Dopo avere ricoperto ruoli direttivi nel Partito Comunista Cinese (PCC) a più riprese nell'era di Mao Zedong, divenne leader de facto della Cina dal 1978 al 1992. Fu ricordato, in particolar modo dopo il 1989, come il "capo architetto" della riforma economica cinese.
Nato nella provincia di Sichuan durante la dinastia Qing, successivamente studiò in Francia, dove entrò a far parte del Partito Comunista Cinese. All'inizio del 1926 lasciò la Francia per Mosca e vi trascorse un anno ricevendo una formazione comunista. Deng svolse un ruolo importante nella lunga marcia (1934-1935), nella seconda guerra sino-giapponese (1937-1945) e nella guerra civile cinese (1945-1949). Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese (1949), Deng fu responsabile della "campagna anti-destra" (1957) sotto Mao Zedong, e partecipò attivamente alla ricostruzione economica dopo il disastroso grande balzo in avanti (1958-1962) lanciato da Mao. Fu epurato due volte da Mao durante la Rivoluzione Culturale (1966-1976) a causa della sua posizione e ideologia di destra, accusato di aver preso la via del capitalismo.
Dopo la morte di Mao, Deng divenne il cuore della seconda generazione dei leader del Partito Comunista Cinese alla fine del 1978. Dopo avere ereditato un paese caratterizzato da un'estrema povertà e da profondi conflitti sociali, sotto il suo controllo la Cina divenne una delle economie dalla crescita più rapida al mondo, senza che il partito perdesse il controllo sul paese. Nel 1977 Deng propose per la prima volta l'idea di "Boluan Fanzheng" per correggere gli errori della Rivoluzione Culturale. Nel 1978 Deng e i suoi alleati lanciarono il programma "Riforma e apertura" e iniziarono una nuova fase della Cina.
Nel 1979 la Cina ha stabilito relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e Deng è diventato il primo leader supremo della Cina a visitare gli Stati Uniti. Nel 1980 ha lanciato le riforme politiche della Cina come la definizione di "limiti di mandato" per gli alti funzionari, che sono stati sanciti nella nuova costituzione cinese nel 1982. Ha svolto un ruolo controverso nel reprimere le proteste di piazza Tiananmen nel 1989, ma è stato elogiato per il suo tour nel sud del 1992 che ha ripreso la Riforma e apertura. La sua proposta "un Paese, due sistemi" è diventata il quadro per il "ritorno di Hong Kong" nel 1997 e il "ritorno di Macao" nel 1999.
È stato il pioniere della riforma economica cinese e l'artefice del "socialismo con caratteristiche cinesi", teoria che mirava a giustificare la transizione dall'economia pianificata a un'economia aperta al mercato, ma comunque supervisionata dallo stato nelle prospettive macroeconomiche. Nel decennio tra gli anni ottanta e novanta, da lui guidati, la Repubblica Popolare Cinese restaurò relazioni strategiche e geopolitiche con l'Unione Sovietica,Cfr. Cina, Kissinger Henry, Edizione Mondadori. abbandonando la "teoria dei tre mondi", antisovietica e di ascendenza maoista. Deng è stato selezionato "Persona dell'anno" da Time Magazine nel 1978 e nel 1985.
Biografia Primi anni di vita
Deng nacque il 22 agosto 1904 nel Sichuan. Studiò in Francia e in Russia, dove scoprì il marxismo e il leninismo, e nel 1927 ritornò in Cina. Due anni dopo guidò la sommossa della provincia di Guangxi contro il governo del Kuomintang. Ben presto la rivolta fallì e Deng si spostò nell'area del soviet centrale nella provincia dello Jiangxi. Prese parte alla Lunga marcia (1934-1935), durante la quale servì come segretario generale del consiglio centrale del Partito Comunista. Da commissario politico sotto Liu Bocheng organizzò importanti campagne militari durante la seconda guerra sino-giapponese contro il Kuomintang, nell'attesa della ripresa della guerra civile vera e propria.
Verso la fine del novembre 1949 nel Sichuan, sua terra d'origine, Deng guidò l'assalto finale contro l'Esercito Rivoluzionario Nazionale, sotto il comando diretto di Chiang Kai-shek. Il 1º dicembre 1949 la città di Chongqing cadde nelle mani dell'Esercito Popolare di Liberazione e Deng fu immediatamente nominato sindaco e commissario politico, costringendo Chiang Kai-shek, che vi aveva trasferito il suo quartier generale, a fuggire a Chengdu. La città era l'ultimo baluardo del Kuomintang, definitivamente sconfitto il 10 dicembre 1949 con la fuga di Chiang sull'Isola di Formosa (l'attuale Taiwan). Quando la Repubblica Popolare Cinese venne fondata nel 1949 Deng fu inviato a supervisionare i problemi nella regione sud-occidentale e lo fece in qualità di primo segretario. Ebbe un ruolo importante nel gestire i rapporti con i leader tibetani.
Sotto Mao Zedong
1949-1966 Dopo la fondazione della RPC il 1 ° ottobre 1949, Deng lavorò in Tibet e nel sud-ovest della Cina come capo del partito regionale per consolidare il controllo del PCC fino al 1952, quando tornò a Pechino per servire nel governo centrale. Su suggerimento di Deng, Mao annullò la "Campagna dei tre anti e dei cinque anti", che influenzò negativamente l'economia delle grandi città e costrinse molti uomini d'affari a suicidarsi.
Essendo un sostenitore di Mao Zedong, Deng fu incaricato dallo stesso Mao di ricoprire nel nuovo governo cariche importanti. Nel 1957, dopo aver appoggiato ufficialmente Mao nella sua campagna anti-conservatrice, divenne segretario generale del Partito Comunista Cinese dirigendo gli affari quotidiani del Paese assieme al presidente Liu Shaoqi. Nel 1957, Deng, in qualità di Segretario Generale del PCC sotto Mao, svolse un ruolo importante nella "Campagna anti-destra", durante la quale furono perseguitati centinaia di migliaia di intellettuali e dissidenti politici.
Al crescere del disincanto nei confronti del grande balzo in avanti di Mao, Deng e Liu, all'interno del PCC, acquisirono sempre più influenza e potere. Dalla "Conferenza dei settemila quadri" nel 1962, Mao ha assunto un ruolo di semi-pensionato e ha lasciato le responsabilità future a Liu Shaoqi e Deng Xiaoping. Attuarono delle riforme economiche che rafforzarono il loro prestigio tra le file del partito e tra la popolazione. Deng e Liu collaborarono con tenacia per adottare una linea politica più concreta, in opposizione alle idee radicali di Mao. Tuttavia, il disaccordo tra Mao e Liu (e Deng Xiaoping) divenne sempre più evidente.
Rivoluzione culturale Mao si rese conto che il prestigio ottenuto da Deng e Liu tramite questi sforzi poteva significare la sua riduzione a mera figura simbolo. Nel 1963, Mao lanciò il "Movimento di Educazione Socialista" a livello nazionale, ma non ci riuscì. Per questo, oltre ad altri motivi, nel 1966 Mao lanciò la rivoluzione culturale, durante la quale Deng perse consensi e fu costretto a ritirarsi da tutte le sue cariche. Fu inviato nel distretto di Xinjian, nella provincia rurale dello Jiangxi, a svolgere mansioni di un normale impiegato. Quando il premier Zhou Enlai si ammalò di cancro, Deng venne scelto da quest'ultimo come suo successore, riuscendo nel 1973 a convincere Mao a riportare in politica Deng come primo vicepremier.
Tuttavia la rivoluzione culturale non era ancora finita e un gruppo politico radicale, conosciuto successivamente come la Banda dei Quattro, concorreva nella lotta per il potere all'interno del Partito Comunista. La Banda vide in Deng il suo grande avversario da battere. Dopo la morte di Zhou Enlai, avvenuta nel gennaio 1976, Deng perse il solido appoggio del partito e, dopo aver tenuto il suo elogio ufficiale ai funerali di stato di Zhou, fu ancora una volta vittima dell'epurazione. Deng fu costretto dalla Banda dei Quattro a lasciare tutte le sue funzioni, rimanendo comunque ancora membro del partito.
Riemersione di Deng
Deng Xiaoping, gradualmente emerse come leader de facto della più popolosa nazione del mondo nei primi anni successivi alla morte di Mao Zedong nel 1976. Nel 1976 il nuovo presidente del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese era Hua Guofeng, il quale, quasi immediatamente, fece arrestare la Banda dei Quattro dichiarando la fine della rivoluzione culturale. Deng Xiaoping colse l'occasione e scrisse una lettera al presidente Hua Guofeng, che dopo qualche esitazione, con l'appoggio del politburo, lo graziò, riaffidandogli le cariche detenute in precedenza. Deng era di nuovo primo vicepremier e vicepresidente del comitato centrale del PCC, ma soprattutto capo di Stato maggiore dell'esercito. Fu da questa posizione che, attraverso appoggi nell'ambiente militare, tra cui Li Xiannian, riuscì tra il 1980 e il 1981 ad allontanare lo stesso Hua dalle alte cariche di governo e di partito.
Deng dal 1977 proseguì con il ripudio della rivoluzione culturale e lanciò la "primavera di Pechino", movimento che consentì una critica aperta agli eccessi e alle sofferenze vissute in quel periodo storico. Ha proposto il programma "Boluan Fanzheng" per correggere gli errori della Rivoluzione Culturale. Nel frattempo si rese fautore dell'abolizione del sistema delle classi. Con questo il PCC aveva limitato le opportunità di lavoro ai cinesi ritenuti vicini ai proprietari terrieri del periodo prerivoluzionario; la sua rimozione pertanto consentì, in maniera efficace, che i capitalisti cinesi diventassero membri del Partito Comunista.
Deng prevalse progressivamente su tutti i suoi oppositori politici. Grazie all'incoraggiamento dato alla critica della rivoluzione culturale venne meno l'appoggio di coloro che dovevano la loro posizione politica proprio a quell'evento, mentre si andava rafforzando la posizione di coloro che, come lui, erano stati epurati durante quel periodo. Deng riceveva inoltre grande appoggio dalla popolazione.
Man mano che Deng consolidava il suo controllo sul PCC, Hua fu sostituito nel 1980, nel ruolo di premier, da Zhao Ziyang e nel 1981 da Hu Yaobang come presidente del partito. Deng permise a Hua di conservare l'adesione al Comitato centrale del PCC, dove rimase fino al novembre del 2002, per ritirarsi poi silenziosamente, creando così un precedente: perdere una lotta per la leadership non significava subire ritorsioni fisiche. Sebbene dopo il 1987 il suo solo incarico ufficiale fu quello di capo della Commissione militare centrale del Partito Comunista, Deng rappresentò comunque il nucleo del partito esercitando la reale influenza sullo Stato.
Riforma e apertura
L'apertura Sotto la direzione di Deng le relazioni con l'Occidente migliorarono notevolmente. Deng viaggiò all'estero ed ebbe una serie di incontri amichevoli con i leader occidentali. Nel 1979 si recò negli Stati Uniti per incontrare alla Casa Bianca il presidente Jimmy Carter, poco dopo che questi aveva interrotto le relazioni diplomatiche con la Repubblica di Cina, per stabilirle con la Repubblica Popolare Cinese. Anche le relazioni sino-giapponesi migliorarono significativamente. Deng usò il Giappone come esempio di rapido sviluppo di una potenza economica utilizzandolo come ottimo modello per la futura direzione economica della Cina.
Un altro successo fu l'accordo firmato dal Regno Unito e dalla Cina il 19 dicembre 1984 (dichiarazione congiunta sino-britannica) in base al quale Hong Kong sarebbe stata consegnata nel 1997 alla Repubblica Popolare Cinese. Allo scadere dei novantanove anni di affitto dei "nuovi territori", Deng concordò che la Repubblica Popolare Cinese non avrebbe interferito con il sistema capitalista di Hong Kong per i successivi cinquant'anni. Un accordo simile fu firmato con il Portogallo per la restituzione della colonia di Macao. Definito "un Paese, due sistemi", questo approccio venne propagandato negli ultimi anni dalla Repubblica Popolare Cinese come un potenziale modello strutturale attraverso il quale Taiwan avrebbe potuto essere riunificata alla terraferma.