Il Campionato mondiale di calcio FIFA 1954 o Coppa del Mondo Jules Rimet 1954 (in tedesco: Fußball-Weltmeisterschaft 1954, in francese: Coupe du Monde de football 1954, in inglese: World Cup Jules Rimet 1954), noto anche come Svizzera 1954, è stato la quinta edizione della massima competizione per le rappresentative di calcio (squadre comunemente chiamate "nazionali") maschili maggiori delle federazioni sportive affiliate alla FIFA.

Si disputò in Svizzera dal 16 giugno al 4 luglio 1954. Le città ospitanti furono: Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Lugano e Zurigo.

La manifestazione venne vinta a sorpresa dalla , che dopo una clamorosa rimonta batté in finale per 3-2 l', formata da una serie di eccellenti giocatori e nettamente favorita alla vigilia. Dopo la finale furono affacciate ipotesi di doping da parte della squadra tedesca, dubbi mai completamente fugati.

Il torneo ebbe la più elevata media di gol a partita nella storia dei mondiali di calcio: ben 5,38 (140 gol in 26 partite). Fu inoltre il primo trasmesso in televisione, distinguendosi come uno dei primi eventi seguiti dalla neonata Rai italiana.

Assegnazione Per i primi 50 anni della FIFA, nel 1954, alla Federazione sembrò una buona idea tenere i mondiali di quell'anno "in casa propria": la Svizzera fu così selezionata come paese ospitante. Al Mondiale svizzero parteciparono 16 squadre: fatte salve la nazionale di casa e l' vincitore in carica, le altre dovettero disputare le qualificazioni. Degna di nota l', che non partecipava ad un torneo di qualificazione dal mondiale casalingo del 1934 (unico caso di «padroni di casa» che dovettero conquistarsi la partecipazione). Per la nazionale azzurra fu poco più che una formalità, visto che, inserita in un girone a due con l', lo sconfisse sia al Cairo che a Milano.

Presero parte alla fase finale altre 11 nazionali europee, tre americane e un'asiatica, l'esordiente . Fecero la loro prima apparizione a un campionato mondiale anche la (che si qualificò a spese della per sorteggio: a Roma, il 17 marzo, fu il quattordicenne Luigi Franco Gemma ad estrarre il nome dei turchi) e la , ritiratesi da Brasile '50. Entrò in gioco per la prima volta la (nel 1934 e 1938 partecipò come Germania), esclusa nel 1950 in quanto ritenuta maggiore responsabile della seconda guerra mondiale.

Vennero scelte delle "teste di serie" che influenzarono la composizione e lo svolgimento dei gironi eliminatori: le due squadre considerate le più forti di ogni gruppo non si sarebbero incontrate e, dunque, per ogni girone da quattro squadre ogni nazionale avrebbe giocato solamente due partite, salvo spareggi qualora la seconda e la terza classificata fossero state a pari punti. Ne furono necessari due: uno nel gruppo 2 fra e , terminato 7-2 per i tedeschi, e l'altro fra e , interno al gruppo 4.

Classificata appunto come «testa di serie», l'Italia fu inserita nel gruppo 4, considerato piuttosto difficile, tutto europeo, con la , l' e il . Perse a Losanna, all'esordio, contro i padroni di casa; l'arbitraggio del brasiliano Mario Vianna (che sarebbe stato in seguito radiato dalla FIFA) fu aspramente contestato dai calciatori italiani, che arrivarono ad aggredirlo nel cammino verso gli spogliatoi: in particolare fu fonte di polemiche l'annullamento di un gol di Lorenzi. Pur superando il Belgio nella seconda partita per 4-1 al Cornaredo di Lugano, l'Italia fu costretta allo spareggio, ancora contro gli svizzeri, per staccare il secondo biglietto utile per i quarti di finale (il primo se l'era già assicurato l'Inghilterra). A Basilea, gli svizzeri si imposero per 4-1 e l'Italia tornò a casa.

Nei gruppi 1 e 3, invece, si procedette al sorteggio per determinare le prime classificate del girone. Nel primo caso, e erano entrambe a 3 punti (una vittoria e un pareggio ciascuna), e la fortuna premiò i verdeoro; nel secondo l' poté superare l' dopo che entrambe avevano ottenuto due vittorie in campo. Questa complicata formula del torneo non fu più riproposta nelle edizioni successive.

Un'altra particolarità del torneo, che ne condizionò pesantemente l'esito, fu costituita dalla circostanza che le quattro vincitrici dei gironi si affrontarono tra di loro nei quarti di finale e poi in semifinale, così come le quattro seconde classificate (tra cui la Germania Ovest, che in questo modo poté godere di un percorso semplificato). Un meccanismo davvero poco comprensibile, mai più ripetuto successivamente.

Stadi Sei sedi in sei città (una sede in ogni città) ospitarono ventisei partite del torneo. Lo stadio più utilizzato fu lo stadio St. Jakob di Basilea, che ospitò sei partite. Lo stadio venne ricostruito appositamente per il torneo per 3 milioni di CHF. Le sedi di Berna, Zurigo e Losanna ospitarono cinque partite, la sede di Ginevra ospitò quattro partite e la sede di Lugano ospitò solo una partita.

Basilea Berna Ginevra St. Jakob Stadium Wankdorfstadion Stade des Charmilles Capienza: 51 500 Capienza: 64 000 Capienza: 9 250 Losanna Lugano Zurigo Stade Olympique de la Pontaise Stadio comunale di Cornaredo Hardturm Capienza: 54 000 Capienza: 15 000 Capienza: 27 500

Squadre partecipanti

Pr.SquadraData di qualificazione certaConfederazioneContinentePartecipante in quantoPartecipazioni precedenti al torneo 1 27 luglio 1946 − Europa Rappresentativa della nazione organizzatrice della fase finale 3 (1934, 1938, 1950) 2 16 luglio 1950 CONMEBOL America meridionale Paese detentore del titolo 2 (1930, 1950) 3 ottobre 1953 − Europa Vincitrice del Gruppo 7 (Europa) 2 (1934, 1938) 4 8 ottobre 1953 Vincitrice del Gruppo 2 (Europa) 3 (1930, 1934, 1938) 5 25 ottobre 1953 Vincitrice del Gruppo 8 (Europa) 2 (1934, 1938) 6 11 novembre 1953 Vincitrice del Gruppo 3 (Europa) 1 (1950) 7 25 novembre 1953 Vincitrice del Gruppo 4 (Europa) 3 (1930, 1934, 1938) 8 29 novembre 1953 Vincitrice del Gruppo 5 (Europa) 2 (1934, 1938) 9 14 gennaio 1954 NAFC America del Nord Vincitrice del Gruppo 12 (NAFC e CCCF) 2 (1930, 1950) 10 24 gennaio 1954 − Europa Vincitrice del Gruppo 9 (Europa e Africa) 3 (1934, 1938, 1950) 11 14 marzo 1954 Asia Vincitrice del Gruppo 13 (Asia) Esordiente 12 17 marzo 1954 Vincitrice del Gruppo 6 (Europa e Asia) 13 21 marzo 1954 CONMEBOL America meridionale Vincitrice del Gruppo 11 (CONMEBOL) 4 (1930, 1934, 1938, 1950) 14 28 marzo 1954 − Europa Vincitrice del Gruppo 1 (Europa) 2 (1934, 1938) 15 Vincitrice del Gruppo 10 (Europa e Asia) 2 (1930, 1950) 16 31 marzo 1954 Seconda classificata del Gruppo 3 (Europa) Esordiente

Nota bene: nella sezione "partecipazioni precedenti al torneo", le date in grassetto indicano che la nazione ha vinto quella edizione del torneo, mentre le date in corsivo indicano la nazione ospitante.

Il sorteggio Il sorteggio venne effettuato a Zurigo il 30 novembre 1953. A questa data, tuttavia, molti continenti non avevano ancora iniziato le qualificazioni, mentre solo 4 gironi europei avevano individuato la squadra vincitrice (oltre l'Inghilterra, sicura di essere tra i primi due posti del torneo interbritannico). Conoscendo solo il nome di otto delle sedici finaliste, si decise di procedere con il sorteggio ipotizzando che passasse la migliore - sulla carta - delle squadre in ballo.

Le 16 squadre vengono divise in 4 gironi da quattro squadre l'uno: ognuno di essi è composto da due teste di serie e due non teste di serie e squadre della medesima fascia non s'incontrano; ragion per cui, ogni girone prevede quattro gare complessive (spareggi esclusi).

Le due fasce sono le seguenti: Teste di serieNon teste di serieseconda Torneo Interbritannico ( o )vincente gruppo 1 ( o )vincente gruppo 6 ( o )vincente gruppo 10 (, o )vincente gruppo 9 ( o )vincente gruppo 12 (, o )vincente gruppo 11 (, o )vincente gruppo 13 ( o ) Da notare che questa ad oggi è l'unica edizione in cui la squadra ospitante non è stata inserita nel gruppo delle teste di serie.

Avvenimenti La «squadra d'oro» L' vantava una squadra, la cosiddetta «squadra d'oro» (in ungherese Aranycsapat), che secondo tutti i pronostici iniziali era la favorita alla vittoria del titolo mondiale. La compagine magiara, allenata da Gusztáv Sebes e composta da calciatori di grande valore e tecnica, tra i quali Ferenc Puskás, Gyula Grosics, Nándor Hidegkuti, Zoltán Czibor e Sándor Kocsis, vantava un'imbattibilità che durava da quattro anni e l'anno precedente era stata la prima a sconfiggere l' a Wembley, infrangendo il cosiddetto Home record che durava da 90 anni e aveva resistito alle migliori formazioni degli anni trenta, e . Nella fase a gironi la compagine magiara aveva sconfitto, rispettivamente per 8-3 e 9-0, e . L'inaspettata sconfitta in finale chiuderà di fatto il ciclo ungherese che si sgretolò nel 1956 quando l'invasione sovietica costrinse i principali giocatori all'esilio, Puskas il più famoso diventò una stella del Real Madrid.

La "battaglia di Berna" Il quarto di finale tra e a Berna fu particolarmente combattuto: i magiari, privi di Puskás a causa dell'infortunio alla caviglia a seguito del fallo del tedesco Liebrich nella partita del primo turno si portarono sul 2-0 nei primi 10' grazie a reti di Hidegkuti e Kocsis prima di subire il parziale ritorno brasiliano da parte di Djalma Santos su rigore; al 30', inoltre, persero di fatto il più giovane dei fratelli Tóth, infortunatosi e quindi rimasto in campo solo per mantenere i ranghi completi. Nel secondo tempo, dopo il 3-1 ungherese di Lantos la partita divenne particolarmente fallosa e violenta, cosa che portò dapprima all'espulsione contemporanea di Nílton Santos e József Bozsik (quest'ultimo all'epoca anche deputato al parlamento ungherese) per scorrettezze reciproche, e successivamente di Humberto. Al termine della partita, finita 4-2 per l'Ungheria, un fotografo brasiliano assalì un poliziotto svizzero colpendolo con un pugno e fuggì mentre il portiere dei sudamericani Castilho tratteneva il tutore dell'ordine impedendogli l'arresto dell'aggressore; all'ingresso degli spogliatoi Puskás discuteva animatamente con Pinheiro a gesti — nessuno dei due comprendendo la lingua dell'altro — lamentandosi del gioco violento dei suoi compagni di squadra finché la discussione non sfociò in colluttazione: Puskás ruppe una bottiglia in testa a Pinheiro e a quel punto esplose una rissa, a stento sedata dalla polizia svizzera, che coinvolse giocatori di ambo le squadre, i fotografi lì presenti e i dirigenti delle due Nazionali. Tale partita passò alla storia come «Battaglia di Berna».

Più di quarant'anni dopo, l'arbitro inglese Arthur Ellis, che aveva già diretto il nel mondiale precedente e l' nella finale del torneo olimpico di calcio a Helsinki due anni prima, raccontò che alla vigilia della partita si aspettava di dirigere il più grande incontro della sua carriera che a posteriori giudicò altresì «orribile», che se arbitrato con i parametri disciplinari più moderni avrebbe portato secondo lui all'espulsione di ben più di tre calciatori e probabilmente alla sospensione del gioco per mancanza del numero minimo di uomini in campo. Dal punto di vista regolamentare, nonostante il rapporto presentato da Ellis, le espulsioni non ebbero alcuna conseguenza sui giocatori: la FIFA preferì lasciare che fossero le due Federazioni a irrogare sanzioni, secondo Ellis per ignavia in quanto i membri del comitato disciplinare, a suo dire, temevano di non essere più graditi come ospiti nei Paesi coinvolti nel procedimento; l'arbitro inglese ricorda anche che si trattò del primo caso di giocatori da lui espulsi a non avere ricevuto alcun provvedimento disciplinare in sede di esame del referto.

Le semifinali