Noto anche col soprannome di "Nick 'o mericano", è stato deputato alla Camera dal 9 maggio 1996 al 14 marzo 2013 per Forza Italia e Il Popolo della Libertà in 4 legislature (), oltreché sottosegretario di Stato al Ministero dell'economia e delle finanze dal 12 maggio 2008 al 14 luglio 2010 nel governo Berlusconi IV.
Nell'aprile 2023 è stato condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa in quanto ritenuto il referente del clan dei Casalesi presso il governo italiano.
Biografia Nato il 2 gennaio 1959 a Casal di Principe, in provincia di Caserta, si è laureato in giurisprudenza.
È uno degli eredi della società attiva nel commercio di gas e carburante fondata dal padre. Avrebbe in seguito ereditato dal padre anche il soprannome. È attualmente fuori dalla gestione della società, condotta dai fratelli.
A lui è dedicata la biografia non autorizzata "Il Casalese. Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro"; in seguito la famiglia di Nicola Cosentino ha intentato una causa di risarcimento nei confronti dell'editore del libro biografico non autorizzato.
Carriera politica
Gli inizi nello PSDI Ancora studente alla facoltà di giurisprudenza, comincia a dedicarsi alla politica ed ottiene il suo primo incarico nel 1978, quando diventa consigliere comunale di Casal di Principe, a soli 19 anni, eletto tra le liste del Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI), rimanendo in carica fino al 1980.
Diventa poi consigliere della provincia di Caserta (1980) e assessore con delega ai servizi sociali dal 1983 al 1985. Rieletto alla provincia di Caserta nel 1985, viene nominato assessore alla pubblica istruzione. Al suo terzo mandato come consigliere provinciale (1990), ricopre l'incarico di assessore provinciale all'agricoltura.
Con la discesa in campo nella politica di Silvio Berlusconi, aderisce a Forza Italia, dove alle elezioni regionali in Campania del 1995 si candida tra le sue liste, nella mozione del deputato ed ex sottosegretario al tesoro missino Antonio Rastrelli, venendo eletto nella circoscrizione di Caserta con 12.851 preferenze (31,5% delle preferenze espresse nella circoscrizione) in consiglio regionale della Campania.
Deputato di Forza Italia Alle elezioni politiche del 1996 viene candidato alla Camera dei deputati nel collegio elettorale di Capua, sostenuto dalla coalizione di centro-destra Polo per le Libertà in quota forzista, dove viene eletto deputato con il 49,82% dei voti (35.560) contro i candidati de L'Ulivo Pasquale La Cerra (43,86%) e della Fiamma Tricolore Domenico Moronese. Nella XIII legislatura è stato componente della 4ª Commissione Difesa, della Commissione speciale per le politiche comunitarie (che in seguito divenne la 14ª Commissione Politiche dell'Unione europea) e della Commissione parlamentare per le questioni regionali, oltre ad essere membro del consiglio direttivo del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera e componente del direttivo parlamentare di Forza Italia.
Il 24 settembre 1997 viene nominato coordinatore provinciale di Forza Italia a Caserta, e successivamente eletto come vice-coordinatore regionale in Campania con delega agli enti locali sotto Antonio Martusciello.
Vicepresidente della Commissione Attività produttive Alle elezioni politiche del 2001 viene rieletto alla Camera, tra le liste proporzionale di Forza Italia nella circoscrizione Campania 2. Nella XIV legislatura della Repubblica è stato vicepresidente della 10ª Commissione Attività produttive, commercio e turismo.
Nel giugno 2005, dopo i pessimi risultati elettorali ottenuti alle elezioni regionali di quell'anno, venne nominato da Berlusconi come coordinatore regionale in Campania al posto di Antonio Martusciello. Durante il suo coordinamento Forza Italia risale dall'11,94% dei voti, registrati nelle elezioni regionali campane del 2005, al 27,16% nelle elezioni politiche del 2006, tornando ad essere il primo partito in Campania.
Candidatura alla Provincia di Caserta
Alle elezioni amministrative del 2005 si candida alla presidenza della Provincia di Caserta, appoggiato dalla coalizione di centro-destra la Casa delle Libertà formata da: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, Nuovo PSI, Democrazia Cristiana per le Autonomie, Partito Liberale Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Movimento Idea Sociale e le liste "Movimento Pro Pensionati" e "Consumatori". Alla tornata elettorale ottiene il 45,57% dei voti, venendo sconfitto al primo turno dal candidato del centro-sinistra Sandro De Franciscis (UDEUR) col 52,27%.
Sottosegretario all'economia e alle finanze È stato riconfermato con Forza Italia alla Camera dei Deputati nelle successive consultazioni del 2006 e poi in seno al Popolo della Libertà nel 2008 per la circoscrizione Campania 2. Durante quest'ultimo incarico da deputato, dal 12 maggio 2008 Cosentino è stato nominato Sottosegretario di Stato all'Economia e alle Finanze del quarto Governo Berlusconi.
Si è candidato alla presidenza della Provincia di Caserta nel 2005, ma è stato battuto dal candidato del centrosinistra Sandro De Franciscis, limitandosi così a svolgere un mandato come consigliere provinciale. Ha anche cercato la candidatura alle elezioni regionali del 2010 in Campania, ma lo schieramento di centrodestra ha poi scelto il suo compagno di partito Stefano Caldoro (che avrebbe poi vinto le elezioni).
Fuori dal Parlamento In vista delle elezioni politiche del 2013, Il 21 gennaio si apprende che non è stato ricandidato al Parlamento tra le liste del Popolo delle Libertà, per via dell'opposizione del segretario del PdL Angelino Alfano.
Nel gennaio 2014 fonda il gruppo "Forza Campania" a sostegno del ritorno di Forza Italia e contro i forzisti campani Paolo Russo, Mara Carfagna, Luigi Cesaro e il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, colpevole di aver appoggiato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Il gruppo è formato da 7 consiglieri regionali, deputati e svariati sindaci e consiglieri comunali campani.Forza Campania: ritorna Cosentino, figliol prodigo di Berlusconi ilfattoquotidiano.it, 30 gennaio 2014
Coinvolgimenti giudiziari e dimissioni da sottosegretario Le prime accuse di collusione con la camorra arrivano dopo la pubblicazione su L'Espresso di una dichiarazione del boss pentito Carmine Schiavone, che confermerebbe un patto elettorale siglato con Cosentino:
Tali affermazioni sono state successivamente giudicate false dal pubblico ministero Raffaele Cantone, ragione per cui le indagini sono state archiviate.
Accusa di riciclaggio di rifiuti tossici A settembre 2008 venne pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nell'ambito del riciclaggio abusivo di rifiuti tossici attraverso la società per lo smaltimento dei rifiuti Eco4, come emerse dalle rivelazioni di Gaetano Vassallo, un imprenditore reo confesso di aver smaltito abusivamente rifiuti tossici in Campania attraverso la corruzione di politici e funzionari.
Il coinvolgimento di Cosentino è stato supposto sulla base della confessione di Gaetano Vassallo ai pm della direzione distrettuale antimafia napoletana:
Il 28 gennaio 2009 la Camera dei Deputati respinge (con 138 sì, 236 no e 33 astenuti) una mozione che impegna il governo ad invitare Cosentino a rassegnare le dimissioni presentata da Partito Democratico, Italia dei Valori e Unione di Centro.
Il 10 novembre 2009, dai magistrati inquirenti fu inviata alla Camera dei deputati una richiesta di autorizzazione per l'esecuzione della misura della custodia cautelare per il reato di concorso esterno in associazione camorristicaTesto integrale dell'ordinanza di custodia cautelare (arresto), Giudice per le indagini preliminari. Il testo del mandato di arresto riportava le seguenti motivazioni:
Il 25 novembre 2009 la Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati approva (con 11 sì, 6 no e 1 astenuto) la relazione Lo Presti (Il Popolo della Libertà), che nega l'arresto. Hanno votato a favore Il Popolo della Libertà, Lega Nord e un rappresentante dell'Unione di Centro. Hanno votato contro Partito Democratico, Italia dei Valori e l'altro rappresentante dell'Unione di Centro. Si astiene il radicale Maurizio Turco.
Lo stesso giorno il Senato respinge (con 116 sì, 165 no e 2 astenuti) una mozione presentata da Partito Democratico e Unione di Centro che impegna il governo ad invitare Cosentino a dimettersi; viene respinta (con 95 sì, 170 no e 17 astenuti) anche una mozione presentata dall'Italia dei Valori che impegna il governo a revocargli la nomina a Sottosegretario di Stato.
Il 10 dicembre 2009 la Camera dei Deputati approva a voto segreto (con 360 sì e 226 no) la relazione Lo Presti, negando quindi l'arresto.
Subito dopo aver negato l'arresto la Camera respinge tre mozioni presentate dalle opposizioni che impegnano il governo ad invitare Cosentino a rassegnare le dimissioni. La prima mozione (presentata dall'Italia dei Valori) è respinta con 222 sì, 303 no e 41 astenuti; la seconda (presentata dal Partito Democratico) è respinta invece con 254 sì, 304 no e 10 astenuti; infine, la terza mozione (presentata dall'Unione di Centro) è rigettata con 255 sì, 304 no e 9 astenuti.
A fine 2009 il pentito di Camorra Luigi Guida, detto O'ndrink, rilascia dichiarazioni ai magistrati in merito alla gestione della società Eco4. Guida rivela lo stretto rapporto e la corresponsabilità nello smaltimento abusivo di rifiuti tra Cosentino e i fratelli Sergio e Michele Orsi, collusi con la Camorra (il primo fu arrestato per associazione a delinquere, il secondo fu assassinato nel 2008 per aver denunciato dei camorristi).
Il 28 gennaio 2010 la Corte di cassazione confermò le misure cautelari a carico di Cosentino. Il 19 febbraio la richiesta di dimissioni dagli incarichi fu respinta da Silvio Berlusconi.
Il 14 aprile 2010 la Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati approva la relazione Lo Presti (Il Popolo della Libertà), che nega l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni telefoniche di Cosentino. Favorevoli Il Popolo della Libertà e Lega Nord; contrari Partito Democratico, Unione di Centro e Italia dei Valori.
Il 22 settembre 2010 la Camera dei deputati approva a scrutinio segreto, con 308 favorevoli e 285 contrari, la relazione Lo Presti, negando quindi l'uso delle intercettazioni richieste dai pm di Napoli. Favorevoli alla relazione PdL e Lega Nord, mentre contrari PD, IdV, Udc, Api e il neonato gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia. La richiesta di voto era stata inoltrata per ulteriore fiducia alla Camera dal presidente della Commissione Bicamerale di controllo degli Enti di previdenza e del Comitato per la legislazione, il finiano Antonino Lo Presti, dopo che la stessa commissione si era espressa contro l'autorizzazione.
Il 25 dicembre 2010 la Procura chiede il rinvio a giudizio di Cosentino. In seguito a ciò Cosentino chiede e ottiene il giudizio immediato.
Il 1º febbraio 2012 la Camera ha respinto la proposta dell'Ufficio di Presidenza di costituirsi in giudizio innanzi alla Corte Costituzionale per resistere ad un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere, prima sezione penale, in relazione alla deliberazione della Camera del 22 settembre 2010 con la quale è stata negata l'autorizzazione ad utilizzare intercettazioni telefoniche nei confronti del deputato Nicola Cosentino. Il voto a scrutinio segreto ha visto respingere la richiesta con una ventina di voti di scarto. Contro la richiesta hanno votato PdL, UdC, Popolo e Territorio e Radicali Italiani del Pd mentre a favore hanno votato PD, IdV, Fli, Api, Mpa e anche la Lega.
Il 15 marzo 2013 si è costituito presso il carcere napoletano di Secondigliano, dichiarando di non voler partecipare alle successive udienze del processo.