Un bioma è un'ampia porzione di biosfera, individuata e classificata in base al tipo di vegetazione dominante, se terrestre, o alla fauna prevalente, se acquaticaEnciclopedia Treccani, voce Bioma.. Poiché tutti gli esseri viventi vivono influenzandosi reciprocamente, un bioma è costituito da popolazioni e comunità di esseri viventi, sia pluricellulari sia unicellulari, che interagiscono fra loro e con l'ambiente fisico (componente abiotica o biotopo) in cui essi vivono. Un bioma, per definizione, si estende su vaste aree della superficie terrestre.

La presenza di un particolare bioma in una zona geografica è in funzione del tipo di clima in essa presente. I fattori climatici che maggiormente determinano la presenza di un bioma o di un altro sono la temperatura e la piovosità. Per ciò che riguarda la temperatura, in particolare, esiste un gradiente lineare di variazione della temperatura in funzione della latitudine, pari a circa 0,6 °C per ogni grado di latitudine dell’emisfero nord.

L'approssimazione allo studio di un bioma terrestre consiste nell'osservazione della struttura delle piante (alberi, arbusti ed erbe), dei tipi di foglie (latifoglie e aghifoglie) e della distanza tra le piante (foresta, bosco misto, savana) e nell'analisi del clima. I biomi terrestri sono spesso identificati tramite il concetto di vegetazione climax, quindi con comunità vegetali che hanno raggiunto un elevato grado di adattamento all'ambiente naturale che li ospita.

A differenza delle ecozone, i biomi non sono definiti in base a somiglianze genetiche, tassonomiche o storiche tra gli organismi che vi vivono. In termini di ecologia del paesaggio, i biomi corrispondono, con i dovuti aggiustamenti, ai paesaggi continentali, cioè a quei paesaggi che caratterizzano vaste zone nei vari continenti.

I biomi sono distinti in marini, d'acqua dolce e terrestri ed ogni bioma comprende varie ecoregioni.

Biomi terrestri, biomi d'acqua dolce e biomi marini

I biomi possono essere terrestri, d'acqua dolce o marini.

I biomi dell'idrosfera sono quelli maggiormente estesi e vengono distinti in due tipologie, a seconda che si tratti di acque interne, solitamente dolci, o di acque aperte, salate. Biomi di acqua dolceː stagni, laghi e fiumi. Biomi mariniː oceani e mari, dove possono distinguersi: ambienti polari (compresa la banchisa), scarpata continentale e mari interni, zone di risalita d'acqua profonda, barriere coralline, zone salmastre, foreste di laminarie.

Le comunità animali che caratterizzano questi ambienti vengono suddivise in base agli stili di vita: Benthos o del fondo, litoraneo o profondo. I banchi di corallo rientrano in questo gruppo. Necton, insieme di organismi che nuotano. Tutti i pesci, o le tartarughe marine, e così via. Plancton, insieme di organismi microscopici che si lasciano trasportare dalle onde e dalle correnti.

Classificazioni dei biomi marini e terrestri L'identificazione di un bioma terrestre si basa sulle specie vegetali proprie e su caratteristiche climatiche, geografiche, di latitudine e di altitudine dell'ambiente. Nel corso degli anni vari autori hanno proposto vari schemi di classificazione dei biomi. Si riportano di seguito gli schemi principali.

Secondo Leslie Holdridge

Nel 1947, il botanico e climatologo statunitense Leslie Holdridge pubblicò uno studio in cui identifica le "zone vitali", corrispondenti a biomi, in base a soli tre indicatori: temperatura media annuale (sono eliminati valori di dati inferiori a 0 °C o superiori a 30 °C), la precipitazione annuale totale e il rapporto tra evapotraspirazione potenziale media annua e precipitazioni totali annue. Con questo sistema inquadrò le "zone di vita"Holdridge, L.R. ) Determination of world plant formations from simple climatic data, in Science, 1947. riportate nell'immagine a fianco e nell'elenco sottostante. deserto tundra tundra arida macchia mediterranea macchia arida macchia-deserto foresta temperata foresta umida foresta pluviale steppa foresta arida foresta molto arida

Secondo Warder Clyde Allee Nel 1949, lo zoologo ed ecologo statunitense Warder Clyde Allee propose questo schemaAllee, W. C. (1949). Principles of Animal Ecology. W.B. Saunders Co., Philadelphia. ISBN 0-7216-1120-6: tundra taiga foresta temperata prateria deserto vegetazione di alta montagna foresta tropicale macchia mediterranea biomi terrestri minori

Secondo Samuel Charles Kendeigh Nel 1961, l'ecologo statunitense Samuel Charles Kendeigh propose uno schema in cui inserì dei biomi terrestri che non tutti suoi predecessori avevano considerato: savana, macchia mediterranea e bosco; inoltre prese in considerazione anche l'ambiente marinoSamuel Charles Kendeigh, Animal Ecology, Creative Media Partners, LLC, 2018. ISBN 9781378885680.: Biomi terrestri foresta decidua temperata taiga bosco macchia mediterranea tundra prateria deserto savana foresta pluviale Biomi marini plancton e nekton balanoidi - gastropodi - tallofite pelecipodi - annelidi barriera corallina

Secondo Robert Whittaker

Nel 1962, il biologo statunitense Robert Whittaker propose uno schema molto elaborato, poi rivisto nel 1970 e nel 1975. Esso è basato sul rapporto tra la temperatura media annua e sulle precipitazioni medie annue e, rispetto allo schema precedente, prende in considerazione il deserto freddo e distingue tra foresta pluviale tropicale e foresta pluviale temperata; inoltre riunisce in un'unica categoria il bosco e la macchia. Lo schema di Whittaker è rappresentato nell'immagine a fianco e comprende i seguenti biomiRobert H. Whittaker, Classification of Natural Communities, in Botanical Review, Vol. 28, N. 1, Gennaio–Marzo 1962 (pp. 1–239).: foresta pluviale tropicale foresta pluviale temperata foresta decidua temperata (denominata "foresta stagionale temperata") savana e foresta stagionale tropicale macchia e bosco prateria temperata e deserto freddo deserto subtropicale taiga (denominata "foresta boreale") tundra

Secondo Heinrich Walter Nel 1976 il botanico ed ecologo russo-tedesco Heinrich Walter elaborò uno schema in cui mette in correlazione nove tipi di clima con altrettanti biomi; rivide poi lo schema nel 2002Heinrich Walter, Die ökologischen Systeme der Kontinente (Biogeosphäre). Prinzipien ihrer Gliederung mit Beispielen, 1976. Stuttgart; H. Walter, S-W. Breckle, Ökologie der Erde, 1991, Band 1, Grundlagen, Stuttgart.:

clima equatoriale, sempre umido e senza variazioni di temperatura: foresta pluviale; clima tropicale, con estate calda e piovosa ed inverno meno caldo e secco: foresta monsonica, savana e foresta stagionale tropicale; clima desertico (denominato "subtropicale arido"): deserto; clima mediterraneo: vegetazione mediterranea (denominata "vegetazione di sclerofille"); clima temperato caldo: foresta pluviale temperata (denominata "foresta sempreverde temperata"); clima continentale: prateria e deserto freddo; clima subartico: taiga; clima nivale: tundra (denominata "Vegetazione bassa, sempreverde, senza alberi, che cresce su terreni permanentemente congelati")

Secondo la lista "Global 200"

Nel 1998 il WWF propose uno schema di classificazione dei biomi terrestri, all'interno della lista Global 200, che comprende biomi terrestri, biomi d'acqua dolce e biomi marini. Nel 2002 la classificazione è stata rivista. Biomi terrestri La maggior parte dei biomi identificati corrisponde a quelli degli schemi precedenti, pur variandone la denominazione. Peculiarità di questo schema sono la riunione in un'unica categoria tutte le foreste pluviali (equatoriale, tropicale e temperata) e l'identificazione di tre biomi tipici di zone ad elevata altitudine: le "foreste di conifere tropicali e subtropicali", le "foreste di conifere temperate" e le "praterie e boscaglie montane".

Infine, tipica di questo schema, è l'introduzione di due biomi di limitata estensione territoriale, ma importanti per la biodiversità: quelli delle "mangrovie" e delle "praterie e savane inondabili". Ne risulta uno schema di 14 biomi, illustrati nell'immagine a fianco ed elencati di seguitoIn lingua inglese le denominazioni sono, rispettivamente: Tropical and subtropical moist broadleaf forests; Tropical and subtropical dry broadleaf forests; Tropical and subtropical coniferous forests; Temperate broadleaf and mixed forests; Temperate Coniferous Forest; Boreal forests/Taiga; Tropical and subtropical grasslands, savannas and shrublands; Temperate grasslands, savannas and shrublands; Flooded grasslands and savannas; Montane grasslands and shrublands; Tundra; Mediterranean Forests, woodlands and scrubs; Deserts and xeric shrublands; Mangroves.Per le denominazioni italiane si sono tenute presente le seguenti fonti: Biodiversity Vision. Un metodo per la tutela della biodiversità nell’Ecoregione Mediterraneo Centrale e Il processo di conservazione ecoregionale e applicazione in Italia - WWF, in cui, in particolare, è utilizzata una traduzione meno letterale e più comprensibile del termine inglese "dry", riferito alle foreste, qui tradotto "arido" e non "secco".: 01. Foreste pluviali di latifoglie tropicali e subtropicali (riunisce tutte le foreste pluviali degli schemi precedenti: foresta pluviale equatoriale, foresta pluviale tropicale e foresta pluviale temperata); 02. Foreste aride di latifoglie tropicali, subtropicali e monsoniche (corrisponde alla foresta monsonica e alla giungla); 03. Foreste di conifere tropicali e subtropicali (bioma d'altitudine che non ha corrispondenza negli schemi precedenti); 04. Foreste di latifoglie e foreste miste temperate (corrisponde alla foresta decidua temperata degli schemi precedenti); 05. Foreste di conifere temperate (bioma d'altitudine che non ha corrispondenza negli schemi precedenti); 06. Taiga; 07. Praterie, savane e macchie tropicali e subtropicali (corrisponde alla savana degli schemi precedenti); 08. Praterie, savane e macchie temperate (corrisponde alla steppa e alla prateria degli schemi precedenti); 09. Praterie e savane inondabili (bioma di limitata estensione territoriale che non ha corrispondenza negli schemi precedenti); 10. Praterie e boscaglie montane (bioma d'altitudine che ingloba la vegetazione d'alta montagna, la tundra alpina e le zone montane coperte da bassi arbusti; non ha corrispondenza negli schemi precedenti); 11. Tundra; 12. Foreste, boschi e macchia mediterranea (corrisponde alla foresta di sclerofille, alla macchia mediterranea e agli altri tipi di vegetazione mediterranea degli schemi precedenti); 13. Deserti e macchia xerofila (riunisce i deserti caldi e quelli freddi degli schemi precedenti); 14. Mangrovie (bioma di limitata estensione territoriale che non ha corrispondenza negli schemi precedenti).

Biomi marini Per quanto riguarda i biomi marini, la lista "Global 200" propone il seguente schema: 01: Zone polari; 02: Piattaforme continentali e mari temperati; 03: Zone di risalita dei mari temperati; 04: Zone di risalita dei mari tropicali; 05: Barriere coralline. Questa mappatura, come si vede, copre solo le aree costiere e della piattaforma continentale; gli ecosistemi di acque profonde, ossia le zone pelagiche, le zone abissali, e le fosse oceaniche non sono ancora state delineate.

Biomi d'acqua dolce Lo schema "Global 200" prende in considerazione anche i biomi d'acqua dolce, proponendo il relativo elenco, che comprende dodici o sette biomi, a seconda delle fontiLo schema a sinistra, che comprende 12 biomi d'acqua dolce, compare in Ecoregioni d'acqua dolce del mondo; lo schema a destra, che comprende soli 7 biomi d'acqua dolce, compare in Conservazione ecoregionale.:

Elenco a dodici biomi Grandi laghi. Grandi delta. Bacini montani - questo bioma comprende i piccoli corsi d'acqua, i fiumi, i laghi e le zone umide di quote elevate, indipendentemente dalla latitudine. Bacini di isole oceaniche.