Sul ponte di Perati è un canto alpino della Brigata alpina "Julia" che nel 1940-1941 fu impegnata nella campagna di Grecia.
Il testo e la melodia riprendono quelli di un noto canto alpino composto alla fine della Prima guerra mondiale, dedicato al ponte di Bassano ("Sul Ponte di Bassano/bandiera nera/è il lutto degli Alpini/che va a la guerra"); in entrambi i canti, l'immagine del ponte evoca un punto di non ritorno. Bassano è attraversata dal fiume Brenta, e le due parti della città sono collegate da un caratteristico ponte di legno (progettato nel 1569 da Andrea Palladio), noto anche come "Ponte degli Alpini" per il transito di truppe alpine inviate nell'estate del 1916 per la difesa dell'Altipiano di Asiago.
Nell'ottobre 1940, durante la seconda guerra mondiale, l'Italia invase la Grecia dall'Albania, ai tempi sotto il controllo italiano. Il ponte di Perati, al confine greco-albanese, fu attraversato all'atto dell'ingresso in Grecia. Venne poi abbandonato per vari mesi a seguito della controffensiva greca in Albania meridionale. Nell'aprile 1941, il ponte di Perati fu teatro di una battaglia per vari reparti italiani, tra cui proprio la divisione "Julia" che, versando molto sangue, poterono riconquistare il ponte e passare nuovamente il confine. Per tali ragioni il ponte entrò nell'immaginario collettivo legato agli Alpini.
Successivamente, la melodia è stata riutilizzata da Nuto Revelli, alpino reduce dal fronte russo, per comporre Pietà l'è morta, uno dei più noti canti partigiani.
Testo Sul ponte di Perati bandiera nera: l'è il lutto degli Alpini che va a la guera.
L'è il lutto della Julia che va a la guera la meglio gioventùL'espressione, resa più efficace dall'uso non corretto di meglio nel senso di migliore, è ripresa da Pier Paolo Pasolini, che dà questo titolo prima a un abbozzo di romanzo, poi alla raccolta poetica in lingua friulana del 1954. Non solo, ma nel 1975 mette in bocca la canzone degli Alpini agli aguzzini protagonisti di Salò o le 120 giornate di Sodoma, suscitando l'indignazione e le proteste dell'Associazione Nazionale degli Alpini, sfociate in una denuncia nei confronti del film. L'espressione cambia quasi totalmente significato nell'italiano colloquiale a partire dal 2003, in seguito al successo dell'omonimo film di Marco Tullio Giordana che racconta la storia di alcuni ragazzi che vivono la loro giovinezza durante gli anni Sessanta. Per questo motivo oggi l'espressione viene più spesso usata per alludere alla "generazione fortunata" dei babyboomers italiani, nati grosso modo tra il 1935 e il 1955. che va sot'tera.
Sull'ultimo vagonel'è l'amor mio col fazzoletto in mano mi dà l'addio.
Col fazzoletto in mano mi salutava e con la bocca i baci la mi mandava.
Queli che son partiti non son tornati sui monti della Grecia sono restati.
Sui monti della Grecia c'è la Vojussa del sangue degli Alpini s'è fatta rossa.
Un coro di fantasmi vien zo dai monti: l'è il coro de li Alpini che son morti.
Gli Alpini fan la storia, la storia vera: l'han scritta con il sangue e la penna nera.
Alpini della Julia in alto il cuore: sul ponte di Perati c'è il tricolore!
Note
Bibliografia Manlio Cecovini, Ponte Perati: la Julia in Grecia, Firenze, Vallecchi, 1966 Alceste Mainardis, Sul ponte di Perati, bandiera nera...storia di una compagnia alpina friulana nella guerra di Grecia, Trieste, Stabilimento tipografico nazionale, 1974 Alceste Mainardis, Sul ponte di Perati bandiera nera…, 2ª edizione, Udine, Aviani & Aviani editori, 2015, ISBN 978-88-7772-202-7
Voci correlate Coro A.N.A. di Milano
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Categoria:Canti degli alpini Categoria:Canzoni sulla seconda guerra mondiale