Biografia Formazione Pronipote di Giuseppe Melchiorre Sarto divenuto Papa Pio X,Pio X, Un Papa e il suo tempo, a cura di Giampaolo Romanato, Cinisello Balsamo, 1987, p. 13, dove si legge che la famiglia Sarto era originaria di Este. Mario nacque in una casa di via Roma a Codigoro il 13 ottobre 1885, da Luigi, impiegato di origini venete e da Irene Gallottini, codigorese imparentata con Francesco Telloli, fotografo e scultore dilettante.
Ottenuto il trasferimento a Ferrara come impiegato delle Poste e Telegrafi, nel 1891 Luigi si stabilì con tutta la famiglia nel capoluogo. Il figlio Mario rivelò fin da bambino predisposizione per l'arte e dopo le elementari venne iscritto alla scuola civica “Dosso Dossi”, che risulta frequentare già nel 1898. Suoi principali insegnanti furono lo scultore Luigi Legnani, docente di Plastica, Ernesto Maldarelli, ebanista ed insegnante di DisegnoUn artista ferrarese del legno, Ernesto Maldarelli (1850-1930), Ferrara, 1989, p. 19. e i pittori Giuseppe Ravegnani, Angelo Longanesi-Cattani e Angelo Diegoli, docenti di Figura.
Potendo contare su uno stipendio di sole "quattro lire e mezzo al giorno",L. Scardino, Fate la carità! Episodi di pubblica beneficenza e mecenatismo artistico della Provincia di Ferrara (1900-1920), in Terra di Provincia, Uomini, donne, memorie, figure, Ferrara, 2003. dal 1902 Luigi richiese contributi all'Amministrazione Provinciale per potere mantenere il figlio agli studi, ottenendoli anche dalla Camera di Commercio ferrarese.
Alla fine dell'anno scolastico 1901-1902, Mario si distinse nel corso di Decorazione, assieme a Teofilo Medici ed Enrico Giberti,Gazzetta Ferrarese, 17 luglio 1902. venendo premiato anche in quello 1904-1905.Gazzetta Ferrarese, 12 luglio 1905. Decidendo di perfezionarsi in Scultura, a vent'anni Mario si recò a Milano, superando il 4 novembre 1905 l'esame di ammissione alla prestigiosa Accademia di Brera, iscrivendosi al Terzo Corso Comune.Milano, Archivio Storico dell'Accademia di Brera, Registro d'iscrizione, I sez., anno 1905-1906, n. 139.
Si stabilì in una casa di viale di Porta Vigentina e frequentò le aule di plastica rette dal noto scultore Enrico Butti, del quale sembrò ricordarsi quando inserì sui sepolcri da lui scolpiti vivide scene di vita contadina.int. al., la tomba Besenzanica scolpita dal maestro lombardo nel cimitero monumentale di Milano; V. Vicario, Gli scultori italiani dal Neoclassicismo al Liberty, Lodi, 1994, p. 203. Vivere a Milano costava parecchio (le 100 lire annuali di sussidio concesse dalla Provincia di Ferrara probabilmente non potevano bastargli) e Sarto, pur ottenendo la promozione al Corso Speciale braidenseGazzetta Ferrarese, 20 luglio 1906. si vide costretto a ripiegare sulla più comoda ed economica Accademia di Bologna, dove si iscrisse a fine 1906, seguendo i corsi dello scultore Enrico Barberi, seguendoli per un paio d'anni, ottenendo nel 1908 il diploma in Scultura e nel luglio 1909 il diploma di professore di disegno.Gazzetta Ferrarese, 26 luglio 1909.
Per mantenersi agli studi aveva anche iniziato a lavorare, operando come direttore artistico nel laboratorio di scultura "Davide Venturi e figlio" di Bologna, particolarmente attivo nel settore funerario. Inoltre, si era fidanzato con Ione Diegoli, maestra elementare figlia del pittore Angelo Diegoli, che sposerà a Ferrara il 1º settembre 1909: il nuovo legame familiare risulterà importante anche per la sua carriera professionale, poiché grazie al matrimonio diventerà cognato dei fratelli Giacomo (architetto) e Giuseppe Diegoli (ingegnere), con i quali si troverà proficuamente a collaborare.
Produzione
Inizialmente Sarto si dedicherà a Ferrara ad opere di restauro: nel 1909, su incarico dell'associazione Ferrariae Decus, riprodusse in marmo un antico simbolo eucaristico per la facciata del monastero del Corpus Domini.A. P. Torresi, Biografie dei pittori-restauratori ferraresi dell'Ottocento, in Neo-estense. Pittura e Restauro a Ferrara nel XIX secolo, Ferrara, 1995, p. 100. Nel campo della riproduzione figurano numerosi busti marmorei e lastre in bassorilievo, spesso commissionate dal Comune di Ferrara per la Certosa cittadina. Continuò con una feconda attività nel cantiere cimiteriale, che lo vedrà artefice di varie effigi e ritratti marmorei a medaglione. I capolavori di Sarto nella Certosa ferrarese, in stretta collaborazione con i cognati progettisti (soprattutto Giacomo), sono le edicole sorte in un'area specifica del cimitero: gli elementi marmorei, cementizi e in ferro battuto realizzati dallo scultore, si integrarono perfettamente all'esuberanza decorativa dei prospetti che sembrano volere aggiornare l'eclettismo dell'età umbertina, caricandoli di un senso scenografico quasi ossessivo, ma con geometrismi di aggiornato stile Déco.Mario Sarto (1885-1955) Uno scultore codigorese tra Liberty e Novecento, a cura di L. Scardino, con foto di A. Samaritani, Liberty House, 2006, pp. 12-17. Sarto operò con monumenti funerari di pregio anche nella Certosa di Bondeno.
Più moderna la caratterizzazione espressiva, in sintonia con gli esempi novecentisti, con stilemi idealmente sospesi tra Francesco Messina ed Ercole Drei, che Sarto cominciò a manifestare negli anni successivi nelle opere per la Certosa di Bologna nei cui pressi aveva aperto un attrezzato laboratorio. Scultore-imprenditore oberato di commissioni, Sarto aggiornò abilmente il proprio linguaggio, superando le opere giovanili liberty e dedicandosi alla creazione di una statuaria commemorativa spesso collocata in piazze cittadine o edifici pubblici. In quel periodo di lavoro febbrile, Sarto assume un garzone dodicenne che nello studio imparò i primi rudimenti del disegno esecutivo e delle tecniche di fusione, rivelandosi subito un valido assistente, nonostante la giovanissima età: Vittorio Minarelli, destinato a diventare uno dei più importanti progettisti e imprenditori del motorismo mondiale. Tra i migliori monumenti di Sarto vi sono quelli in cui plasma iperrealistiche figure di fantaccini in bronzo, con mani callose reggenti bandiere, fucili, baionette, fasce di stoffa alle gambe non certo per tentare di proteggersi dal gelo delle trincee carsiche, virilmente armoniosi, nonostante i tragici disagi della guerra e il duro lavoro compiuto: ritmi plastici che associano il pieno Realismo ad una stilizzazione quasi simbolista. Oltre al Monumento ai Caduti di Sant'Agata Bolognese, inaugurato nel 1925,Cologna Ferrarese, Lo scultore e il marmo, 30 luglio 1925, p. 2. lo scultore realizzò un'esemplare epopea bellico-contadina nel Basso Ferrarese, eseguendo tra il 1922 e il 1924 soprattutto i Monumenti di Codigoro, Mezzogoro, Lagosanto, Guarda Ferrarese e Cologna.
Nella tarda attività di Sarto prese comunque il sopravvento l'arte sacra, già coltivata negli anni venti eseguendo la Colonna di San Francesco (alta 12 metri) e il battistero in S. Maria della Pietà a Bologna. Alcuni busti religiosi (Cristo, San Giovanni, un angelo) furono traslati in ceramica dal noto faentino Pietro Melandri, suo coetaneo.Sul rinomato ceramista cfr. Pietro Melandri 1885-1976, a cura di L. Stefanelli-Torossi, Roma, 1987. A questa produzione appartiene anche un busto in ceramica di “santa”, donato al Museo Civico d’Arte Moderna di Ferrara, forse collegabile alla Santa Rita eseguita per la chiesa di S. Maria detta dei Preti Poveri di Bologna e della quale le figlie conservavano ancora nel 2008 un bozzetto in terracotta.Vedi anche A. Caggiano, Nacque 100 anni fa a Codigoro Mario Sarto, scultore inesauribile, in Il Resto del Carlino, 13/10/1985.
Ad una collettiva allestita a Bologna nel 1952, Sarto presentò esclusivamente ritratti scultorei (Papa Pio X e due teste di ragazzo).G. Rivani, La seconda mostra degli artisti cattolici, in "L'Avvenire d'Italia", 22/5/1952. Il suo ultimo studio bolognese era collocato in via Nosadella, mentre Sarto abitava con la moglie e tre delle sette figlie, Giovanna, Ada e Maria Luisa, quest'ultima, anche pittrice, in via San Frediano. Qui lo scultore morì il 13 settembre 1955,La morte dello scultore Mario Sarto, in L'Avvenire d'Italia, 16/09/1955. lasciando incompiuta la Tomba dei Cappuccini bolognesi.Iniziato alla Certosa il tradizionale pellegrinaggio, in L'Avvenire d'Italia, 2/11/1955. Lo stesso giorno, sul Carlino Sera di Bologna apparve un articolo commemorativo su Sarto, intitolato Lo scultore dei morti, facente riferimento anche ad un suo "ricordo marmoreo di Pio X in San Pietro" e alla Tomba Fracassetti nella chiesa di San Luigi, sempre a Bologna. È sepolto nella Certosa di Bologna (Campo 1942 sotterraneo n. 322).
Opere Sue opere si trovano nella chiesa parrocchiale di Codigoro, al Museo di arte moderna di Ferrara e in alcune chiese bolognesi (San Giuseppe, San Luigi, San Pietro e della Nosadella).
Certosa di Bondeno Lapide marmorea fratelli Saccenti, 1930 Tomba Celeghini, 1936, con scene di aratura e ritratti bronzei
Cimitero monumentale della Certosa di Ferrara
Tomba Gallini con croce greca Tomba Lodi con medaglioni di Guglielmo e Cesira Medaglione di Luigi Legnani Medaglione di Simone Gabrielli Medaglione di Luigi Gaggia Cristo, Tomba Franceschini
Cimitero monumentale della Certosa di Bologna Orsini, Avrone (Chiostro del 1500) Savini, Lodi, Fanti, Vignali (Chiostro X) Pini Manareschi - Franceschi, Migliori, Agostini, Zanardi - Gherardi, Scagliarini Martignone (Chiostro V) Atti (Chiostro a levante del Chiostro Maggiore) Colliva (Chiostro VII) Zerbini (Corsia del Colombario) Gardi, Bertuzzi, Fantini, Calzoni, Sabbioni (1912), Bergonzoni (Chiostro VI) Sandrolini, Cortellini, Minghini Tommasi, Farina Azzaroni Castaldi, Torchi, Ariondo Andreini (Chiostro VIII) Cagnoni Mazzoni, Pavignani, Ranuzzi De Bianchi, Bertani, Calzolari, Liverani, Guidobono (Chiostro IX) Forni, Marangoni, Carretti, Maccaferri, Pasquini, Veronesi, Golinelli, Maria Beatrice Comi, Zoffali Bassi, Vignali, Servidori, Parenti, Bergamaschi (Galleria del Chiostro IX) Sarti, Veronesi, Bernardi, Parenti, Bernardi, Dogheria, Tomba dei Cappuccini (Campo degli Ospedali) Polluzzi, Luciana Graldi, Anna Scolari Santarelli, Faccioli, Pedrini, Pezzi Cattabriga, Cuccoli, Frontali (Cortile della chiesa) Rovighi (Cimitero cristiano evangelico).Si ricordano oltre 50 tombe monumentali realizzate da Mario Sarto, Cfr. e Silvia Sebenico, Indice dei nomi (da Angelo Raule, cit., 1961)
Note
Bibliografia Volume riedito nel 2005 dal Comune di Codigoro, Liberty house, Ferrara
Altri progetti
Collegamenti esterni
Commemorazione del Comune di Codigoro, con presentazione della Rete Civica di Codigoro (16 marzo 2006) Mostra fotografica di Andrea Samaritani sull'opera di Mario Sarto (9 settembre 2005) “Mostre” sul sito ufficiale di A. Samaritani, 2006
Catalogazione Opere presso il Kunsthistorisches Institut in Florenz, Max-Planck-Institut
Categoria:Studenti dell'Accademia di belle arti di Brera Sarto