È entrata nella storia della spiritualità contemporaneaCfr J. Castellano Cervera, OCD, Una spiritualità che unisce il vertice del divino e dell'umano in La Dottrina spirituale, a cura di M. Vandeleene, nuova ed. aggiornata e ampliata, Città Nuova, Roma 2006, p. 19 fra i maestri e misticiF. Lethel, ocd, Professore alla Pontificia Facoltà Teologica Teresianum (Roma), Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia in Chiara Lubich donna mistica contemporanea, Lettere dei primi tempi della fondatrice del movimento dei Focolari, in L'Osservatore Romano, 26 marzo 2010.Card. G. Coppa, "Sorelle nell'amore a Gesù in Croce - La comune esperienza di unione con Cristo di Madre Teresa di Calcutta e Chiara Lubich", LOsservatore Romano, 4 aprile 2008, p. 7. per la genuina ispirazione evangelica, la dimensione di universalità e l'incidenza culturale e sociale che caratterizzano il suo carisma, la sua spiritualità, il suo pensiero e la sua opera. Figura carismatica, sin dai primi anni Quaranta ha rotto stereotipi della figura femminile, portando la donna a una dimensione sociale e a un ruolo nella Chiesa cattolica allora inediti.Cfr. Cristiana Capotondi, A sua immagine, Rai Uno, 3.1.2021, presentazione fiction Chiara Lubich, l'amore vince tutto, in onda in prima serata Rai Uno

Divenne nota per il costante impegno a gettare ponti di pace e di unità tra persone, generazioni, ceti sociali e popoli, coinvolgendo persone di ogni età, cultura e credo ed è considerata una figura rappresentativa del dialogo ecumenico, interreligioso e interculturale,Giorgio Napolitano, Telegramma in occasione della scomparsa di Chiara Lubich, su SIR, 14 marzo 2008 come riconosciuto dall'UNESCO, che le ha conferito il Premio per l'Educazione alla pace 1996, dal Consiglio d'Europa col Premio Diritti Umani 1998 e da numerosi altri riconoscimenti a livello culturale e sociale.Marina Migliavacca, La sua voce univa il mondo, Io Donna, 18.1.2020Lehao, Uma vida dedicada à união dos povos, Jornal da USP (Universidad S. Paulo (Brasil)Marco Tosatti, "La cristiana che volle legare tutte le fedi", La Stampa, 15 marzo 2008

Dichiarata "Autore dell'anno 1995" con il Premio Uelci, ha pubblicato 58 libri (tra cui best seller quali Meditazioni), tradotti in 28 lingue, con 30 edizioni all'attivo per una diffusione di oltre copie. Nel marzo 2018 è uscito il primo volume (Parole di Vita) di un nuovo progetto editoriale Opere di Chiara Lubich: un "corpus" di testi che intende presentare in maniera sistematica il patrimonio del suo pensiero, coeditori Città Nuova Editrice e il Centro Chiara Lubich, nato nel 2008 con lo scopo di curare, studiare, diffondere il suo pensiero e provvedere alla tutela del suo patrimonio.La Stampa - Vatican Insider. Parole di vita esce il primo volume delle opere di Chiara Lubich

Biografia Infanzia e studi Chiara Lubich viene battezzata col nome di Silvia. Assume quello di Chiara quando entra nel Terz'Ordine Francescano (1942-1949). È la seconda di quattro figli. La madre, Luigia Marinconz, è fervente cattolica, il padre Luigi è socialista e convinto antifascista. Il fratello Gino milita dapprima tra i partigiani poi come giornalista nel Partito comunista, da cui si dissocerà dopo l'insurrezione ungherese del 1956.Giacomo Massarotti e Piero Lazzarin, Gino Lubich, partigiano e giornalista, ed. Il Margine 2017 Gino Lubich partigiano e giornalista - Trentino CulturaJoseph Vendrisse, Chiara Lubich ou le réveil spirituel, Le Figaro, 16 dicembre 1996

Il padre, già tipografo al quotidiano dei socialisti trentini Il Popolo, diretto da Cesare Battisti, dopo la soppressione del giornale da parte del regime fascista, apre un'attività di esportazione di vini italiani in Germania, ma a causa della grande depressione economica del 1929, è costretto a chiuderla. Avendo rifiutato la tessera del Partito Nazionale Fascista, è costretto a lavori saltuari e viene perseguitato. La famiglia per anni vive di stenti.O. Paliotti, B. Callebaut (edd), Chiara mia sorella, intervista a Gino Lubich, Città Nuova, Roma 2011, pp. 7-9 Per contribuire al bilancio familiare, sin da giovanissima, Silvia dà lezioni private. Educata dalla madre alla fede cristiana, dal padre al valore delle idee, dal fratello Gino e dalla vita di povertà, eredita una spiccata sensibilità sociale. A 15 anni entra nelle file dell'Azione Cattolica all'interno della quale diviene presto dirigente giovanile diocesana:Nicoletta Lattuada, Chiara Lubich, Maestri della fede, i grandi protagonisti del Cristianesimo, ed. Mondadori, 2016, p. 14 e ss con i coetanei visiterà in occasione di un convegno la Basilica della Santa Casa di Loreto, nel 1939, tappa fondamentale dell'idea del "focolare".

Alla ricerca della verità, di Dio, si appassiona alla filosofia. Appena diplomata maestra, sogna di accedere all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ma per un punto non vince il concorso per ottenere una borsa di studio. Si dedica quindi all'insegnamento in scuole elementari delle valli del Trentino (1938-1939) e poi a Cognola, frazione di Trento, nella scuola dell'orfanotrofio gestito dai Frati Minori Cappuccini (1940-1943). Nell'autunno 1943 lascia l'insegnamento e si iscrive all’Università Ca' Foscari di Venezia, continuando a dare lezioni private, proseguirà gli studi sino al 1945, li dovrà interrompere per seguire il movimento nascente.Opere di Chiara Lubich a cura di Florence Gillet, Lettere 1939-1960, ed. Città Nuova, 2022, p. 187

Tappe fondanti: 1942-1951 "Una scoperta decisiva" Nel tempo buio di odio e violenza del secondo conflitto mondiale, mentre il dramma della Shoah rimetterà in discussione anche la comprensione di sé, del mondo e di Dio stesso,R. Pititto, Dire Dio ad Auschwitz: Edith Stein e la Sho’ah, in AA. VV., La Sho'ah tra interpretazione e memoria, Vivarium, Napoli 1998, pp. 707-732. affiora in Silvia una prospettiva decisiva: la riscoperta di Dio come Amore. Avviene nell’autunno 1942. Lei stessa scrive:

Come dirà papa Giovanni Paolo II, questa esperienza sarà "la scintilla ispiratrice" dell’opera a cui darà vita in seguito.

Il 2 settembre 1943 un primo bombardamento delle forze anglo-americane coglie di sorpresa Trento, sino ad allora risparmiata dalla guerra. 91 bombardieri scaricano 218 tonnellate di bombe. Nei giorni seguenti, a seguito dell'armistizio tra l'Italia e gli Alleati, il territorio trentino viene occupato dalle forze naziste e annesso al Terzo Reich. Il fratello Gino entra tra le file partigiane comuniste che combattevano il regime nazifascista. Nell'estate del 1944 verrà arrestato, torturato e condannato a morte a cui poi riuscirà a sfuggire. Per Chiara si apre un'altra scelta. L'infrangersi di ogni sicurezza e prospettiva di futuro sono una forte lezione. Scrive:

Il 7 dicembre, nella cappella del collegio dei Frati Minori Cappuccini, dona per sempre la sua vita a Dio con il voto di castità. Quell'atto «personale e segreto» sarà considerato l'inizio del Movimento dei focolari.

Viva in lei la certezza che, come si legge in una sua lettera del 1944, «è l'Amore la salvezza del XX secolo».C. Lubich, Lettera a Duccia Calderari, Avvento 1944, in Lettere dei primi tempi. Alle origini di una nuova spiritualità, Città Nuova, Roma 2010, p. 53. Comunica questa novità a parenti, alle giovani del Terz'Ordine, alle colleghe.Cf. F. Lethel, op. cit, p. 5 Alcune giovani la seguono.

Il Vangelo e le povertà Nei rifugi antiaerei, dove a ogni allarme si trova con le sue prime compagne, porta solo il Vangelo. Si sentono spinte a metterlo subito in pratica. Quelle parole diventano il loro codice di vita.cfr D.ssa Marie Claire Marone, Dottorato Scienze Umanistiche a Chiara Lubich, Università del Sacro Cuore di Fairfield, USA, 21 maggio 1997

La guerra semina distruzione, fame e miseria. Chiara con le sue prime compagne si dedica ai più poveri di Trento, condividendo con loro quel poco che hanno. Per il coinvolgimento di un numero crescente di persone, arrivano con insolita abbondanza viveri, vestiario e medicinali. La loro azione mira a risolvere il problema sociale di Trento. Nel 1947 prende forma il piano "Fraternità in atto". Nel febbraio 1948, in un editoriale firmato Silvia Lubich apparso su L'Amico Serafico, il periodico dei Padri Cappuccini, Chiara lancia a più ampio raggio la comunione dei beni sull'esempio dei primi cristiani. Dopo pochi mesi ne sono coinvolte oltre 500 persone.Cf. C. Ruggiu, Lungo la via Gocciadoro - Dagli appunti autobiografici di Giosi Guella, Città Nuova, 2015, p. 58 e ss

La vita per l'unità della famiglia umana Nel buio senza futuro si apre un orizzonte inatteso:

Quel "che tutti siano uno" per lei significava l’unità di tutta l’umanità.Chiara, The Times, 15 marzo 2008 nota 26 Già in un appunto del 1946 prospettava "una fraternità universale in un solo Padre, Dio".Chiara Lubich, L'unità e Gesù abbandonato, Città Nuova, 1984, p. 29 e ss)

Nel gennaio 1944, nel dialogo con un sacerdote in visita a una delle sue compagne con le piaghe in viso per un contagio a contatto con i poveri, Chiara viene a scoprire che il momento in cui Gesù più ha sofferto è stato in croce, quando ha vissuto il dramma dell'abbandono stesso di Dio. Sperimenterà che in quel grido vi è il segreto per ricomporre il mondo disgregato e costruire ovunque l'unità. Sul piano sociale questo "mistero" del Dio abbandonato sarà, per lei e per chi la seguirà, la forza trainante, la chiave interpretativa delle vicende umane e della storia, la misura per attuare il comandamento nuovo, scoperto come il cuore del Vangelo: "amatevi l'un l'altro come io ho amato voi".Cf Dr. Mark G. Borg, Decano della Facoltà di Lettere e Psicologia Università di Malta, Laudatio conferimento dottorato h.c. a Chiara Lubich in Psicologia, in Dottorati h.c. conferiti a Chiara Lubich, Città Nuova 2016, p. 291 e ss Divenuto norma di vita, come Chiara stessa afferma, "la vita ha un balzo di qualità": avvertono la presenza del Divino, in adempimento di quanto Gesù promette nel Vangelo: "Dove due o tre sono uniti nel mio nome sono io in mezzo a loro" (Mt 18,20). Matura la certezza che è Lui che "fa vedere a chi è unito ad altri nel suo nome, e vi rimane, che cosa c'è da fare per ridare al mondo la pace vera", come scrive nel suo primo articolo pubblicato su Fides, nel 1948.

Mentre agli inizi Chiara Lubich e quel primo gruppo di giovani che l'avevano seguita pensavano di vivere il cristianesimo di sempre, via via matura la coscienza che da quelle parole del Vangelo trasformate in vita in quel tempo fondativo, si delineavano i cardini di una nuova corrente spirituale, la spiritualità dell'unità. Viene da lei presentata per la prima volta, pur ancora in nuce, nel 1950 con un testo di una ventina di pagine, in risposta alla richiesta dell'autorità ecclesiastica di dar conto di ciò che sotto la sua spinta aveva messo a rumore il capoluogo trentino.Chiara Lubich e Igino Giordani, Erano i tempi di guerra... agli albori dell'ideale dell’unità, Città Nuova, 2007 Chiara ne avrà una progressiva comprensione. La presenterà, sempre in chiave narrativa, nei più diversi consessi religiosi, civili e accademici connettendo le più alte esigenze spirituali con l'impegno sociale, economico, culturale.José M. Poirier, Clarin, cit

Primo nucleo: il focolare