Biografia Figlio del generale Giovanni d'Avossa, medaglia d'oro al valor militareNel 1941, durante la Seconda guerra mondiale, Giovanni d'Avossa fronteggiò l'esercito britannico a Bardia, presso il confine tra la Libia e l'Egitto, meritando la medaglia d'oro al valor militare su segnalazione del nemico., e discendente da un ramo collaterale dei d'Avossa di Bergara, ramo italiano dei Marchesi Abos de Bergara, originari della città di Tramacastilla (Aragona), in seguito trasferitasi a Salerno agli inizi del '600.

Seguendo le orme del padre, a quattordici anni è ammesso come allievo alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, per poi passare all'Accademia Militare di Modena (1957-1959) e quindi alla Scuola di Applicazione di Artiglieria di Torino (1959-1961). Nel 1970-71 con il grado di capitano comandava la 5ª batteria del Reggimento Artiglieria a cavallo (Voloire) a Milano. Raggiunto il grado di colonnello, il 10 settembre 1984 diviene il 58º comandante del reggimento artiglieria a cavallo "Voloire" di MilanoYuri Tartari, "I comandanti", sul sito Caricat! Voloire!.. Promosso generale il 31 dicembre 1989, è stato il 41º comandante della brigata corazzata "Ariete". Successivamente è nominato capo di stato maggiore del Centro studi per la Difesa.

Dimessosi nel 1996 dall'esercito dopo quarant'anni di scontri e polemiche con i politici (da Sandro Pertini a Francesco Cossiga, da Giovanni Spadolini a Oscar Luigi Scalfaro, Fausto Bertinotti, Marco Pannella, Giacomo Mancini, Alessandra Mussolini)A titolo esemplificativo dei rapporti tesi fra il generale e il mondo politico, si possono vedere: "Corcione silura il generale D' Avossa", sul Corriere della Sera del 31 dicembre 1995, p. 6; "Ma Cossiga non lo fece senatore", su la Repubblica del 7 agosto 2000, p. 17; "Ex generale attacca Bertinotti. «Lei è un presidente opportunista»", su la Repubblica del 9 giugno 2006.Nello stesso periodo D'Avossa rinuncia al cavalierato del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio dopo che la stessa onorificenza era stata revocata appunto a Francesco Cossiga (la vicenda e i relativi testi ufficiali sono disponibili sul sito della ). e con i superioriIl che gli ha fatto guadagnare il soprannome di "colonnello piantagrane" insieme a una trentina di trasferimenti (cfr. "L'ex comandante dalla polemica facile", su il Giornale del 10 giugno 2006)., si è trasferito a San Pietroburgo. Studioso di questioni militari e saggista di politica, ha collaborato con l'Università di San Pietroburgo, dove ha fondato una facoltà di arti liberali e scienze, è stato presidente della fondazione Dom Trezzini, vicepresidente dell'Human Live Fund e ha lavorato con Zhores Alferov.

Ha collaborato al quotidiano Libero ed è stato autore di saggi e articoli pubblicati tra gli altri dalla Rivista militare.

È morto il 10 marzo 2015 all'Ospedale Militare del Celio di Roma.

Opere

Note

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