La rivoluzione conservatrice (konservative Revolution) è una definizione formulata da alcuni studiosi per indicare nel loro complesso una serie di movimenti politico-culturali nati in Germania a cavallo tra le due guerre mondiali.

Storia Il termine "konservative Revolution" viene utilizzato per la prima volta il 10 gennaio 1927 dallo scrittore austriaco di origine ebraica Hugo von Hofmannsthal a Monaco di Baviera durante una conferenza dal titolo "La letteratura come spazio spirituale della nazione".Calimani, R. (1996) Destini e avventure dell'intellettuale ebreo, Milano, Mondadori, pp. 165-167 La riorganizzazione organica e bibliografica di questo complesso movimento messa a punto da Armin Mohler con il saggio del 1950 Die konservative Revolution in Deutschland 1918-1932Accame, G. (2006), Evola e la Konservative Revolution in: Orion, n. 261, Milano, Società Editrice Barbarossa, però, inizia nel 1918. Il movimento unì tutti gli intellettuali non di sinistra oppositori della Repubblica di Weimar.Stefan Breuer, La rivoluzione conservatrice. Il pensiero di Destra nella Germania di Weimar, cit. pag. 60

Gli esponenti di tali movimenti tendevano a rifiutare le interpretazioni tradizionali del cristianesimo conservatore, della democrazia in opposizione al mondo moderno capitalista e industriale riprendendo dall'opposizione di Friedrich Nietzsche per i valori cristiani e democratici tradizionali, dalle idee anti-moderne del romanticismo tedesco, da alcuni elementi dei movimenti völkisch e alla forte tradizione militare prussiana. Molti esponenti furono influenzati dalle loro dirette esperienze sul campo di battaglia nel corso della Prima guerra mondiale.

Alcuni storici la vedono come una forma di proto-fascismo, ma con profonde differenze dal nazismo, non dando per esempio la stessa importanza al concetto di razza, ma osservano come alcune idee anti-democratiche abbiano contribuito la "rivoluzione conservatrice" a divenire parte dell'humus culturale da cui si sviluppò il nascente nazionalsocialismoAdriano Romualdi, Correnti politiche e ideologiche della destra tedesca dal 1918 al 1932, L'Italiano, 1989, movimento con cui ebbe un rapporto complicato. Dopo il 1933 (nomina di Adolf Hitler a cancelliere del Reich) infatti solo alcuni esponenti della "rivoluzione conservatrice" aderirono al nazionalsocialismo (come Carl Schmitt): molti altri, infatti, presero le distanze da esso, ritirandosi a vita privata (Ernst von Salomon, Gottfried Benn, Oswald Spengler, Ernst Jünger) o divenendone aperti oppositori (Thomas Mann, Edgar Julius Jung, Friedrich Reck-Malleczewen). In Italia Julius Evola, teorico del "tradizionalismo integrale" e del "razzismo spirituale", fu fortemente influenzato dalla "rivoluzione conservatrice" pur aderendo però infine a una visione più vicina a quella del nazionalsocialismo arrivando persino a estremizzarne alcune componenti.

Ideologia

Il movimento nasce da un senso di rifiuto del regime politico liberal-democratico e borghese creatosi in Germania in seguito alla sconfitta nella grande guerra ed alla caduta del kaiserismo. In esso si esprimono una critica sferzante al parlamentarismo e alla democrazia, definiti "tirannia del denaro", nonché la nostalgia per i valori tradizionali della vecchia Germania. In esso si possono ravvisare tre tendenze principali: prussianesimo: esso prendeva a modello la Germania guglielmina e la Prussia federiciana che ne era alle origini, i cui eredi erano gli Junker; pangermanismo: il modello era visto nel medievale Sacro Romano Impero della nazione germanica; völkisch: nel ricercare la purezza della civiltà tedesca ci si spingeva fino alle originarie popolazioni germaniche, alle loro saghe e mitologie.

Esponenti di spicco Arthur Moeller van den Bruck Stefan George Hugo von Hofmannsthal Ernst Jünger Friedrich Reck-Malleczewen Carl Schmitt Werner Sombart Oswald Spengler Gottfried Benn Thomas Mann Martin Niemöller Ernst von Salomon Martin Heidegger Ernst Niekisch Edgar Julius Jung Othmar Spann

Opere principali Oswald Spengler, Il tramonto dell'Occidente, 1918-1922 Thomas Mann, Considerazioni di un impolitico, 1918 Oswald Spengler, Prussianesimo e socialismo, 1919 Othmar Spann, Der wahre Staat, 1921 Carl Schmitt, Teologia politica I, 1922 Arthur Moeller van den Bruck, Il terzo Reich, 1923 Hugo von Hofmannsthal, La scrittura come luogo spirituale della nazione, 1927 Ernst von Salomon, I proscritti, 1930 Ernst Jünger, La mobilitazione totale, 1930 Oswald Spengler, L'uomo e la tecnica, 1931 Ernst Jünger, L'Operaio, 1932 Gottfried Benn, Il Nuovo stato e gli intellettuali, 1932 Carl Schmitt, Il concetto di Politico, 1932 Carl Schmitt, Legalità e legittimità, 1932 Oswald Spengler, Anni della Decisione, 1933 Carl Schmitt, Stato, Movimento, Popolo, 1933 Werner Sombart, Il Socialismo tedesco, 1934 Carl Schmitt, Terra e mare. Una riflessione sulla storia del mondo, 1942 Friedrich Reck-Malleczewen, Diario di un disperato, 1947 (scritto tra il 1936 e 1944) Carl Schmitt, Il nomos della Terra nel diritto internazionale dello «Jus Publicum Europaeum», 1950 Ernst Jünger e Martin Heidegger, Oltre la linea, 1951 Ernst Jünger, Il trattato del ribelle (Der Waldgang), 1952 Ernst Jünger e Carl Schmitt, Il nodo di Gordio, 1953-1955 Carl Schmitt, Teoria del partigiano. Integrazione al concetto del Politico, 1963 Carl Schmitt, La tirannia dei valori, 1967 Carl Schmitt, Teologia politica II. La leggenda della liquidazione di ogni teologia politica, 1970 Ernst Niekisch, Il regno dei demoni, una fatalità tedesca, Novaeuropa 2019

Note

Bibliografia Armin Mohler, La Rivoluzione Conservatrice in Germania 1918-1932, La roccia di Erec, 1990. Stefan Breuer, La rivoluzione conservatrice. Il pensiero di destra nella Germania di Weimar, Roma, Donzelli, 1995, ISBN 978-88-798-9126-4. Alain de Benoist, Moeller van den Bruck o la rivoluzione conservatrice, Lo Rocca di Erec, 2005. Henning Eichberg: Il non senso della rivoluzione conservatrice. Storia delle idee, nazionalismo e habitus', in: Trasgressioni, 12, 1997, 23: 3-37. Ernst Nolte, La rivoluzione conservatrice, a cura di Luigi Iannone, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009. Orazio Maria Gnerre, Materiali. Reinterpretare la Rivoluzione conservatrice, Editoriale Scientifica, Napoli 2021. Luigi Iannone, Junger e Schmitt. Dialogo sulla modernità, Armando editore, Roma, 2009. Adriano Romualdi, Correnti politiche e ideologiche della destra tedesca dal 1918 al 1932, L'Italiano, 1989; Settimo Sigillo, Roma, 2013, ISBN 978-88-614-8109-1. G.S. Azzarà, Pensare la rivoluzione conservatrice. Critica della democrazia e «Grande politica» nella Repubblica di Weimar, La città del sole, 2000, ISBN 978-88-829-2051-7. G.A. Balistreri, Filosofia della Konservative Revolution: Arthur Moeller van den Bruck, Lampi di Stampa, 2004, ISBN 978-88-488-0267-3. Marcello Veneziani, La rivoluzione conservatrice in Italia. Dalla nascita dell'ideologia italiana alla fine del berlusconismo, Sugarco, 2012 (I ediz., 1994), ISBN 978-88-719-8631-9. Hans Thomas Hakl, Julius Evola et la « révolution conservatrice » allemande, Deux Etendards, 2002. (sotto lo pseudonimo di H.T. Hansen) Hugo von Hofmannsthal, La rivoluzione conservatrice europea, presentazione di Damir Barbaric, Marsilio, Venezia, 2003, ISBN 88-31-782-21-5. Hugo von Hofmannsthal, Le opere come spazio spirituale della nazione (1927), Morcelliana, Brescia, 2019. AA.VV., Nietzsche nella Rivoluzione conservatrice'', a cura di Francesco Cattaneo, Carlo Gentili, Stefano Marino, Il melangolo, Genova, 2015.

Collegamenti esterni

Categoria:Repubblica di Weimar Categoria:Nazismo