Biografia
La gioventù a Digione
Bernard de La Monnoye nasce il 15 giugnoRecita il certificato di battesimo: «Le XVeme jour de juing 1641, a été baptizé Bernard filz d'honnorable Nicolas de La Monnoye, M^d paticier, et d'honneste Catherine Baron; a été parrain honnorable Bernard Baron aussi M^d paticier, et marraine honneste Jehanne, fille d'honneste Charles Baron aussi M^d paticier». Il documento fu scoperto nel 1822 nella parrocchia di Notre-Dame di Digione dallo storico locale Claude Xavier Girault (1764-1823) e pubblicato dallo stesso in Particularitée inédites ou peu connues sur La Monnoye, Crébillon (figlio) et Piron (1822). 1641, figlio di Nicolas de La Monnoye e Catherine Baron. Non può vantare nobili ascendenze, visto che sia il padre che la famiglia della madre fanno parte della corporazione dei fornai e pasticcieri, tuttavia la famiglia gode di una certa agiatezza, come dimostra la cura per l'educazione del figlio. Fa i suoi primi a studi presso il locale Collége des GodransFondato nel 1581, in esecuzione del testamento di Odinet Gondrans, presidente del Parlamento di Borgogna. Attualmente è sede della biblioteca civica di Digione. Insieme al Collège des Martinots o des Martin, fondato nel 1531, questo istituto cercava di fare le veci d'Università, istituzione per lungo tempo negata alla città. Solo nel 1722 il re Luigi XV, su proposta del Principe di Condé, allora governatore di Borgogna, accorda il permesso di aprire un'università, tuttavia la ferma opposizione degli abitanti di Besançon, anch'essa sede universitaria, limita la sede di Digione ad un'unica facoltà (diritto) contro le quattro richieste., gestito dai gesuiti. Qui si distingue nella composizione di epigrammi latini di buona fattura, coltiva inoltre lo studio della letteratura e degli autori greci, latini ed italiani, che gli divengono familiari. Inizia a scrivere anche alcune composizioni in franceseLa prima composizione in francese di cui si ha notizia è una lettera del maggio 1657, metà in prosa è metà in versi, che invia al proprio medico curante per complimentarsi dell'effetto di un purgante (sic). La lettera non manca di spirito e di gusto per particolari piccanti, rivelando subito lo spirito dello scrittore. Ecco un breve estratto: «A quatre heures après minuit, | J'ai pris, comme j'étois instruit, | Certain médicament potable, | Puis j'en ai, couché sur mon table, | Quelque temps attendu le fruit. | Lors un orage s'en enfuit; | J'entends dans mon ventre du bruit, | Et les humeurs y font le diable | A quatre || Enfin par un secret conduit, | Et mal & remède s'enfuit. | A vous seul j'en suis redevable; | Vous seul que je tiens préférable, | Pour chasser du corps ce qui nuit | A quatre», ovvero «Alle quattro del mattino, come m'avevate detto, ho preso una certa medicina da bere, poi son tornato a letto ad attenderne il frutto. Allora scoppiò un temporale, e sentì del rumore nel mio ventre, e gli umori fare il diavolo a quattro. Finalmente per un condotto segreto se ne andarono il male e il rimedio. A voi solo sono debitore, è voi che preferisco per scacciare ciò che nuoce ai quattro [umori].» (Oeuvres choisies, tomo II, pag 350). Conclude l'autore: «Non dovete dubitare che la vostra purga non fosse eccellente, poiché mi fa comporre versi.» La Monnoye aveva all'epoca 15 anni. particolarmente ammirate, soprattutto in relazione alla sua giovane età.
Il padre sogna per il figlio una carriera d'avvocato e così invia il figlio a seguire i corsi di diritto dell'università di Orléans, all'epoca molto reputataL'università di Orléans, fondata nel 1306, era all'epoca una tra le migliori per l'insegnamento della giurisprudenza. Una bolla pontificia di Onorio III impediva infatti lo studio del diritto romano a Parigi, permettendo solo quello del diritto canonico; la vicinanza di Orléans a Parigi permise così una facilità di spostamenti per gli studenti. Vi insegnò Pothier e tra gli studenti celebri si ricordano: Reuchlin, Calvino, de La Boétie, d'Aubigné, Fermat, Molière, Perrault, de La Bruyère (e dunque almeno tre accademici: Perrault, La Bruyère e La Monnoye). La scelta di tale istituto testimonia anche l'agiatezza del padre di la Monnoye, che non badò a spese per l'istruzione del figlio.. Là, cedendo alla passione per la letteratura e soprattutto all'innata curiosità, si impegna a raccogliere tra i casi esemplari della giurisprudenza i particolari più originali sugli autori e sui libri che ne avevano trattato. Compiuti gli studi, fa il suo debutto al ParlamentoSotto l'Ancien régime, si intendeva per Parlament una corte di giustizia autonoma. Attualmente l'edificio ospita la Corte di Appello di Digione. di DigioneSi trova anche Parlamento di Borgogna. il 16 novembre del 1662, ma l'incompatibilità tra i doveri della sua nuova professione d'avvocato e i bisogni del suo spirito si fanno presto sentire e, dissimulando la sua repulsione con un preteso indebolimento della propria salute, sfugge al labirinto delle leggi per dedicarsi anima e corpo alle lettere.
L'Accademia di Digione All'epoca si trovava a Digione una concentrazione di uomini che giustificherà poi l'elogio che fece VoltaireVoltaire prese il posto di Bouhier all'Académie française il 9 maggio 1746. Nel tradizionale discorso di insediamento ebbe modo di fare l'elogio di Digione: «Cette ville qui a produit tant d'hommes de lettres, et où le mérite de l'esprit semble être un des caractères des citoyens.» (Questa città che ha prodotto tanti uomini di lettere e dove la distinzione dello spirito sembra essere una delle caratteristiche dei cittadini). La città di Digione (senza contare la regione, eliminando così Buffon), ha dato i natali a sette accademici: La Monnoye, Bouhier, Bossuet, Valon, Languet, Crébillon e Brifaut (togliendo dal conto anche Piron che venne eletto, ma Luigi XV ne rifiutò la ratifica). sullo spirito colto dei suoi abitanti: iniziavano infatti le riunioni letterarie di un gruppo di uomini che sarebbe stato il nocciolo duro della futura Académie des sciences, arts et belles-lettres de Dijon. Tra essi si distinguevano l'alto magistratoPrésident à mortier, magistrato insignito del tocco. Jean BouhierDal 1727 membro dell'Académie française, si veda la voce relativa., Philibert de La MareConsigliere del Parlamento di Borgogna, morto nel 1687. Ha scritto una biografia del giurista Jacques Cujas, fu anche storico ed antiquario., Pierre DumayNato a Digione nel 1627, morto nel 1711 all'età di 85 anni. Divenne consigliere del Parlamento di Borgogna nel 1647. Compose poesie in greco, latino, italiano, spagnolo e nel dialetto della Borgogna. A 15 anni compose una poesia in latino in onore di Luigi di Borbone duca d'Enghien, che gli valse le lodi di Saumaise e Gronovius. La Monnoye lo teneva in grande stima, dice di lui: «Pierre Dumay è stato un grande umanista e uno dei migliori poeti latini del nostro tempo. Era per me un oracolo universale, un maestro intelligente, un amico senza maschere, tanto sincero quanto discreto, nel seno del quale, per quarant'anni, ho deposto con fiducia tutti i miei segreti, e che, reciprocamente, mi confidava tutto.» (Menagiana, p.102, 1715)., Jean-Baptiste Lantin de DamereyNato a Digione verso il 1680, proviene da un'antica famiglia di letterati (da non confondersi con bisnonno e nonno omonimi, il primo (1572-1652) fu giudice e consigliere del Parlamento. Lasciò delle poesie in latino e una corrispondenza con l'amico Peiresc. Il secondo (1620-1695), viaggiò in Italia e a Parigi. Ereditò la carica del padre, intrattenne una ricca corrispondenza con vari letterati tra cui l'accademico Huet, il filologo Saumaise e il traduttore Nicolas Perrot d'Ablancourt. Lasciò lettere, traduzioni tecniche di Pappo ed Euclide (incompiuta), poesie in latino, greco ed italiano, una dissertazione su Diogene Laerzio. È a lui che è dedicata la Lantiana di Pierre Legoux). Entra nella neonata Accademia di Digione nel 1740, di cui sarà un membro estremamente attivo. Decano del Parlamento di Borgogna, muore in età molto avanzata il 21 dicembre (o settembre secondo altre fonti) 1756. Di tutte le sue opere la più notevole è il Supplément au Glossaire du Roman de la Rose, contenant des notes critiques, historiques et grammaticales (1737), supplemento al commentario di Nicolas Lenglet Du Fresnoy, dove unisce una grande erudizione al gusto di aneddoti piccanti sul periodo cavalleresco. Resta inoltre un Elogio di Pouffier, decano del Parlamento di Borgogna (1754), vari Discorsi su temi quali il lusso, le scienze e la tolleranza, ed un Elogio di Rabelais., Jacques-Auguste de ChevanesNato a Digione nel 1624 e morto intorno al 1690. Fu avvocato e segretario del re presso la Cancelleria del Parlamento di Digione, è autore di un volume sugli usi e costumi della Borgogna., Pierre LegouzNato a Digione nel 1640 e morto nella stessa città nel 1702. Anche lui consigliere del Parlamento di Borgogna, fu un erudito e compositore di poesie in latino., Philibert-Bernard Moreau de MautourNato a Beaune il 21 dicembre 1654 e morto a Parigi il 7 settembre 1737. Fu consigliere del re, poi auditore ordinario della camera (oggi corte) dei conti di Parigi e dal 1682 membro dell'Académie des inscriptions et belles-lettres. Ha lasciato note, osservazioni e dissertazioni riguardanti monumenti, iscrizioni e ritrovamenti archeologici., Pierre OudinCurato di Vanves, poi religioso presso l'abbazia di Toussaints d'Angers. Ha lasciato un Projet de règlement pour la confrérie des Dames de la Charité e una raccolta di corrispondenza (1662-1663). e Claude NicaiseDetto anche l'abate Nicaise (1623-1701). Nato a Digione, fu canonico della Sainte-Chapelle della città. Viaggiò in Italia per studiarne l'arte e le antichità, sopra le quali lasciò numerose brevi note erudite. Intraprese inoltre un fitto carteggio con alcuni dei grandi intellettuali dell'epoca, tra cui spiccano Huet, Bayle e Leibniz, la cui corrispondenza venne pubblicata da Victor Cousin sotto il titolo Correspondance avec Leibnitz sur l'amour de Dieu nei suoi Fragments philosophiques. Tradizionalmente gli viene attribuito il primo uso del termine romantico nella letteratura francese: «Que dites-vous, Monsieur, de ces pastoureaux, ne sont-ils pas bien romantiques?» (in Lettres inédites de l'Abbé Claude Nicaise, 1693-1699), ovvero: «Che ne dite, Signore, di questi pastorelli, non sono proprio romantici?». Tuttavia la prima occorrenza di tale parola in un libro in francese, sebbene col senso di romanzesco, è precedente di alcuni decenni: secondo il grande dizionario Trésor de la langue française, è il traduttore Samuel Sorbière ad utilizzarla la prima volta nella sua Relation d'un voyage en Angleterre où sont touchées plusieurs choses, qui regardent l'estat des Sciences, et de la Religion et autres matieres curieuses (più volte ristampata, la prima edizione è del 1664). Ad ogni modo rimane una parola poco comune: nel 1776 Le Tourneur, traducendo le opere di Shakespeare, utilizza «romantique» nella descrizione delle nuvole, ma l'autore utilizza le virgolette perché considera la parola un prestito dall'inglese, sebbene particolarmente efficace. Nel 1798 l'Académie française introduce il termine nella quinta edizione del suo dizionario, col senso di romanzesco o poetico, mentre nella sesta edizione (1832-1835) viene dato come secondo significato «di certi scrittori che fingono di affrancarsi dalle regole di composizione e dallo stile stabilito dall'esempio degli autori classici».. La Monnoye si divideva tra i libri e il circolo di amici; a loro offriva il suo talento poetico accontentandosi semplicemente dell'approvazione del piccolo cenacolo, sembra addirittura che rimproverasse gli amici quando capitava che indugiassero in elogi pubblici.
L'abolizione del duello