Il cefalo bosega (Chelon labrosus ), noto anche come cefalo labbrone o cerina, è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Mugilidae, comune nel mar Mediterraneo.

Distribuzione ed habitat C. labrosus è presente nel mar Mediterraneo, nel mar Nero e nell'oceano Atlantico orientale tra Capo Verde a sud e l'Islanda e le isole Fær Øer a nord. Risulta presente anche alle isole Azzorre. Durante l'estate effettua migrazioni verso nord.

Ha uno stile di vita pelagico, anche se è una specie strettamente costiera. Frequenta di solito acque marine nei pressi di coste rocciose, più di rado sabbiose, fino a 15 metri di profondità. Come molte altre specie della famiglia, presenta una forte eurialinità e può penetrare nelle lagune, nelle foci e nel basso tratto dei fiumi, ma non si cattura di frequente nelle zone con acqua completamente dolce. Passa gran parte del tempo in acque superficiali.

Descrizione Il suo aspetto è quello classico dei Mugilidae, con corpo fusiforme a sezione quasi circolare, tranne che nel peduncolo caudale, dove è appiattito. Questa specie ha un corpo dalle forme più tozze rispetto agli altri cefali europei. Lo spazio giugulare è di solito del tutto assente e ridotto a una linea di sutura; se presente, ha forma ellittica molto stretta.

Il principale carattere distintivo della specie è il labbro superiore ingrossato, con 3-4 serie di papille cornee simili a tubercoli, visibili soprattutto nella parte inferiore. Queste papille, evidenti negli esemplari adulti, sono ben rilevabili al tatto o a vista, con l'eventuale aiuto di una lente d'ingrandimento. L'altezza del labbro superiore è all'incirca pari al diametro dell'occhio.

Le pinne dorsali sono due: la prima è composta da 4 raggi spiniformi, la seconda da 1 raggio spinoso e 8 molli. La pinna anale ha 3 raggi spinosi e 9 (raramente 8) molli. Le pinne pettorali sono lunghe e, se piegate in avanti, raggiungono più o meno il bordo anteriore dell'occhio. Le scaglie del dorso presentano una piccola fossetta.

La colorazione generale del corpo è simile a quella degli altri cefali: grigio scuro sul dorso e argentea sui fianchi, che sono percorsi da alcune linee longitudinali scure. In questa specie, tuttavia, i colori tendono a essere particolarmente contrastati: il dorso può essere molto scuro e le linee longitudinali ben evidenti. Le pinne possono essere scure; in particolare, le pettorali sono grigiastre con la parte superiore più scura.

La taglia massima è di 75 cm di lunghezza per 4,5 kg di peso, ma si tratta di misure eccezionali; di solito non supera i 30 cm.

Biologia Può vivere fino a 25 anni.

Comportamento È una specie gregaria con tendenza a formare banchi.

Riproduzione La riproduzione avviene solo in mare, nei mesi da dicembre ad aprile. Le uova sono pelagiche, dotate di una grande gocciolina oleosa e di quattro più piccole, utili al galleggiamento; misurano 1,32 mm di diametro. Le larve alla schiusa misurano 4,2 mm. I giovanili di un anno misurano circa 15 cm, mentre a nove anni raggiungono i 58 cm. I tipici tubercoli sul labbro superiore compaiono a una lunghezza di circa 10 cm e aumentano di grossezza e di numero con la crescita.

La riproduzione avviene più al largo rispetto alle zone costiere in cui vive nel resto dell'anno; per raggiungerle vengono intraprese brevi migrazioni. I giovanili si raccolgono in banchi puri, non frammisti a giovani di altri cefali, e si portano in acque salmastre come lagune ed estuari. Pare che, almeno per alcune popolazioni, la migrazione in acque salmastre sia importantissima per lo sviluppo dei giovanili.

Alimentazione Si nutre di detrito, materiale organico sospeso, alghe e piccoli organismi sia bentonici che planctonici. Tra le componenti importanti della dieta, che è molto variabile da zona a zona, figurano diatomee, anfipodi, gasteropodi e larve di ditteri Chironomidae. I giovanili si cibano di zooplancton.

Predatori Tra i predatori riportati in letteratura vi sono l'airone cenerino e il cormorano.

Pesca La pesca professionale lo insidia in mare e nelle lagune con reti da posta, nasse e sciabiche, mentre nelle acque fluviali e di foce viene catturato soprattutto con le bilance.

Pe la pesca sportiva vengono usate esche come vermi, sardine spezzettate, bigattini e soprattutto impasti di pane, formaggio, pasta d'acciughe, ecc. in varie proporzioni. Le carni sono buone ma, come per tutti i cefali, più pregiate in inverno e primavera che in estate, e peggiorano negli individui d'acqua dolce.

La specie, sebbene sia soprattutto marina, si adatta molto bene all'acqua dolce e per questo motivo è frequentemente allevata anche in laghi dell'entroterra.

Conservazione C. labrosus è una specie a vita abbastanza lunga e a maturità tardiva, soprattutto nelle acque più fredde dell'Atlantico; ciò la rende particolarmente soggetta alla sovrapesca. Si valuta che tutte le popolazioni siano interessate da fenomeni di sovrasfruttamento, anche se le più colpite paiono essere quelle britanniche. Altre minacce sono l'urbanizzazione costiera, l'inquinamento degli estuari e gli sbarramenti dei corsi d'acqua che impediscono le migrazioni.

La specie rimane comune in buona parte dell'areale ma, considerate queste minacce, la IUCN la classifica come "prossima alla minaccia".

Note

Bibliografia

Voci correlate Actinopterygii in Italia

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Collegamenti esterni

Categoria:Mugilidae Categoria:Taxa classificati da Antoine Risso Categoria:Taxa descritti nel 1827