il genere horror(come esempio si veda "Ananga" (numeri dal 90 al 92) e "Il fantasma dell'opera" (numero 97).

Nel 1984 gli viene proposto di dirigere la Bonelli-Dargaud (una casa editrice metà italiana e metà francese). Insieme a Federico Maggioni in veste di art director, dirige l'edizione italiana della rivista francese Pilot che negli intenti della casa editrice doveva affiancare la prestigiosa Orient Express, da poco passata alla Bonelli, che voleva affiancare al fumetto popolare quello autoriale e che verrà chiusa nel 1985 dopo aver pubblicato quindici numeri. A seguito del mancato successo di questa esperienza, l'editore decise di tornare a occuparsi di fumetti tradizionali.

Il primo personaggio creato per Bonelli è Kerry il trapper, del 1983, una serie di genere western con contaminazioni horror pubblicata in appendice al Comandante Mark fino al 1985; che rappresenta per alcuni una prova generale per il successivo personaggio di Dylan Dog, in quanto Sclavi vi sperimenta le varie sfaccettature del genere horror. La nuova serie, Dyan Dog, esordisce nel 1986 ed è apertamente una serie di genere horror di ambientazione contemporanea con venature ironiche grazie alla presenza di una spalla comica, Groucho, sosia di Groucho Marx. Nella prima proposta la serie avrebbe dovuto essere ambientata in America, ispirata al genere hard boiled e Dylan avrebbe dovuto essere un detective solitario, senza spalla comica. Si decise di ambientarlo a Londra discutendone con Bonelli perché in America, a New York, c’era già Martin Mystère e anche perché l’Inghilterra sembrava più adatta all’horror per via delle sue antiche tradizioni. Quanto alla scelta di Groucho, per non rendere la serie troppo incentrata sulle indagini, si decise di inserire una spalla comica. La gestazione del personaggio iniziò l'anno prima, quando, chiusa l'esperienza del fumetto d'autore europeo della Bonelli-Dargaud, Sergio Bonelli, proprietario della casa editrice, e Decio Canzio, direttore generale, decisero di tornare a occuparsi di fumetti tradizionali ed, eventualmente, di crearne di nuovi. Sclavi propose un fumetto horror, provvisoriamente chiamato Dylan Dog. Il personaggio protagonista fu realizzato graficamente da Claudio Villa, che lo disegnò con le sembianze di Rupert Everett; Sclavi racconta: «Quando ho inventato Dylan Dog, abbiamo chiamato un disegnatore che è Claudio Villa, e gli abbiamo detto fai delle prove. E lui ha fatto un personaggio che sembrava uno spagnolo, un ballerino spagnolo, […] e dico, no, non ci siamo, non ci siamo [...] Poi mi è venuto in mente, dico, guarda, ieri sera ho visto un film, che non c'entra assolutamente niente, Another Country - La scelta. […] Vai, vai al cinema, […] guarda il film, e tira giù quella faccia lì, che secondo me è una faccia interessante. Lui è andato al cinema, […] al buio ha fatto Rupert Everett. […] gli ho detto non farmelo così effeminato: un po' più "macho". Sebbene l'equivoco e l'ambiguità di Rupert Everett sia rimasta tutta in Dylan Dog».