Fu Primo Custode di Terra Santa degli Osservanti Riformati, Predicatore Generale e Lettore Generale di Teologia, Discreto Custodiale, Definitore Provinciale, Commissario Generale dei luoghi Santi, Prefetto Apostolico della Missione d'Egitto e della Missione de' Caldei. È stato dichiarato venerabile.
I primi quarant'anni di vita
Sui primi anni di vita del P. Diego sappiamo poco. Egli nacque nel villaggio di Sava, frazione del Comune di Baronissi in Provincia di Salerno, ed apparteneva alla famiglia Campanile,Padre Niccolò da Spinazzola - Cronaca, pag. 531. tuttora esistente.Nella frazione di Sava, nei secoli precedenti, c'era un luogo chiamato Casa Campanile, e sotto il titolo dell'Addolorata, sempre nella stessa frazione di Sava, esiste ancora la cappella gentilizia della famiglia Campanile, che ha come stemma un campanile d'argento a tre piani, con calotta semisferica sormontata dalla croce e da una bandierina triangolare a due punte, rivolte verso destra. Nella Chiesa del Convento della SS.ma Trinità il secondo altare a sinistra del transetto, dedicato a S.Francesco, con la bella e venerata statua lignea opera di Niccolò Fumo, era di juspatronato della famiglia Campanile, come si evince dallo stemma che sormonta l'altare. Sul pavimento davanti all'altare vi era infatti il sepolcro della famiglia, coperto da una pietra sepolcrale senza iscrizione, ma con lo stemma gentilizio di famiglia. Nel 1723 inoltre detta famiglia costruì a sue spese la balaustra di rari marmi commessi dell'altare maggiore, come dimostra lo stemma gentilizio scolpito sui pilastrini del cancello. Inoltre i Campanile furono gli unici della Valle dell'Irno che risultano iscritti tra i feudatari del regno di Napoli secondo la "nuova situazione" compilata nel 1669 per cura del viceré cardinale d'Aragona. Donato Antonio Campanile è intestatario del feudo della "Presa" di 5 tomole nel casale di Sava, di un altro feudo a Baiano, già dei Fullerio, altra famiglia nobile di Sava, estinta a metà Cinquecento [...]. Il dottor Diego Campanile risulta feudatario di una Starza situata nel luogo "dove si dice lo Pagano" in terra di Sava. Giacomo Campanile a sua volta possiede i feudi di Limosano e Monte di Mezzo in Terra di Lavoro. (Cf. D. Cosimato). Oltre lui ed il suo fratello P. Girolamo, altri tre membri della famiglia furono frati nel secolo XVII.Cf. Spinazzola, Cronaca, pag.531. Questi rampolli della famiglia Campanile sono: P. Diego Campanile da Sanseverino, iuniore, al secolo Giuseppe Campanile, figlio del dottor Giovangrazio e di Anna Barra. Nacque il 21 settembre 1629 e fu battezzato lo stesso giorno nella Chiesa parrocchiale di Sant'Agnese di Sava. Vestì l'abito francescano nel Convento di Santa Maria di Campagna il 31 maggio 1645 ed ivi professò lo stesso giorno dell'anno seguente. Fu Lettore di Filosofia nel convento della SS.ma Trinità di Baronissi dal 1652 al 1655 e di Teologia dal 1655 al 1672 con qualche interruzione. Fu guardiano nel patrio Convento della SS.ma Trinità nel 1662 e nel 1667. Nel Capitolo celebrato nel convento di S. Francesco di Castellammare di Stabia il 6 aprile 1668, fu eletto Definitore per il triennio 1668-71. L'ultima notizia di lui è del 24 maggio 1672, quando venne confermato Lettore di Teologia nel patrio convento. Era già morto il 29 giugno 1673. Cf. Libro I archiv., f. 127r segg.; Libro II archiv., f. 13v, 75r; P. Vincenzo Campanile, vestito il 17 gennaio 1645. Cf. Libro II archiv., f. 12v; F. Pasquale Campanile, laico, vestito il 16 maggio 1693 e morto l'11 settembre 1709. Cf. Libro II-bis archiv., pag. 40 seg., 278. Non conosciamo esattamente la data di nascita del P. Diego, ma si può dedurla dalla breve notizia del vecchio necrologio della Custodia di Terra Santa sul quale si poteva leggere: "1642 a dì 2 gen. R. P. Fr. Diego da S. Severino, olim guardiano del Monte Sion; essendo in Saida, morse d'anni 68 con tutti li sacramenti; è seppellito a Sidone, luogo ordinario". Essendo quindi morto a 68 anni, il 2 gennaio del 1642, dové nascere nel 1574.Non si può controllare l'esattezza di questa data per il fatto che i libri di battesimo della chiesa parrocchiale di Sava cominciano soltanto nel 1622. Dove e quando il P. Diego sia stato ricevuto all'abito ed alla professione, non è possibile saperlo perché i libri custodiali delle vestizioni e professioni furono probabilmente perduti. Per lo stesso motivo si deve lasciare senza risposta la domanda se dalla madre Osservanza sia passato alla figlia Riforma, come spesso accadeva in quei tempi. Di certo si sa soltanto che il Convento della SS.ma Trinità, passò dagli Osservanti ai Riformati di Principato nel 1594.Cf. Spinazzola, Cronaca, pag. 525. Egli quindi non contava che venti anni quando i primi Riformati vennero ad abitare nel suo paese, e forse allora ebbe il primo impulso ad abbracciare la loro vita austera. Similmente è ignoto il luogo dei suoi studi e dei concorsi per ottenere i titoli di Predicatore Generale e di Lettore Generale di Teologia,Predicatore Generale è qualificato nella lista dei predicatori della Custodia Riformata di Principato dell'anno 1638, conservata nel Libro I archiviale, f. 15r. Per l'altro titolo abbiamo la testimonianza del P. Niccolò da Spinazzola, Cronaca, pag. 531: "Il P. Diego Campanile di S. Severino del casale di Sava, dottissimo Lettore Generale di Teologia". Cf. anche Verniero, Croniche, IV, pag. 14. Nel marzo del 1628 era già Lettore Giubilato di Teologia. Cf. Verniero, loc. cit., II, pag. 141. Infine il P. Francesco da Serino lo definisce "theologo consumato". Croniche, I, pag. 261. ma senza dubbio egli doveva essere già Lettore nel 1604, quando venne eretto in Napoli nel Convento della Trinità uno Studio Generale per i Riformati. Si può arrivare alla medesima conclusione partendo da una notizia del P. Verniero nelle sue Cronache di Terra Santa. Dal fatto che, secondo quest'autore,Croniche, II, pag. 142. il P. Diego nel marzo del 1628 aveva insegnato per 17 anni teologia - e certamente con qualche interruzione, come per esempio nel 1618, quando fu eletto primo presidente ed incaricato della fabbrica del convento di Bracigliano - dal fatto ancora che in quei tempi nessun Lettore di Teologia poteva ordinariamente insegnare tale materia se non dopo un periodo più o meno lungo di insegnamento filosofico, si può logicamente dedurre che il P. Diego fosse già Lettore verso i primi anni del Seicento.
L'attività fino alla nomina a Custode di Terra Santa
Così il P. Diego trascorse la sua vita fino a che comincia a farsi sporadicamente il suo nome nella Cronaca del P. Niccolò da Spinazzola. Infatti la prima volta lo si trova menzionato il 13 maggio 1613, quando fu eletto Discreto Custodiale (equivalente a Definitore Provinciale) nel Capitolo celebrato in tale data nel convento di S. Diego in Napoli.Cf. Spinazzola, Cronaca, pag. 583. In tale carica rimase fino al mese di novembre del 1615 Cf. Spinazzola, Cronaca, pag. 589. Durante questo triennio di consigliere della Custodia si parla di lui a proposito della fondazione del convento di S. Francesco di Serino.Il P. Diego vi interviene col P. Simone da Diano, stipulando in Serino l'istrumento di fondazione il giorno 8 febbraio 1615, a ciò delegato dal Custode P. Dionisio da Cilento con scrittura del 6 dello stesso mese ed anno. Del P. Diego - mandato ad insegnare Teologia nella Custodia Riformata di Basilicata nel 1615, come si legge in una nota marginale del P. Niccolò da SpinazzolaCronaca, pag. 590. Probabilmente il P. Diego partì per la Custodia di Basilicata dopo la celebrazione del Capitolo, avvenuta nel mese di novembre del 1615. - non si fa menzione nella fondazione del convento di S. Lorenzo di Salerno nel 1616,Cf. Spinazzola, Cronaca, pag. 79 seg., 52. bensì in quella del convento di S. Francesco di Bracigliano avvenuta il 7 dicembre 1618, in cui egli prese possesso della collina comprata per i frati dal Marchese di quel paese, e "fu eletto per Presidente di quello et tenne pensiero della fabrica".Spinazzola, Cronaca, pag. 598. Fino a quando si sia protratta la sua permanenza in Bracigliano, non è possibile determinarlo con precisione; certamente non oltre il 1621, in cui lo troviamo Lettore di Teologia in Castellammare di Stabia con nove studenti.
La nomina a Custode di Terra Santa
Il P. Diego, già insegnante di Teologia in Castellammare almeno dal 1621, esercitava lo stesso ufficio in quel convento nel 1628, quando nel mese di febbraio gli pervenne una lettera del portoghese P. Bernardino de Sena, Ministro Generale dell'Ordine (1625-1631), che in data 3 dello stesso mese gli ordinava "con ogni efficacia possibile" di portarsi a Roma per conferire con lui intorno ad "un negotio di molta importanza per lo servitio di Dio". Il motivo di tale chiamata non era specificato per cui egli, non sapendo se trattavasi di invito di predicazione o di scuola, era indeciso se portare o no i suoi scritti. Parimenti sibillina era un'altra lettera del medesimo, in data 22 febbraio, che lo sollecitava a venire e terminava: "Venghisene allegramente, e Nostro Signore l'accompagni con la sua santa gratia". Questa seconda lettera gli fu consegnata in S.Chiara in Napoli, quando era già in viaggio, come attesta il P. Verniero, allora confessore in quel monastero. A dire del sunnominato cronista di Terra santa, si ricorse a questo espediente per indurlo a venire a Roma, perché si temeva che - conosciuto lo scopo della sua urgente chiamata - col dovuto rispetto avrebbe certamente declinato l'invito per la sua ritrosia ad accettare cariche onorifiche. Chi abbia suggerito questo consiglio e proposto il suo nome al Rev.mo P. Generale il quale aveva trovato "difficoltà in tutti quei che gli furono nominati", non è nominato dal P. Verinero; ma non è improbabile che sia stato il P. Giovanni Battista Visco da Campagna, allora Segretario Generale e nell'anno seguente ascritto alla Custodia Riformata di Principato. Tutto questo, se non altro, dimostra che il P. Diego non ebbe parte nei maneggi, se pur ve ne furono,Lo negano il Verniero, Croniche, II, pag. 141 segg., ed il P. Francesco da Serino, Croniche, I, pag. 259 segg. Lo afferma il P. Golubovich in una nota all'opera citata del P. Francesco da Serino, I, pag. 259, nota I. per il mutamento del governo della Custodia di Terra Santa. Verso la fine di febbraio il Padre si imbarcò nel porto di Napoli e dopo 27 ore di prospero viaggio giunse a Roma, dove gli fu comunicata la sua nomina a 86º Custode di Terra Santa.Verniero, Croniche, II, pag. 142 seg. Forse la sua elezione fu illegale, ma è certo che il Padre Diego non brigò per essere assunto ad un posto onorifico sì, ma di grande importanza ed in un momento così delicato. Di ciò ne rende testimonianza lo stesso Pontefice Urbano VIII, il quale, al Supremo Moderatore dell'Ordine che glielo presentava, ebbe a dire: "Padre Generale, così vogliono essere gli huomini, che dovete mandare al governo di Terra Santa".Verniero, Croniche, II, pag. 142.