Il Congresso ebraico mondiale (in inglese World Jewish Congress-WJC) viene fondato a Ginevra nell'agosto del 1936 come federazione internazionale delle comunità e delle organizzazioni dell'ebraismo come organizzazione non governativa. Secondo la sua dichiarazione d'intenti lo scopo principale del "Congresso" è quello di agire come "braccio diplomatico del popolo ebraico""; il fine istituzionale è quello di rappresentare e difendere gli interessi soprattutto dei membri della Diaspora ebraica, ma anche di quanti vivono in Israele.
L'adesione è aperta a tutti i rappresentanti di gruppi o comunità ebraici indipendentemente dall'ideologia sociale, politica o economica del paese ospitante della comunità; esso cerca intese e consenso con gruppi dai diversi orizzonti politici e religiosi, con la costante di sostenere con forza, fin dall'epoca della sua creazione, lo Stato d'Israele.
La sede centrale si trova a New York al 502 di Madison Avenue, ma l'organizzazione mantiene uffici nazionali anche a Bruxelles, Gerusalemme, Parigi, Mosca, Buenos Aires e Ginevra. Il "Congresso" usufruisce di uno status consultivo speciale al Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite a partire dal 1947.
Organizzazione e organi correlati Il WJC è composto da cinque rami regionali; America del Nord, America Latina, Europa, Asia e Israele. Oltre a ciò le "organizzazioni ombrello" ebraiche in più di 100 Paesi sono direttamente affiliate al WJC.
Il suo più alto organo decisionale è l'"Assemblea plenaria" la quale si riunisce ogni quadriennalmente per scegliere la leadership laica del "Comitato esecutivo". Oltre alle assemblee plenarie le riunioni del Comitato esecutivo vengono normalmente tenute una volta all'anno; le associazioni affiliate mandano delegati ad entrambi gli organismi ed il loro numero dipende dalle dimensioni effettive delle comunità che vengono a rappresentare.
Un incontro speciale dell'Assemblea plenaria, a cui hanno partecipato più di 400 delegati e osservatori provenienti da oltre 70 Paesi, si è tenuto a Buenos Aires nel marzo del 2015. L'ultima Assemblea regolare si è tenuta a Budapest nel maggio del 2013 con 600 tra delegati e osservatori.
Il WJC dispone anche di un istituto di ricerca con sede a Gerusalemme; esso è coinvolto nella ricerca e nell'analisi di tutta una serie di temi d'importanza rilevante per l'ebraismo contemporaneo e i suoi risultati sono pubblicati sotto forma di messaggi con indirizzo di una linea di condotta.
Operando sotto gli auspici del "Congresso" israeliano, l'"Israel Council on Foreign Relations" fin dalla sua istituzione avvenuta nel 1989 ha ospitato i capi di Stato, i primi ministri, i ministri degli Esteri e altri visitatori di spicco ed ha editato numerose pubblicazioni internazionali concernenti la politica estera israeliana, inclusa la sua rivista di politica estera triennale, intitolata Israel Journal of Foreign Affairs.
Le priorità politiche attuali del WJC includono la lotta contro l'antisemitismo - con una particolare attenzione all'aumento dei partiti europei rifacentesi più o meno direttamente al neonazismo - fornire un sostegno politico a Israele, opporsi alla "minaccia iraniana" e affrontare l'eredità lasciata dalla Shoah: la restituzione delle proprietà, la riparazione e la compensazione per i sopravvissuti, nonché il mantenerne viva la "memoria".
Uno dei principali programmi del WJC riguarda la situazione dell'esodo ebraico dai paesi arabi e musulmani. Il WJC è anche coinvolto nel dialogo interreligioso con i gruppi della cristianità e dell'islam e a favore del pluralismo religioso. Dirigenza Alla XIII Assemblea plenaria di Gerusalemme nel gennaio del 2009 Ronald Steven Lauder è stato formalmente eletto all'unanimità come presidente del WJC, dopo aver svolto le funzioni di sostituto presidenziale. Lauder è stato confermato nel suo incarico dalla XIV Assemblea svoltasi a Budapest nel maggio del 2013 prima e dalla XV Assemblea di New York nell'aprile del 2017.
Il banchiere francese barone David René de Rothschild funge da presidente del comitato direttivo WJC e Chella Safra, libanese nata in Brasile, è la tesoriera dell'organizzazione. Viatcheslav Moshe Kantor, presidente del "Congresso Europeo", è stato nominato presidente del "Consiglio politico" del WJC. Dal 2013 Robert Singer è amministratore delegato e vicepresidente esecutivo.
Mentre il "Comitato esecutivo" comprende quasi 50 membri, compresi i capi delle 12 maggiori comunità ebraiche al di fuori di Israele, un comitato direttivo minore gestisce le attività quotidiane dell'organizzazione; esso è composto dal presidente, dal presidente del consiglio direttivo, dal tesoriere, dai presidenti delle cinque affiliate regionali, dai presidenti del Consiglio politico" e da altri membri.
Storia Il Congresso ebraico mondiale è stato fondato a Ginevra nell'agosto del 1936, in risposta all'ascesa del nazionalsocialismo e alla crescente ondata di antisemitismo europeo; fin dalla sua fondazione è stato un corpo permanente con uffici in tutto il mondo.
Gli obiettivi principali dell'organizzazione erano quelli di "mobilitare il popolo ebraico e le forze democratiche contro l'attacco nazista", "lottare per ottenere uguali diritti politici ed economici in ogni parte del mondo e in particolare per le minoranze ebraiche dell'Europa centrale e dell'Europa orientale", l'istituzione di una "Casa Nazionale Ebraica in Palestina" e la creazione di "un organismo rappresentativo ebraico mondiale basato sul concetto di unità del popolo ebraico, organizzato democraticamente e in grado di agire su questioni di interesse comune"George Garai (ed.), World Jewish Congress, 40 Years in Action 1936-1976, Geneva 1976 Organizzazioni dei precursori (1917-36) Le organizzazioni che hanno fatto da precursori al WJC sono state l'"American Jewish Congress" e il "Comité des Délégations Juives". Quest'ultimo è stato istituito nel marzo del 1919 per rappresentare le comunità ebraiche alla conferenza di pace di Parigi (1919) e ha sostenuto i diritti delle minoranze ebraiche presenti in vari Paesi, includendovi la negoziazione dei diritti dell'ebraismo in Turchia che ha condotto al trattato di Sèvres del 1920 e ad accordi speciali con gli altri Paesi minori dell'Est europeo.
Il "Comité" è stato composto oltre che da delegazioni della Palestina, anche degli Stati Uniti d'America, del Canada, della Russia, dell'Ucraina, della Polonia, della Galizia, della Romania, della Transilvania, della Bucovina, della Cecoslovacchia, del Regno d'Italia, della Jugoslavia e della Grecia, guidati dall'esponente del sionismo russo Leo Motzkin e finanziato principalmente dall'"Organizzazione mondiale sionista"Unity in Dispersion: A History of the World Jewish Congress, World Jewish Congress, New York, 1948, p. 26-28..
Tuttavia il primo impulso per la creazione del WJC è venuto dall'"American Jewish Congress" (AJC). Nel dicembre del 1917 esso ha adottato una risoluzione che richiedeva la "convocazione di un Congresso Mondiale ebraico", "non appena verrà dichiarata la pace tra le nazioni belligeranti" della prima guerra mondialeWorld Jewish Congress, Unity in Dispersion - A History of the World Jewish Congress, New York 1948, p.22. Nel 1923 Motzkin visitò gli Stati Uniti e si rivolse al "Comitato esecutivo" dell'AJC, "invocando una Conferenza mondiale degli ebrei per discutere le loro condizioni di vita nelle varie nazioni e per creare modi e mezzi per attuare una protezione efficace dei diritti ebraici"World Jewish Congress, Unity in Dispersion - A History of the World Jewish Congress, New York 1948, p.28.
Conferenze co-organizzate da Motzkin e dai leader dell'AJC Julian Mack e Stephen Samuel Wise si sono svolti nel 1926 a Londra e successivamente nel 1927 a Zurigo. A questi ultimi hanno partecipato 65 ebrei provenienti da 13 paesi, rappresentanti di 43 diverse organizzazioni ebraiche, anche se i principali gruppi ebraici in Belgio, Gran Bretagna, Francia, Repubblica di Weimar, Italia e Paesi Bassi, nonché l'"American Jewish Committee" hanno declinato l'invito a partecipareWorld Jewish Congress, Unity in Dispersion - A History of the World Jewish Congress, New York 1948, p.29.
La prima "Conferenza ebraica preparatoria mondiale" si è tenuta a Ginevra nell'agosto del 1932. Un comitato preparatorio è stato diretto dal sionista Nahum Goldmann, uno dei principali sostenitori dell'istituzione di un organismo rappresentativo ebraico internazionaleGarai, pg. 10 and 20. Goldmann definisce lo scopo del Congresso ebraico mondiale come segue:
La conferenza ha approvato i piani per istituire la nuova organizzazione nel 1934, con sede a New York e uffici europei a Berlino. In un manifesto i delegati hanno invitato il popolo ebraico ad unirsi come unico mezzo efficace per evitare il pericolo; gli ebrei, hanno dichiarato, hanno dovuto fare affidamento sulle proprie energie con l'assistenza di sezioni illuminate del mondo che non erano ancora state saturate dai veleni dell'antisemitismo. Hanno anche aggiunto: "il Congresso ebraico mondiale non mira ad indebolire le organizzazioni già esistenti, piuttosto a sostenerle e stimolarle".
La nuova organizzazione si sarebbe basata sul "concetto di popolo ebraico come entità nazionale e sarebbe stata autorizzata e obbligata ad affrontare tutti i problemi che riguardano la vita ebraica per cercare di risolverli"World Jewish Congress, Unity in Dispersion - A History of the World Jewish Congress, New York 1948, p.34.
Nell'estate del 1933, a seguito dell'ascesa al potere di Adolf Hitler e del suo Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori nella Germania nazista, il presidente del Congresso americano Bernard Deutsch ha invitato le organizzazioni ebraiche statunitensi a sostenere l'istituzione di un Congresso ebraico mondiale "per dimostrare la sincerità delle proprie posizioni" a favore degli ebrei, da mettere in atto in Germania.
Fondazione (1936) Dopo due ulteriori conferenze preparatorie nel 1933 e nel 1934 la prima assemblea plenaria, tenutasi a Ginevra nell'agosto del 1936, ha istituito il Congresso ebraico mondiale come organizzazione permanente e democratica. Le elezioni per i delegati a quel gruppo dovevano essere conformi ai principi della democrazia, cioè segreti, diretti e basati sulla rappresentazione proporzionale; i 52 delegati americani per esempio sono stati scelti in una "Convenzione elettorale" che si è riunita a Washington il 13/14 giugno 1936, a cui hanno partecipato 1.000 rappresentanti di 99 comunità presenti in 32 degli Stati federati degli Stati Uniti d'AmericaWorld Jewish Congress, Unity in Dispersion - A History of the World Jewish Congress, New York, 1948, p.46.
L'obiettivo espresso era quello dell'unità ebraica e il rafforzamento dell'influenza politica per assicurare la sopravvivenza del popolo della diaspora ebraica, il che comprendeva anche la creazione di uno stato ebraico. I 230 delegati che rappresentavano 32 paesi si sono riuniti per il primo appuntamento affrontando una conferenza stampa a Ginevra; Stephen S. Wise attaccò gli ebrei tedeschi i quali si opponevano al WJC. Ha dichiarato: "devo chiarire che il congresso non è un parlamento né un tentativo parlamentare. Non è altro che un gruppo di rappresentanti di quegli ebrei che scelgono di associarsi alla difesa dei diritti ebraici; rimane interamente rappresentativo fintantoché tutti gli ebrei scelgono di essere rappresentati da esso".
Sebbene i delegati abbiano eletto il giudice federale statunitense - in passato già presidente dell'"American Jewish Congress" - Julian William Mack come presidente onorario della WJC, Wise è stato nominato presidente dell'Esecutivo e quindi "de facto" leader del congresso. Nahum Goldmann è stato nominato presidente del comitato amministrativo. Il nuovo direttore ha immediatamente formulato una dichiarazione che richiedeva al governo britannico di non fermare l'immigrazione in Palestina presentandola ai diplomatici britannici a Berna.