Operazione Dragoon fu il nome in codice dell'invasione lanciata dalle forze degli Alleati occidentali (principalmente statunitensi e francesi) nella Francia meridionale il 15 agosto 1944, nell'ambito dei più ampi scontri del fronte occidentale della seconda guerra mondiale.
L'operazione si aprì con lo sbarco dei reparti della Seventh United States Army del generale Alexander Patch sulla costa della Provenza tra Cavalaire-sur-Mer e Saint-Raphaël, cui fece seguito l'arrivo delle unità francesi dell'Armée B del generale Jean de Lattre de Tassigny. La resistenza della 19. Armee tedesca del generale Friedrich Wiese, impoverita di uomini e mezzi inviati a combattere più a nord in Normandia, si sfaldò ben presto: mentre i francesi liberavano gli strategici porti di Tolone e Marsiglia, gli statunitensi inseguirono le forze tedesche in ritirata lungo la valle del Rodano, infliggendo loro gravi perdite pur senza riuscire ad accerchiarle a causa di vari problemi logistici.
L'avanzata alleata portò alla liberazione di Lione il 3 settembre e al ricongiungimento con le forze uscite dalla Normandia l'11 settembre, portando alla creazione di un fronte continuo dal Mare del Nord al mar Mediterraneo; l'operazione si concluse poi il 14 settembre, quando le forze franco-statunitensi avevano raggiunto le prime propaggini dei Vosgi.
Antefatti Rapporti tra alleati La genesi dell'operazione Dragoon fu questione alquanto controversa, oggetto sin dall'inizio di lunghi e animati dibattiti tra i supremi vertici militari e politici anglo-statunitensi, vittima degli interessi contrastanti che animavano i due massimi Alleati occidentali e prodotto infine del cambiamento dei rapporti di forza che legavano Londra e Washington..
Nel corso della seconda guerra mondiale, la definizione concreta delle previste operazioni nei vari teatri bellici, l'allocazione delle risorse disponibili e la formulazione dei piani di impiego delle forze degli Alleati occidentali, decise in linea di massima a livello politico negli incontri tra il presidente degli Stati Uniti d'America Franklin Delano Roosevelt e il primo ministro del Regno Unito Winston Churchill, era responsabilità del Combined Chiefs of Staff (CCS), il massimo organo di coordinamento militare che riuniva i supremi stati maggiori delle forze armate statunitensi (Joint Chiefs of Staff o JCS) e britanniche (Chiefs of Staff Committee o CSC). Per quanto tale organismo fosse formalmente paritario, dove le varie proposte erano discusse fino a trovare una mediazione che conciliasse le opinioni e gli interessi spesso divergenti degli Stati Uniti e del Regno Unito, il CCS era tendenzialmente dominato da una delle sue componenti interne (quella statunitense o quella britannica) in base ai rapporti di forza che i due Stati potevano esprimere in un certo momento. Nella prima fase della sua esistenza, in particolare, il CCS fu dominato dalla componente britannica, principalmente perché quando gli Stati Uniti entrarono in guerra nel dicembre 1941 il Regno Unito era già nel conflitto da più di due anni: gli ufficiali britannici avevano accumulato una maggiore esperienza bellica concreta rispetto agli omologhi statunitensi, e con gli Stati Uniti ancora intenti a espandere le loro relativamente piccole forze armate del periodo di pace era il Regno Unito a esprimere, nel teatro di guerra europeo, il grosso dei reparti impegnati in combattimento.
Per quanto riguardava l'Europa la strategia statunitense, sostenuta con fermezza dal capo di stato maggiore dell'United States Army generale George Marshall, puntava tutto sulla realizzazione di un'invasione anfibia del nord della Francia attraverso il canale della Manica (l'operazione Overlord), cui far seguire una conversione a est e un'avanzata verso il cuore della produzione bellica tedesca, la regione industriale della Ruhr. Pur concordando con questo piano, i britannici ritenevano necessario far precedere l'attacco attraverso la Manica da una serie di operazioni in zone periferiche rispetto alla Francia, principalmente nel teatro di guerra del Mediterraneo dove le loro forze erano in azione sin dal 1940, al fine di disperdere e logorare le risorse della Germania nazista e indebolire la difesa delle coste francesi da parte della Wehrmacht. La "strategia periferica" britannica rispondeva anche alla realizzazione degli interessi politici del Regno Unito circa l'assetto dell'Europa postbellica, in particolare sotto il profilo del mantenimento dell'influenza di Londra nella regione del Mediterraneo e del contenimento dell'influenza dell'Unione Sovietica nella Penisola balcanica; fini che tuttavia non interessavano agli Stati Uniti, e che erano apertamente osteggiati da Marshall e dai suoi colleghi del JCS come un inutile intralcio alle operazioni militari. La forza relativa dei britannici in seno al Combined Chiefs of Staff impose tuttavia l'adozione della loro strategia, e il primo massiccio impiego delle forze statunitensi nella guerra contro la Germania nazista si concretizzò quindi, nel novembre 1942, in uno sbarco in Nordafrica (l'operazione Torch) cui fece seguito un'impegnativa campagna in Tunisia per cacciare gli ultimi reparti italo-tedeschi dalla sponda meridionale del Mediterraneo..
La genesi
Subito dopo la conclusione delle operazioni in Tunisia, tra il 12 e il 25 maggio 1943 Churchill, Roosevelt e i membri del CCS si riunirono nella terza conferenza di Washington (nome in codice "Trident") per decidere come proseguire l'azione. Britannici e statunitensi concordarono nel far seguire la conquista della Tunisia da un'invasione anfibia della Sicilia (l'operazione Husky), ma si divisero sul cosa fare dopo: gli statunitensi avanzarono per la prima volta l'idea di uno sbarco nella Francia meridionale come azione complementare all'invasione anfibia attraverso la Manica, ma dovettero riconoscere che, a questo stadio della guerra, l'operazione si presentava come rischiosa e bisognosa di risorse eccessive, da distogliere da quelle destinate all'operazione Overlord che invece rimaneva preminente; i britannici imposero ancora una volta il loro punto di vista, promuovendo un più limitato sbarco nel sud della penisola italiana per costringere il Regno d'Italia a uscire dal conflitto e obbligare la Wehrmacht a distogliere risorse dalla Francia per proteggere il fianco meridionale della Germania. Mentre le operazioni alleate proseguivano in Sicilia, il JCS statunitense continuò a ragionare sulla possibilità di unire a Overlord uno sbarco anfibio nel sud della Francia, operazione cui fu dato il nome in codice di "Anvil"Il nome "Anvil" (ovvero "incudine" in lingua inglese) fu scelto in quanto l'azione si sarebbe svolta inferiormente rispetto allo sbarco principale nel nord della Francia, inizialmente denominato "operazione Hammer" ("martello").: lo sbarco e la successiva spinta verso nord sarebbero state un utile diversivo per distrarre i tedeschi dallo svolgimento di Overlord, avrebbero aperto i porti di Tolone e Marsiglia per i rifornimenti delle armate alleate sul suolo francese e, soprattutto, avrebbero consentito di impiegare nel teatro bellico principale in Francia le considerevoli forze già riunite nel MediterraneoIn particolare le divisioni dell'Esercito francese in ricostruzione in Algeria, che non potevano essere spostate in Inghilterra e impiegate per Overlord a causa di carenze nei trasporti navali., impedendo ai britannici di sperperarle in altre operazioni periferiche..
Nel corso del successivo incontro tra Roosevelt e Churchill alla prima conferenza di Québec ("Quadrant") del 17-24 agosto 1943 i generali statunitensi riproposero l'idea dello sbarco nel sud della Francia impiegando una considerevole forza iniziale ammontante a tre divisioni, ma ancora una volta furono i britannici a giocare meglio le loro carte. Lo stato maggiore britannico accettò l'idea di massima del piano, ma sostenne contemporaneamente la necessità di aumentare il fronte di attacco iniziale di Overlord; la cosa era gradita ai generali statunitensi, ma richiedeva un corrispondente aumento dei mezzi anfibi da destinare a Overlord: se gli statunitensi non trasferivano mezzi anfibi dal teatro di guerra del PacificoCosa che gli statunitensi non volevano assolutamente fare, perché avrebbe scatenato contrasti tutti interni al JCS stesso tra l'U.S. Army e la United States Navy., questi ultimi dovevano essere reperiti tra quelli impiegati nel Mediterraneo, rendendo impossibile sbarcare tre divisioni nel sud della Francia. Un'invasione anfibia più piccola rimaneva fattibile con i mezzi rimasti nel Mediterraneo dopo le cessioni a favore di Overlord, ma solo se gli Alleati avessero nel frattempo risalito l'intera penisola italiana in modo da appoggiare lo sbarco con un concomitante attacco terrestre attraverso il confine italo-francese. Confidando in ciò, l'alto comando alleato per il Mediterraneo (Allied Force Headquarters o AFHQ) ricevette l'ordine di preparare i piani per l'attuazione di Anvil, ma quando questi furono pronti nell'ottobre 1943 la situazione era mutata: l'invasione alleata dell'Italia era entrata in stallo una volta raggiunte le difese tedesche della Linea Gustav, rendendo fortemente improbabile una completa occupazione della penisola italiana entro il 1º maggio 1944, la data prevista per Overlord e quindi per Anvil; quest'ultima fu di conseguenza rimandata a data da destinarsi. Al successivo incontro tra Roosevelt e Churchill alla conferenza del Cairo ("Sextant") il 22-26 novembre 1943, il tema dello sbarco nel sud della Francia era sparito dall'agenda degli Alleati occidentali..
Dal Cairo Roosevelt e Churchill si spostarono a Teheran dove, tra il 28 novembre e il 1º dicembre 1943, tennero una conferenza ("Eureka") con il leader sovietico Iosif Stalin. Quest'ultimo si rivelò un inaspettato alleato per i generali statunitensi, che al Cairo avevano dovuto rintuzzare le richieste britanniche di nuove operazioni periferiche per il 1944 in Italia, nel Mar Egeo e nei Balcani: Stalin si oppose con forza a qualsiasi operazione periferica o offensiva in Italia che distogliesse risorse dallo svolgimento di Overlord, ma mostrò interesse per uno sbarco anfibio nel sud della Francia come operazione sussidiaria a Overlord stessa. L'equilibrio all'interno del CCS si spostò per la prima volta a favore degli statunitensi: le operazioni proposte dai britannici in Egeo e nei Balcani furono accantonate, il limite dell'avanzata alleata in Italia venne fissato alla linea Pisa-Rimini (più a nord di Roma ma più a sud della valle del Po), e in combinazione con Overlord (ora fissata per la fine di maggio 1944) gli anglo-statunitensi avrebbero lanciato l'invasione della Francia meridionale impiegando tutti i mezzi anfibi disponibili nel Mediterraneo. Sotto quest'ultimo profilo la situazione si sbloccò definitivamente il 5 dicembre quando Roosevelt, cambiando gli accordi presi con la Repubblica di Cina al Cairo, cancellò una serie di concordate operazioni anfibie previste nel Sud-est asiatico, consentendo l'invio nel Mediterraneo dei mezzi da sbarco accantonati per queste e rendendo fattibile uno sbarco di tre divisioni nel sud della Francia...
Affossamento, e rinascita