Biografia

Nacque a Kassel il 20 aprile 1839, figlio di un incisore di monete. Dopo aver frequentato un istituto tecnico per allievi ingegneri nella città natale e aver lavorato per breve tempo in alcuni impianti industriali, si dedicò completamente allo studio della chimica presso l’Università di Giessen, dove fu allievo di Hermann Will, Heinrich Kopp e Theodor Engelbach.

Si laureò in chimica nel 1860 e rimase per quattro anni come assistente di Will presso il laboratorio di chimica sperimentale. Successivamente si recò a Gand per lavorare con August Kekulé, con cui collaborò allo sviluppo delle teorie sulla struttura del benzene. Dopo un breve periodo di sei mesi come assistente di William Odling a Londra, tornò a Gand come segretario e assistente privato di Kekulé.

A causa di problemi di salute legati a un reumatismo articolare cronico, non poté seguire Kekulé a Bonn nel 1866. Alla ricerca di un clima più mite, nel 1867 si trasferì a Palermo, dove fu accolto da Stanislao Cannizzaro come assistente nel laboratorio dell’Università.

Nel 1870 fu chiamato a Milano come professore di chimica organica sperimentale presso la Scuola superiore di agricoltura, dove fondò e diresse un importante laboratorio di chimica organica. Dal 1874 insegnò anche al Politecnico di Milano. Rimase in servizio fino al 1922, anno del suo ritiro per motivi di salute, dopo oltre cinquant’anni di insegnamento e ricerca.

Attività scientifica Le prime ricerche di Körner, condotte nei laboratori di Kekulé a Gand, riguardarono la chimica organica aromatica. Studiò in particolare i derivati del benzene e realizzò numerose sintesi, tra cui quella della resorcina. A partire da questi lavori, indagò la disposizione dei sostituenti nell’anello benzenico, introducendo il concetto di luogo chimico.

Durante la sua permanenza a Palermo, dimostrò sperimentalmente l’equivalenza delle sei posizioni dell’anello benzenico, confermando l’ipotesi di Kekulé. Propose inoltre una variante della formula del benzene in cui gli atomi di carbonio risultavano legati a tre atomi contigui, eliminando i doppi legami. I risultati furono pubblicati nel 1869 nel saggio Fatti per servire alla determinazione del luogo chimico delle sostanze aromatiche sul Giornale di scienze naturali ed economiche di Palermo.

Nel medesimo periodo pubblicò anche una nota sulla sintesi di una base isomera alla toluidina, nella quale suggerì per la prima volta la formula della piridina, indipendentemente proposta poco dopo da James Dewar.thumb|Modello molecolare del benzeneTrasferitosi a Milano, Körner condusse un vasto programma di sintesi di derivati aromatici, pubblicato nel 1874 con il titolo Studi sull’isomeria delle cosiddette sostanze aromatiche a sei atomi di carbonio (Gazzetta chimica italiana). In esso descrisse 126 composti organici nuovi o rielaborati, fornendo prove decisive sull’equivalenza degli atomi di idrogeno nel benzene e formulando la celebre regola di Körner per la determinazione della posizione dei sostituenti nei derivati aromatici bisostituiti.

Già nel 1866, in accordo con Kekulé, aveva introdotto i prefissi orto-, meta- e para- per distinguere i derivati aromatici in base alla posizione dei sostituenti; tale nomenclatura venne poi modificata nel 1869 da Carl Graebe, ma rimase alla base della terminologia ancora in uso.

Le sue numerose sintesi condussero anche all’identificazione di regole sull’orientamento dei sostituenti nell’anello benzenico. Nei decenni successivi Körner estese le sue ricerche alla chimica vegetale: tra il 1882 e il 1903, isolò e studiò diversi composti naturali, tra cui acido caffeico, veratrolo, acido fumarico, acido vanilico, alcaloidi dell’angostura e amminoacidi. Con Angelo Menozzi, nel 1887, sintetizzò l’asparagina e dimostrò la possibilità di ottenere acidi insaturi per eliminazione del gruppo amminico.

Durante le sue ricerche ideò inoltre un dispositivo per la determinazione dei punti di ebollizione sotto vuoto, anticipando tecniche poi adottate nella chimica analitica.

Riconoscimenti Körner fu membro corrispondente (dal 1881) e poi nazionale (dal 1883) dell’Accademia dei Lincei. Nel 1890 ricevette la medaglia Davy dalla Royal Society di Londra, e lauree honoris causa dalle università di Oxford, Cambridge e Giessen. Fu socio onorario della Società italiana delle scienze detta dei XL, delle società chimiche tedesca e inglese e dell’Istituto lombardo di scienze e lettere.

Fu inoltre tra i fondatori e più volte presidente della Società chimica di Milano.

All’interno della Scuola di agraria di Milano, Körner curò la realizzazione di una vasta collezione di campioni cristallini di composti organici, successivamente riconosciuta come monumento nazionale, e studiata dal mineralogo Ettore Artini per le analogie cristallografiche tra sostanze organiche e minerali.

Vita privata e morte Si sposò in prime nozze con Emilia Pavesi, da cui ebbe sette figli; dopo la sua morte, sposò la sorella Ersilia, dalla quale ebbe altri cinque figli.

Morì a Milano il 28 marzo 1925. Riposa nel Cimitero Monumentale di Milano, nell’Edicola Körner (1929), opera dello scultore Adolfo Wildt in collaborazione con Giulio Ulisse Arata.

Opere

Note

Bibliografia

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