La banconota da 5 000 lire è stata uno dei tagli di cartamoneta circolante in Italia prima dell'introduzione dell'euro.

Storia

Il testo di legge che regolava gli istituti di emissione dell'aprile 1910 limitava al taglio di lire 1000 la possibilità di emettere banconote.Gavello - Bugani: Cartamoneta... Sono riprodotte "con procedimento numismatico" due teste muliebri rivolte entrambe verso il centro, raffiguranti quella a sinistra un profilo di Cerere e quella destra il profilo dell'Italia. Colore blu celeste. Dimensioni:  ×122 mm (cornice rettangolare compresi i margini). Carta: bianca filigranata. Officina: Officina della Banca d'Italia. Numero di pezzi autorizzati: 9 000 000 Normativa: decreto ministeriale 3 agosto 1945; decreto ministeriale 17 novembre 1947 Entrata in circolazione: 24 luglio 1946 Fuori corso: 30 giugno 1953

Poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale, con un decreto ministeriale del 3 agosto 1945, la Banca d'Italia fu autorizzata all'emissione provvisoria di titoli al portatore che permettessero di far fronte alle esigenze. La Banca d'Italia emise quindi dei "titoli provvisori" da 5 000 e 10 000 lire che erano equivalenti come potere liberatorio ai biglietti a corso legale. Solo con la legge 1273 del 7 ottobre 1948 fu autorizzata l'emissione di banconote di questi tagli. Il corso legale dei titoli provvisori cessò, con la relativa prescrizione, in forza della legge 31 gennaio 1953, n. 51 e del decreto ministeriale del 5 marzo 1953.

Prima serie: Repubbliche Marinare La prima apparizione del taglio da 5 000 lire avvenne nel 1947. Il biglietto sarebbe stato emesso fino al 1963. Il disegno al recto riproponeva il tema delle Repubbliche Marinare di Giovanni Capranesi, (già apparso su precedenti banconote). Il verso invece rappresenta l'effigie dell'Italia laureata. Il contrassegno in un primo tempo (1947) è la testina d'Italia, poi ('47-'63) diviene quello della Medusa.

Dimensioni: 233 mm × 122 mm  (compresi i margini bianchi) Normativa: decreto ministeriale 16 gennaio 1947 (caratteristiche del biglietto da 5 000 lire tipo 1947); il corso legale del tipo 1947 cessò con il decreto ministeriale del 20 aprile 1968, che dichiarò fuori corso le banconote di "vecchio tipo". Entrata in circolazione: 2 luglio 1951 Fuori corso: 30 giugno 1969

Seconda e terza serie: Colombo Dal 1964 al 1979, furono emesse due varianti delle 5 000 lire raffiguranti l'esploratore Cristoforo Colombo. La seconda variante fu emessa nel 1971. Furono incise da Trento Cionini.

Sul recto a sinistra del biglietto compare una riproduzione di una veduta marina con al centro la caravella Santa Maria.

Variante del 1964 Bozzetto: Florenzo Masino Bessi e Lazzaro Lazzarini Incisione: Trento Cionini Dimensioni: circa  × 70 mm (compresi i margini bianchi); circa 129,5 mm × 58 mm (la parte cromatica) Carta: filigranata bianca di impasto ad alte caratteristiche Caratteristiche tecniche: stampato in calcografia e in tipografia indiretta (offset-secca) Officina: Officina della Banca d'Italia Numero dei pezzi autorizzati: 265 000 000 Normativa: decreto ministeriale 20 agosto 1964 (caratteristiche del nuovo biglietto da 5 000 lire tipo 1964); il corso legale del tipo 1964 cessò con il decreto ministeriale del 27 gennaio 1977. Entrata in circolazione: 23 dicembre 1964 Fuori corso: 31 luglio 1977

Variante dal 1971 Rispetto alla precedente serie del 1964 sul recto, pur restando il busto di Cristoforo Colombo rappresentato nel campo di destra, sono stati aggiunti un cavallo marino emergente dal mare e, sullo sfondo, una carta geografica quattrocentesca disegnata da Paolo Dal Pozzo Toscanelli. In filigrana è riprodotto il ritratto, visto di tre quarti, di Giovanni da Verrazzano, che sostituisce quello di Galileo. Sul verso rispetto alla precedente serie del 1964, le Caravelle raffigurate passano da una a tre; è inoltre aggiunto un secondo delfino a quello intrecciato a un'ancora.

Bozzetto: Lazzaro Lazzarini, Claudio Biancolini Dimensioni: 141,5 mm × 70 mm circa (compresi i margini); circa 129,5 mm × 58 mm (la parte cromatica) Carta: filigranata di colore bianco tendente all'avorio, di impasto speciale ad alte caratteristiche, con filo metallico di sicurezza Caratteristiche tecniche: stampato in calcografia e in letter-set Officina: Officina della Banca d'Italia Numero di pezzi autorizzati: 270 500 000 Normativa: decreto ministeriale 15 maggio 1971; il corso legale del tipo 1971 cessò con il decreto ministeriale del 15 febbraio 1982. Entrata in circolazione: 30 novembre 1972 Fuori corso: 1º dicembre 1982

Quarta serie: Antonello da Messina

Sulla sinistra del recto è rappresentato il Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, conservato presso la National Gallery di Londra. A destra, in filigrana a punto fisso, è raffigurato il busto dello stesso personaggio. Sul lato destro il leone alato di San Marco, simbolo di Venezia, sovrastante gli stemmi di Genova, Pisa e Amalfi, le Repubbliche marinare. La rappresentazione del leone sovrastante gli stemmi si trova anche nella banconota da 10 000 lire emessa tra il 1976 e il 1984, detta Machiavelli. Sul verso si possono vedere dei monumenti idealizzati e in primo piano la Fontana delle tartarughe in Piazza Mattei a Roma, in alto a destra è raffigurato il rosone presente sulla facciata della Concattedrale di Troia (Fg), a undici raggi, l'unico al mondo.

Bozzetto: Giovanni Pino. Incisione: Trento Cionini. Dimensioni: circa  × 61 mm (con scarsi margini bianchi). Carta: filigranata, lievemente colorata, di impasto speciale ad alte caratteristiche, contenente fibrille luminescenti e un filo di sicurezza svolgentesi in senso verticale. Caratteristiche tecniche: stampato in calcografia e offset. Officina: Officina della Banca d'Italia. Numero di pezzi autorizzati: 340 000 000 Normativa: decreto ministeriale 2 marzo 1979; il corso legale del tipo 1979 cessò con il decreto ministeriale del 14 dicembre 1988. Entrata in circolazione: 16 luglio 1979 Fuori corso: 1º marzo 1989

Quinta serie: Bellini

Sul retro della banconota è raffigurato sulla destra un ritratto di Vincenzo Bellini, tratto da un'incisione eseguita da G. Bozza su disegno di Natale Schiavoni, e alle sue spalle si vede l'immagine dell'interno del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania. La filigrana, a punto fisso, è costituita da tre elementi: nella parte sinistra del biglietto è riportata la stessa testina in chiaroscuro di Vincenzo Bellini. Nella zona immediatamente sottostante è riportato, in filigrana a linea chiara, il monogramma "BI" compreso tra motivi ornamentali; a destra sono riprodotti, con effetto chiaroscuro, elementi geometrici adiacenti l'uno all'altro, di forma rettangolare, con il lato maggiore disposto in direzione verticale.

Sul verso della banconota è invece riportata una stilizzazione di una scena della Norma, i cui elementi principali sono un albero e una colonna con basamento e la riproduzione della statua raffigurante Norma, tratta dal monumento a Bellini, opera dello scultore Giulio Monteverde, che si trova a Catania.

L'ultima banconota in lire, stampata il 28 luglio 2000, è stata proprio una 5000 lire.

Bozzetto: Guglielmo Savini. Incisione: Trento Cionini. Dimensioni:  × 70 mm Carta: filigranata, lievemente colorata, di impasto speciale ad alte caratteristiche, contenente fibrille luminescenti e un filo di sicurezza svolgentesi in senso verticale. Caratteristiche tecniche: stampato in calcografia e offset secco e umido. Officina: Officina della Banca d'Italia. Numero pezzi autorizzati: 1 400 000 000 Normativa: decreto ministeriale 4 gennaio 1985 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 giugno 1985, n. 151); ultimo tipo del taglio, rimase in corso legale fino all'introduzione dell'euro. Entrata in circolazione: 8 luglio 1985 Fuori corso: 1º marzo 2002

Note

Bibliografia

Voci correlate Lira italiana Banca d'Italia Istituto Poligrafico e Zecca di Stato

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